×
Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.
Accetta | Leggi altro
HeaderMain-GetPartialViewNoCache = 0
HeaderContext-GetPartialViewNoCache = 0
HeaderBreadcrumb-GetPartialViewNoCache = 0
AdvValica-GetPartialView = 0

Dolceacqua: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

HeaderPageTitle-GetPartialViewNoCache = 0

Con il suo celebre ponte e le casette medievali che si inerpicano fino al castello, molto ben tenute e in più di un caso trasformare in botteghe e atelier, Dolceacqua è uno dei più eleganti e apprezzati borghi antichi del Ponente ligure, a poca distanza da Ventimiglia dal confine con la Francia.

Oggi Dolceacqua, come spesso accade per i paesini medievali di Liguria che si sono sviluppati nei secoli successivi, è divisa in due: da una parte la zona più antica e caratteristica, arroccata sul colle, dall’altra la città moderna in pianura; in mezzo passa il fiume Nervia, sovrastato da quello che è l’indiscusso simbolo della località, ovvero il Ponte Vecchio.

Si tratta di un ponte quattrocentesco «a schiena d’asino» che è stato ritratto innumerevoli volte per il suo fascino suggestivo, perfino da artisti come Claude Monet, che visitò la Riviera di Ponente nel 1884 e immortalò Dolceacqua e il suo ponte in quattro tele. L’altra struttura più rilevante del paese è il Castello Doria, che domina l’abitato e risale addirittura al dodicesimo secolo per quanto riguarda la data di costruzione del suo primo nucleo.

In origine c’era solo una torre circolare, quella che ancora si può vedere al centro della struttura, e un edificio di guardia, ma nel Cinquecento Stefano Doria, il signore locale, l’ampliò con un bastione speronato e con le due torri quadrate, che donano al castello l’inconfondibile profilo che lo caratterizza e che compare anche nello stemma della città.

La costruzione del castello si deve alla posizione strategica di Dolceacqua, che le permette di controllare tutta la Val Nervia. Dolceacqua attira ogni anno molti turisti perché si tratta di un borgo medievale curato con particolare attenzione, con vicoli e vicoletti che si intersecano tra di loro e offrono tanti bellissimi scorsi anche per gli appassionati di fotografia e di pittura. Non stupisce infatti che Monet abbia scelto proprio questo paese per le sue tele, con i vasi di fiori che adornano i portoni di legno delle case e i muri delle case con i muri di pietra viva che quasi si sfiorano sopra le viuzze dove si può notare subito la tradizionale copertura a “risseu”, i caratteristici ciottoli dei borghi liguri.

Da vedere ci sono anche la Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate a Terra (eretta nel XV secolo, che conserva al suo interno numerose opere di artisti locali), la Chiesa di San Giorgio, risalente all’undicesimo secolo e con la cripta che ospita le tombe di Stefano e di Giulio Doria, il Santuario dell’Addolorata e le rovine del cinquecentesco Convento dei padri agostiniani.

Tra i musei il più interessante è quello dedicato al più famoso pittore di Dolceacqua, Giovanni Morscio: l’omonima pinacoteca ospita anche opere di artisti come Mario Ameglio, Eugenio Bonivento, Cirano Castelfranchi, Gaston Cirmeuse, Yves Diey, Georges Chappuis, Robert Duflos, Charley Garry, Maurice Martin, Maurice Louis Monnot, Achille Cabiati, Marcello Cammi, Franco Giglio, Mario Raimondo, Fernando Pelosini, Alberto Rossi, Éloi-Noël Bouvard, André Salomon Le Tropezien, per uno sguardo di sicuro interesse sulla pittura della prima metà del Novecento tra la Francia e l’Italia.

Da un punto di vista naturalistico, Dolceacqua è importante perché proprio qui si trova il sito di interesse comunitario di Monte Abelio, 727 ettari che arrivano fino a Rocchetta Nervina. Salire fino alla cima è un’ottima prova di come in Liguria bastino ascensioni di poche centinaia di metri per respirare già l’atmosfera dell’alta montagna, tra i profumi della macchia mediterranea e dirupi scoscesi, con splendidi scorci anche sulla Valle Roia. La zona è comunque molto ricca di sentieri e di itinerari, anche con il collegamento con l’Alta Via dei Monti Liguri. Molto tipiche anche le vigne da cui si ricava l’uva per grandi vini come il Rossese di Dolceacqua.

Per arrivare a Dolceacqua, la strada da seguire è la statale 64, che collega Vallecrosia e Castel Vittorio. Chi arriva in autostrada (l’A10) deve uscire a Ventimiglia o a Bordighera. In treno, la stazione più vicina è quella di Ventimiglia, sulla linea Genova-Ventimiglia.

CommonInfoPlaceOverview-GetPartialView = 0

Attività

Attrattive

Mangiare e bere

AttractionFilter-GetPartialView = 0,0156262
VideoListGuideNewsletter-GetPartialView = 0

Cosa vedere secondo voi



9 risultati filtrati per:
Rank 1# di 9
Rank 2# di 9
Rank 3# di 9
3 Voti
Rank 4# di 9
Rank 5# di 9
Rank 7# di 9
Rank 8# di 9
Rank 9# di 9
AttractionList-GetPartialView = 0,1718889
CommonPluginEuropeAssistence-GetPartialView = 0
ContentListPostListSmall-GetPartialView = 0,0156253
AdvAdSenseSearch-GetPartialView = 0
AdvValica-GetPartialView = 0
AdvValica-GetPartialView = 0
AdvValica-GetPartialView = 0

FreeContentHtml-GetPartialView = 0

La guida da portare con te

Scarica gratis
la guida pdf di Dolceacqua
GuideList-GetPartialView = 0
AdvValica-GetPartialView = 0
AdvValica-GetPartialView = 0
Footer-GetPartialView = 0
AdvValica-GetPartialView = 0
AdvValica-GetPartialView = 0