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Arborea: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

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Arborea è un comune che sorge sul versante occidentale della Sardegna (dista davvero pochissimi chilometri dal mar Mediterraneo) e che si posiziona all'interno di una sub-regione di nome Campidano di Oristano: un'area che coinvolge territori con caratteristiche diametralmente opposte e che copre tanto pianure quali quelle del Campidano, quanto montagne quali quelle del Montiferru.

Nonostante la Sardegna risulti abitata addirittura dal Neolitico, la città di Arborea ha una storia davvero recentissima, legata alla disinfestazione di alcune zone paludose dell'isola messa in atto durante il ventennio fascista: non a caso la città era stata fondata con il nome di "Villaggio Mussolini" ed ancora oggi è possibile visitare strutture edificate a cavallo tra gli anni ’20 e gli anni ’30 del Novecento quali la Casa del Fascio (oggi Cricolo Ricreativo Enal) o la Casa del Balilla, una specie di edificio polisportivo dotato di palestra, spogliatoi, piscine all'aperto e campi sportivi, pensato per l'educazione della gioventù.

Non è inoltre un caso che la principale struttura museale di Arborea sia quasi esclusivamente concentrata attorno all'operazione di bonifica di cui sopra. Stiamo parlando del MUB, un'istituzione culturale polivalente situata in un edificio di vale Italia (presso il sito archeologico industriale del mulino) che innanzitutto raccoglie ed espone materiali e documenti riguardanti la storia della bonifica del territorio in cui ora sorge il comune.

Detto ciò il MUB organizza anche altre attività collaterali, comunque nell'ottica di una valorizzazione qualificata e diffusa delle tradizioni, dei prodotti e delle bellezze del territorio: da mostre ad attività didattiche, passando per visite guidate, manifestazioni, conferenze ed altre varie iniziative senza scopo di lucro. Proprio presso il MUB è visitabile ad esempio una magnifica sala archeologica che dimostra quanto scritto in precedenza, esponendo i reperti emersi dagli scavi che misero in luce l'antica necropoli di s'Ungroni: un sito scoperto per puro caso dai pastori della Barbagia nel 1868, che permise di scoprire sepolture di famiglia, ma anche monete, stoviglie e suppellettili di vario tipo. Materiale archeologico che prova chiaramente come la regione fosse abitata nei tempi più remoti, prima di venire abbandonata a causa della formazione di diverse aree paludose.

Detto ciò Arborea è anche un delizioso paesino da visitare anche solo per la bellezza del suo centro storico, che presenta diverse costruzioni in stile neogotico e liberty e che racchiude la maggior parte dei suoi "tesori" attorno a piazza Maria Ausiliatrice: qui sorgono la Chiesa parrocchiale del Cristo Redentore (in particolarissimo stile tirolese) ed i suoi splendidi giardini, e qui è possibile ammirare altre costruzioni piuttosto caratteristiche quali la casa degli impiegati (datata 1929), la stessa scuola elementare locale (1928) e, più in generale, diversi locali commerciali storici tra cui spicca sicuramente la locanda del Gallo Bianco.

Basta poi uscire di pochi chilometri dalla città per ritrovarsi immersi in alcune zone umide di particolare interesse naturalistico, tra cui spiccano sicuramente gli Stagni di S'Ena Arrubia e di Corru S'Ittiri, due "Siti di Importanza Comunitaria", nonché oasi di protezione faunistica tutelate dalla Convenzione di Ramsar del 1977.

Il primo è una porzione dell'enorme territorio paludoso che un tempo occupava il grande stagno salato di Sassu, che aveva un'estensione di ben 3270 ettari. Salvato dal prosciugamento conseguente alle bonifiche, lo stagno di S'Ena Arrubia ha una superficie di circa 300 ettari e scarica direttamente sul mare tramite saracinesche dislocate tra un villaggio di pescatori ed una pineta costiera posizionati poco a sud di Arborea.

Lo stagno di Corru S'Ittiri è invece sulla strada per il promontorio di Corru Mannu ed è un vero e proprio trionfo di vegetazione grazie a diverse piante di lentischio ed asfodelo, oltre che a varie specie di alofile. Molto importante anche la sua avifauna, soprattutto per la grande abbondanza di specie quali gabbiani, cormorani, garzette, avocette, cavalieri d'Italia e martin pescatori.

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