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Cosa visitare a Amatrice  

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Panoramica per visitare Amatrice al meglio

Amatrice, città di storia, d’arte, di eccellenza gastronomica, tanto da essere considerata la "porta del gusto" del Gran Sasso e del suo parco. Amatrice, città dalle cento chiese, distribuite tra il centro e le sue 69 frazioni.

Determinazione e fede sono i sentimenti che, dopo il sisma dell’agosto 2016, segnano la nuova vita di Amatrice, in cui i tanti progetti in corso contribuiranno a recuperare molto del suo antico splendore, per goderne ancora, secondo le regole di sicurezza necessarie per un luogo altamente sismico.

Il simbolo di Amatrice è da cercare nella sua cucina, i famosi spaghetti all’amatriciana, una ricetta che è sempre stata considerata romana e che invece è nata qui. All’inizio, il pomodoro non era nel condimento, che arrivò solo nel 1700 quando il borgo divenne definitivamente possedimento del Regno di Napoli. Oggi esiste anche un piatto che è in bianco, a base di guanciale e pecorino, la pasta alla gricia che alcuni dicono sia originario del paese di Grisciano, nella zona di Accumoli. Ritornando agli spaghetti all’amatriciana, celebrità internazionale, da ricordare un segreto, cioè la quantità di guanciale da usare la cui proporzione deve essere di un quarto rispetto a quella della pasta; da ricordare, inoltre, che il guanciale va cotto a parte rispetto al sugo di pomodoro cui va aggiunto alla fine, poco prima di condire gli spaghetti ricoprendoli di pecorino.

Tra i monumenti simbolo della città ferita di Amatrice, alcuni sono in fase di restauro. La Basilica di San Francesco, a pochi metri dal Palazzo del Comune, risalente ai secoli XIII-XIV, con annesso un convento. In origine, la chiesa era dedicata a Santa Maria Vergine, con tanti affreschi e un altare seicentesco intagliato in legno dall’artista locale Giovan Battista Giglio, dipinto poi in oro e azzurro. Il portale è in stile gotico, in travertino bianco, nella cui lunetta spicca un gruppo di statue in terracotta della Vergine in trono col Bambino.

Accanto alla chiesa, nell’ex palazzo della pretura, si trova la sede del Polo Agroalimentare del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. La Chiesa del Santissimo Crocifisso è stata costruita sui ruderi di un antico castello, nel 1400, e ristrutturata dopo il terremoto del 1639; all’interno, dallo stile barocco, un crocifisso ligneo che il 15 maggio 1534 cambiò colore e alcune gocce di sangue sgorgarono dalle ferite del costato e della fronte. Si conservano ancora in un’apposita urna i sacri lini con i quali fu asciugato il sangue: vengono esposti nei giorni precedenti la festa dell’Ascensione. Architettura romanico-gotica per la Chiesa di Sant’Agostino, a ridosso dell’antica cinta muraria; il suo campanile era un’antica torre. Nelle sue vicinanze si trova il Parco in Miniatura, in cui è ricostruita la storia del luogo e del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, con riferimenti geomorfologici, zoologici, botanici e ricostruzioni in formato mini di alcuni monumenti.

Nei dintorni di Amatrice, in località Rocchetta, si trova il Santuario della Madonna di Filetta o Santa Maria dell’Ascensione, risalente al secolo XV ed è legato a un evento miracoloso del 1472, nel giorno dell’Ascensione, quando una pastorella, Chiara Valente, trovò un cammeo con l’effige della Vergine. Facciata semplice, campanile a doppia vela, affreschi all’interno come quello sull’abside in cui c’è il racconto per mirabili immagini della processione che da Amatrice porta al Santuario. In località Cornillo Nuovo, la Chiesa di Sant'Antonio Abate, in pietra arenaria, del XV secolo, con la statua in terracotta di Sant’Antonio Abate e ai lati dell’altare una decorazione pittorica suddivisa in dodici riquadri con le storie che lo vedono protagonista, accompagnate da descrizioni in lingua volgare.

Il Santuario dell'Icona Passatora è situato ad est di Amatrice nell’omonima frazione in località Ferrazza ed è intitolato a Santa Maria delle Grazie detta Icona Passatora, immagine conosciuta fin dal XIII secolo. All'interno, tra gli affreschi, la Madonna in Trono col Bambino, nell’atto di sorreggere la città di Amatrice in miniatura. Nella frazione di Sant’Angelo, di fronte alla Chiesa campestre della Madonna di Galloro, si trova il cerro di Sant’Angelo, una quercia secolare che probabilmente risalente probabilmente al 1400: è alta più di 21 metri, con una circonferenza di 6,8. Una volta le frazioni di Amatrice erano di più di quelle di adesso, tutte legate tra loro da frutteti, coltivazioni, strade: alcuni di essi sono oggi i "sentieri della memoria", prima abbandonati e ora rimessi in forma per essere fruibili.

Amatrice si raggiunge in auto da Roma o Rieti attraverso la via Salaria fino all’uscita omonima e imboccando la SS 260. Un’alternativa è l’Autostrada A24 Roma-L’Aquila, uscita svincolo L’Aquila Ovest, imboccando quindi la SS 80 fino al bivio di Pizzoli, dove si gira a sinistra per imboccare la SS 260 e in circa 40 km si arriva nel comune. Da Pescara, si imbocca l’autostrada A14 fino all’uscita San Benedetto-Ascoli Piceno, quindi si imbocca il Raccordo Porto d’Ascoli-Ascoli Piceno verso questa località, poi si prende la Salaria verso Rieti, seguendo le indicazioni per Amatrice. Ad Amatrice si arriva pure con i bus di linea del Cotral, da Roma e da Rieti. Gli autobus della società Start effettuano servizio tra Roma ed Ascoli Piceno con una fermata per Amatrice al bivio Saletta.

Da ricordare: prima di intraprendere un viaggio nella zona, meglio informarsi sulla effettiva fruizione delle strade che possono aver subito danni a cause del terremoto dell’agosto 2016.

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