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Rodi: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

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Parlare di Rodi, la più estesa isola del Dodecaneso, è parlare dell’Isola delle Rose o dell’Ibisco, come è anche conosciuta per via del suo habitat naturale che vede la significativa presenza di questi due fiori. L’isola mantiene la sua cultura arcaica che fa della pastorizia, l’attività principale.

Rodi è anche storia e architettura, come si evince nella città vecchia divenuta Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO dal 1988. Molto apprezzata dai turisti per via del suo mare, offre stimolanti interessi anche dal punto di vista archeologico.

Non solo spiagge: cosa vedere a Rodi, 10 luoghi assolutamente da non perdere!

Cosa vedere a Rodi: Baia San Paolo

L’isola di Rodi, a parte il forte richiamo per le sue spiagge ed il suo mare, annovera luoghi che meritano di essere accuratamente visitati dal turista che ha scelto questa destinazione.  L’elenco di almeno 10 luoghi da non perdere a Rodi è solamente l’inizio di una lista che meriterebbe di avere più spazio dal momento che sono sicuramente di più, i posti capaci di attirare l’attenzione del visitatore.

1) Città Vecchia

Rodi, intesa come città capoluogo dell’omonima isola, conserva interessanti testimonianze medioevali oltre a quelle classiche. Queste, si devono ai Cavalieri di San Giovanni che qui vissero per oltre due secoli a partire dal XIV prima di fuggire a Malta dopo aver perso la battaglia contro gli ottomani di Solimano il Magnifico.

Nel periodo della loro dominazione i Cavalieri trasformarono la città cinta da poderose mura, dividendola in due zone: quella dedita ai commerci e abitata da greci, ebrei e turchi; e quella residenziale, dove è presente tuttora la Fortezza. Nella città vecchia le testimonianze del tessuto urbano medioevale è rimasto lo stesso anche per via dell’opera di restauro curata dagli italiani nel periodo 1912–1943, quando dominavano l’isola. Risulta deludente, invece, la traccia dell’età classica in quando sia il tempio di Apollo, lo stadio e il teatro sono decisamente rimaneggiati.

2) Museo Archeologico

Di tutt’altro spessore è il Museo Archeologico che è la più significativa attrattiva e non solo perché ubicato all’interno del palazzo che un tempo ospitava il quattrocentesco Ospedale voluto dai Cavalieri dell’Ordine di San Giovanni, bensì per i reperti in esso custoditi.

La visita permette di ammirare l’ampio cortile formato da un pavimento in maiolica proveniente da un’altra isola del Dodecaneso, Karpathos, al cui centro è collocata una statua di pietra che raffigura un leone che stringe tra le zampe la testa di un tori.
Il percorso museale prevede la visita di stemmi e lapidi relativi all’epoca dei Cavalieri e i reperti archeologici ceramici di scuola rodia dai quali emerge prepotente la statua Aphrodite che fa il bagno del I secolo a.C.

3) Palazzo del Gran Maestro

Sempre restando nell’ottica della città medioevale, l’edificio conosciuto come il Palazzo del Gran Maestro risulta essere ancor poderoso del vecchio Ospedale in quanto si trattava della fortezza dei Cavalieri, caratterizzata da torri gemelle ai lati dell’ingresso principale.

Lo scopo era quello di proteggere anche la popolazione in caso di attacco da parte degli ottomani ma, dopo la sconfitta contro le truppe di Solimano e la cacciata dei Cavalieri, l’edificio divenne un carcere. A metà del XIX secolo una gran parte della fortezza fu distrutta da una esplosione e solo negli anni Trenta del secolo scorso sotto il dominio italiano, fu in parte ricostruita come residenza del Re e di Mussolini.

4) Via dei Cavalieri

Si tratta della via che unisce l’Ospedale dei Cavalieri con il Palazzo del Gran Maestro e che, unica in Europa, ha conservato intatta l’impronta tardo-gotica con la quale fu realizzata.
Da visitare le residenze, ossia gli ostelli, nei quali i Cavalieri di San Giovanni soggiornavano a seconda delle loro nazionalità. Oggi rimangono solo quelle di Provenza, Francia, Spagna e Italia che sono occupate da consolati e ambasciate.

5) Porto di Mandraki

Oltre che alla sua mansione di porto turistico, si tratta della zona più trafficate per via delle tante attività presenti che richiamano tanti turisti. Vero è anche il fatto che vicino a questa zona si trova la Porta delle Libertà dalla quale si accede alla parte vecchia della città. Una significativa attrazione presente è quella costituita da due statue bronzee che raffigurano i cervi Elafina e Elafos che il mito affermava saper cacciare i serpenti dall’isola presenti in gran numero nell’antichità.

Un’altra leggenda vuole che queste colonne sono collocate sul sito dov’era posto il Colosso di Rodi, protettore dell’isola anche se alcune ipotesi dicono che la statua del dio Elios, si trovasse nell’acropoli e che un terremoto la fece cadere in mare dove rimase secoli prima di essere recuperata e venduta a pezzi durante la dominazione araba.

6) Nea Agora

Durante il Novecento si sviluppò a Rodi, la città nuova che confina con quella vecchia proprio dal porto di Mandraki. Qui troverete il Nuovo Mercato, il Palazzo delle Poste, la Cattedrale Ortodossa, il Municipio: tutti edifici dove appare evidente l’impronta dello stile fascista dell’epoca.

7) Monastero di Filerimos

Ad una decina di chilometri da Rodi, si trova la cittadina di Ialyssos dominata da una piccola altura chiamata Monte Filerimos sulla cui cima si erge una grande croce. Sotto a questo simbolo si trova un antico monastero bizantino risalente al X secolo di cui della costruzione originale rimane ben poco. Di fronte all’attuale monastero di Frati Cappuccini si possono vedere i resti dell’acropoli di Lalyssos.

8) Terme di Callithéa

Conosciute fin dalle epoche più remote, le Terme furono valorizzate dagli italiani durante gli anni Trenta del secolo scorso. Distrutte in gran parte dall’ultimo conflitto le Terme furono recuperate nei primi anni del millennio cercando di mantenere integro lo stile italiano. Oggi la location è usata per eventi culturali, rassegne e manifestazioni e, in estate, come stabilimento balneare.

9) Acropoli di Lindos

L’Acropoli occupa un modesto spazio dove sono presenti testimonianze risalenti all’epoca dei Cavalieri ma, soprattutto, quelle remore che vedono nel tempio di Athena Linda del IV secolo a.C. la costruzione più prestigiosa. Bello anche il bassorilievo che ha come oggetto una trireme da guerra e dove, di fronte, resiste il piedistallo dov’era collocata la statua di Agesandro di Mikion scolpita da Pitocrito, autore già del capolavoro della Nike di Samotracia.

10) Kamiros

Risulta essere il sito archeologico più notevole nella parte occidentale dell’isola e che faceva parte della Esapoli dorica. La sua scomparsa si deve ad un terrificante terremoto che avvenne nel 226 a.C. e che distrusse gran parte della città. Quel che ne rimase, cessò di esistere nel 142 a.C. dopo un’altra tremenda scossa sismica.

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