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Da Foiano di Valfortore a Buonalbergo a Benevento  

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Rank 16# di 45
Numero votazioni 1
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Recensioni Da Foiano di Valfortore a Buonalbergo

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Livello 40     3 Trofeo   
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Si parte da Foiano di Valfortore situato in un suggestivo ambiente naturale, sul primo piegarsi del versante adriatico, in fondo ad una valle, sulla sinistra del Fortore e cinto da alti monti. Il paesaggio si presenta dunque molto vario; i... vedi tutto verdi seminativi, gli oliveti, i vigneti, i frutteti, e le zone boschive offrono particolari effetti cromatici che conferiscono al paesaggio panorami più distensivi. Nel paese meritano di essere visitati: Il Campanile, in cima alla città vecchia, la Chiesa di S. Maria di Gualdo di Mazzocca (sec. XI) la Chiesa della Madonna del Rosario e la Chiesa di San Giovanni. Da Foiano di Valfortore ci spostiamo nell’’antico Borgo medioevale di Molinara, d’origine longobarda, con i bastioni e le torri, sorge sulla cima di una collina tufacea alta 592 metri. Ci dà l’idea di un tipico castello in un centro fortificato, ed è circondato da una strada perimetrale che si collega al centro urbano sviluppatosi fuori le mura. Si poteva accedere al centro antico attraverso due porte: la "Porta Ranna" (Porta Grande) e la "Porta da Basso". Entrando da la Porta Ranna si possono subito notare, a sinistra, i resti della Chiesa di San Bartolomeo, sulle cui mura sono visibili ancora tracce di dipinti sacri e, a destra, il portone dì accesso al palazzo del Signore, il mastio, divenuto in seguito palazzo gentilizio, oggi proprietà della famiglia Santoro. Ai lati di Corso Umberto, che univa le due porte d'ingresso, si possono notare le tipiche abitazioni di coloro che vivevano all’interno della corte. Esse sono costruite in pietra di travertino, separate da stretti vicoletti, alcuni dei quali presentano, ancora visibile, la loro originaria denominazione (Vico Bastioni, Vico del Forno, Vico dell’Orologio, Vico Notar Nicola…) e terminano tutti a ridosso della cinta muraria del tratto est. Il selciato intatto, del corso principale, i vicoli a ventaglio, i sotterranei delle case in parte ricavati nella massa arenaria, la suggestiva successione delle scale in pietra e dei tetti degradanti in direzione est-ovest, la linearità dei portali e delle mensole in pietra rappresentano gli elementi costitutivi tipici della vecchia edificazione che, evidenzia una sapiente capacità costruttiva. Attualmente, la zona è sottoposta a lavori di restauro. All’interno del Borgo Antico, ritroviamo la Chiesa di Santa Maria dei Greci, la cui fondazione risalirebbe all’XI secolo per opera dei monaci basiliani. In essa, per lungo tempo, le funzioni religiose furono celebrate con rito greco-ortodosso, in particolare il battesimo amministrato per immersione e solo a decorrere dal 3 giugno del 1737 esso fu amministrato secondo il rito di Santa Romana Chiesa. E' posta nel luogo de la Porta da Basso e fu riconsacrata dal Cardinale Orsini il 19 settembre 1697. Per gli amanti della natura e dei borghi antichi l’itinerario turistico del tratturo offre quanto di meglio si possa desiderare a San Giorgio la Molara, che per estensione territoriale e il terzo paese più grande nella provincia di Benevento. Il suo territorio con un estensione di 65 kmq., va da un’altezza di circa 300 metri (dove scorre il fiume Tammaro) fino ai 1000 metri del lago di San Giorgio (lago Mignatta), luogo che per le sue peculiarità paesaggistiche costituisce una forte attrazione turistica soprattutto nella stagione calda. Il centro del paese si trova arroccato su di una collina di circa 650 metri di altezza. La caratteristica del territorio sangiorgese e proprio quella di essere attraversato dal regio tratturo Pescasseroli - Candela a sud – est in prossimità di Campo del Monaco e a valle di contrada Calise. In contrada Calise esplorazioni archeologiche hanno portato alla luce resti di una città, Castrum Sancti Georgii de Molinara, abitata presumibilmente dai liguri bebiani. Dal XII secolo, epoca di conquista normanna, il territorio passò sotto diversi casati feudali i quali dettarono le sorti politiche e sociali del piccolo centro collinare. Tra le risorse culturali ricordiamo il palazzo Iazeolla e il palazzo Muscetta e il convento dei padri agostiniani del XV secolo. Tra le risorse ambientali rivestono particolare interesse: il bosco “mulinello” caratterizzato dalla presenza di cerri, roveri e querce; il bosco di “Mazzocca” caratterizzato da pini e cipressi; lago Mignatta con una capacità di circa 4600 metri cubi di acqua, risulta essere uno dei laghi più grandi della zona. Dopo la pausa pranzo che può essere motivo di scoperta di quelli che sono i piatti tipici locali, l’itinerario ci può portare da San Giorgio la Molara a Buonalbergo. Buonalbergo sorge a 555 m s.l.m tra il monte Chiodo e il fiume Mescano in un’area a forte vocazione storico paesistica. Al di là delle bellezza delle valli e delle contrade, la visita al territorio di Buonalbergo deve partire dal centro abitato e più esattamente dal centro storico. Esso, infatti, pur non presentando edifici di eccezionale importanza è interessante per la sua struttura urbanistica. Giungendo a Buonalbergo dalla Strada Statale 90bis ci si trova davanti la Casa Comunale (Palazzo Spinelli). E' un palazzo ducale del XVII secolo, di pregevole fattura, ben conservato. Il borgo di Buonalbergo conserva intatta la sua antica fisionomia urbanistica caratterizzata dal bianco opaco della pietra locale con cui gli edifici e le strade sono stati costruiti. Girando a ruota libera per le strade del paese, scopriamo gradevoli angoli di architettura passata. Attraversando i vicoli ed i porticati spuntano fuori chiese e piazze che non ci si aspetta di trovare. Superando il palazzo ducale e possibile seguire sulla sinistra le indicazioni che conducono al “Ponte delle Chianche”; si giunge, poi, prima al santuario della Madonna della Macchia che conserva una statua lignea della Madonna del XII secolo, e poi fronteggiamo il sentiero che scendendo in mezzo al bosco ci nasconde fino all’ultimo il sorprendente Ponte romano a sei arcate denominato “Ponte delle Chianche”, (le chianche sono i lastroni di basalto della superficie stradale) risalente al II sec.d.C. Siamo a fondo valle , lontano da ogni segno di civiltà, non ci sembra possibile che qui un tempo passava una importante strada consolare dove si muovevano soldati, pellegrini, merci e cultura. Oggetto di attenzione può essere anche la taverna del tratturo in agro di Buonalbergo e l’area di Monte Chiodo (806 m s.l.m.) dal quale si gode l'ampio panorama della vallata e dei monti circostanti. Distanza da percorrere: 21 km Tempo di percorrenza: 00h35m
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