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Guida turistica di Filogaso  

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Info su Filogaso

Superfice:
23 km2
Altitudine:
283 m
Abitanti:
1454 [2010-12-31]
Introduzione

II comune di Filogaso, non ricadendo in zone di "comunità montane" pur estendendosi nelle immediate propaggini delle "Serre" e di "Fossa del Lupo", non ha potuto essere inserito in progetti sovracomunali fnalizzati al soddisfacimento della vocazione turistica del proprio territorio.
E, tuttavia, non può certamente dirsi che manchino le condizioni paesaggistiche ed ambientali idonee a permettere lo sviluppo turistico del luogo.
Di fatto, Filogaso, gode di una posizione mediana tra i "monti" ed il "mare", equidistando da questi luoghi ad alta concentrazione turistica di soli 15-20 Km; dispone di oltre cento abitazioni sfitte, tutte ubicate nel centro storico come conseguenza di una ricerca di urbanizzazione di tipo "inglese", con abitazioni o villette fornite di verde. Detta situazione, quindi, favorisce il facile instaurarsi di flussi turistici che possono ottenere ricezione a prezzi altamente competitivi. Tanto premesso, si ritengono necessari una serie di interventi per rendere fruibili luoghi naturali ricchi di flora lussureggiante e di sorgenti purissime, i quali sono ampiamente apprezzati dall'associazione "Amici della Terra" dai "Boy-scoots" e da "WWF", che qui a Filogaso ha sede riconosciuta dalla delegazione regionale.
Si allude, al Bosco Fallà, che consiste in una estensione di terreno, interamente ricoperto, pari a 195 ettari. Si tratta di un luogo popolato da molte specie di animali selvatici ed ove cresce spontaneamente il "corbezzolo", pianta mediterranea in estinzione. Inoltre nella parte centrale della forestazione, resistono ancora i ruderi di una chiesetta, denominata della "Madonna dell'Arco", andata distrutta con i numerosi terremoti.
La zona, demanio di questo comune, gode di una posizione geografica di particolare rilievo in quanto si estende nel territorio compreso tra S: Nicola da Crissa ed il lago Angitola ed è servita sul lato ovest dalla s,s, 110. Detta rete stradale, quindi, consentirebbe la fruizione dal bosco ai comuni di Maierato ( 10 Km ), Monterosso ( a 12 Km ), Capistrano ( a 8 Km ), San Nicola da Crissa ( a 5 Km ) e Filogaso.
Altra zona d'interesse ambientale è la vallata del torrente Fallà, il quale si origina nel dorsale delle Serre iniziando il suo corso sulla collina di San Nicola da Crissa e si riversa, nel periodo invernale, con notevole violenza lungo il fondo valle ai piedi del bosco omonimo. Prima dell'esodo migratorio degli "anni 50" queste acque venivano incanalate con estrema cura dal mondo contadino che li utilizzava per il funzionamento dei mulini, azionati da ruote "persiane", e dei "troppeti" per la molitura delle olive. In questo recente quarantennio gli sterpi ed i rovi hanno invaso l'intera vallata e l'incuria dovuta ad assenza di lavoratori della terra ha provocato un dissesto idrologico di notevoli proporzioni.
II territorio, quindi, bonificato e curato, offrirà all'agriturismo una sicura incentivazione sulla promozione di ogni iniziativa alla cui valorizzazione concorre l'amenità de l vi cino bosco Fallà.
Infine, di notevole interesse storico-ambientale è l'individuazione ed il mantenimento dei percorsi che portano alle vecchie sorgenti intorno al paese. Si va dalla fontana "Zu Frò" (termine di origine greca) la quale è localizzata vicino alla strada provinciale per Vazzano, alla sorgente di "Panajia" che si origina nell'omonima località alla periferia del centro urbano; dalla fontana dei "Monaci" ( Cappuccini ), usata da quei frati quale acqua curativa, che si trova lungo la strada provinciale per San Nicola da Crissa, alla sorgente da "Vina", termine questo dialettale che indica una "vena" di acqua che sgorga dalla collina del Fallà e si riversa nell'omonimo fiume.
Si tratta, in sostanza, di luoghi non ancora devastati dalle ciminiere e dall'inquinamento industriale e che si vuole restituire alle proprie primarie ricchezze naturali in un contesto benefico per la società Filogaso è un centro agricolo di 21 Kmq. Con 1420 abitanti dista 15 km da Vibo Valentia ed 83 da Catanzaro ed è posto sul fianco occidentale delle Serre, nel bacino del fiume Mesima a 286 metri sul mare.
Le origini di Filogaso come di tanti centri della Calabria si perdono nella leggenda. II nome fa pensare ad una colonia di emigrati greci al tempo delle persecuzioni iconoclastiche.
Per diverso tempo fu semplice casale di Motta Angitola. Nel 1496 assieme alla vicina Panajia, che apparteneva alla contea ( poi marchesato ) di Arena, fu costituita come baronia a se ( comprendente i casali di S. Onofrio, Panajia, S. Demetrio, Stefanaconi e Belforte ) ed affidata dagli spagnoli alla famiglia dei Caraffa del ramo di Nocera. I baroni vi costruirono un palazzo e ne fecero la loro sede preferita anche quando ebbero la contea di Soriano e il ducato di Nocera. I Carafa avevano iniziato la loro prestigiosa ascesa nei ranghi feudali e, nello stesso tempo, nell'alta gerarchia ecclesiastica con Antonio Carafa, meglio noto con il nomignolo di Malizia per la sua scaltrezza diplomatica impiegata al tempo della regina Giovanna II di Napoli. Morto Antonio nel 1438, i figli seguirono fedelmente le orme del padre. Oliviero divenne arcivescovo di Napoli ( 1458 ) e poi Cardinale ( 1467 ), primo di una lunga serie nella casata, che raggiunse con Paolo IV anche l'autorità pontificia. Gli altri figli di Antonio divennero capostipiti di vari rami feudali.
Dal duca Ferrante Carafa e donna Eleonora dei Marchesi di Arena nacque, a Filogaso Tiberio, alto prelato nominato vescovo di Potenza. Lo stesso duca con la moglie presero parte al sorgere della riforma cappuccina in Calabria, proteggendo i francescani della riforma dalla furia violenta degli altri frati francescani.
Quello di Filogaso fu il primo convento dei cappuccini fabbricato in Calabria, per opera di Padre Ludovico, primo provinciale nel 1532.
Da alcune stime dettagliate dei singoli possedimenti c.d. "apprezzi", commissionati nel 1650 ad un archivista regio ( un certo Antonio Tango ) e custoditi nella biblioteca dei Domenicani di Soriano, si ha l'impressione che in questo territorio si conducesse una fervente attività religiosa: il convento dei Cappuccini, posto su una collina ai piedi della quale sorge l'attuale cimitero, contava 15 religiosi, cioè nove Padri e sei conversi; esisteva anche il convento dei Domenicani, costruito accanto alla chiesa grande di S. Maria di Loreto, che aveva sei Padri e nove tra chierici, novizi e conversi.
Anche nel campo laico si nota un fugace accenno al risveglio culturale dal tardo medioevo. Elencando i "corpi feudali" della terra di Filogaso, gli "apprezzi" scritti da Antonio Tango rivelano fra l'altro che don Francesco Maria Alfonso, penultimo barone di Filogaso, oltre a diverse iniziative benefiche, aveva perfino pensato di impiantare un piccolo teatro, restaurando opportunamente una antica stalla. Purtroppo l'edificio fu parzialmente distrutto dal forte sisma del 1638, per cui nel 1650 era in parte rabberciato con tavole e di fatto, inagibile. Se però a Filogaso, dove la famiglia Carafa vi risiedeva preferibilmente, era stato possibile organizzare delle rappresentazioni teatrali, vuol dire che anche in questi territori l'età rinascimentale apriva nuove forme di cultura e di civiltà.
II paese fu diroccato dal terremoto del 1638 e fu ricostruito in un luogo più pianeggiante, accanto a Panajia, suo attuale quartiere. Anche i terremoti del 1659 e del 1783 arrecarono gravi danni, ma non fu mutato più sito.
Mutarono invece, notevolmente, le vicende politiche. ll 28 Aprile 1648 moriva, senza eredi legittimi, Francesco Maria Domenico Carafa. I suoi molti feudi ( conte di Soriano, barone di Filogaso, barone di Vallelunga, duca di Nocera dei Pagani ) tornavano automaticamente al regio patrimonio. Era il momento sempre bene atteso dai re spagnoli, solleciti a rivendere ad altri generosi offerenti le terre vacanti, potendo così rimpinguare al quanto le casse dell'erario, perennemente prosciugate dal famigerato sfarzo cortigiano oltre che dalle pesanti spese militari. Cosicchè, a dispetto della vedova dell'ultimo dei Carafa, Donn' Anna Pignatelli, che aveva tentato di tenere per se alcune terre del congiunto, la baronia di Filogaso passò nel 1653, ai Ruffo di Scilla i quali la tennero fino alla soppressione della fieudalità.
Del patrimonio artistico e religioso, che era scampato al terremoto del 1638 rimangono oggi solo pochi ruderi ed alcuni oggetti in mano a privati. Si possono chiamare in causa gli altri due gravissimi sismi del 1659 e del 1783, ma la responsabilità maggiore della perdita, in questo ed in altri campi, va soprattutto alla incuria umana.
Durante il periodo francese, nel 1799 e poi di nuovo nel 1807, Filogaso fu costituito comune autonomo con Panajia come sua frazione; ma nel 1811, in una più articolata divisione amministrativa, gli stessi francesi elevarono Panajia a rango di comune e Filogaso fu retrocesso a frazione. Nel 1816 i riportarono le cose allo stato di prima: Filogaso comune, Panajia sua frazione. Oggi fortunatamente il paese è unico, senza distinzioni di rango tra i suoi quartieri.


Da Visitare:
Per avere informazioni sul comune: http://www.comunefilogaso.it . Nelle vicinanze è interessante la provincia di Vibo Valentia, di cui fanno parte anche le località di Fabrizia,Serra San Bruno.Alcuni comuni nei dintorni:
Fabrizia
Interessante è la Chiesa Matrice di Sant'Antonio da Padova.
Serra San Bruno
Tra gli edifici spiccano le chiese barocche, gioielli dell’architettura tardosettecentesca. La più importante è la chiesa di S. Biagio, che venne ricostruita dopo il terremoto del 1783. Nella chiesa sono presenti: quattro statue in marmo del XVII se...

Prefisso:
0963
Fuso Orario:
UTC+1
Nome Abitanti:
filogasesi
Patrono:
Sant'Agata
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Valutazione generale

1
Ottimo
1
Media

Chi c'è stato

Famiglie
1

Indicatori

Intrattenimento
Trasporti
Sicurezza
convenienza
Attrattive
Alloggio
mangiare e bere
Accoglienza
Accessibilità
Servizi ai turisti
attività
shopping
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Generale:
Orrenda
Meravigliosa
Giuseppe Pinci
Livello 11     1 Trofeo   
Voto complessivo 9
Guida generale : Piccolo comune ove potersi rilassare. Fuori dal caos giornaliero. Periodo migliore da Giugno a Settembre. Gente tranquilla. Cibo tradizionale. Le sere d'estate ci sono parecchie manifestazioni, organizzate dalle varie associazioni locali. Il passeggio nel corso, le persone sedute davanti alle... vedi tutto porte. Festa principale religiosa, 16 Luglio, Madonna del Carmine. Il paese, nell'occasione, si rianima, anche con il rientro dei molti emigranti.
Voto complessivo 6
Guida generale : BELLEZZA E SEMPLICITA' DI UN PICCOLO PAESE AI PIEDI DELLE SERRE CALABRESI E A POCHI KM DAL MARE. PICCOLO BORGO BEN CURATO E COLLEGATO BENE.
Da non perdere MANGIARE BENE , Rilassamento totale.
antonio
Voto complessivo 3
Guida generale : Paese tranquillo e ben curato. Da visitare in particolare in estate.
Da non perdere sagre estive
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