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Cosa visitare a Sannicandro Garganico  

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Panoramica per visitare Sannicandro Garganico al meglio

San Nicandro Garganico si trova su alcune colline a sud-est dal Lago di Lesina, a poca distanza dal promontorio del Gargano, in una zona nota per la varietà dei suoi ecosistemi e dei suoi micro-ambienti, caratterizzati soprattutto da intensi fenomeni carsici. Il clima di San Nicandro Garganico è tipicamente mediterraneo, con inverni miti ed estati calde ma mai troppo afose.

La storia di San Nicandro Garganico comincia con la costruzione del castello normanno. Nei secoli successivi diverse strutture per la difesa vennero costruite a sorveglianza della costa, come ad esempio la torre aragonese della frazione odierna di Torre Mileto. Nel Medioevo il paese è un feudo che cambia diversi proprietari, passando ai de Clari, ai Colant, ai Lagonessa, ai de Sus, ai Della Marra, fino a i Cattaneo che lo detengono per due secoli, fino cioè all’abolizione del feudalesimo e l’ascesa di Gioacchino Murat. Con i Cattaneo San Nicandro Garganico diventa un fiorente centro agricolo e pastorale, e alcune famiglie borghesi cominciano via via ad accumulare feudi di enormi dimensioni: in particolare la famiglia Zaccagnino. L’aristocrazia terrena della città la trasformò nel centro più importante dell’intero Gargano, con un’esportazione in aumento dei tanti prodotti agricoli e una crescita diffusa dell’artigianato.

I piatti tipici di San Nicandro Garganico sono quelli tipici del promontorio pugliese, basati soprattutto sul pane come ingrediente principale (magari con pomodoro, aglio, olio extravergine d’oliva e cipolla, in forma di bruschetta, o ancora come pancotto), antipasti di mare (in particolare il fragagghiamme, a base di pesci crudi), la minestra d’anguilla o di cicoria selvatica, o ancora maritata con scarola, sedano e cicoria, la tiella di patate con pecorino e pangrattato. Tra i primi, i cecatelli fatti a mano con pomodoro fresco, le strascinante con finocchietto, patate e rucola, e ancora pasta e fagioli, pasta e ceci, fusilli, tagliolini, laganelle. Nei secondi, a spiccare sono in particolare, oltre ai piatti a base di pesce, quelli che hanno la carne come materia prima, e quindi salsicce, torcinelli, soppressate, capocolli, il tutto accompagnato dai taralli tipici e dall’eccellente olio extravergine d’oliva, vanto di Puglia. A Pasqua non possono mancare il beneditte, con uova sode, salame, formaggio, arance affettate, insieme ai cardoncelli con agnello e uova. Per quanto riguarda i vini, infine, quelli ricavati da vitigni storici come il Macchiatelli, il vino d’Aneli, il Nardobello, il Neretto, il Pampanone.

Gli eventi più popolari di San Nicandro Garganico sono quelli legati ai festeggiamenti per la Settimana Santa, a partire dalla Via Crucis per le strade della città il Mercoledì Santo, passando per i Misteri al tramonto del Venerdì Santo, con le confraternite che sfilano con gli abiti tradizionali e trasportano le statue rappresentanti i momenti principali della passione. Un’altra festa assai sentita è quella dei Santi Patroni, di solito dal 14 al 17 giugno, con diversi spettacoli e la processione delle statue di legno raffiguranti i santi Nicandro, Daria e Marciano.

Una tradizione tipica di San Nicandro Garganico è quella del “fuoco”, falò acceso poco prima del tramonto al centro di una via del centro abitato, a rappresentare il centro di aggregazione storico per tutte le comunità. In particolare fuochi venivano accesi con la festa di Sant’Antonio Abate, quella di San Sebastiano e soprattutto quella di San Biagio, il 3 febbraio. Intorno a questi fuochi (ormai rimane quasi solo quello di San Biagio, in preparazione al carnevale) si balla, si canta e si cuociono anche prodotti tipici come i ceci abbrustoliti sotto la sabbia di mare o le striscette di carne secca da masticare dopo averle scaldate con la fiamma, anche se oggi sono molto comuni anche le grigliate di carne.

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