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Portici: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

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Portici è un piccolo comune appartenente alla città metropolitana di Napoli che sorge alle pendici del Vesuvio (più precisamente del suo versante ovest) e che affaccia direttamente sul Mar Tirreno, occupando di fatto un piccolo pezzo del ben noto Golfo di Napoli.

Una città storicamente legata alla leggendaria Ercolano, come testimoniato anche dal proprio nome: secondo alcuni autori il toponimo "Portici" deriverebbe infatti proprio dai portici del foro dell'antica Ercolano. Portici inizia la propria storia di luogo di villeggiatura nel lontano 1738, momento in cui viveva un vero e proprio periodo d'oro, essendo divenuta più libera ed autonoma con l'arrivo di re Carlo III di Borbone. Quando il sovrano decide di costruire qui il proprio Palazzo Reale, l'aristocrazia napoletana lo segue ordinando l'edificazione di diverse residenze che avrebbero dato vita ad un vero e proprio fenomeno architettonico noto come "Ville Vesuviane del Miglio d'Oro".

Per "Miglio d'Oro" si intende infatti quel tratto della SS 18 Tirrena Inferiore arricchito dalla presenza di decine di edifici appartenuti a ricchi partenopei: un'area che va dal quarto miglio posto ai piedi della Villa De Bisogno di Casaluce (Corso Resina 189) a Palazzo Vallelonga (ubicato in zona Torre del Greco). Un'area caratterizzata da una tale importanza storico/artistica da spingere il Parlamento italiano ad istituire l'Ente per le Ville Vesuviane, "allo scopo di provvedere alla conservazione, al restauro e alla valorizzazione del patrimonio artistico costituito dalle Ville Vesuviane".

Tra le varie ville citiamo per lo meno Villa Savonarola (oggi sede degli uffici del comune e di diversi matrimoni civili), Palazzo Mascabruno (che presenta uno dei due Galoppatoi Reali attualmente esistenti in tutta Europa), Villa Gallo (attualmente sotto la tutela della Soprintendenza ai Beni Architettonici) e Villa Mascolo, resa unica dal suo splendido anfiteatro. Impossibile poi non parlare di Villa Zelo, palazzo a due piani caratterizzato da una splendida facciata barocca a sette campate che presentava un portale d'ingresso in pietra sormontato da un balcone, ma che, durante il 1800, subì alcune modifiche in stile neoclassico (tra cui l'aggiunta di un piano superiore).  Una villa nota sia per la sua bellezza indiscutibile, che per gli importantissimi personaggi che la hanno frequentata: è infatti attestato che Papa Pio IX la visitò in forma privata durante il suo esilio napoletano e che Giacomo Leopardi vi abitò insieme alla sorella Paolina fino alla morte, datata 1888.

Un'altra eccellenza del Miglio d'oro è Villa d'Elbouef, che, tra l'altro, è stata la prima ad essere costruita tra le 122 che poi sarebbero sorte nell'area. Risale al 1711 ed è un edificio a pianta rettangolare che si sviluppava su due piani, presentando sia una loggetta dalla parte del Vesuvio che due terrazze sul mare (una orientata verso Torre del Greco, una orientata verso Napoli). Una struttura che negli anni divenne addirittura unica nel suo genere (grazie ai diversi manufatti utilizzati per arredarla provenienti dai vicini scavi di Ercolani) e che però purtroppo oggi versa in grave stato di abbandono e decadenza, anche a causa dei diversi incendi che l'hanno colpita durante gli ultimi anni.

Detto ciò, come già accennato in precedenza, l'edificio più rappresentativo di Portici non può che essere quel Palazzo Reale voluto dal già citato Carlo di Borbone e costruito all'interno di un ampio parco dotato di uno splendido giardino all'inglese (Bosco della Reggia) e di un anfiteatro. La Reggia di Portici è caratterizzata da una maestosa facciata terrazzata e dotata di balaustre, oltre la quale si estende un cortile che è in pratica un vero e proprio piazzale. Altrettanto notevole poi il bosco del parco, che un tempo andava dalla zona di Pugliano, presso il Vesuvio, fino a Granatello in direzione del mare.

Un'area ricca di bellezze naturale, ma anche di vere e proprie opere d'arte tra cui la "Fontana delle sirene" o il "Chiosco di re Carlo" e addirittura di splendidi animali esotici, inseriti all'interno di uno zoo speciale voluto dal sovrano Ferdinando IV. Meritevole di una visita anche la Basilica di Santa Maria della Natività e San Ciro, l'architettura religiosa più importante della zona, distrutta dalla terribile eruzione vesuviana datata 1631.

Oggi la chiesa affaccia su piazza San Ciro ed è caratterizzata da una facciata edificata in stile bizantino affiancata da due torri dotate sia di campana che di orologio. La sua struttura interna è composta da tre navate ed il suo altare maggiore ed ospita la Natività di Maria di Luca Giordano; meritevoli di una menzione anche la Concezione di Giuseppe Bonito che si trova nel secondo altare a destra e la Statua del Santo di Ferdinando Sperandeo che si trova nella cappella di sinistra. Molto interessanti sono anche i siti religiosi della Cappella Reale, della Chiesa di San Pasquale e della Chiesa di Sant'Antonio che arricchiscono l'offerta monumentale di Portici.

Infine come già detto in precedenza, è impossibile non associare la storia di Portici a quella di Ercolano e, di conseguenza, dedicare qualche riga agli splendidi scavi archeologici iniziati nel 1709 e situati davvero a pochi passi dal comune partenopeo. Se è vero che la maggior parte dei reperti rinvenuti è ospitata dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il semplice Sito di Ercolano è una bellezza in grado di attirare centinaia di migliaia di turisti ogni anno e non a caso è stato inserito nella lista dei Patrimoni dell'Umanità UNESCO.

Visitarlo significa letteralmente rivivere la storia della città ricoperta da materiali vulcanici a seguito della storica eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo: nonostante il sito riporti alla luce soltanto quattro dei venti ettari totali su cui la città si estendeva originariamente, è comunque possibile ripercorrere alcune sue strade, osservare i resti ville ed attività commerciali, scoprire la bellezza perduta sia di antichi edifici pubblici che di più intime abitazioni private.

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