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Barletta: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

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Barletta è uno dei motivi per i quali vale la pena recarsi in Puglia. Non a caso, infatti, la città, capoluogo di provincia con Andria e Trani, ha ricevuto il riconoscimento di città d’arte nel 2005. Tante sono le chiese, gli edifici e i musei presenti in loco e tutti meritano una visita. Il turismo culturale è un settore in espansione costante e vi sono sempre nuove ragioni che spingono a visitare la città di Barletta.

Tra queste, ad esempio, ritroviamo la collezione De Nittis che è custodita nell'omonima Pinacoteca, presso il Palazzo della Marra, recante il nome del famosissimo impressionista conosciuto in tutto mondo, nato a Barletta nel 1846. Altro motivo che spinge in città è lo studio del dialetto barlettano, particolare variante a metà tra quello foggiano e quello barese, influenzato nei secoli dalla presenza di popoli normanni, svevi, francesi e spagnoli. È proprio questa la ricchezza di Barletta, la commistione di culture e di saperi che la rendono un unicum sul territorio italiano e internazionale. A testimonianza dei tanti legami della città con i popoli del Mediterraneo, e non solo, vi è lo stemma che è uguale a quello di Dubrovnik ed è molto simile a quello di Ravello, località sita in Costiera amalfitana, recante solo una fascia in meno. Le striature di colore rosso negli stemmi risalirebbero, si racconta, all’aneddoto legato al signore dell'antica Bardulos che, sconfitti i Saraceni, si sarebbe pulito le dita sporche di sangue su una delle porte di Barletta: lo stesso sangue sarebbe così stato riprodotto negli stemmi sopracitati.

Tante sono le chiese da visitare, poiché intensa è stata, e lo è tuttora, la vita di Barletta sotto il profilo religioso. Si pensi che le parrocchie presenti sono più di venti. Tra le chiese, citiamo la Cattedrale di Santa Maria Maggiore, la Basilica del Santo Sepolcro, la Chiesa di San Gaetano, la Chiesa di San Giacomo e la Chiesa di Sant'Andrea. Ricordiamo, inoltre, il Teatro comunale Curci progettato nel 1866 e inaugurato nel 1872, detto tale perché dedicato al compositore Giuseppe Curci.

Altro simbolo di Barletta sono le mura della città che la difendevano dalle incursioni dei nemici. In primis, esse furono costruite dai Normanni, per poi essere ampliate sotto l’impero di Federico II di Svevia. Ulteriori cambiamenti si ebbero con gli Angioini che si premurarono di proteggere l'area meridionale e ampliare il castello che fu poi abbattuto dagli Aragonesi. Proprio con questi ultimi, vi fu un significativo cambiamento nell’assetto cittadino, cambiamento che continuò con l’unità d’Italia e che portò all’abbattimento della cinta muraria. È per tale motivo che oggigiorno possiamo ammirare soltanto i resti di questa spettacolare costruzione, ovvero il Castello svevo, le mura in prossimità del mare, il bastione detto in gergo il Paraticchio, Porta Marina, recante lo stemma borbonico, unica porta visibile oggi, e il bastione di via Galliano. In particolare, va sottolineata la forma del castello che è quadrangolare. Lo stemma recante l’aquila è un chiaro simbolo di Federico II di Svevia. Nel castello che attualmente appare quale il frutto di differenti rifacimenti, troviamo la biblioteca comunale, il museo civico e la pinacoteca.

Di particolare rilevanza è il Sarcofago degli Apostoli che costituisce la prima testimonianza cristiana nella città di Barletta. Famoso è, poi, il Colosso di Barletta, detto Eraclio, una statua realizzata in bronzo di dimensioni maestose la cui origine è attualmente incerta, ma che molti fanno risalire all’inizio del V secolo. Altro luogo famoso è la cantina della Disfida. Qui, secondo la tradizione, vi fu un diverbio tra il francese Charles de La Motte e il capitano spagnolo don Diego di Mendoza che diede vita alla famosa Disfida di Barletta, che vide schierarsi tredici cavalieri italiani e tredici francesi, conclusasi con la vittoria degli italiani. Questa vicenda ha ispirato il romanzo di Massimo d'Azeglio nel 1833, oltre che i tre film "Ettore Fieramosca", uno diretto da Ernesto Maria Pasquali, un altro da Domenico Gaido e Umberto Paradisi, e, per finire, da Alessandro Blasetti, oltre che il fumetto "La disfida di Paperetta", pubblicata su Topolino nel 1982.

Se si ha voglia di fare shopping, si consiglia di recarsi in Corso Vittorio Emanuele, un’importante strada sia da un punto di vista storico che commerciale. Qui potrete acquistare capi d’abbigliamento, calzature o ottimi prodotti, quali olio e vino da regalare come souvenir.

Per quanto riguarda il divertimento, a Barletta si trovano pub e locali che restano aperti sino all’alba. Ricordiamo, ad esempio, il Saint Patrick Irish Pub, il Quo Vadis, il Club77 che serve ottimi aperitivi miscelando sapori di ogni parte del mondo, e la cornetteria-caffetteria Bebop dove acquistare gustosi cornetti. Al vecchio Forno, Lupo di mare, Ristorante Bacco, Antica cucina 83 sono solo alcuni dei ristoranti consigliati a Barletta. In città troverete ampia scelta, spaziando dai menu di terra a quelli di mare, non dimenticando luoghi dove è possibile mangiare cucina internazionale, quali il ristorante giapponese in via Prospero Colonna.

Se si ha voglia di una passeggiata immersi nel verde, recatevi ai Giardini Fratelli Cervi detti anche i Giardini del Castello poiché ubicati nei pressi del Castello svevo. Qui vi sono due parchi per bambini diversificati per età; all'interno si trovano anche alcune piante geneticamente modificate, dalle grandi dimensioni. Altra piacevole passeggiata è quella nei pressi del Parco naturale regionale Fiume Ofanto, area naturale in cui rientrano la città di Barletta, Canosa di Puglia, San Ferdinando di Puglia, Candela, Ascoli Satriano, Cerignola e Margherita di Savoia.

Se parliamo di sport, poi, non possiamo non menzionare Pietro Mennea che ha segnato la storia dell'atletica leggera grazie al primato mondiale raggiunto, ovvero quello dei 200 metri piani dal 1979 al 1996. Tra le strutture sportive, vi è lo Stadio Cosimo Puttilli utilizzato anche dal Barletta Calcio.

Per quanto riguarda i trasporti, abbiamo la stazione ferroviaria di Barletta che collega la città a Bari e a Spinazzola, mentre il sito di Canne è servito da una fermata apposita dato l’interesse archeologico. Il Porto effettua sia servizio commerciale che passeggeri. Per il trasporto pubblico, avvaletevi di bus o taxi.

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