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Albissola Marina: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

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Scendendo adesso verso il mare, ad Albissola Marina, quasi al limite dell'abitato è veramente coreografico lo sfondo offerto da VILLA FARAGGIANA, già Durazzo, rossa ed imponente costruzione del XVIII secolo, ricca all' interno di arredi d'epoca e di una pregiata galleria di quadri. Il lussuoso edificio settecentesco, circondato da un parco fiorito con fontane, presenta al piano terreno una galleria con pavimento di mattonelle in maiolica (detta berettino), smaltate d'azzurro come l'azulejo portoghese. La PARROCCHIALE DI NOSTRA SIGNORA della CONCORDIA, datata al 1590, si presenta all'interno a tre navate e conserva tra l'altro una cassa processionale di Anton Maria Maragliano e affreschi di Paolo Gerolamo Brusco e Andrea Ansaldo. Si "respira" ceramica insieme al salmastro anche e soprattutto sull'ormai famoso Lungomare degli Artisti, la cui pavimentazione a mosaico è stata realizzata nel 1963 su disegno di vari uomini d'arte sono sotto gli occhi ammirati di tutti i riquadri policromi in gres di Capogrossi, Crippa, Fabbri, Fontana, Sassu ed altri importanti autori, quasi a ribadire gli stretti legami che intercorrono tra l'arte contemporanea e la secolare attività albisolese. Oggi la rinomata "promenade" si prolunga fino a Capo grazie al nuovo ponte sul torrente Sansobbia e costeggia il litorale dall'ampia spiaggia sabbiosa fra i più apprezzati della Liguria, fulcro d' una fiorente attività balneare. VILLA FARAGGIANA Edificata nella prima metà del XVIII secolo su commissione del nobile genovese Gerolamo Durazzo, costituisce un cospicuo esempio settecentesco di dimora signorile ligure di villeggiatura, con la facciata dal caratteristico colore rosso, decorata con stucchi e fasce orizzontali. Inizialmente si presentava come edificio di forma cubica con due ali brevemente arretrate alle quali furono aggiunte, intorno al 1750, le due gallerie laterali per volontà di Marcellino Durazzo, Doge della Repubblica Marinara di Genova. La Villa rimase di proprietà Durazzo fino al 1821, anno in cui fu venduta da Marcello Durazzo ai nobili liguri Faraggiana che si trasferiranno a Novara intorno alla metà dell'Ottocento. L'ultimo proprietario, Alessandro Faraggiana, morto nel 1961 senza eredi, lascio la Villa al Comune di Novara, attuale proprietario che, dal 1968, l'ha aperta al pubblico dandole "il valore della testimonianza del costume di un'epoca". I Faraggiana non si limitarono alla cura ed al mantenimento della Villa e dei giardini, ma diedero vita ad un'azienda agricola, costruendo un frantoio, nuove cantine, una distilleria del sidro e, vicine all'abitato del paese, due fornaci da stoviglie. All'interno, ogni ambiente ha una sua connotazione storico-artistica: - nell'ala di ponente la Galleria delle Quattro Stagioni che conserva uno splendido pavimento di piastrelle settecentesche di ceramica maiolicata e pregevoli sculture di Filippo Parodi, in legno dorato, rappresentanti le stagioni ed una monumentale specchiera con scena mitologica Narciso al fonte; sulle volte decorazioni imperniate su temi mitologici; - nell'ala di levante spicca la Cappella dedicata a N.S. di Misericordia, la cui apparizione è raffigurata sopra l'altare nell'affresco del pittore savonese Gio Agostino Ratti (1736); sulle pareti rilievi e stucchi dorati di gusto settecentesco ed all'interno alcuni paramenti liturgici del XVIII e XIX secolo; - al piano nobile la sala della musica, la biblioteca, i salotti con le pareti ancora rivestite di papier peint, la stanza da letto con il pregadio ed i prestigiosi mobili dorati dell'ebanista E.T. Peters e quella ornata di pregevoli stucchi policromi settecenteschi in cui risalta il raffinato letto a baldacchino rivestito di seta ricamata, di gusto barocco tardo secentesco. Nel giardino antistante la Villa, tra cedri, magnolie e alberi di canfora, sono collocate due peschiere dalle vasche sagomate, delimitate da tritoni e pilastri con mascheroni, su cui si ergono le statue di Bacco e Diana.

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