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Micene: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

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Il sito archeologico di Micene, a pochi chilometri dalla città di Argo, è uno dei più famosi della Grecia antica e il più importante di tutto il Peloponneso, anche se è molto probabile che i veri fondatori dell’insediamento siano stati i cretesi. Micene ha una visita divisa in due parti, la cittadella fortificata con il museo e il Tesoro di Atreo all’interno della tomba a cupola di Agamennone. L’accesso avviene con la straordinaria Porta dei Leoni, uno dei monumenti megalitici più famosi dell’umanità, con quattro blocchi di pietra che ospitavano una porta di legno massiccio rivestita di bronzo. I due leoni che si fronteggiano ai lati di una colonna, che un tempo probabilmente sosteneva una statuetta, a distanza di migliaia di anni rimangono ancora lì, impassibili. La porta è la via d’accesso che supera le Mura Ciclopiche, il primo impatto di ogni visitatore con il sito archeologico di Micene e quello destinato, insieme alla maschera di Agamennone, a restare impresso più di tutti. Si tratta infatti di una muraglia di immensi blocchi di pietra con uno spessore che va da 3 fino agli 8 metri, fondamentali per custodire la cittadella dove risiedeva e regnava il re degli Atridi, capo di tutti i Greci durante la guerra contro Troia. Non a caso la loro imponenza è tale che secondo la leggenda erano state erette dai giganteschi Ciclopi, gli unici che potessero spostare e sovrapporre pietre di simili dimensioni.

Oltre la Porta dei Leoni si accede al Palazzo Reale, la reggia del re di Micene, con scalinate e sentieri che salgono verso il wanax, ovvero il palazzo del re, che risale al 1400 avanti Cristo ed è preceduto da un propileo. Ha caratteri molto simili a quelli del palazzo di Tirinto. Sempre nel sito archeologico si trovano i resti di un tempio dorico, vari circoli di tombe a fossa che hanno permesso di raccogliere importantissimi reperti nei secoli (oreficeria, armi ageminate, maschere auree e così via). Da vedere anche il Circolo Reale, la tomba di Clitemnestra, il monumento funerario di Atreo. Ancora più famosa, però, è la città bassa, dove oltre ad antiche case micenee si possono trovare i rsti di nove tombe a cupola della seconda dinastia, di cui quella di gran lunga più importante è detta “tesoro di Atreo” o tomba di Agamennone. L’oggetto più prezioso legato al corredo del mitico re è sicuramente la maschera di Agamennone, uno dei reperti antichi più famosi dell’intera civiltà. Si tratta di una maschera in lamiera di oro sottile che raffigura un volto maschile barbuto con viso ovale, ed è la più bella di un gruppo di cinque ritrovato nella rovine micenee. È possibile ammirarla all’interno del Museo Archeologico, ai piedi della cittadella, che mostra la storia degli scavi nell’antica città e più di 2.500 reperti tra cui molti capolavori assoluti dell’arte micenea, gran parte dei quali scoperti da uno dei più grandi archeologi del passato, Heinrich Schliemann.

Nei dintorni di Micene, nella piana argolidea, si trovano moltissimi altri siti archeologici di importanza straordinaria, com Tirinto, Argo, Midea, Lerna, Trezene, Asine. In particolare merita sicuramente una visita Tirinto, in passato fondamentale roccaforte della civiltà micenea e oggi piccola località raccolta, dove è possibile ammirare l’acropoli, arroccata su un’altura rocciosa: qui le fortificazioni in alcuni punti raggiungono addirittura lo spessore di 15 metri. Poco più distante c’è Argo, che secondo gli storici fu la più antica città greca e ancora oggi è il cento di riferimento per l’area. Da non dimenticare Nauplia, con la sua architettura in tipico stile veneziano e un ricco museo archeologico che custodisce molti reperti recuperati proprio da Micene. Il mare, invece, è a soli 12 chilometri di distanza.

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