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Carnevale Toscana  

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15 gen 2018 - by Redazione

Stenterello e Burlamacco. Sono loro le due maschere più celebri del Carnevale Toscana che, come è facile immaginare, non godono della stessa fama dell’Arlecchino o del Pulcinella di turno.

Stenterello è la maschera fiorentina per eccellenza, protagonista della Commedia dell’Arte e simbolo di un’oppressione alla quale rispondere con il riso, il giuoco e lo scherzo (una sorta di parafrasi del Carnevale stesso). Burlamacco è invece la maschera che “sovrintende” al Carnevale di Viareggio, una delle manifestazioni del periodo più celebri e visitate di tutta Italia, alla pari forse di Venezia, Ivrea o Putignano.

Partiamo proprio dalla città costiera in questo tour del Carnevale 2018 in Toscana per conoscere segreti, curiosità e programmi delle feste pre-quaresimali della regione.

Carnevale Toscana. Viareggio

Quando si pensa al Carnevale di Viareggio, la prima cosa che viene in mente è certamente la sfilata dei carri allegorici.

Quasi un secolo e mezzo fa, dei ricchi signori vessati dall’eccessiva tassazione del Regno d’Italia si celarono dietro maschere per protestare, dando così il via a una tradizione che, negli ultimi anni, ha richiamato quasi mezzo milione di visitatori.

Il carnevale a Viareggio nacque nel 1873 e non per volere dei contadini, come nel resto d'Italia, bensì per volere dei borghesi. Per la prima guerra mondiale la festività si arrestò per circa sei anni, per poi riprendere con carri ancora più affascinanti grazie alla nascita della cartapesta. 

Numeri imponenti, così come di grande impatto scenico sono i carri, che sfidano costumi e tradizioni, consuetudini e ritmi consolidati per prendersi sberleffo di autorità e personaggi pubblici, in particolar modo dei politici, che proprio nella giocosa Toscana sono da sempre bersagli prediletti di una satira goliardicamente scorretta.

L'allarme di inzio viene datoogni anno da tre colpi di cannone. I balli e le maschere da questo momento iniziano a invadere la città. 

Non è dunque raro, tra un dragone cinese e una allegoria del Carnevale, vedere enormi faccioni del ministro o del presidente di turno con attributi zoomorfi, cartelli di scherno o simpatiche caricature.

A Viareggio tutto è permesso, e anzi è proprio questo clima, che si ripete anche nei “Carnevali dei Rioni” (ovvero le zone tradizionali nelle quali è divisa la città), a dare ai cittadini l’occasione giusta per liberarsi di un anno di sentimenti repressi prima di celarsi nelle ristrettezze e nelle riflessioni della Quaresima.

Carnevale Toscana. Piombino

Nato in piena epoca fascista, il Carnevale di Piombino sembra ricalcare le orme dell’omologa manifestazione viareggina. Eppure, le similitudini si fermano ai carri allegorici, la cui sfilata colora e anima il centro storico di questa cittadina in riva al mare.

Siamo in antica terra d’Etruria, e non è dunque un caso che molti appuntamenti e manifestazioni tematici siano dedicati all’epopea etrusca, così come ai loro vizi e virtù, a partire dalla coltivazione e dal consumo del vino, con mostre ed eventi a tema.

Elemento di grande richiamo per il pubblico è il Rogo del Cicciolo, la maschera tipica di Piombino che rappresenta il “Re del Vino”, il beone di turno che alla fine del Carnevale e della sfilata per le strade della città viene bruciato in un rogo che segna, idealmente, l’addio agli eccessi del periodo festivo e l’immersione nella fase quaresimale.

Carnevale Toscana. Foiano della Chiana

Antichissimo, seppure forse meno citato di quanto dovrebbe, il Carnevale di Foiano della Chiana viene generalmente fatto risalire all’anno 1539. Quasi mezzo millennio di carri allegorici, che come da tradizione vengono realizzati dai Cantieri della città, le sue divisioni tradizionali.

Azzurri, Bombolo, Nottambulo e Rustici lavorano per settimane, addirittura mesi in un grande hangar poco fuori della città, ognuno nascosto uno all’altro, per preparare il carro che concorre all’assegnazione della Coppa del Carnevale, un riconoscimento che, pur privo di un valore economico rilevante, ha una grandissima importanza per i mastri carristi e per tutta la popolazione del “rione” di appartenenza. La gara ha una durata di 5 giorni. Conclusa la gara dei carri, ha inizio quella delle maschere, a cui segue poi il funerale del Re Giocondo. Si tratta di un manichino di paglia, pieno di petardi e con una scritta sul petto che ricorda il numero dell'edizione che sta per terminare. 

I corsi mascherati, ovvero le sfilate carnevalesche, sono addirittura cinque, e si tengono tre nel periodo immediatamente precedente il Martedì Grasso e due in quelle successive, con un appuntamento straordinario nel mese di giugno, prima cioè che i carri del Carnevale passato vengano smantellati e si inizi a lavorare a quello immediatamente successivo.

Questo carnevale ha anche un'edizione estiva che si tiene nel mese di Giugno, "Il carnevale delle stelle". 

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