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È lei la sorprendente città d'arte da visitare in Italia  

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22 gen 2018 - by Alessio
Brescia, Lombardia // Consigli generici

Non lontana dalle vette più alte e vicina al lago più grande. Lei è Brescia, soprannominata col celeberrimo appellativo di “Leonessa d’Italia”, che si deve alla strenua resistenza della sua popolazione nel corso del Risorgimento italiano, quando si oppose alle forze straniere e lottò per l’Italia unità.

Una città, e un territorio, dalla profonda radicazione economico-industriale, nel cuore di alcuni tra i distretti produttivi più importanti del Bel Paese, ma anche un gioiello storico-culturale sul quale si stratificano millenni di monumenti, storie, paesaggi.

La nascita di Brescia si fa risalire storicamente al VII secolo avanti Cristo, a opera dei Galli Cenomani, ma è la Brixia romana che conquista un ruolo di rilievo nella Gallia Cisalpina, dapprima come alleata dell’Urbe e poi come parte integrante dell’Impero, per il quale rivestiva una certa importanza sul territorio veneto-istriano (corrispondente all’attuale Triveneto).

 

Le meraviglie di Brescia, città dalle mille sfaccettature

Momento di vero splendore urbanistico, alla Brescia di epoca romana si ascrivono in modo particolare il Foro e il Capitolium (o Tempio Capitolino), che dimostrano come questo luogo ancora oggi centralissimo nella Brescia moderna fosse il centro politico-religioso della città.

Da ammirare sono anche i resti della Basilica romana di Brescia, prossimi al Capitolium e situati in prospicienza dell’attuale Piazza del Foro. Costruita in epoca flavia, fu inglobata nei secoli successivi in vari edifici, fino agli anni Novanta del secolo scorso, quando un importante restauro ha permesso di recuperare e rendere visibili molte architetture, a partire dalle mura perimetrali.

Città romana prima, e longobarda poi (ed è proprio al patrimonio dei Longobardi che si ascrive l’inserimento di Brescia nei siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO), Brescia ha conosciuto uno sviluppo monumentale invidiabile, che trova una delle sue massime espressioni nel Monastero di Santa Giulia.

Durante l’VIII secolo, i longobardi eressero il Monastero di San Salvatore (curato da religiose sotto la guida della badessa Anselperga), che ricoprì per molti anni un ruolo religioso di primissimo ordine, avendo ricevuto la consacrazione di Papa Paolo I e avendo ospitato le reliquie di molti santi e martiri protocristiani, tra i quali, appunto, Santa Giulia. Trasformato una prima volta in epoca romanica, e depredato durante l’epoca napoleonico-giacobina, fu recuperato appieno soltanto nel Novecento, divenendo l’attuale Museo di Santa Giulia.

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Di straordinario valore è anche la “coppia” del Duomo vecchio e Duomo nuovo, ovvero la Concattedrale invernale di Santa Maria Assunta e la Cattedrale estiva di Santa Maria Assunta, che si trovano, affiancati, in Piazza Paolo VI.

Il Duomo vecchio, dalla forma rotonda dal quale prende anche il suo nome ufficioso (“La Rotonda”, appunto), fu costruito a partire dal X-XI secolo circa, in uno stile romanico pregevole che permane oggi intatto. Ricco in opere artistiche e dall’architettura unica nel suo genere, è affiancato al Duomo nuovo, costruito invece a partire dal 1604.

Il complesso del Duomo nuovo, che occupa lo spazio originariamente riservato alla Basilica di San Pietro de Dom (del VII secolo), è di stile tardo-barocco, sebbene la sua costruzione si completò soltanto nell’Ottocento e addirittura la consacrazione risale al 1914.

Significativa è anche la Torre del Pegol, risalente al XII-XIII secolo e alta 54 metri: rimasta pressoché intatta anche dopo il devastante terremoto del 1154, che fece enormi danni in tutta la fascia lombardo-veneta, è un simbolo imponente nello skyline della Brescia medievale, ed è stata più volte oggetto di restauri.

Di fianco alla Torre del Pegol, che la divide dal Duomo nuovo, troviamo poi il Broletto, ovvero l’antica residenza della signoria cittadina, con la sua bella facciata a doppio ordine con ingresso d’onore e quadrifore. Caratterizzato da ali di periodo e stili diversi, è decisamente interessante anche il porticato e la loggia.

Arriviamo così a Palazzo della Loggia, straordinario esempio dell’architettura rinascimentale con la sua “cupola” e la facciata a due ordini, con enorme porticato. È proprio qui sotto che si trova Lodoiga, una statua cinquecentesca dalla storia decisamente curiosa: realizzata per sormontare Palazzo della Loggia, fu poi abbandonata in un angolo della piazza per secoli, venendo dapprima rimossa, e poi ricollocata solo alcuni anni fa in situ, rendendola suo malgrado un simbolo della città.

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La Brescia d’arte e architettura trova il suo coronamento non solo nel Castello, che domina la città dall’alto della collina, ma anche negli edifici di epoca fascista, come il Torrione INA, costruito nel 1932 su progetto dell’archistar Marcello Piacentini e, pur con i suoi soli 57 metri, considerato come il primo grattacielo realizzato in Italia.

Iconica è infine Piazza della Vittoria, parimenti opera del Piacentini, che rappresenta il flusso architettonico ideale concepito durante il Ventennio, con planimetrie imponenti, spazi rigorosi e dettami ispirati al Razionalismo italiano.

 

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