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informazioni generali a Stresa  

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Da vedere: Isola Bella Isola Madre Isola dei Pescatori Villa Pallavicino Villa Bolongaro – Centro Internazionale di Studi Rosminiani e Museo Museo Pietro Canonica Chiesa parrocchiale dei santi Ambrogio e Teodulo (1786 – 1790) Chiesa del Crocifisso (1845 – 1851)... vedi tutto e tomba del Beato Antonio Rosmini Giardino botanico “Alpinia” Monte Mottarone (piste da sci – Alpyland) Golf des Iles Borromées Frazioni della collina, passeggiate e panorami   Appuntamenti: Settimane Musicali di Stresa e del Lago Maggiore Stresa for New Orleans Festival Organistico Premio Stresa di Narrativa Lo Spirito del Lago (arte contemporanea) Half Marathon       Ritroviamo la prima testimonianza dell’esistenza di Stresa in un contratto di vendita stipulato il 15 gennaio 998 tra il Vescovo di Tortona e l’imperatore Ottone III. Per decidere il legittimo possessore di alcune proprietà, usurpate dal Conte di Novara e Vercelli, si ricorse, secondo la consuetudine del tempo, ad un duello, che vide la vittoria del Vescovo, il quale riacquistò le proprietà per trecento lire imperiali. L’etimologia più convincente del nome Stresa deriva dalla caratteristica del suo territorio, stretto tra lago e montagna, come sostiene anche Ludovico Antonio Muratori nelle sue Antichità Italiane, deducendola dal germanico “strich” corrispondente all’italiano striscia e al dialettale “strecia”. Stresa viene successivamente citata in un diploma di Ottone del 21 ottobre 1001 e in uno dell’imperatore Arrigo del 7 maggio 1014, come ripreso ancora dal Muratori nelle Antichità Estensi. Dal 1200 Stresa, diversamente dal Vergante, sottoposto alla signoria degli Arcivescovi di Milano, era amministrata dalla famiglia Barbavara, conti di Castello, che risiedeva a Pallanza. Essa quindi diventava parte dei domini di Novara, era insignita del titolo di “borgo” con facoltà di tenere mercato e, come ricordano gli Statuti del capoluogo, era tenuta ad offrire “libras octo cerae” per la festa di S.Gaudenzio. Nel 1300 la città era già ripartita in due insediamenti, divisi dal torrente Creè: il borgo fortificato, sotto la giurisdizione di Novara, e il “locus”, soggetto all’Arcivescovo. La creazione del Comitato di Angera da parte di Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano, nel 1397 portò le sponde del lago Maggiore a far parte di una nuova entità territoriale. Con un diploma di investitura del 9 febbraio 1441, Filippo Maria Visconti concesse a Vitaliano Borromeo la parte di Stresa a sinistra del Creè: nacque un nuovo feudo con i relativi privilegi, i dazi per il pane e le carni, i diritti sulla pesca, che tuttora permangono. Nel 1501 Lancillotto Borromeo ottenne in concessione perpetua l’isola Madre. Egli diede il via ai lavori di sistemazione, che comportarono l’abbattimento delle strutture civili e religiose preesistenti. Nel 1551 era completato un palazzo fatto “alla genovese”; ai progetti presero parte gli architetti Pellegrino Tibaldi e Martino Bassi. Intanto il parco veniva sistemato a giardino botanico; nel 1542 sull’isola esistevano “220 viti fruttifere e 230 viti novelle, oltre a varie piante di fichi, olivi, castagne, cerase, pomi, peri, amandorle…”. Nel corso del 1600 anche l’attuale Isola Bella, chiamata originariamente Isella o Isola Inferiore, venne interessata da radicali opere di trasformazione su impulso del conte Carlo III, il quale mutò il nome del luogo in onore della moglie Isabella d’Adda. Toccò al terzogenito di Carlo, Vitaliano VI, il merito di portare a termine l’opera, chiamando architetti famosi come il Richini, il Cagnola ed infine, da Roma nel 1668, Carlo Fontana. Pensata come un’unica invenzione barocca, l’isola doveva rappresentare un immaginario vascello: la darsena avrebbe dovuto rappresentare la prua, il palazzo superiore il ponte di comando, le terrazze, dieci a forma di piramide tronca, il cassero. Il palazzo venne inaugurato nel 1670 ed ebbe l’onore di ospitare anche Napoleone nel 1792. Con la pace di Aquisgrana del 1748, alla fine della seconda guerra di successione austriaca, tutto il territorio posto sulla costa occidentale del Lago Maggiore venne ceduto da Maria Teresa a Carlo Emanuele III di Savoia. Le difficili condizioni economiche di Stresa nel XVIII secolo costrinsero molti a emigrare. Tra loro Giacomo Filippo Bolongaro, che nel 1723 seguì uno zio materno a Francoforte per aiutarlo nel commercio del tabacco. Grazie alla sua intraprendenza (inventò tra l’altro una particolare miscela di tabacco da fiuto), riuscì ad accumulare una notevole fortuna. Nel 1770, ormai anziano, ritornò a Stresa, dove diede il via all’edificazione di un fastoso palazzo che attualmente ospita il Centro Internazionale di Studi Rosminiani, una biblioteca ricca di oltre centomila volumi e un museo dedicato al sacerdote filosofo Antonio Rosmini. A partire dall’Ottocento, i resoconti degli illustri viaggiatori del Gran Tour aprirono la strada alla trasformazione del piccolo borgo di pescatori in una meta privilegiata di villeggiatura e di turismo. “Che dire del Lago Maggiore, delle Isole Borromee, se non compiangere coloro che non ne sono innamorati?”, scrive Stendhal, consigliando chi avesse una sola camicia di venderla, pur di poter visitare questi luoghi. La fortuna di Stresa è legata, però, non solo alle bellezze paesaggistiche ma anche a particolari eventi storici: l’apertura della strada napoleonica (1806), con le diligenze che, partendo da Losanna tre volte la settimana, raggiungevano Milano in quattro giorni; lo sviluppo del battello a vapore, che dal 1826 collegava Sesto Calende a Magadino in Svizzera; i collegamenti ferroviari di Arona con Genova e Torino (1855) e poi la linea del Sempione con l’apertura del traforo nel 1906. Con la villeggiatura Stresa divenne centro di soggiorno di fama internazionale, ospitando nomi tra i più famosi del tempo, protagonisti del Risorgimento italiano, nobili, imprenditori, letterati, musicisti, sia italiani che stranieri. Iniziò così la costruzione di numerose ville, ad opera di famosi architetti, con splendidi parchi e giardini, arricchiti da nuove specie (azalee, rododendri, camelie) provenienti dall’oriente ed acclimatatesi così bene da diventare le piante tipiche del lago Molte di queste dimore si possono ammirare ancora oggi, tra queste: Villa Pallavicino, con un parco zoologico, Villa Belloni “la Palazzola”, Villa Bernocchi, Villa Teresita e Villa Lomellini Cappa Legora con le caratteristiche torrette in stile Liberty. Insieme alle ville cominciarono a sorgere i primi alberghi. I fratelli Omarini compresero le grandi potenzialità del turismo stresiano e costruirono il Grand Hotel et des Iles Borromées: era il 1861 e nel 1863 già venivano ospitati i primi villeggianti. I servizi offerti erano di alto livello e contribuirono a far convergere su Stresa una clientela decisamente d’élite. Subito dopo l’inizio del ‘900 presero il via numerose iniziative, segno di una volontà di sviluppo inarrestabile. Il Kursaal e le Terme, il Lido, il Verbano Yacht Club (del 1895, secondo per anzianità in Italia), il Concorso Ippico, le gare di motonautica e di vela proiettarono Stresa nel mondo della “belle époque”. Nel 1908 fu inaugurato il Regina Palace, dove, nel 1932, si svolse una conferenza internazionale, a cui parteciparono quindici Stati, per trovare soluzioni ai problemi economici e finanziari dell’Europa. All’inizio del secolo un altro dei motivi di richiamo era costituito dalla vetta del Mottarone (1491 metri) per il panorama eccezionale: dal Rosa al Monviso ai monti della Svizzera, dalla pianura lombarda ai laghi prealpini. Per raggiungere la sommità con i suoi impianti sciistici, nel 1911 venne inaugurato un trenino a cremagliera, che diventò uno delle attrattive turistiche più importanti del territorio, arrivando a trasportare fino a 100.000 persone all’anno. Esso funzionò fino al giugno 1963 quando fu sostituito, nel 1970, dalla funivia. Dal 1946 al 1949 si svolsero a Stresa le fasi finali del concorso di “Miss Italia”; l’evento radunò personaggi famosi della cultura e dello spettacolo, come De Sica, Visconti, Zavattini e Totò; tra le partecipanti molte future dive del cinema: Lucia Bosè, Gina Lollobrigida, Eleonora Rossi Drago e Silvana Pampanini. Nel secondo dopoguerra riprese slancio anche l’attività turistico-ricettiva di iniziativa pubblica e privata con la realizzazione del Palazzo dei Congressi, inaugurato nel 1958, la costruzione di moderne strutture alberghiere (Hotel Astoria, La Palma, Bristol), l’organizzazione di importanti incontri di carattere internazionale. Nel 1962 si svolse la prima edizione delle Settimane Musicali di Stresa, ideate dal musicista Eraldo Trentinaglia e proseguite dal figlio Italo. Questa prestigiosa rassegna di Musica Classica ha ospitato e ospita i più grandi nomi del concertismo internazionale: Benedetti Michelangeli, Rubinstein, Segovia, Metha, Abbado, Gazzelloni, che hanno dato rinomanza mondiale alla manifestazione, giunta nel 2012 alla cinquantunesima edizione. In questi ultimi anni si sono aggiunti altri importanti appuntamenti in campo artistico, culturale, sportivo e congressuale, che confermano Stresa come città degna di essere considerata a pieno titolo “la perla del Verbano”. La stagione turistica ha inizio nel mese di marzo, in concomitanza con l’apertura dei giardini e dei palazzi delle Isole Borromee, e prosegue fino alla fine di ottobre; nel 2011 gli arrivi, nelle strutture alberghiere, sono stati 173.906 per un totale di 499.868 presenze e con una permanenza media di 2,87 giorni per turista. A queste cifre vanno aggiunti i numerosi villeggianti, che soggiornano nelle case di vacanza del capoluogo e delle frazioni, nonché le migliaia di persone che affollano Stresa nei fine settimana e nelle altre festività: l’insieme degli ospiti contribuisce a quasi raddoppiare la popolazione nel periodo estivo.                               .                               
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