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Valsinni, il Castello dei Morra e la storia della poetessa Isabella  

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06 feb 2019 - by Alessio
Valsinni // Monumenti ed edifici storici

Il castello della famiglia Morra di Valsinni è una fortezza tra le più belle della Basilicata, si trova in provincia di Matera e venne costruita nei primi anni dopo il 1000 sui resti di una precedente, antica costruzione.

Il castello di Valsinni sorge nella parte alta del paese, che è anche quella storica per eccellenza e che ospita alcuni dei suoi edifici di maggior pregio, come la Chiesa Madre. In questa zona del borgo di Valsinni tutti gli edifici sono uno vicino all’altro, separati esclusivamente da strette vie che sembrano accompagnare il movimento della parete di roccia lungo il quale sorge il centro urbano.

Nel corso della sua storia il Castello di Valsinni ha avuto diversi proprietari, come la famiglia Morra di origine irpina in un primo momento e poi della famiglia dei Rinaldi. Ed è proprio a una delle famiglie del castello che è legata una delle sue storie più interessanti, che si tramandano in questo angolo di Basilicata di generazione in generazione.

La storia affonda le sue radici molto indietro nel tempo, all’epoca delle grandi guerre d’Italia della seconda metà del ‘500, durante le quali i francesi e gli spagnoli combatterono nelle terre del Meridione. Durante la guerra il capofamiglia dei Morra si trovava esiliato nella corte del Re di Francia, Francesco I. La giovane figlia Isabella, che nacque nel castello nel 1520, si sentì molto sola durante la guerra poiché rimase al castello in compagnia unicamente della madre. Si sentì così abbandonata che iniziò a scrivere poesie e all’età di 22 anni conobbe Diego Sandoval De Castro, signore del castello di Bollita e alleato degli spagnoli.

I due giovani si innamorano perdutamente, ma la relazione non venne accettata dai fratelli della giovane ragazza, poiché sospettavano che l’uomo spagnolo volesse rubare i possedimenti della famiglia dei Morra. Ad aumentare l’acredine tra i fratelli e il giovane fu anche l’appartenenza politica, poichè la famiglia Morra era alleata dei francesi.

Prima uccisero la sorella Isabella, che morì all’età di soli 26 anni insieme al suo maestro, considerato colpevole di portare di nascosto le lettere della ragazza a Diego Sandoval de Castro, anche quest’ultimo successivamente vittima di un’imboscata da parte dei fratelli.

Altre fonti narrano che Isabella non fu assassinata dai suoi fratelli, ma che la rinchiusero in una una torre del castello, dove venne abbandonata per così tanto tempo che ancora non si sa con certezza se la sua morte fu violenta o se morì per il dolore della sua prigionia forzata. Il corpo di Isabella non venne mai ritrovato, e per questo si pensa che il si trovi ancora all’interno della fortezza. Qualcuno narra addirittura di averla vista aggirarsi per i corridoi del castello, altri raccontano di aver udito le sue urla e i suoi pianti, altri ancora dicono di averla vista camminare lungo le sponde del fiume. È come se la ragazza non abbia ancora trovato pace, e la sua misteriosa storia ancora oggi fa rabbrividire chi la racconta e chi l’ascolta. Si pensa che quando il corpo di Isabella verrà ritrovato questa sofferenza finirà e la sua anima finalmente potrà abbandonare il castello. Ma ad oggi il mistero rimane ancora aperto, e contribuisce a dare al Castello di Valsinni una dose di fascino in più.

Le autorità non trovarono mai prove concrete contro i fratelli della famiglia dei Morra, pur cercandone anche nei racconti e nelle poesie di Isabella. Nei suoi scritti non furono trovati neanche accenni alla relazione con lo spagnolo Diego Sandoval de Castro, scritti che furono conservati e tramandati intatti fino a Benedetto Croce, che le scoprì nel corso del Novecento e procedette alla loro pubblicazione.

Oggi a Valsinni è possibile visitare il Parco Letterario Isabella Morra, realizzato come una perfetta combinazione di arte, letteratura, storia e geografia e all’interno del quale si tengono momenti di animazione letteraria e teatrale.

Se dopo la visita al Castello vi resta ancora un po’ di tempo libero, il consiglio è quello di concedersi una visita del borgo, partendo dalla già citata Chiesa Madre fino ad arrivare all’affascinante Palazzo Mauri che ancora oggi custodisce un antico, pittoresco mulino. Lasciatevi avvolgere dalla magia che il borgo, incastonato nel verde del Pollino e disteso ai piedi del Monte Coppolo, regala al visitatore.

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