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Palio di Siena  

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14 dic 2018 - by Alessio
Siena // Eventi e Manifestazioni

Probabilmente la manifestazione storica di maggior importanza nel Bel Paese, il Palio di Siena è una competizione di carattere medievale che vanta più di trecento anni di storia alle spalle.

Radicata saldamente nel cuore dei senesi e fonte di meraviglia ed emozione per i turisti, questa spettacolare corsa tra le contrade della città anima Piazza del Campo due volte l’anno, una tradizione che prosegue ininterrotta da 100 anni.

Storia del Palio di Siena

Affermatosi in territorio senese agli inizi del XV secolo, la prima testimonianza scritta del Palio di Siena risale al 1633. Sebbene l’evento venisse inizialmente organizzato dalle Contrade che vi prendevano parte, a partire dal 1656 il Comune di Siena si fece carico dell’onere, curando i preparativi del Palio della Madonna di Provenzano (che aveva luogo il 2 luglio) ed affidando quelli di un eventuale ulteriore Palio alla Contrada vincitrice; quest’ultima poteva scegliere se tenere questa seconda ‘carriera’ (questo il termine gergale per definire la corsa) che, dunque, non sempre si svolgeva.

Il Palio della Madonna Assunta, in onore della ricorrenza a ridosso di cui era tenuto, divenne incombenza comunale solo dal 1802. In quanto orgoglio cittadino rarissime furono, nel corso dei secoli, le occasioni in cui il Palio non ebbe luogo, solitamente per cause di estrema gravità: non stupisce, dunque, che nessuna corsa fu organizzata o svolta durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale.

Tuttavia, neanche i conflitti globali riuscirono a portar via questa storica celebrazione dallo spirito dei senesi: un aneddoto diffuso nella comunità locale racconta di dieci abitanti della città prigionieri a Tunisi che, nel 1943, corsero un loro Palio di portata ridotta.

A lungo privati di una delle loro più care tradizioni, dopo la fine della guerra i senesi chiedevano a gran voce un prolungamento dei festeggiamenti, pretesa che il sindaco soddisfò ordinando un Palio straordinario da far svolgere il 20 agosto 1945 in aggiunta ai due precedenti.

Sebbene sia passato alla storia come il ‘Palio della Pace’, le circostanze in cui questo si svolse furono tutt’altro che miti; tra i disordini ed i tafferugli verificatisi in quell’occasione si ricorda lo stracciamento del drappellone da parte dei contradaioli del Bruco, che fu poi sostituito da uno nuovo fatto dipingere dai membri della Contrada del Drago.

Le Contrade senesi   

Le 17 Contrade che prendono parte alla corsa del Palio di Siena corrispondono ad altrettante parti in cui la città è divisa; originariamente molte di più, queste nacquero intorno all’anno Mille come associazioni che prestavano servizi di vario genere ai pellegrini in viaggio per percorrevano la via Francigena nel viaggio verso Roma.

Questi ed altri gruppi dalle funzioni più disparate confluirono nel XV secolo in quelle che vengono attualmente definite ‘Contrade moderne’, raggiungendo il numero massimo mai raggiunto, ovvero 23; questi gruppi presentano come simbolo un animale ciascuno, raffigurato nella propria bandiera insieme ad un motto araldico che ne spiega il significato.

Queste consistono in:

  • Aquila
  • Bruco
  • Chiocciola
  • Civetta
  • Dolfino (in seguito rinominata Onda
  • Drago
  • Elefante o Lionfante (in seguito rinominata Torre
  • Gallo
  • Giraffa
  • Istrice
  • Unicorno o Liocorno (in seguito rinominata Leocorno
  • Leone
  • Lupa
  • Nicchio
  • Oca
  • Orso
  • Pantera
  • Quercia
  • Selva (anche nota come Rinoceronte) 
  • Spadaforte
  • Tartuca 
  • Valdimontone (anche nota come Montone)
  • Vipera

La mancanza di partecipazione alla vita pubblica e di organizzazione condusse alla scomparsa di sei di queste (Gallo, Leone, Orso, Quercia, Spadaforte e Vipera) portando il numero, nel 1729, a quel 17 che permane ancora oggi.

Il Palio di Siena viene corso da dieci di queste, sette partecipanti di diritto e tre estratte a sorte alcuni giorni prima della manifestazione. Tensioni, alleanze, rivalità e finanche violenza e corruzione hanno caratterizzato la storia delle Contrade senesi, sentimenti forti che infiammano gli animi dei cittadini e accendono ancor di più l’atmosfera dell’evento.

Regole e svolgimento del Palio di Siena

Ogni contrada partecipante al Palio di Siena viene rappresentata da un fantino ed un cavallo, e proprio il secondo ha un ruolo di rilievo nella giostra, in quanto può vincere il torneo anche senza avere in groppa il proprio fantino.

Mentre i cavalli vengono affidati alle Contrade in gara in modo totalmente casuale pochi giorni prima della gara, i fantini vengono ingaggiati dalle Contrade stesse dietro un lauto compenso (si parla di migliaia di euro); non esistendo alcun regolamento che moderi la loro condotta, non è insolito che si accordino tra loro (anche dietro pagamento) per favorire un alleato o danneggiare un rivale.

Il giorno del Palio i cavalli fanno il loro ingresso in Piazza del Campo successivamente alla fine della sbandierata dei figuranti, posizionandosi in prossimità del Vicolo della Costarella de Barbieri.

L’ordine di ingresso dei cavalli viene sorteggiato precedentemente, e prima della partenza viene consegnato da un vigile urbano al mossiere (la figura che gestisce e convalida la partenza); quello del mossiere è un compito di grande responsabilità: per prevenire che le immancabili contestazioni che immediatamente seguono la partenza abbiano conseguenze spiacevoli, viene solitamente scortato fuori dalla piazza.

Il decimo cavallo, detto il cavallo di rincorsa, è posizionato fuori dai canapi (le corde che delineano la partenza), e la sua entrata dà il via alla corsa; basandosi questa decisione sulla mera volontà del fantino e la situazione tra le Contrade, la partenza può avvenire in qualsiasi momento.

La corsa consiste in tre giri di piazza che ogni cavallo dovrà portare a termine, indipendentemente dalla presenza del fantino in groppa. Alla fine del Palio la Contrada vincente si profonde in grandi festeggiamenti, mentre la Contrada rivale abbandona rapidamente la scena per non dover assistere al trionfo degli avversari.

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