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La chiesetta nella roccia è un'originale chiesa italiana  

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22 giu 2018 - by Alessio
Pizzo, Calabria // Monumenti ed edifici storici

Un luogo di culto unico in Italia che si nasconde nelle viscere della terra, quella della Costa degli Dei a Pizzo Calabro.

Il silenzio incombe nell’originale Chiesa di Piedigrotta, rotto solo a tratti dal fruscio del mare che dista pochi metri. Gli ambienti ed il pavimento sorgono sulle rocce tufacee e raccontano la leggenda e la storia di questo luogo magico della Calabria, una regione da scoprire e che si ama dalla prima visita.

 

 

 


La leggenda della Chiesa di Piedigrotta

Ormai da una centinaia di anni si tramanda la leggenda del naufragio di un veliero avvenuto verso la metà del ‘600: l’equipaggio napoletano infatti fu sorpreso da una tempesta violenta e i marinai si radunarono quindi nella cabina del Capitano, dov’era custodito il quadro della Madonna di Piedigrotta e all’unisono cominciarono a pregare facendo voto alla Vergine: promisero di erigere, in caso di salvezza, una cappella a lei dedicata.

Quando la nave si inabissò i marinai raggiunsero la riva a nuoto e portarono con loro anche il quadro della Madonna e la campana di bordo del 1632. Iniziarono così a scavare nella roccia per mantenere la promessa fatta e in una piccola cappella collocarono l’immagine sacra. Altre tempeste trascinarono il quadro della Chiesa di Piedigrotta tra le onde, ma fu poi ritrovato proprio nel posto nel quale il veliero si era schiantato sugli scogli.

Non esistono testimonianze di questi avvenimenti, ma il culto verso l’immagine sacra della Vergine è molto sentito a Pizzo Calabro e non sembra così inverosimile la storia narrata dalla leggenda.

Piedigrotta_1

 

 

 


La storia della Chiesa di Piedigrotta

Siamo nel 1880 quando l’artista locale Angelo Barone, proprietario di una cartoleria, decise di dedicarsi alla grotta: ogni giorno armato di piccone la ingrandì e creò altre due grotte laterali per poi riempire gli ambienti con delle statue che rappresentano la vita di Gesù e dei Santi.

Quando Angelo morì nel 1917 fu il figlio a raccogliere la sua eredità dedicandosi alla Chiesa di Piedigrotta: Alfonso in 40 anni della sua vita gli donò l’aspetto che possiamo ammirare oggi; scolpì altre statue, capitelli con angeli, bassorilievi con scene sacre e creò gli affreschi nella navata centrale e sull’altare maggiore.

Una volta scomparso Alfonso nessuno proseguì il suo lavoro e il luogo fu anche oggetto di atti vandalici: delle statue furono decapitate agli inizi degli anni ’60. Fortunatamente un nipote di Angelo e Alfonso decise poi di tornare dal Canada e trovando questo ammasso di macerie nella Chiesa decise di restaurarla rimanendo a Pizzo Calabro per diversi mesi. Risorse quindi il capolavoro creato dai suoi zii, e una volta finito il restauro Giorgio fu ringraziato pubblicamente nel 1969 nella Sala Consiliare del Comune di Pizzo.

Piedigrotta_2

 

 

 


Gli interni della Chiesa di Piedigrotta

La grotta viene spesso erroneamente definita tufacea: in realtà Piedigrotta sorge su delle rocce sedimentate di origine marina. La facciata in pietra è molto semplice e sul tetto svettano una croce in ferro e la statua della Madonna con il Bambino, che proteggono la gente di mare.

Il vero spettacolo è all’interno, dove tre grotte con statue create dalla roccia raccontano le sacre scritture.

Quattro angeli sono ai lati della porta d’ingresso e reggono le acquasantiere le cui basi sono su dei leoni. A sinistra si apre davanti agli occhi la cappella della Madonna di Pompei con il bassorilievo che la raffigura sull’altare, dove il Sacerdote celebra la messa tra angeli e fedeli inginocchiati. Nella grande grotta è rappresentato un presepe con Gesù in braccio a Maria, San Giuseppe, i pastori, i bue e l’asinello, incorniciati da un paesaggio arabo con i Re magi che giungono sui cammelli.

Nell’altra grotta troviamo il gruppo che riproduce la parabola di Gesù della moltiplicazione dei pesci, mentre in quella successiva una statua della Madonna di Lourdes in gesso (ritrovata agli inizi degli anni ’50) si trova davanti alla veggente Bernadette, con il bassorilievo che rappresenta la gente che si reca al santuario francese. Davanti la statua di San Giorgio, il protettore di Pizzo che trafigge il drago.

Di straordinaria bellezza anche il gruppo scultoreo che rappresenta l’Angelo della Morte intento a porre una corona sulla testa di Santa Rita.

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Leggi anche In Italia c'è un eremo nella roccia, ed è spettacolare.

 

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