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I viaggi del Vino: calici di Natale  

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11 dic 2018 - by Alessio
// Cucina e vini

Con l’arrivo del Natale, le tavole si imbandiscono di sapori che provengono – in misura particolare – dal territorio nazionale e dalle esperienze gastronomiche regionali.

Se in Valle d’Aosta, infatti, è d’uopo consumare la famosa carbonata con polenta, i lombardi e i romagnoli risponderanno con la zucca declinata in mille modi diversi, il più celebre dei quali è sicuramente il tortello.

Territori come la Maremma Toscana o i Colli Pesaresi, che da sempre si associano quasi più al vino che alla loro, pur deliziosa, tradizione culinaria sono del resto ideali per approfondire le tematiche del viaggio tra “saperi e sapori” che ha come tematica di riferimento il Natale in tavola.

 

Maremma, che Natale!

Un territorio ricco di suggestioni scenografiche, fortemente votato al turismo ma che ha saputo conservare con sapienza le sue tradizioni. La Maremma, ovvero quel territorio della Bassa Toscana che risponde grossomodo alla provincia grossetana, si caratterizza per la bellezza dei suoi borghi, primi tra tutti Pitigliano e Sorano.

Le città del tufo, per via della conformazione geomorfologica del territorio, ma anche le città dei sapori e del buon vino. Qui i sapori natalizi si rifanno pienamente alla cucina contadina, povera ma gustosa, essenziale ma corposa. È il caso dei crostini di cavolo e acciughe, o delle minestre con i ceci, senza dimenticare i pici all’aglione, un trito aromatico piccante e capace di dare istantaneamente calore alla tavola… in tutti i sensi!

E se ogni buon pranzo festivo non poteva che concludersi (ma lo fa anche oggi) con gli sfratti di Pitigliano, dolci di origine ebraica – ci troviamo del resto nella Piccola Gerusalemme – tutto il prosieguo della tavola era annaffiato dai buoni vini del territorio.

Oggi possiamo rivivere queste stesse emozioni con il Sirante Maremma Toscana DOC 2015 di Podere Daino, un vino affinato in tonneaux di rovere per 12 mesi dal sapore fruttato, corposo nel sapore e intenso nel colore, il cui abbinamento prediletto è con carni di vitello e contorni di verdure al forno.

 

Il Sangiovese in salsa marchigiana

Sangiovese è un nome che fa istantaneamente rima con Romagna, complice quella certa canzone che tanto si balla, ancora oggi, nelle balere. Eppure questo vino non è esclusiva solo delle terre dei Casadei, come dimostra la produzione del Sangiovese Riserva dei Colli Pesaresi “Cardomagno” dell’azienda vitivinicola Il Conventino di Monteciccardo.

Un vino che riposa in tini, barrique e tonneau per almeno due anni, e che arriva sulle tavole con un bouquet di profumi intensissimi, tra bottiglie che ben si confanno all’atmosfera piacevolmente sontuosa ma rigorosamente familiare del pranzo di Natale.

Pranzo che, per rimanere fedeli alla tradizione dei luoghi appena citati, non può che comprendere le declinazioni marchigiane del menù festivo: primi tra tutti i vincisgrassi, golosi fili di pasta all’uovo conditi con ragù e besciamella, in una versione “destrutturata” della lasagna nazionalpopolare.

Decisamente riuscito anche l’abbinamento tra il Sangiovese Riserva e la pasticciata pesarese, arrosto aromatizzato e arricchito con sottili venature di lardo, e nel quale il vino rosso è anche ingrediente basale. E per concludere il tutto, una fetta di bostrengo (o frustingo che dir si voglia), dolce di colore scuro con fichi secchi, anice stellato, mandorle e pinoli.

 

Abruzzo, delizie del Centro Italia

Una regione dove la tradizione si è trasformata in un elemento di attrattività turistica a tutto tondo, l’Abruzzo è una vera e propria terra di scoperta quando si parla di enogastronomia.

Sapori forti e decisi tra carni (soprattutto quelle ovine, come dimostrano gli immancabili arrosticini), primi piatti e dolci che lavorati dalle mani sapienti di madri e nonne restituiscono alle tavole contadine una “dignità del sapore” fortemente localizzata sui territori di origine.

Eppure anche nell’entroterra abruzzese è buona norma rifarsi alla tradizione di non consumare carne durante la cena della Vigilia di Natale, e in soccorso delle tavole imbandite arrivano baccalà, sarde e capitone, tra i tanti. Con le sarde si realizzano le foglie fritte, piatto che somiglia a una zuppa e che si prepara, oltre che con i pesci, con aglio, olio, peperone dolce e foglie di verza.

Tra un brodo di tacchino e dei fagottini ai ceci, il Natale d’Abruzzo è “bagnato” da molti vini. Per questa occasione noi scegliamo l’evocativo Aspetta Primavera, Pecorino Abruzzo DOC Superiore di Contesa, con un lieve sapore di erbe aromatiche e un colore giallo chiaro che richiama le decorazioni natalizie.

Affinato in batonnage, dal buon grado alcolico (14%), è un bianco corposo da abbinare con successo ai piatti di pesce, ma anche a un vassoio di formaggi o a un sugo leggero. L’ideale per “trasferirsi” idealmente tra le portate più importanti del vostro Natale.

 

 

 

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