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Sutri: guida turistica e cosa vedere  

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Sutri, in provincia di Viterbo, è un borgo arroccato su un imponente rilievo di tufo che domina la via Cassia. Il Comune è caratterizzato da un clima caldo e temperato, con una temperatura media che si aggira intorno ai 14.5 °C e che invoglia i suoi visitatori a far lunghe passeggiate lungo i vicini laghi di Bracciano e di Vico.

Sutri, che dista circa 34 km dal capoluogo Viterbo, e soltanto 50 km da Roma, si fregia di alcuni ritrovamenti archeologici di grande rilievo storico, tra cui una necropoli etrusca e un anfiteatro romano completamente scavato nel tufo, entrambi raccontano una storia d’origini molto antiche.

Secondo una leggenda Sutri è stata fondata da un antico popolo di navigatori orientali, i Pelasgi. Altre leggende parlano della fondazione di Sutri da parte di Saturno, che appare a cavallo con tre spighe di grano in mano, simbolo dello stemma ufficiale del comune. Il Comune viterbese è stato identificato per molto tempo come la “porta dell’Etruria”, considerato un baluardo etrusco contro l’avanzata dei romani e punto di transito di merci e pellegrini.

Sotto il dominio dell'Urbe la città si sviluppò e divenne un fiorente centro agricolo ed artigianale, grazie alla su posizione lungo la via Cassia, che era la principale arteria di transito e di commercio verso il Centro Italia (la Cassia, in origine, arrivava a Firenze). Durante il Medioevo i pellegrini romei, dall’Europa andavano in pellegrinaggio verso Roma lungo la via Francigena, che collegava Roma alla terra dei Franchi.

A Sutri si deve l’inizio dello Stato Pontificio; tra il V e il VIII secolo la città fu coinvolta nelle lotte tra Longobardi e Bizantini, fino a che, nel 728, il re dei Longobardi, Liutprando, offrì la città di Sutri e le terre circostanti al Papa Gregorio II. Questa donazione viene generalmente considerata l'inizio del dominio temporale della Chiesa. Nei secoli a venire, Sutri prosperò finché i Farnese dirottarono il traffici commerciali lungo la via Cimina per potenziare i loro territori e in pochi anni Sutri si vide frazionato e impoverito.

Nel 1556 è sede vescovile del futuro Papa Pio V, poi santificato, a cui sono dedicate molte opere nel Duomo cittadino.  Per la sua posizione strategica, contesa tra etruschi e romani, ed essendo successivamente una tappa obbligata della via Francigena per Roma, lungo la via Cassia, Sutri è stata per molti secoli un’importante centro commerciale e logistico.

L’economia con il passare dei secoli si è evoluta in altri campi; il turismo costituisce il settore trainante, ma l’industria agroalimentare, specializzata nella produzione di cereali, nocciole, fagioli, uva, olive e tabacco continua ad essere un punto fondamentale per l’economia sutrina.

Festeggiamenti e riti antichi arricchiscono il patrimonio culturale e la storia di questo antico borgo. Nel mese di gennaio si tiene la Festa di Sant’Antonio Abate, in occasione della quale è possibile assistere alla “Sfilata delle Due Cavallerie” che vede contrapporsi confraternite di congregazioni laiche d’origine contadina, ciascuna con il proprio stendardo raffigurante il Santo.

La Domenica immediatamente successiva al giorno della festa i rappresentanti delle due cavallerie si contendono un Palio dipinto in una gara di abilità equestre chiamata “Corsa della Stella”. Il Carnevale è già una festa ricca di divertimento e colori ma il Carnevale Sutrino porta con sé quel qualcosa in più. Per cinque giorni, si alternano sfilate, giochi e balli di piazza oltre a mascherate e veglioni fino alla conclusione dei festeggiamenti, la sera del martedì grasso con lo straordinario spettacolo della cremazione di Re Carnevale (un fantoccio disteso su di un allegro catafalco che viene bruciato). Si rinnova così la tradizione di antica origine per cui la povera gente, al riparo di maschere e sull'onda dei festeggiamenti, poteva almeno un giorno l'anno, farsi beffa dei potenti esorcizzando così la propria condizione.

Gli amanti della buona tavola attenderanno con ansia settembre e la Sagra del Fagiolo, una manifestazione nata per promuovere il prodotto tipico locale per eccellenza. Sfilate allegoriche, balli, gare di ogni genere e buona musica accompagnano la distribuzione di quintali di fagioli cucinati all’aperto e serviti in caratteristiche ciotole di terracotta. S

empre nel mese di settembre, molto sentiti sono i festeggiamenti che Sutri tributa alla Santa Patrona Dolcissima. In questi giorni la città le dedica manifestazioni popolari e religiose che culminano con la processione per le vie del centro storico, con il trasporto della statua della Santa. Al termine della processione la statua viene posta in un vano ricavato nel primo altare della navata destra della Cattedrale e coperta da una tela del pittore Heinrich Schmidt.

Sutri ancora oggi conserva antichissime ricette e prodotti tipici di provenienza etrusca. Il “fagiolo della regina” (appartiene alla varietà borlotto, dalle dimensioni generose e dal colore bianco crema con sfumature rossastre) è il prodotto tipico d'eccellenza di Sutri. La leggenda narra che il legume sia stato d’aiuto nel far guarire Carlo Magno dalla gotta.

Più in generale, tutto il territorio della Tuscia e la sua provincia, riserva delle deliziose sorprese, dalle castagne dei Monti Cimini, ricche di minerali (potassio, fosforo, zolfo, magnesio, calcio, ferro e sodio) e che possono essere conservate fresche per molti mesi semplicemente versandole in acqua fredda, ai prelibati funghi.

La produzione di miele della Tuscia è di notevole qualità. I vari mieli presentano evidenti differenze perché il miele è raccolto dalle api ma è fatto dalle piante. Ad esempio la Provincia di Viterbo è caratterizzata da grosse estensioni di castagneti e quindi in queste terre viene prodotto un miele unifloreale di castagno, dall’aroma forte e deciso, mentre il millefiori, che deriva da due o più origini botaniche ha un sapore più delicato, fruttato e floreale ed è gradito a tutti i palati. Per non parlare dei vini; le documentazioni archeologiche testimoniano che già in epoca etrusca la Tuscia fu una grande produttrice di vino.

Sutri non eccelle solo nei prodotti alimentari, il comune viterbese nel 2003 ha ricevuto dal Touring Club Italiano e dalla Regione Lazio la Bandiera Arancione come attestato di qualità turistica ed ambientale. Il Comune fa anche parte dell’Associazione Europea delle Vie Francigene e Città della Nocciola.

Anche le leggende fanno parte della storia di questo comune e ne aumentano il fascino. Lasciando Sutri in direzione di Roma, a sinistra sulla Via Cassia, appare una grotta, nella quale i poemi cavallereschi franco-veneti del XII secolo raccontano che sia nato Orlando Paladino, nipote di Carlo Magno, nato da un amore mai approvato tra la sorella Berta, e un valoroso condottiero senza titoli nobiliari, 
divenuto in seguito Gonfaloniere della Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Più realisticamente si tratterebbe di una tomba etrusca.

Sutri racchiude sicuramente molti tesori tutti da scoprire. Ogni angolo del comune viterbese sembra impregnato di storia, dalla necropoli etrusca formata da decine di tombe scavate nel tufo, alle mura della stessa epoca ma incorporate da quelle medievali, fino a un Mitreo incorporato da una chiesa, e un Duomo di origine romanica. Ma anche la natura ha il suo spazio con il Parco Naturale Regionale dell’antichissima Città di Sutri, situato tra le falde dei Monti Cimini. Sutri infine è anche puro divertimento con il Green Park Village, un piccolo ma completo parco acquatico per tutta la famiglia.

Prefisso:
0761
Fuso Orario:
UTC+1
Nome Abitanti:
sutrini
Patrono:
Santa Dolcissima
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Valutazione generale

3
Buona

Chi c'è stato

Nessun dato disponibile

Indicatori

Trasporti
Sicurezza
convenienza
Attrattive
Alloggio
mangiare e bere
Accoglienza
Accessibilità
Servizi ai turisti
attività
shopping
Intrattenimento
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Recensioni Sutri

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Generale:
Orrenda
Meravigliosa
maurizio marcantonini
Livello 9     1 Trofeo    Viaggia: Con la famiglia
Voto complessivo 8
Guida generale : Francesco Petrarca, scrivendo del suo primo viaggio a Roma nella lettera al cardinale Giovanni Colonna, descrive Sutri: « A due sole miglia sta Sutri, sede diletta a Cerere, e antica colonia, secondo che dicono, di Saturno: ove non lungi dalle mura... vedi tutto mostrano il campo che narrano fosse il primo in Italia a ricevere la sementa del grano, segato indi a poco dallo stranio re che con tal beneficio mansuefatti e cattivatisi gli animi di quei primi abitatori regnò su loro tranquillo infin che visse, e venuto dopo morte in voce di Dio, dalla gratitudine degli uomini qual vecchio nume con in mano la falce fu venerato. Saluberrimo, a quanto la breve dimora mi concede di giudicarne, è questo clima. Cingono d'ogni parte il paese colline senza numero, né troppo alte, né di malagevole salita e di nessuno impedimento allo spaziar della vista, infra le quali s'aprono sui convessi fianchi ombrose e fresche caverne, e sorge frondoso il bosco a riparare l'ardore del sole da tutti i lati da quello infuori che guarda a Borea, ove un monticello degli altri più basso in aprica valle spiegandosi appresta alle api una fiorita dimora. Qui d'acque dolcissime ne' bassi fondi il mormorio, qui cervi, damme, cavrioli, e tutto il selvaggio gregge de' boschi errante ne' colli aperti, e schiera infinita d'augelli che lambe le onde o su pei rami saltellando sussurra. Taccio de' buoi, e de' domestici armenti, e dei doni di Cerere e di Bacco, che alla fatica dell'uomo dolci ed ubertosi rispondono, e dei naturali tesori dei vicini fiumi, dei laghi e del mare, che anch'esso poco è distante. » (Lettere di Francesco Petrarca delle cose familiari, lettera XXIII, ca. 1337)
Salvatore Cencioni
Livello 20     3 Trofeo   
Voto complessivo 8
Guida generale : È una meravigliosa cittadina dove lungo le sue stradine, i suoi vicoli e il suo bellissimo centro storico si respira l'aria dei suoi oltre 2500 anni. Eh si! perché Sutri è stata fondata dagli Etruschi è divenuta poi alleata dei... vedi tutto Romani ed infine è diventato il primo dominio del potere temporale dei Papi. Ricordate sicuramente, dalla storia, la donazione del "castello di Sutri" da parte di Liutprando, re dei longobardi, al Papa. Vale veramente la pena di visitarla, perché i suoi monumenti ci raccontano circa 2600 anni della nostra storia.
Enza Toscano
Livello 17     1 Trofeo    Viaggia: Con la famiglia
Voto complessivo 8
Guida generale : Posta alle propaggini dei Monti Cimini che si elevano a Nord-Est domi­nando la conca del Lago di Vico e la piana di Viterbo, e alle falde dei Monti Sabatini a Sud-Ovest, la città venne ad impiantarsi lungo un corridoio naturale... vedi tutto di collegamento tra i territori interni dell'Etruria Meridionale e la fascia costiera e, al contempo, lungo la linea di transito da Roma verso il Nord della regione.
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