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Subiaco: la guida completa e aggiornata  

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Subiaco, antico borgo medievale del Lazio, è adagiato su di un colle roccioso nell’alta Valle dell’Aniene, con i Monti Simbruini, disseminati di querceti e faggeti che regalano scorci paesaggistici davvero spettacolari, a fargli da cornice.

La città, addolcita da un clima caldo e temperato, con una temperatura media annua di 15.7 °C, è caratterizzata da un territorio di origine lacustre. Deve probabilmente il suo antico nome Sublaqueum (sotto i laghi) ai laghi Simbruina Stagna.

La conformazione naturale del paese, caratterizzata dal corso del fiume Aniene, affluente del Tevere, ha notevolmente condizionato il suo sviluppo storico e ha favorito lo svilupparsi degli insediamenti urbanistici. Alcuni ritrovamenti provano che sia stata popolata dagli Equi e dai Latini, successivamente arrivarono i Romani che nell’anno 304 avanti Cristo fondarono alcune colonie e costruirono ben quattro acquedotti.

La zona divenne velocemente una prestigiosa meta di villeggiatura per i Romani, come testimoniano i resti della Villa Imperiale fatta costruire da Nerone, di essa, resa preziosa dai materiali pregiati utilizzati come il marmo, ed arredata con lusso, ancora oggi si possono ammirare i resti. Proprio sui resti di questa villa nel V secolo dopo Cristo San Benedetto da Norcia fece costruire uno dei dodici monasteri della zona, tutti in seguito distrutti dai saraceni, fatta eccezione per quello di Santa Scolastica.

La storia di Subiaco è legata anche a quella della stampa: fu proprio nei locali del monastero che nel 1465 due stampatori tedeschi diedero vita alla prima tipografia italiana. Con il passaggio del feudo sotto il dominio dei Colonna il borgo medievale andò progressivamente fortificandosi. Il territorio di Subiaco fu poi governato dalla famiglia Borghese, dai Borgia e dai Barberini. In seguito al crollo dello Stato Pontificio la cittadina fu annessa al Regno d’Italia.

Situata a d appena settanta chilometri da Roma, Subiaco ha avuto in passato un importante ruolo per quanto riguarda i traffici commerciali, ma già in epoca romana la principale risorsa economica locale era il turismo. Al tempo per sfuggire all’afa della capitale e in epoca moderna per i suoi tesori culturali, dalla vasta raccolta di manufatti preistorici, di fossili e di reperti etruschi e romani alla sua collezione numismatica e di strumenti scientifici di varie epoche. Tra le industrie spiccano i comparti della carta, della stampa, dei metalli e dell’energia elettrica, ma importante è anche il ramo agricolo, specializzato nella produzione di uva e olive.

Visitare Subiaco è di per sé un piacere, ma avere la possibilità di comprendere la storia di una terra ricca di storia e cultura, attraverso le sue tradizioni è di sicuro una fortuna. Un’occasione da non perdere nel mese di agosto è dunque Rajche, radici in comune, un evento dedicato alla cultura locale e dialettale tra poesie, stornelli e canti popolari. Ad ottobre si tengono i Festeggiamenti in onore di Santa Celidonia. La leggenda narra che la santa, intorno all’anno Mille, lasciò la casa paterna per ritirarsi a vita eremitica in una spelonca sui monti Simbruini, denominata “Mora Ferogna”; la grotta, miracolosamente, rimase in piedi nonostante i bombardamenti delle due guerre mondiali abbiano duramente colpito questa zona.

Durante la celebrazione due processioni, che recano l’immagine dell’Assunta e del Salvatore, muovono dalla Chiesa della Valle e dalla Chiesa di Sant’Andrea, portate a spalla da dodici uomini ciascuna. Una volta poste una di fronte all’altra migliaia di persone si inginocchiano, invocando per tre volte “misericordia”, mentre il suono delle campane della chiesa e lo scoppio dei petardi sui bastioni della Rocca dei Borgia completano la suggestiva cerimonia. Si tratta di un momento di grande emozione e commozione per i sublacensi, ma anche per coloro che per la prima volta assistono all’Inchinata di Subiaco.

A marzo Subiaco si riunisce per la patronale Festa di San Benedetto da Norcia. Due giornate di festeggiamenti a conclusione delle cosiddette Celebrazioni Benedettine, che hanno il loro momento centrale e solenne nella processione con la Statua sacra di San Benedetto, con la celebrazione presso la Basilica di Sant'Andrea. Vi si tiene infine una fiera dell’enogastronomia e dell’artigianato dell’Alta Valle dell’Aniene dove, con i sapori, gli odori, gli usi e i costumi si faranno rivivere antiche tradizioni.

Grazie alle sue forti tradizioni gastronomiche, a Subiaco grande spazio viene dato anche alla buona cucina, e chi visita questo borgo laziale può lanciarsi senza paura in un tour gastronomico di tutto rispetto. Dai Ju Pappaciuccu (a base di cavoli neri lessati, impastati con tozzi di pizza di granturco raffermi e pane casereccio) passando per la polenta (contrariamente a quella del nord Italia è sottile, morbida e irrorata di sugo rosso con pezzetti di carne, solitamente spuntature di maiale), fino alle coppiette (strisce di carne suina salate e condite con spezie naturali, infilzate con spaghi di canapa e quindi, a coppie, stagionate per almeno due mesi).

Petrarca definì Subiaco “la soglia del Paradiso” e questo antico borgo medievale è sicuramente un luogo da scoprire. Per la sua felice posizione all’interno del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, per la sua capacità di rispondere a dei requisiti di vivibilità in termini di attività e di qualità dei servizi al cittadino, ma soprattutto grazie al suo patrimonio ricco di arte e tradizioni, la città è stata inserita nell’esclusivo club dei Borghi più Belli d’Italia.

Questo luogo sembra dunque un richiamo alla bellezza, e non solo quella naturalistica. Qui sono nate due donne dall’inconfondibile fascino, Lucrezia Borgia, e Gina Lollobrigida. Subiaco offre diversi itinerari ai suoi visitatori, un giro alla scoperta del centro storico, per i vicoli del suo borgo medievale, tra Chiese antiche e piacevoli piazze, risalendo fino all’immancabile Rocca Abbaziale dei Borgia che domina tutto il territorio. All’uscita del fiume vi sono i suggestivi monasteri benedettini del Sacro Speco, che si trova incastonato in una immensa parete di roccia e quello di Santa Scolastica, luoghi in cui religione e arte si incontrano. I più avventurosi possono anche optare per una discesa in rafting lungo il fiume Aniene, per chi poi ama la natura c’è la vicina località di Monte Livata, all’interno del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, che ospita la più grande faggeta d’altura d’Europa.

Prefisso:
0774
Fuso Orario:
UTC+1
Nome Abitanti:
sublacensi
Patrono:
San Benedetto
Giorno Festivo:
21 marzo
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Recensioni Subiaco

Redazione
Livello 100     17 Trofeo   
Voto complessivo 6
Guida generale : Nel quartiere medievale si gode un'atmosfera unica, dominata dalla Rocca Abbaziale dell'XI sec. è una costruzione fortificata trasformata nel 1700 da Pio VI in grandioso palazzo. È fiancheggiata da due torri, di cui quella a sinistra con l'orologio. All'interno di... vedi tutto notevole interesse è "l'Appartamento dei Colonna", affrescato dallo Zuccari ed una serie di reperti provenienti dalla villa neroniana. Oltrepassando l'Aniene su di un ponte trecentesco, a schiena d'asino, si raggiunge il convento e la gotica chiesa di S. Francesco, del XIV sec. All'interno conserva sull'altare maggiore, un bellissimo trittico di Antoniazzo Romano del 1467, un coro ligneo del '500 nell'abside e, nella terza cappella a sinistra, affreschi del Sodomia e del Pinturicchio. Tutt'intorno un bosco di castagni. Il Monastero di S. Scolastica, sorella di San Benedetto, è l'unico superstite dei 13 monasteri edificati dal santo nella zona. È un complesso architettonico che si sviluppa intorno a tre chiostri e alla chiesa consacrata nel X sec. e rimaneggiata in seguito. Il primo chiostro è del 1580-1689 ed è un giardino, il secondo ha un pozzo al centro e le due colonne che lo affiancano provengono dalla villa di Nerone. Da questo chiostro si accede alla biblioteca, che custodisce preziosi codici miniati ed incunaboli, tra i quali il primo libro stampato in Italia, visto che proprio qui, nel 1464, due allievi di Gutenberg impiantarono la prima tipografia italiana. Sulla facciata si trova un portale del XIII sec., con affreschi di scuola senese nella lunetta. Il maestoso campanile romanico a trifore, (1052-53), sulla facciata, ha su di un pilastro, una lapide con raffigurati animali, che reca la data di consacrazione della chiesa, 980. All'interno della chiesa, oggi con linee neoclassiche, troviamo, sulle volte del presbiterio, affreschi del XV sec. di pittori umbro-marchigiani. Dalla sagrestia si scende nella cappella degli Angeli, con pregevoli affreschi quattrocenteschi, e ad altre antiche cappelle scavate nella roccia. Dall'atrio della chiesa si accede al più interessante dei tre chiostri, (inizi del '200), a pianta rettangolare, decorato da maestri cosmateschi, con esili colonne in marmo, alcune di queste binate, e con notevoli capitelli marmorei. Il secondo ed il terzo chiostro sono comunicanti tramite un arco gotico. Il Monastero di San Benedetto risale al XIII sec., sorge sulla grotta, denominata il Sacro Speco, ove il santo trascorse i primi anni di vita monastica. È formato da una serie di grotte collegate da scale e da due chiese sovrapposte. Costruito arditamente sulla roccia è sostenuto da poderose arcate e contrafforti. La superiore, della metà del XIV sec., è preceduta da un corridoio scavato nella roccia e dalla Sala del Capitolo Vecchio, che ha numerosi affreschi della scuola del Perugino. All'interno della chiesa superiore, divisa in due campate, si trovano, nella prima campata, affreschi di scuola senese del XIV sec., ed un notevole altare, che conserva il paliotto e le colonnine del 1200, mentre, tutto il resto è un rifacimento del 1800. Un'iconostasi divide la chiesa in due parti di cui la seconda è stata interamente ricavata dal vivo della roccia, qui sono affreschi di scuola umbro-marchigiana. Una scaletta scavata nella roccia scende alla chiesa inferiore formata da cappelle a diversi livelli, ricavate nelle anfrattuosità della roccia. Si notino, in tutta la chiesa inferiore e nella cappella di S. Romano, gli affreschi di Magister Consolus, del 1200. Nel Sacro Speco, si trova la statua del santo, del Raggi, 1657, per ricordare i tre anni che trascorse qui. Nella Cappella di San Gregorio Magno ci sono affreschi bizantini del XIII sec., tra cui spicca un San Francesco del 1223, che ricorda la visita del Santo a Subiaco. Anche la Scala Santa, ricavata da un ripido sentiero, è ornata da affreschi di pittori senesi che già lavorarono nella chiesa superiore ed affrescarono anche la cappella della Madonna del XIV sec. Nella grotte detta "dei Pastori", perché qui il santo era solito istruirli, sulla parete rocciosa, si nota un affresco di incerta datazione, probabilmente bizantino della fine dell'VIII, o inizio IX sec., che resta comunque la più antica tra tutte le opere pittoriche.
ALESSIA SEGATORI
Livello 9     1 Trofeo    Viaggia: Con la famiglia
Voto complessivo 10
Guida generale : La diocesi comprende una sola parrocchia coincidente con l'abbazia benedettina di Subiaco, costituita dal monastero di Santa Scolastica e dal monastero di San Benedetto o meglio conosciuto come santuario del Sacro Speco. Ambedue i monasteri hanno un rilevante valore storico... vedi tutto ed artistico. All'interno dello Speco nella chiesa superiore si possono notare affreschi di scuola senese risalenti al 1300 circa, affreschi di scuola umbro-marchigiana del primo Quattrocento e nella chiesa inferiore affreschi di scuola popolare romana della prima metà del XIII secolo dei quali fu autore il maestro Consulo. Inoltre una splendida statua di San Benedetto scolpita dal Raggi, un allievo del Bernini, nel 1657 e un affresco risalente al 1223 che raffigura San Francesco prima che ricevesse le stimmate. Presso Santa Scolastica fu stampato il primo libro in Italia, l'abbazia presenta plurimi stili dal Romanico al Neoclassico. All'interno di essa si trovano tre chiostri: il primo Cinquecentesco, il secondo Gotico ed il terzo Romanico costruito dalla famiglia dei Cosmati. La chiesa, che è abbazia-cattedrale, fu ricostruita nel XVIII secolo dall'architetto Quarenghi, che lavorò anche per gli zar di Russia. In ultimo l'abate dell'abbazia territoriale di Subiaco ha dignità pari a quelle episcopali eccetto che per l'ordinazione dei sacerdoti e la consacrazione degli olii sacri.
lucia
Voto complessivo 7
Guida generale : Una bomboniera. Un vero angolo di paradiso.Senza sottovalutare l' imponenza della struttura e la meraviglia delle moltissime cose da visitare. La disponibilità dei frati nel descrivere minuziosamente i vari angoli, la storia le leggende. Un capolavoro. Un vero capolavoro immerso... vedi tutto in uno spazio immenso. Meraviglioso. Semplicemente meraviglioso.
Lucia
Voto complessivo 4
Guida generale : Sono venuta per un fine settimana con amici. La cittadina è deliziosa. La ragazza dell'ufficio turistico è stata estremamente utile e ci ha fornito tutte le informazioni e il materiale di cui necessitavamo. I monasteri benedettini raggiungibili solo in macchina... vedi tutto o con una lunga passeggiata meritano assolutamente una visita data la loro bellezza. Dentro Subiaco, anzi in cima, la Maestosa Rocca Abbaziale. Le guide che vi accompagnano sono carinissime, preparate e disponibili, 40 minuti di visita e avrete la sensazione di essere catapultati in dietro nella storia!!!
Da non perdere Rocca Abbaziale , Monastero di San Benedetto Sacro Speco , Monastero Santa Scolastica
gigliola de giorgio
Livello 23     2 Trofeo    Viaggia: In coppia
Voto complessivo 7
Guida generale : Non partirei da chissà dove x vedere Subiaco, però se Vi piacciono i paesaggi naturali un giretto nei dintorni vale la pena farlo: tutta la valle dell'Aniene merita! E una volta lì, un'occhiata alla Piazzetta di Pietra Sprecata ci sta, e... vedi tutto anche al Ponte Medioevale di San Francesco, ("di Campo d'Arco"), alla torre quadrangolare di controllo, e se possibile al convento benedettino. E un po' di sana cucina laziale contadina!
ELENA SERENI
Livello 13     1 Trofeo    Viaggia: Con la famiglia
Voto complessivo 6
Guida generale : Subiaco è il centro più grande dell’alta Valle dell’Aniene e si trova all’interno del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini. A 70 Km da Roma è il luogo ideale per una vacanza in totale relax o per praticare diverse attività.... vedi tutto Numerose sono le attrattive culturali, ad iniziare dai monasteri benedettini di Santa Scolastica e San Benedetto. Per gli amanti della natura e dello sport è l’ambiente ideale per praticare sci, trekking, mountain bike, rafting, equitazione o lunghe passeggiate per i sentieri del Parco.
Massimo Di
Voto complessivo 10
Guida generale : Si trova vicino a Roma, percorrendo la Via Tiburtina e la Via Sublacenze. permette una splendida visita ai monasteri benedettini di Santa Scolastica e di San Benedetto con la relativa forestiera dove poter dormire. Possiede resti della Villa Romana, sul... vedi tutto fiume Aniene di Nerone con interni e esterni impagabili per la sovrapposizione si stili.
Marco
Voto complessivo 4
Guida generale : Subiaco merita sicuramente un soggiorno. Cittadina immersa nel verde del Parco dei Monti Simbruini, interessante sia da un punto di vista naturalistico-ambientale, con attività sportivite all'aria aperta, che da un punto di visita artistico-culturale con i monasteri benedettini e l'imponente... vedi tutto Rocca Abbaziale.
Da non perdere Rocca Abbaziale , Monasteri benedettini , Monte Livata
Benedetto
Voto complessivo 5
Guida generale : A un passo da Roma, assolutamente consigliata. Principali siti artistici: monasteri benedettini - rocca abbaziale Attività all'aria aperta: escursioni in montagna - rafting
Da non perdere monte livata , rocca , Monastero di San Benedetto Sacro Speco
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Meteo Subiaco

Pioggia debole
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