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Monterosso al Mare: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

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"Capitale” delle Cinque Terre, Monterosso è una città di mare che affascina per la sua posizione in un paesaggio davvero speciale. Un incantevole ‘incastro’ tra mare e roccia, il che la rende ideale per gli amanti di spiagge e calette. Ma si tratta anche di un punto importante per curiosare nell’ambiente circostante, quelle Cinque Terre Patrimonio dell'Umanità UNESCO, poiché rappresentano un significativo esempio del modo un cui gli uomini possono trasformare e modellare l’ambiente, pur non alterando (molto) la bellezza del paesaggio.

E qui ci sta una citazione antica, proveniente da Francesco Petrarca il quale, di questa terra magica scriveva: “Da qui i vigneti illuminati dall'occhio benefico del sole e dilettissimi a Bacco si affacciano su Monte Rosso e sui gioghi di Corniglia, ovunque celebrati per il dolce vino”.

Dunque, Monterosso al Mare, cittadina votata alla spiaggia qui così variegata e al suo mare limpido, ma non solo, anche al suo clima mite e alla sua enogastronomia tutelata come se fosse (e lo è, in effetti) uno scrigno prezioso. Natura, monumenti, arte, tradizione, un caleidoscopio di emozioni da conoscere zigzagando tra le sue piazze e le sue strette vie, tra le sue spiagge e i suoi sentieri di montagna.

Come simbolo di Monterosso, città facile preda di corsari, non si può che ricordare le tante torri di avvistamento, in particolare una (o meglio quel che resta di essa). Come la Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista, ha il campanile a pianta rettangolare che era in origine proprio una torre di guardia. Costruita fra il 1244 e il 1307, è un esempio di stile gotico ligure, con quella sua facciata che mostra strisce orizzontali di marmo bianco e serpentino verde scuro e un rosone centrale traforato in marmo bianco. All’interno, c’è una particolarità, poiché mostra un progressivo restringimento della larghezza delle navate verso l’ingresso, con il duplice effetto di creare un’illusione prospettica e favorire la propagazione delle onde sonore.

Cosa vedere a Monterosso al Mare? Sempre di argomenti sacri si può parlare, come l’Oratorio della Confraternita dei Neri ‘Mortis et Orationis’, risalente al XVI secolo e posto proprio dietro la Chiesa di San Giovanni Battista, è di gusto barocco e conserva una statua di Sant’Antonio Abate che proviene da un convento dell’anno mille, ora scomparso, consacrato al santo e posto sul promontorio di Punta Mesco.

E poi c’è sempre nel centro storico l’Oratorio della Confraternita dei Bianchi o di Santa Croce. Il primo nome deriva dal colore della veste usata dai confratelli durante le processioni. In questo edificio è custodito un organo ottocentesco di scuola pistoiese. Sul colle di San Cristoforo, che come accennato divide la parte vecchia di Monterosso da quella nuova di Fegina, sorgono inoltre altri due pezzi da novanta da conoscere, cioè il Convento dei Cappuccini e la Chiesa di San Francesco, cui si arriva da entrambe le parti attraverso una scalinata che si unisce nei pressi della statua di San Francesco davanti alla Torre Aurora. Il convento, costruito i primi anni del 1600, fu anche lazzaretto e magazzino, per ritornare a quello che era verso la fine del 1800. La Chiesa di San Francesco ha una sola navata circondata da altari in legno. All’interno si conserva una tela rappresentate la Crocifissione, attribuita al pittore fiammingo Antoon Van Dick.

Di grande impatto, alla fine della spiaggia di Fegina, dove comincia il porticciolo, oltre il parcheggio, il Gigante, scultura in cemento armato e ferro del 1910, opera di Arrigo Minerbi di Ferrara e dell’ingegner Francesco Levacher, costruita per volere di Giovanni e Juanita Pastine, monterossini tornati dall’Argentina dopo aver fatto fortuna: si tratta di un Nettuno alto 14 metri e pesante 1700 quintali che oggi, a causa di forti mareggiate, è un po’ fuori forma, visto che gli manca qualche parte ma… rimane sempre notevole.

Da non dimenticare una visita al Santuario di Nostra Signora di Soviore, costruito in più tornate tra il VII e il XIII secolo, per cui ha uno stile misto, che tuttavia si richiama al gotico, sopra Monterosso a un’altitudine di 464 metri sul livello del mare: secondo la leggenda fu rifugio degli abitanti dello scomparso villaggio di Albareto, distrutto dal re longobardo Rotari nel 643 e nei pressi fu ritrovata l’effigie miracolosa della Madonna. Al suo interno c’è una statua lignea della Pietà attribuibile al XV secolo, di scuola nordica. Dal suo piazzale la vista è superba: nelle giornate limpide si possono vedere Portofino, le Alpi Liguri e persino la Corsica e l’Arcipelago Toscano.

Un’occhiata anche alla villa di Eugenio Montale, celebre scrittore del XX secolo: lui la chiamava ‘la pagoda giallognola’, e al Castello di Monterosso, a strapiombo sul mare, sul costone roccioso che separa l’antico nucleo abitato da Fegina. Era un’opera fortificata di cui oggi restano tratti di mura con alcune merlature, tre torri circolari e una torre quadrata angolare ad ovest.

Monterosso al Mare ha diverse spiagge, e qui si concentrano tanti stabilimenti balneari. Da ricordare la spiaggia di Fegina, appena usciti dalla stazione dei treni, con litorale sabbioso e ciottoloso, nonché gli scogli alla fine del lungomare di Fegina, sotto la torre Aurora. Davanti al centro storico c’è la spiaggia sabbiosa, proprio vicino al porto dove prendere i traghetti per le gite agli altri borghi marinari delle Cinque Terre e al Golfo dei Poeti.

Tra gli stabilimenti più famosi, il Bagno Stella Marina da dove si gode il panorama sul resto della spiaggia di Fegina. Da ricordare anche il Bagno Eden, davanti allo scoglio di Fegina, lo stabilimento più grosso della zona. Si può inoltre visitare il Podere Case Lovara,podere agricolo immerso nel Parco delle Cinque Terre, raggiungibile solo a piedi, sul sentiero tra Levanto e Monterosso, in un percorso in salita che dura circa due ore. Si tratta di un progetto di recupero del paesaggio agricolo tradizionale, con i tipici terrazzamenti, ora restaurati, su cui cresceranno vigne, ulivi e alberi da frutto. Un esempio di agricoltura sostenibile, per promuovere cura del territorio, rispetto dell'ambiente e sviluppo di risorse locali. Il tutto è gestito dal FAI, Fondo Ambiente italiano.

Il centro di Monterosso, che in estate è del tutto pedonale, pullula, nelle sue viuzze, i caruggi, e tutto introno alla piazza della chiesa e davanti al comune, di negozietti dove comprare uno o più oggetti per portarsi a casa un ‘pezzetto’ di questo luogo, magari qualche bottiglia dell’ottimo vino prodotto proprio qui o alcuni barattolini di vetro in cui sono conservate le acciughe sotto sale e olio d’oliva.

A Monterosso si può tirar tardi ‘facendo gli americani’, fermandosi cioè al noto Fast American bar, ma ovviamente non solo, poiché soprattutto in estate, passeggiando tra i caruggi si possono trovare locali in cui intrattenersi, ascoltare buona musica, bere qualche drink. Enoteche, ristoranti, trattorie, in genere ospitati negli edifici storici del centro sono numerosi, in particolare tra la zona del Comune e della Parrocchia del patrono San Giovanni Battista. Qualche nome: L’osteria, la Cantina del pescatore, l’Ancora della Tortuga, l’Enoteca Eliseo. Monterosso e le Cinque Terre, parco nazionale, un connubio inscindibile che regala al visitatore diverse escursioni in sentieri pedonali costruiti spesso a ridosso del mare.

Tra questi, l’itinerario Monterosso-Vernazza e quello Monterosso-Santuario di San Antonio nel Mesco, con ruderi del XIV secolo. Attenzione però: qui il territorio bellissimo è anche straordinariamente fragile dal punto di vista geologico e spesso accade che tratti di strade siano chiusi per via di smottamenti e frane, quindi controllare sempre bene. D’estate, nel porticciolo si possono prendere i traghetti del Consorzio Marittimo Turistico Cinque Terre Golfo dei Poeti per esplorare i dintorni di Monterosso via mare (www.navigazionegolfodeipoeti.it).

Ovviamente, vale la pena conoscere gli altri paesi delle Cinque Terre. Vernazza fu fondata intorno all’anno mille dagli schiavi liberati di una famiglia romana, la Gens Vulnetia: viuzze ripide e in salita-discesa, il paese è punteggiato da costruzioni difensive, case-torri, il Torrione e il castello dei Doria. Manarola ha pure tante case-torri e una strana piramide bianca in cemento che sbuca tra le case: rappresenta il segnale trigonometrico per i naviganti. È unita a Riomaggiore dalla celebre Via dell’amore, tagliato a picco sul mare, purtroppo al momento non agibile per la sua maggior parte.

Corniglia pure è di origine romana, costruita da membri della Gens Cornelia: si affaccia su un promontorio roccioso a picco sul mare da dove si possono ammirare tutte le perle delle Cinque Terre. Ci si arriva salendo la cosiddetta Lardarina, una scalinata in mattoni dai 377 gradini (ma anche dalla strada che dalla stazione porta al paese). Riomaggiore è la località più a est, verso La Spezia, costruita nell’VIII secolo da profughi greci in fuga dalle persecuzioni iconoclaste.

Si arriva a Monterosso al Mare in treno, lungo la linea Genova-La Spezia. In auto la A12 Genova-Livorno uscita Carrodano, quindi la strada provinciale SP566 per Levanto e quindi la provinciale SP370 per Monterosso. Oppure si può uscire al casello Brugnato, seguendo la via Aurelia verso La Spezia e quindi la strada provinciale SP38 per Monterosso. Giunti qui, alle due estremità, in Località Loreto e Fegina, ci sono due parcheggi pubblici. In località Colle di Gritta, in direzione Vettora, è presente un parcheggio privato, per camper.

Nel territorio comunale ci si sposta con i bus del servizio pubblico di linea organizzato dal Parco Nazionale delle Cinque Terre e da ATC Esercizio. Si può comprare la Cinque Terre Card, una carta di servizi del Parco Nazionale delle Cinque Terre, di vario costo in base al periodo di utilizzo. Ce ne sono di due tipi. La Cinque Terre Trekking Card consente tra l’altro l’accesso al Parco, l’utilizzo del servizio bus gestito da ATC, l’ingresso con tariffa ridotta ai Musei Civici de La Spezia. Con la Cinque Terre Card treno multiservizi si può anche utilizzare il treno nella tratta Levanto-La Spezia Centrale e viceversa (sui treni Regionali Diretti e Interregionali in 2° classe) per numero illimitato di viaggi nel periodo di validità della carta scelta. Se si decide di optare per queste card, meglio informarsi sempre prima dell’acquisto presso le stazioni ferroviarie o nei locali adibiti alla vendita.

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