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Comiso: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

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Comiso, città teatro, come l’ha definita un suo illustre nativo, lo scrittore Gesualdo Bufalino, grazie a quelle sue scenografie barocche che raggiungono immediatamente il cuore del visitatore.

Comiso, la città della pietra che regala alle sue costruzioni una sfumatura del tutto particolare; città agricola che grazie alle coltivazioni e anche alle serre, consente di avere ortaggi di qualità tutto l’anno, per piatti davvero doc.

Il simbolo di Comiso è la sua chiesa madre, dedicata a Santa Maria delle Stelle, costruita nel 1400 con tanto di cimitero privato come si usava al tempo. Fu ricostruita dopo il sisma del 1693. Al suo interno è possibile ammirare tra l’altro un presepe napoletano del 1700, un bel soffitto ligneo e ben 15 altari, tra cui quello maggiore secentesco e dedicato alla Vergine, con marmi policromi e lapislazzuli. Un edificio in cambiamento continuo, tanto per dire, la sua cupola neo-gotica fu realizzata nel 1894 e la facciata completata nel 1936.

Il cuore di Comiso è la sua piazza Fonte Diana dove si possono vedere la suggestiva fontana omonima e il settecentesco Palazzo Comunale, della fine del 1800, in classico stile umbertino, tendente al neoclassico con capitelli ionici e corinzi, tra finestre balcone e balaustre con colonnine, con tanto di grande timpano al cui interno è inscritto un orologio incastonato in un tondo con fregi florali. Proprio durante i lavori di scavo per la costruzione di questa struttura, una bella scoperta, cioè i resti di terme romane di epoca imperiale. Qui si parla più esattamente di Terma, considerando la monumentalità del complesso, poi utilizzato anche dai Bizantini almeno fino al V secolo dopo Cristo: tra l’altro presenta un ambiente ottogonale, con un’abside, alcune vasche e canalette, un ninfeo e diversi pregevoli pavimenti.

Da vedere a Comiso anche la Basilica di Santa Maria Annunziata, costruita sulle rovine della più antica chiesa di San Nicola di Mira, presente già nel 1125. Una struttura cinquecentesca che oggi si mostra con tutti gli interventi eseguiti dopo il terremoto del 1693, soprattutto nel 1800: a croce latina, ha tre navate con volta a botte, retta da un decina di archi a tutto sesto poggianti su colonne a base cilindrica. Tra le opere, il battistero in marmo bianco e bronzo realizzato da Mario Rutelli ai primi del Novecento e la una tela raffigurante l’Assunzione di Maria di Narcisus Guidonius, risalente al 1605.

Una visita poi al Santuario di San Francesco all’Immacolata, del 1300, a una sola navata, e alla chiesetta di San Giuseppe, ex cappella privata con sette altari e una cripta. La chiesa di San Biagio è romanica, anch’essa distrutta dal terremoto di fine 1600, conserva dell’originaria struttura solo la navata centrale.

Nella parte alta della città, ecco Santa Maria della Gratia o dei Cappuccini, del 1616, con cinque altari e tante reliquie: il soffitto decorato da affreschi, coperto da stucchi e intonaci, si può vedere ancora qua e là. Fortificato e trecentesco il Castello Aragonese, il cui aspetto attuale risale però alla fine del 1400. Fu anche carcere e teatro. La sua parte più antica è a est, con un battistero dedicato a San Gregorio Magno e affreschi bizantini. Nella zona a nord c’è la cosiddetta Loggetta, un’elegante trifora del 1600, con affreschi di paesaggi ed uccelli.

Da vedere poi Piazza delle Erbe con l’ex mercato ittico ottocentesco. Tra i monumenti di Comiso da registrare inoltre la presenza della Pagoda della Pace, inaugurata nel 1998, dopo tanti anni di lavoro del monaco giapponese Morishita, su una collina davanti alla ex base missilistica di Comiso: è alta 16 metri con un diametro di 15.

In località Cava Porcaro ci sono tombe preistoriche in alcune grotte.

Per lo shopping, un giro per il centro permette di incappare in negozi e botteghe ideali per trovare il souvenir da portare a casa, attorno in particolare a piazza Fonte Diana, Piazza delle Erbe e nelle vie limitrofe, si può acquistare il vino di qui, lo sfilato, il ricamo tipico, gli oggetti ottenuti lavorando la pietra di Comiso.

Per tirar tardi, sempre la zona centrale tra Piazza delle Erbe e piazza Fonte Diana presenta locali allo scopo. Tra questi, Quiero Mas e Tirovino in via Principessa Mafalda; Maindecapp (anche creperia) in via San Biagio; Baciamo le mani in via Livatino; discoteca La Notte Music Source via Sciascia. Per mangiare, il centro presenta numerosi locali allo scopo. Qualche nome. In piazza Fonte Diana, Caffè Ristorante Pizzeria Diana; in corso Vittorio Emanuele Tocco d’oro; in via Principe di Carignano Disio. Al Castello di Beatrice è una gelateria in piazza San Biagio.

Comiso è vicino a tanti luoghi splendidi da visitare, da Ragusa, l’antica Ibla, meravigliosamente barocca abbandonata sulla sua collina, patrimonio Unesco, a Vittoria, la più ‘giovane’ città ragusana, fondata ‘solo’ nel 1600, immersa nella campagna iblea e caratterizzata da monumenti settecenteschi e liberty. Ci si può poi spingere a Modica, altro gioiello barocco in cui gustare lo speciale cioccolato che si produce là. Oppure raggiungere Punta Secca, famosa perché vi sitrova la casa televisiva del commissario Montalbano: è la frazione balneare più nota di Santa Croce Camerina e presenta una scogliera che corre a pelo d'acqua.

A Comiso, servita dal suo aeroporto, si arriva in auto dalla SS 514 Ragusa-Catania o dalla Strada Statale 115 Agrigento-Siracusa. In bus, da Catania con i bus Etna Trasporti (www.etnatrasporti.it); da Ragusa con i bus AST (www.aziendasicilianatrasporti.it); da Vittoria con i bus SAIS (www.saistrasporti.it).

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Galleria D'arte Re Di Quadri Di Distefano Carmela

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Cinema Teatro Vona

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