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Cina: la guida completa e aggiornata  

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La Cina, o più correttamente la Repubblica Popolare Cinese, è una nazione del continente asiatico, il primo paese al mondo per popolazione e il terzo per superficie dopo la Russia e il Canada.

 

Governato da un sistema presidenziale monopartitico, il Dragone Rosso, questo il soprannome con il quale è spesso conosciuta la Cina (il suo vero nome è Zhōnghuá Rénmín Gònghéguó), è un paese che si estende, geograficamente e storicamente, su spazi enormi, rappresentando egli stesso un pezzo di storia dell’intera umanità.

 

Geografia della Cina

 

La superficie della Cina è di poco superiore ai 9,5 milioni di chilometri quadrati (circa 30 volte più grande dell’Italia). Il paese confina con ben quattordici paesi: Afghanistan, Bhutan, Birmania, Corea del Nord, India, Kazakistan, Kirghizistan, Laos, Mongolia, Nepal, Pakistan, Russia, Tagikistan e Vietnam.

 

Le convenzioni geografiche suddividono la Cina in sei grandi zone: quella di nord-ovest, dove si trova il bacino di Zungaria; la Mongolia interna, zona fredda e stepposa al confine con la Mongolia intesa come entità indipendente; il nord-est, con la Manciuria e la penisola di Liaodong; la Cina settentrionale con il Fiume Giallo, lo Shandang e l’altopiano del Loes; la Cina meridionale, che racchiude le colline del Sichuan e le terre umide a ridosso del Mar Cinese e dell’Oceano Pacifico; il Tibet, in origine terra indipendente poi assoggettata al governo cinese che, con i suoi 4.500 metri di altezza media, è spesso detto il “Tetto del mondo”.

 

La Cina è un paese ricco di fiumi: i tre principali sono il Giallo (Huang He), l’Azzurro (Chang Jiang) e il Fiume dell’Ovest (Xi Jiang). Complessivamente il territorio racchiude oltre 50mila fiumi e centinaia di laghi interni, molti dei quali di dimensioni ragguardevoli.

 

Nel territorio cinese ricade parte del Monte Everest che, con i suoi 8.848 metri, è la vetta più alta al mondo. L’estensione costiera del paese è di 14.500 chilometri, 11° entità geografica al mondo in questa classifica.

 

Clima della Cina

 

La Cina presenta una enorme varietà di zone climatiche, che riflettono la complessità topografico-morfologica del territorio. Se, infatti, il paese può generalmente definirsi a clima temperato, come per diversi paesi collocati a latitudini simili, molte sono le differenze regionali degne di nota.

 

Le regioni del Guangdong e dello Yunnan sono caratterizzate da un clima tropicale, con forti livelli di umidità ed escursione termica contenuta entro i 20 gradi tra inverno ed estate.

 

La regione più fredda della Cina è quella dello Heilongjiang, o della Mongolia Interna, dove le temperature variano dai -30 °C di gennaio e i 20 °C di luglio e agosto. Nello Xinjiang lo scostamento annuo è simile, con -15 °C di media in inverno e 20-25 °C in estate.

 

Le due principali città cinesi, Pechino (nell’entroterra) e Shanghai (sul mare), hanno climi simili, con temperature medie intorno allo zero a gennaio, e sui 25-30 °C a luglio.

 

Le precipitazioni sono medie a Pechino (meno di 600 millimetri l’anno con picco tra luglio e agosto e pressoché assenti tra novembre e marzo) e molto più corpose a Shanghai, con circa 1.200 millimetri di pioggia/anno, concentrate soprattutto tra maggio e settembre.

 

Storia della Cina

 

La storia della Cina può essere fatta risalire, nella sua forma primordiale, al Neolitico, quando piccoli insediamenti e tribù si consolidarono sulle sponde del Fiume Giallo e del Fiume Azzurro.

 

La presenza di forme di governo autoregolate, e le testimonianze che ne conseguono, risalgono almeno al 1700 avanti Cristo, nel corso della dinastia Shang, sebbene le cronache storiche vogliano la Dinastia Xia (dal 2195 al 1675 avanti Cristo) come la prima ad aver governato sulla futura Cina.

 

La più antica delle capitali cinesi è considerata Yin, nei pressi di Anyang, non lontano da Pechino.

 

Il paese ha conosciuto, almeno per gli storici, tre ere distinte: quella antica, dal 2200 al 220 circa avanti Cristo; quella imperiale, nata durante la Dinastia Qin nel 221 avanti Cristo e terminata con la Dinastia Qin nel 1911; quella moderna, che corrisponde alla formazione della Repubblica di Cina nel 1912 e alla comunistizzazione post-rivoluzione maoista del 1948.

 

La cultura imperiale cinese ha profondamente influenzato la cultura del paese, dal punto di vista architettonico, artistico e di linguaggio, imponendo un forte nazionalismo e una radicale forma mentis rispetto agli altri popoli asiatici. Alla Cina si devono le cosiddette quattro grandi invenzioni: la carta, la stampa, la polvere da sparo e la bussola.

 

Oggi la Cina, anche grazie all’apertura al mondo, ha parzialmente modificato la sua cultura di massa e le sue abitudini, ma al contempo ha diffuso usi, costumi e abitudini tipicamente cinesi in tutto il mondo, anche grazie alle “China Town”, comunità di cinesi integrate nella vita cittadina di pressoché tutti i continenti ma, in particolare, in Europa e in America.

 

Economia e costo della vita

 

L’economia cinese è la seconda più grande del mondo, in equilibrio costante con quella degli Stati Uniti d’America, in termini assoluti. Rispetto all’originale impostazione comunista di una economia statalizzata, le progressive riforme volute nei decenni scorsi hanno avvicinato il modello economico cinese a quello occidentale, con un’apertura al modello capitalistico.

 

La crescita economica cinese, spinta dall’enorme forza lavoro disponibile, dalla capacità produttiva, dalla diversa tassazione (ma anche da uno sfruttamento costante della manodopera), si è per anni collocata oltre il 10%, rallentando di poco soltanto negli anni successivi alla crisi economica mondiale del 2008.

 

La Cina mostra, come molti paesi occidentali, una stratificazione economico-sociale importante: se la classe media, infatti, conta oltre 300 milioni di persone, sono già alcune centinaia i miliardari, mentre resta diffusa una sacca di povertà piuttosto trasversale per collocazione geografica e occupazione lavorativa prevalente.

 

Il paese ha un’economia divisa in due grandi settori principali, quello dell’industria e dei servizi, con un settore primario che pure pesa per il 10% sul PIL totale.

 

Il costo della vita in Cina è estremamente variabile a seconda di dove si vive, ma nelle città principali le spese medie tra affitto, consumi e alimentazione variano tra i 600 e gli 800 euro al mese (circa 5-6.000 yuan).

 

Per il turista, i prezzi possono essere variabili: se una cena di medio livello “vale” circa 15-20 euro al cambio, i trasporti sono molto più economici (un biglietto della metropolitana di Pechino costa poche decine di centesimi), alla pari dei costi di connessione. I divertimenti sono più cari, come ad esempio massaggi o cinema, ma restano entro la media di una città europea di grandi dimensioni.

 

Il cambio euro-yuan è variabile, ma è fissato generalmente intorno ai 7-7,5 yuan per ogni euro (1 € = 7,5 yuan; 1 yuan = 0,13 €).

 

Eventi e manifestazioni

 

Il tradizionale calendario cinese prevede una serie di periodi festivi piuttosto ben diffusi lungo l’arco dell’anno, dominati dalla cultura tradizionale del paese e per questo con poche, se non nulle, repliche negli altri paesi.

 

Il Capodanno Cinese, che cade generalmente tra fine gennaio e metà febbraio, prevede 7 giorni complessivi di festa, ed è l’evento più importante dell’anno.

 

A inizio aprile cade la Commemorazione dei Defunti, o Qingming jie, che dura 3 giorni, così come la Laodong-jie, o Festa dei Lavoratori, che cade tra il 29 aprile e il 1° maggio come in molti paesi del mondo.

 

Tre giorni di festa anche a giugno per la Festa del Dragone (Duanwu-jie), e a settembre per la Festa di Metà Autunno (Zhongqiu-jie), mentre a inizio ottobre c’è l’importante Festa della Repubblica (Guoqing-jie), con 7 giorni lavorativi.

 

I giorni festivi vengono fatti recuperare ai lavoratori cinesi nelle giornate di sabato precedenti a quelle di festa, in modo da mantenere un equilibrio produttivo.

 

Le feste religiose, soprattutto quelle cristiane, non prevedono giorni festivi, ed ecco perché a Natale e Pasqua si lavora in ogni caso, mentre il Capodanno globale, tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, è festeggiato anche dalla popolazione locale.

 

Gastronomia e prodotti tipici locali

 

Il cibo come tradizione, onore e cultura. La cucina cinese è una vera mescolanza di stili e ingredienti, che però viene consuetudinariamente suddivisa in quattro “liste”: la cucina del nord e del sud (evoluzione storica), le quattro scuole (Lu, Chuan, Yang, Yue), le otto scuole e le dieci scuole, che includono queste ultime le tradizioni culinarie di Hunan, Fujian, Anhui, Zhehiang, Pechino e Shanghai.

 

Se l’anatra laccata alla pechinese e il tofu sono alcuni dei simboli della gastronomia orientale più celebri del mondo, molte sono le ricette e i piatti meno conosciuti in Occidente, come la nian gao, una torta di farina di riso e fagioli o gli zongzi (foglie di bambù che vengono farcite con riso, carne di maiale, arachidi e uova d’anatra).

 

La tradizione di consumare quanto preparato insieme, in piatti comuni, simboleggia il senso di comunità dei cinesi, e il ruolo che il mangiare aveva soprattutto nelle famiglie meno ricche, dove ci si riuniva intorno alla tavola per celebrare i momenti di convivialità.

 

Trasporti in Cina

 

Il sistema di trasporto pubblico della Cina è particolarmente sviluppato e, soprattutto negli ultimi anni, si è progressivamente modernizzato adattandosi, se non superandoli, agli standard occidentali.

 

Dal punto di vista del trasporto aereo il paese può contare su oltre 200 aeroporti, tra i quali il Pechino-Capitale con oltre 90 milioni di passeggeri/anno, quello di Shanghai – Pudong (oltre 40 milioni) e quello di Hong Kong (circa 70 milioni).

 

La rete ferroviaria è in progressiva modernizzazione, e si compone sia di linee ad alta velocità (come la Pechino – Shanghai) e tradizionali, come la Shanghai – Guangzhou che impiega 16 ore per coprire la distanza di 1.450 chilometri tra le due città.

 

A Shanghai è presente anche il Transrapid, una speciale linea ferroviaria a levitazione magnetica (unico esemplare in attività commerciale nel paese) che copre la distanza di 30 chilometri tra l’aeroporto di Pudong e Logyang Road in meno di 8 minuti, arrivando a una velocità di 431 km/h, ma con una media di 250 km/h.

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