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Val Venosta - Da Resia a Merano in bicicletta  

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Roberto
Scritto da: Roberto
Durata: 2 Giorni
Data partenza: dal 19/07/2008 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori: Roberto e Francesca

Introduzione

Un itinerario da sogno in bicicletta tra una delle valli più belle del mondo, lungo le rive dell'adige, sovrastati da castelli, da alte vette, frutteti e vigneti.

Le Tappe del Viaggio

Tutto il tracciato di cui si racconterà in questo diario si svolge su pista ciclabile, lontano dalle vie di comunicazione principali e quindi dal traffico e a costante contatto con la natura.

Arrivo a Resia paese con bici al seguito e partenza. Si costeggia tutto il lato del bellissimo lago di Resia: non è un lago naturale, ma bensì un invaso artificiale. Negli anni '50 credo, o magari anche prima (non so di preciso) venne costruita la diga e la valle fu allagata sacrificando il vecchio paese. Di questo paesino rimane visibile ai giorni nostri parte del campanile della chiesa sommersa che esce dalle azzurrissime acque del lago. E' molto famoso e le sue foto si vedono spesso e volentieri su riviste e programmi specializzati. Si procede verso sud su una bellissima pista ciclabile in parte asfaltata e in parte sterrata. La bellissima giornata molto ventosa si prestava particolarmente alla pratica degli sport acquatici. C'erano tante derive a vela che andavano velocissime e una moltitudine di ragazzi praticanti il Kyle surf. Un bello spettacolo davvero, si pedalava immersi in questo mare di colori, in mezzo al verde su maestoso sfondo montuoso di Ortles, Cevedale, Gran Zebrù.

Appena oltre la diga, si scende rapidamente attraverso il grazioso abitato di San Valentino alla Muta, con le sue verdi e bellissime piste da sci. Subito dopo si incontra un bivio in cui la pista si dirama. Tenendo la destra si costeggia il lato ovest del Lago di San Valentino sul limitare del bosco.

Lasciato alle spalle il bel lago, con il suo caratteristico "Villaggio dei Pescatori" e le sue tante barchette e le sue canne da pesca, si inizia una ripida discesa verso Burgusio. La strada di traffico veicolare descrive tanti tornanti e si mantiene al centro della bellissima vallata, mentre la nostra pista si mantiene sul lato ovest e scende diritta e ripida senza tornanti. Chi non ha paura della velocità qui può davvero divertirsi.....poi volete mettere il gusto di spettinare i tanti ciclisti rossi come perperoni e grondanti che percorrono la pista in senso contrario tremando per lo spostamento d'aria quando gli sfrecciamo accanto?? Lo scenario del gruppo Ortles-Cevedale è sempre emozionante.

Si giunge a Burgusio, dove non c'è assolutamente niente.

Partendo da Burgusio la strada è un pò meno ripida, ma costantemente in discesa fino al bellissimo paese di Glorenza. Dico bellissimo perchè ha mantenuto la sua conformazione originaria, è completamente circondato da alte mura e torrioni su ogni lato e anche al suo interno è fatto di bellissimi vicoletti e antiche case medievali, come sempre adorne di bellissimi fiori e pittoreschi terrazzini in legno.

Si scende ancora, costeggiando sempre l'adige e si giunge al bel paese di Prato allo Stelvio, con le sue belle casette colorate. Ci si giunge da dietro, attraverso una strada in parte sterrata che non avevo mai visto, pur avendovi trascorso molte delle mie vacanze in gioventù. Questa zona è davvero bellissima: ci sono campeggi, campi da beach volley, laghetti artificiale per la pesca sportiva dai quali si vede il ghiacciaio dello Stelvio con i suoi impianti di risalita, parchi giochi e un sacco di famigliole e bambini festanti. Ancora una volta mi rendo conto di quanto si debba vivere bene in alto adige e in quei luoghi. Tutto veramente pensato e realizzato con minimo impatto per la natura e con un occhio alla pace e al benessere delle persone e dei bambini in particolare.

Superato Prato allo Stelvio, si inizia una ripida discesa, per gran parte su percorso sterrato che costeggia e attraversa l'Adige in più punti per mezzo di bei ponticelli in legno. Ogni pannello informativo e cartello ci ricorda costantemente che ci troviamo nel Parco Nazionale dello Stelvio. Finalmente, col sedere a pezzi, ma contenti (e sopratutto avendo pedalato poco) giungiamo a Silandro, luogo d'arrivo della prima tappa del nostro viaggio. Negli occhi panorami splendidi e tanti colori e profumi da ricordare

 

Sarò molto più conciso. Il percorso fino a Laces è veramente bellissimo. Si percorre tutto in mezzo ai frutteti tra i giardini pieni di fiori e di girasoli giganti delle belle casette in legno. A perdita d'occhio, si pedala tra i filari di mele di tutti i tipi, i colori e le varietà. Ogni tanto si incontra ancora l'Adige che ci ha accompagnati e ci accompagnerà fino alla fine del nostro viaggio. Si scende costantemente sulla pista, in questo tratto quasi sempre ben asfaltata, tra castelli che ci sovrastano dall'alto su speroni di roccia.

Dopo Laces, pur rimanendo incantevole, il percorso diventa meno interessante: le meline malmature lasciano il posto a mele più grosse, più rosse e mature  e pian piano le mele iniziano a lasciare il posto a filari di viti. Si giunge a Lagundo, incantevole paese con una piscina bellissima: SIGG!! Con quel caldo.....

Infine Merano. Che dire....ci vorrebbe un capitolo apposta e non mi sembra il caso di indugiare sulla descrizione di questa pur belissima ed elegante cittadina. Io la ricordo sempre volentieri per motivi più terra-terra, e cioè che qui si fabbrica la birra Forst, una delle mie preferite. Nell'ora di pausa che ci siamo concessi prima della nuova partenza io e la Fra ci siamo concessi una capatina alla Birreria Forst in centro, nel cortile di un bellissimo palazzo antico, mangiando salsiccia alla griglia, crauti, patate arrosto e birra a garganella.........

Tutto il tracciato di cui si racconterà in questo diario si svolge su pista ciclabile, lontano dalle vie di comunicazione principali e quindi dal traffico e a costante contatto con la natura.

Arrivo a Resia paese con bici al seguito e partenza. Si costeggia tutto il lato del bellissimo lago di Resia: non è un lago naturale, ma bensì un invaso artificiale. Negli anni '50 credo, o magari anche prima (non so di preciso) venne costruita la diga e la valle fu allagata sacrificando il vecchio paese. Di questo paesino rimane visibile ai giorni nostri parte del campanile della chiesa sommersa che esce dalle azzurrissime acque del lago. E' molto famoso e le sue foto si vedono spesso e volentieri su riviste e programmi specializzati. Si procede verso sud su una bellissima pista ciclabile in parte asfaltata e in parte sterrata. La bellissima giornata molto ventosa si prestava particolarmente alla pratica degli sport acquatici. C'erano tante derive a vela che andavano velocissime e una moltitudine di ragazzi praticanti il Kyle surf. Un bello spettacolo davvero, si pedalava immersi in questo mare di colori, in mezzo al verde su maestoso sfondo montuoso di Ortles, Cevedale, Gran Zebrù.

Appena oltre la diga, si scende rapidamente attraverso il grazioso abitato di San Valentino alla Muta, con le sue verdi e bellissime piste da sci. Subito dopo si incontra un bivio in cui la pista si dirama. Tenendo la destra si costeggia il lato ovest del Lago di San Valentino sul limitare del bosco.

Lasciato alle spalle il bel lago, con il suo caratteristico "Villaggio dei Pescatori" e le sue tante barchette e le sue canne da pesca, si inizia una ripida discesa verso Burgusio. La strada di traffico veicolare descrive tanti tornanti e si mantiene al centro della bellissima vallata, mentre la nostra pista si mantiene sul lato ovest e scende diritta e ripida senza tornanti. Chi non ha paura della velocità qui può davvero divertirsi.....poi volete mettere il gusto di spettinare i tanti ciclisti rossi come perperoni e grondanti che percorrono la pista in senso contrario tremando per lo spostamento d'aria quando gli sfrecciamo accanto?? Lo scenario del gruppo Ortles-Cevedale è sempre emozionante.

Si giunge a Burgusio, dove non c'è assolutamente niente.

Partendo da Burgusio la strada è un pò meno ripida, ma costantemente in discesa fino al bellissimo paese di Glorenza. Dico bellissimo perchè ha mantenuto la sua conformazione originaria, è completamente circondato da alte mura e torrioni su ogni lato e anche al suo interno è fatto di bellissimi vicoletti e antiche case medievali, come sempre adorne di bellissimi fiori e pittoreschi terrazzini in legno.

Si scende ancora, costeggiando sempre l'adige e si giunge al bel paese di Prato allo Stelvio, con le sue belle casette colorate. Ci si giunge da dietro, attraverso una strada in parte sterrata che non avevo mai visto, pur avendovi trascorso molte delle mie vacanze in gioventù. Questa zona è davvero bellissima: ci sono campeggi, campi da beach volley, laghetti artificiale per la pesca sportiva dai quali si vede il ghiacciaio dello Stelvio con i suoi impianti di risalita, parchi giochi e un sacco di famigliole e bambini festanti. Ancora una volta mi rendo conto di quanto si debba vivere bene in alto adige e in quei luoghi. Tutto veramente pensato e realizzato con minimo impatto per la natura e con un occhio alla pace e al benessere delle persone e dei bambini in particolare.

Superato Prato allo Stelvio, si inizia una ripida discesa, per gran parte su percorso sterrato che costeggia e attraversa l'Adige in più punti per mezzo di bei ponticelli in legno. Ogni pannello informativo e cartello ci ricorda costantemente che ci troviamo nel Parco Nazionale dello Stelvio. Finalmente, col sedere a pezzi, ma contenti (e sopratutto avendo pedalato poco) giungiamo a Silandro, luogo d'arrivo della prima tappa del nostro viaggio. Negli occhi panorami splendidi e tanti colori e profumi da ricordare

 

Sarò molto più conciso. Il percorso fino a Laces è veramente bellissimo. Si percorre tutto in mezzo ai frutteti tra i giardini pieni di fiori e di girasoli giganti delle belle casette in legno. A perdita d'occhio, si pedala tra i filari di mele di tutti i tipi, i colori e le varietà. Ogni tanto si incontra ancora l'Adige che ci ha accompagnati e ci accompagnerà fino alla fine del nostro viaggio. Si scende costantemente sulla pista, in questo tratto quasi sempre ben asfaltata, tra castelli che ci sovrastano dall'alto su speroni di roccia.

Dopo Laces, pur rimanendo incantevole, il percorso diventa meno interessante: le meline malmature lasciano il posto a mele più grosse, più rosse e mature  e pian piano le mele iniziano a lasciare il posto a filari di viti. Si giunge a Lagundo, incantevole paese con una piscina bellissima: SIGG!! Con quel caldo.....

Infine Merano. Che dire....ci vorrebbe un capitolo apposta e non mi sembra il caso di indugiare sulla descrizione di questa pur belissima ed elegante cittadina. Io la ricordo sempre volentieri per motivi più terra-terra, e cioè che qui si fabbrica la birra Forst, una delle mie preferite. Nell'ora di pausa che ci siamo concessi prima della nuova partenza io e la Fra ci siamo concessi una capatina alla Birreria Forst in centro, nel cortile di un bellissimo palazzo antico, mangiando salsiccia alla griglia, crauti, patate arrosto e birra a garganella.........

Tutto il tracciato di cui si racconterà in questo diario si svolge su pista ciclabile, lontano dalle vie di comunicazione principali e quindi dal traffico e a costante contatto con la natura.

Arrivo a Resia paese con bici al seguito e partenza. Si costeggia tutto il lato del bellissimo lago di Resia: non è un lago naturale, ma bensì un invaso artificiale. Negli anni '50 credo, o magari anche prima (non so di preciso) venne costruita la diga e la valle fu allagata sacrificando il vecchio paese. Di questo paesino rimane visibile ai giorni nostri parte del campanile della chiesa sommersa che esce dalle azzurrissime acque del lago. E' molto famoso e le sue foto si vedono spesso e volentieri su riviste e programmi specializzati. Si procede verso sud su una bellissima pista ciclabile in parte asfaltata e in parte sterrata. La bellissima giornata molto ventosa si prestava particolarmente alla pratica degli sport acquatici. C'erano tante derive a vela che andavano velocissime e una moltitudine di ragazzi praticanti il Kyle surf. Un bello spettacolo davvero, si pedalava immersi in questo mare di colori, in mezzo al verde su maestoso sfondo montuoso di Ortles, Cevedale, Gran Zebrù.

Appena oltre la diga, si scende rapidamente attraverso il grazioso abitato di San Valentino alla Muta, con le sue verdi e bellissime piste da sci. Subito dopo si incontra un bivio in cui la pista si dirama. Tenendo la destra si costeggia il lato ovest del Lago di San Valentino sul limitare del bosco.

Lasciato alle spalle il bel lago, con il suo caratteristico "Villaggio dei Pescatori" e le sue tante barchette e le sue canne da pesca, si inizia una ripida discesa verso Burgusio. La strada di traffico veicolare descrive tanti tornanti e si mantiene al centro della bellissima vallata, mentre la nostra pista si mantiene sul lato ovest e scende diritta e ripida senza tornanti. Chi non ha paura della velocità qui può davvero divertirsi.....poi volete mettere il gusto di spettinare i tanti ciclisti rossi come perperoni e grondanti che percorrono la pista in senso contrario tremando per lo spostamento d'aria quando gli sfrecciamo accanto?? Lo scenario del gruppo Ortles-Cevedale è sempre emozionante.

Si giunge a Burgusio, dove non c'è assolutamente niente.

Partendo da Burgusio la strada è un pò meno ripida, ma costantemente in discesa fino al bellissimo paese di Glorenza. Dico bellissimo perchè ha mantenuto la sua conformazione originaria, è completamente circondato da alte mura e torrioni su ogni lato e anche al suo interno è fatto di bellissimi vicoletti e antiche case medievali, come sempre adorne di bellissimi fiori e pittoreschi terrazzini in legno.

Si scende ancora, costeggiando sempre l'adige e si giunge al bel paese di Prato allo Stelvio, con le sue belle casette colorate. Ci si giunge da dietro, attraverso una strada in parte sterrata che non avevo mai visto, pur avendovi trascorso molte delle mie vacanze in gioventù. Questa zona è davvero bellissima: ci sono campeggi, campi da beach volley, laghetti artificiale per la pesca sportiva dai quali si vede il ghiacciaio dello Stelvio con i suoi impianti di risalita, parchi giochi e un sacco di famigliole e bambini festanti. Ancora una volta mi rendo conto di quanto si debba vivere bene in alto adige e in quei luoghi. Tutto veramente pensato e realizzato con minimo impatto per la natura e con un occhio alla pace e al benessere delle persone e dei bambini in particolare.

Superato Prato allo Stelvio, si inizia una ripida discesa, per gran parte su percorso sterrato che costeggia e attraversa l'Adige in più punti per mezzo di bei ponticelli in legno. Ogni pannello informativo e cartello ci ricorda costantemente che ci troviamo nel Parco Nazionale dello Stelvio. Finalmente, col sedere a pezzi, ma contenti (e sopratutto avendo pedalato poco) giungiamo a Silandro, luogo d'arrivo della prima tappa del nostro viaggio. Negli occhi panorami splendidi e tanti colori e profumi da ricordare

 

Sarò molto più conciso. Il percorso fino a Laces è veramente bellissimo. Si percorre tutto in mezzo ai frutteti tra i giardini pieni di fiori e di girasoli giganti delle belle casette in legno. A perdita d'occhio, si pedala tra i filari di mele di tutti i tipi, i colori e le varietà. Ogni tanto si incontra ancora l'Adige che ci ha accompagnati e ci accompagnerà fino alla fine del nostro viaggio. Si scende costantemente sulla pista, in questo tratto quasi sempre ben asfaltata, tra castelli che ci sovrastano dall'alto su speroni di roccia.

Dopo Laces, pur rimanendo incantevole, il percorso diventa meno interessante: le meline malmature lasciano il posto a mele più grosse, più rosse e mature  e pian piano le mele iniziano a lasciare il posto a filari di viti. Si giunge a Lagundo, incantevole paese con una piscina bellissima: SIGG!! Con quel caldo.....

Infine Merano. Che dire....ci vorrebbe un capitolo apposta e non mi sembra il caso di indugiare sulla descrizione di questa pur belissima ed elegante cittadina. Io la ricordo sempre volentieri per motivi più terra-terra, e cioè che qui si fabbrica la birra Forst, una delle mie preferite. Nell'ora di pausa che ci siamo concessi prima della nuova partenza io e la Fra ci siamo concessi una capatina alla Birreria Forst in centro, nel cortile di un bellissimo palazzo antico, mangiando salsiccia alla griglia, crauti, patate arrosto e birra a garganella.........

Tutto il tracciato di cui si racconterà in questo diario si svolge su pista ciclabile, lontano dalle vie di comunicazione principali e quindi dal traffico e a costante contatto con la natura.

Arrivo a Resia paese con bici al seguito e partenza. Si costeggia tutto il lato del bellissimo lago di Resia: non è un lago naturale, ma bensì un invaso artificiale. Negli anni '50 credo, o magari anche prima (non so di preciso) venne costruita la diga e la valle fu allagata sacrificando il vecchio paese. Di questo paesino rimane visibile ai giorni nostri parte del campanile della chiesa sommersa che esce dalle azzurrissime acque del lago. E' molto famoso e le sue foto si vedono spesso e volentieri su riviste e programmi specializzati. Si procede verso sud su una bellissima pista ciclabile in parte asfaltata e in parte sterrata. La bellissima giornata molto ventosa si prestava particolarmente alla pratica degli sport acquatici. C'erano tante derive a vela che andavano velocissime e una moltitudine di ragazzi praticanti il Kyle surf. Un bello spettacolo davvero, si pedalava immersi in questo mare di colori, in mezzo al verde su maestoso sfondo montuoso di Ortles, Cevedale, Gran Zebrù.

Appena oltre la diga, si scende rapidamente attraverso il grazioso abitato di San Valentino alla Muta, con le sue verdi e bellissime piste da sci. Subito dopo si incontra un bivio in cui la pista si dirama. Tenendo la destra si costeggia il lato ovest del Lago di San Valentino sul limitare del bosco.

Lasciato alle spalle il bel lago, con il suo caratteristico "Villaggio dei Pescatori" e le sue tante barchette e le sue canne da pesca, si inizia una ripida discesa verso Burgusio. La strada di traffico veicolare descrive tanti tornanti e si mantiene al centro della bellissima vallata, mentre la nostra pista si mantiene sul lato ovest e scende diritta e ripida senza tornanti. Chi non ha paura della velocità qui può davvero divertirsi.....poi volete mettere il gusto di spettinare i tanti ciclisti rossi come perperoni e grondanti che percorrono la pista in senso contrario tremando per lo spostamento d'aria quando gli sfrecciamo accanto?? Lo scenario del gruppo Ortles-Cevedale è sempre emozionante.

Si giunge a Burgusio, dove non c'è assolutamente niente.

Partendo da Burgusio la strada è un pò meno ripida, ma costantemente in discesa fino al bellissimo paese di Glorenza. Dico bellissimo perchè ha mantenuto la sua conformazione originaria, è completamente circondato da alte mura e torrioni su ogni lato e anche al suo interno è fatto di bellissimi vicoletti e antiche case medievali, come sempre adorne di bellissimi fiori e pittoreschi terrazzini in legno.

Si scende ancora, costeggiando sempre l'adige e si giunge al bel paese di Prato allo Stelvio, con le sue belle casette colorate. Ci si giunge da dietro, attraverso una strada in parte sterrata che non avevo mai visto, pur avendovi trascorso molte delle mie vacanze in gioventù. Questa zona è davvero bellissima: ci sono campeggi, campi da beach volley, laghetti artificiale per la pesca sportiva dai quali si vede il ghiacciaio dello Stelvio con i suoi impianti di risalita, parchi giochi e un sacco di famigliole e bambini festanti. Ancora una volta mi rendo conto di quanto si debba vivere bene in alto adige e in quei luoghi. Tutto veramente pensato e realizzato con minimo impatto per la natura e con un occhio alla pace e al benessere delle persone e dei bambini in particolare.

Superato Prato allo Stelvio, si inizia una ripida discesa, per gran parte su percorso sterrato che costeggia e attraversa l'Adige in più punti per mezzo di bei ponticelli in legno. Ogni pannello informativo e cartello ci ricorda costantemente che ci troviamo nel Parco Nazionale dello Stelvio. Finalmente, col sedere a pezzi, ma contenti (e sopratutto avendo pedalato poco) giungiamo a Silandro, luogo d'arrivo della prima tappa del nostro viaggio. Negli occhi panorami splendidi e tanti colori e profumi da ricordare

 

Sarò molto più conciso. Il percorso fino a Laces è veramente bellissimo. Si percorre tutto in mezzo ai frutteti tra i giardini pieni di fiori e di girasoli giganti delle belle casette in legno. A perdita d'occhio, si pedala tra i filari di mele di tutti i tipi, i colori e le varietà. Ogni tanto si incontra ancora l'Adige che ci ha accompagnati e ci accompagnerà fino alla fine del nostro viaggio. Si scende costantemente sulla pista, in questo tratto quasi sempre ben asfaltata, tra castelli che ci sovrastano dall'alto su speroni di roccia.

Dopo Laces, pur rimanendo incantevole, il percorso diventa meno interessante: le meline malmature lasciano il posto a mele più grosse, più rosse e mature  e pian piano le mele iniziano a lasciare il posto a filari di viti. Si giunge a Lagundo, incantevole paese con una piscina bellissima: SIGG!! Con quel caldo.....

Infine Merano. Che dire....ci vorrebbe un capitolo apposta e non mi sembra il caso di indugiare sulla descrizione di questa pur belissima ed elegante cittadina. Io la ricordo sempre volentieri per motivi più terra-terra, e cioè che qui si fabbrica la birra Forst, una delle mie preferite. Nell'ora di pausa che ci siamo concessi prima della nuova partenza io e la Fra ci siamo concessi una capatina alla Birreria Forst in centro, nel cortile di un bellissimo palazzo antico, mangiando salsiccia alla griglia, crauti, patate arrosto e birra a garganella.........

Tutto il tracciato di cui si racconterà in questo diario si svolge su pista ciclabile, lontano dalle vie di comunicazione principali e quindi dal traffico e a costante contatto con la natura.

Arrivo a Resia paese con bici al seguito e partenza. Si costeggia tutto il lato del bellissimo lago di Resia: non è un lago naturale, ma bensì un invaso artificiale. Negli anni '50 credo, o magari anche prima (non so di preciso) venne costruita la diga e la valle fu allagata sacrificando il vecchio paese. Di questo paesino rimane visibile ai giorni nostri parte del campanile della chiesa sommersa che esce dalle azzurrissime acque del lago. E' molto famoso e le sue foto si vedono spesso e volentieri su riviste e programmi specializzati. Si procede verso sud su una bellissima pista ciclabile in parte asfaltata e in parte sterrata. La bellissima giornata molto ventosa si prestava particolarmente alla pratica degli sport acquatici. C'erano tante derive a vela che andavano velocissime e una moltitudine di ragazzi praticanti il Kyle surf. Un bello spettacolo davvero, si pedalava immersi in questo mare di colori, in mezzo al verde su maestoso sfondo montuoso di Ortles, Cevedale, Gran Zebrù.

Appena oltre la diga, si scende rapidamente attraverso il grazioso abitato di San Valentino alla Muta, con le sue verdi e bellissime piste da sci. Subito dopo si incontra un bivio in cui la pista si dirama. Tenendo la destra si costeggia il lato ovest del Lago di San Valentino sul limitare del bosco.

Lasciato alle spalle il bel lago, con il suo caratteristico "Villaggio dei Pescatori" e le sue tante barchette e le sue canne da pesca, si inizia una ripida discesa verso Burgusio. La strada di traffico veicolare descrive tanti tornanti e si mantiene al centro della bellissima vallata, mentre la nostra pista si mantiene sul lato ovest e scende diritta e ripida senza tornanti. Chi non ha paura della velocità qui può davvero divertirsi.....poi volete mettere il gusto di spettinare i tanti ciclisti rossi come perperoni e grondanti che percorrono la pista in senso contrario tremando per lo spostamento d'aria quando gli sfrecciamo accanto?? Lo scenario del gruppo Ortles-Cevedale è sempre emozionante.

Si giunge a Burgusio, dove non c'è assolutamente niente.

Partendo da Burgusio la strada è un pò meno ripida, ma costantemente in discesa fino al bellissimo paese di Glorenza. Dico bellissimo perchè ha mantenuto la sua conformazione originaria, è completamente circondato da alte mura e torrioni su ogni lato e anche al suo interno è fatto di bellissimi vicoletti e antiche case medievali, come sempre adorne di bellissimi fiori e pittoreschi terrazzini in legno.

Si scende ancora, costeggiando sempre l'adige e si giunge al bel paese di Prato allo Stelvio, con le sue belle casette colorate. Ci si giunge da dietro, attraverso una strada in parte sterrata che non avevo mai visto, pur avendovi trascorso molte delle mie vacanze in gioventù. Questa zona è davvero bellissima: ci sono campeggi, campi da beach volley, laghetti artificiale per la pesca sportiva dai quali si vede il ghiacciaio dello Stelvio con i suoi impianti di risalita, parchi giochi e un sacco di famigliole e bambini festanti. Ancora una volta mi rendo conto di quanto si debba vivere bene in alto adige e in quei luoghi. Tutto veramente pensato e realizzato con minimo impatto per la natura e con un occhio alla pace e al benessere delle persone e dei bambini in particolare.

Superato Prato allo Stelvio, si inizia una ripida discesa, per gran parte su percorso sterrato che costeggia e attraversa l'Adige in più punti per mezzo di bei ponticelli in legno. Ogni pannello informativo e cartello ci ricorda costantemente che ci troviamo nel Parco Nazionale dello Stelvio. Finalmente, col sedere a pezzi, ma contenti (e sopratutto avendo pedalato poco) giungiamo a Silandro, luogo d'arrivo della prima tappa del nostro viaggio. Negli occhi panorami splendidi e tanti colori e profumi da ricordare

 

Sarò molto più conciso. Il percorso fino a Laces è veramente bellissimo. Si percorre tutto in mezzo ai frutteti tra i giardini pieni di fiori e di girasoli giganti delle belle casette in legno. A perdita d'occhio, si pedala tra i filari di mele di tutti i tipi, i colori e le varietà. Ogni tanto si incontra ancora l'Adige che ci ha accompagnati e ci accompagnerà fino alla fine del nostro viaggio. Si scende costantemente sulla pista, in questo tratto quasi sempre ben asfaltata, tra castelli che ci sovrastano dall'alto su speroni di roccia.

Dopo Laces, pur rimanendo incantevole, il percorso diventa meno interessante: le meline malmature lasciano il posto a mele più grosse, più rosse e mature  e pian piano le mele iniziano a lasciare il posto a filari di viti. Si giunge a Lagundo, incantevole paese con una piscina bellissima: SIGG!! Con quel caldo.....

Infine Merano. Che dire....ci vorrebbe un capitolo apposta e non mi sembra il caso di indugiare sulla descrizione di questa pur belissima ed elegante cittadina. Io la ricordo sempre volentieri per motivi più terra-terra, e cioè che qui si fabbrica la birra Forst, una delle mie preferite. Nell'ora di pausa che ci siamo concessi prima della nuova partenza io e la Fra ci siamo concessi una capatina alla Birreria Forst in centro, nel cortile di un bellissimo palazzo antico, mangiando salsiccia alla griglia, crauti, patate arrosto e birra a garganella.........

Tutto il tracciato di cui si racconterà in questo diario si svolge su pista ciclabile, lontano dalle vie di comunicazione principali e quindi dal traffico e a costante contatto con la natura.

Arrivo a Resia paese con bici al seguito e partenza. Si costeggia tutto il lato del bellissimo lago di Resia: non è un lago naturale, ma bensì un invaso artificiale. Negli anni '50 credo, o magari anche prima (non so di preciso) venne costruita la diga e la valle fu allagata sacrificando il vecchio paese. Di questo paesino rimane visibile ai giorni nostri parte del campanile della chiesa sommersa che esce dalle azzurrissime acque del lago. E' molto famoso e le sue foto si vedono spesso e volentieri su riviste e programmi specializzati. Si procede verso sud su una bellissima pista ciclabile in parte asfaltata e in parte sterrata. La bellissima giornata molto ventosa si prestava particolarmente alla pratica degli sport acquatici. C'erano tante derive a vela che andavano velocissime e una moltitudine di ragazzi praticanti il Kyle surf. Un bello spettacolo davvero, si pedalava immersi in questo mare di colori, in mezzo al verde su maestoso sfondo montuoso di Ortles, Cevedale, Gran Zebrù.

Appena oltre la diga, si scende rapidamente attraverso il grazioso abitato di San Valentino alla Muta, con le sue verdi e bellissime piste da sci. Subito dopo si incontra un bivio in cui la pista si dirama. Tenendo la destra si costeggia il lato ovest del Lago di San Valentino sul limitare del bosco.

Lasciato alle spalle il bel lago, con il suo caratteristico "Villaggio dei Pescatori" e le sue tante barchette e le sue canne da pesca, si inizia una ripida discesa verso Burgusio. La strada di traffico veicolare descrive tanti tornanti e si mantiene al centro della bellissima vallata, mentre la nostra pista si mantiene sul lato ovest e scende diritta e ripida senza tornanti. Chi non ha paura della velocità qui può davvero divertirsi.....poi volete mettere il gusto di spettinare i tanti ciclisti rossi come perperoni e grondanti che percorrono la pista in senso contrario tremando per lo spostamento d'aria quando gli sfrecciamo accanto?? Lo scenario del gruppo Ortles-Cevedale è sempre emozionante.

Si giunge a Burgusio, dove non c'è assolutamente niente.

Partendo da Burgusio la strada è un pò meno ripida, ma costantemente in discesa fino al bellissimo paese di Glorenza. Dico bellissimo perchè ha mantenuto la sua conformazione originaria, è completamente circondato da alte mura e torrioni su ogni lato e anche al suo interno è fatto di bellissimi vicoletti e antiche case medievali, come sempre adorne di bellissimi fiori e pittoreschi terrazzini in legno.

Si scende ancora, costeggiando sempre l'adige e si giunge al bel paese di Prato allo Stelvio, con le sue belle casette colorate. Ci si giunge da dietro, attraverso una strada in parte sterrata che non avevo mai visto, pur avendovi trascorso molte delle mie vacanze in gioventù. Questa zona è davvero bellissima: ci sono campeggi, campi da beach volley, laghetti artificiale per la pesca sportiva dai quali si vede il ghiacciaio dello Stelvio con i suoi impianti di risalita, parchi giochi e un sacco di famigliole e bambini festanti. Ancora una volta mi rendo conto di quanto si debba vivere bene in alto adige e in quei luoghi. Tutto veramente pensato e realizzato con minimo impatto per la natura e con un occhio alla pace e al benessere delle persone e dei bambini in particolare.

Superato Prato allo Stelvio, si inizia una ripida discesa, per gran parte su percorso sterrato che costeggia e attraversa l'Adige in più punti per mezzo di bei ponticelli in legno. Ogni pannello informativo e cartello ci ricorda costantemente che ci troviamo nel Parco Nazionale dello Stelvio. Finalmente, col sedere a pezzi, ma contenti (e sopratutto avendo pedalato poco) giungiamo a Silandro, luogo d'arrivo della prima tappa del nostro viaggio. Negli occhi panorami splendidi e tanti colori e profumi da ricordare

 

Sarò molto più conciso. Il percorso fino a Laces è veramente bellissimo. Si percorre tutto in mezzo ai frutteti tra i giardini pieni di fiori e di girasoli giganti delle belle casette in legno. A perdita d'occhio, si pedala tra i filari di mele di tutti i tipi, i colori e le varietà. Ogni tanto si incontra ancora l'Adige che ci ha accompagnati e ci accompagnerà fino alla fine del nostro viaggio. Si scende costantemente sulla pista, in questo tratto quasi sempre ben asfaltata, tra castelli che ci sovrastano dall'alto su speroni di roccia.

Dopo Laces, pur rimanendo incantevole, il percorso diventa meno interessante: le meline malmature lasciano il posto a mele più grosse, più rosse e mature  e pian piano le mele iniziano a lasciare il posto a filari di viti. Si giunge a Lagundo, incantevole paese con una piscina bellissima: SIGG!! Con quel caldo.....

Infine Merano. Che dire....ci vorrebbe un capitolo apposta e non mi sembra il caso di indugiare sulla descrizione di questa pur belissima ed elegante cittadina. Io la ricordo sempre volentieri per motivi più terra-terra, e cioè che qui si fabbrica la birra Forst, una delle mie preferite. Nell'ora di pausa che ci siamo concessi prima della nuova partenza io e la Fra ci siamo concessi una capatina alla Birreria Forst in centro, nel cortile di un bellissimo palazzo antico, mangiando salsiccia alla griglia, crauti, patate arrosto e birra a garganella.........

Tutto il tracciato di cui si racconterà in questo diario si svolge su pista ciclabile, lontano dalle vie di comunicazione principali e quindi dal traffico e a costante contatto con la natura.

Arrivo a Resia paese con bici al seguito e partenza. Si costeggia tutto il lato del bellissimo lago di Resia: non è un lago naturale, ma bensì un invaso artificiale. Negli anni '50 credo, o magari anche prima (non so di preciso) venne costruita la diga e la valle fu allagata sacrificando il vecchio paese. Di questo paesino rimane visibile ai giorni nostri parte del campanile della chiesa sommersa che esce dalle azzurrissime acque del lago. E' molto famoso e le sue foto si vedono spesso e volentieri su riviste e programmi specializzati. Si procede verso sud su una bellissima pista ciclabile in parte asfaltata e in parte sterrata. La bellissima giornata molto ventosa si prestava particolarmente alla pratica degli sport acquatici. C'erano tante derive a vela che andavano velocissime e una moltitudine di ragazzi praticanti il Kyle surf. Un bello spettacolo davvero, si pedalava immersi in questo mare di colori, in mezzo al verde su maestoso sfondo montuoso di Ortles, Cevedale, Gran Zebrù.

Appena oltre la diga, si scende rapidamente attraverso il grazioso abitato di San Valentino alla Muta, con le sue verdi e bellissime piste da sci. Subito dopo si incontra un bivio in cui la pista si dirama. Tenendo la destra si costeggia il lato ovest del Lago di San Valentino sul limitare del bosco.

Lasciato alle spalle il bel lago, con il suo caratteristico "Villaggio dei Pescatori" e le sue tante barchette e le sue canne da pesca, si inizia una ripida discesa verso Burgusio. La strada di traffico veicolare descrive tanti tornanti e si mantiene al centro della bellissima vallata, mentre la nostra pista si mantiene sul lato ovest e scende diritta e ripida senza tornanti. Chi non ha paura della velocità qui può davvero divertirsi.....poi volete mettere il gusto di spettinare i tanti ciclisti rossi come perperoni e grondanti che percorrono la pista in senso contrario tremando per lo spostamento d'aria quando gli sfrecciamo accanto?? Lo scenario del gruppo Ortles-Cevedale è sempre emozionante.

Si giunge a Burgusio, dove non c'è assolutamente niente.

Partendo da Burgusio la strada è un pò meno ripida, ma costantemente in discesa fino al bellissimo paese di Glorenza. Dico bellissimo perchè ha mantenuto la sua conformazione originaria, è completamente circondato da alte mura e torrioni su ogni lato e anche al suo interno è fatto di bellissimi vicoletti e antiche case medievali, come sempre adorne di bellissimi fiori e pittoreschi terrazzini in legno.

Si scende ancora, costeggiando sempre l'adige e si giunge al bel paese di Prato allo Stelvio, con le sue belle casette colorate. Ci si giunge da dietro, attraverso una strada in parte sterrata che non avevo mai visto, pur avendovi trascorso molte delle mie vacanze in gioventù. Questa zona è davvero bellissima: ci sono campeggi, campi da beach volley, laghetti artificiale per la pesca sportiva dai quali si vede il ghiacciaio dello Stelvio con i suoi impianti di risalita, parchi giochi e un sacco di famigliole e bambini festanti. Ancora una volta mi rendo conto di quanto si debba vivere bene in alto adige e in quei luoghi. Tutto veramente pensato e realizzato con minimo impatto per la natura e con un occhio alla pace e al benessere delle persone e dei bambini in particolare.

Superato Prato allo Stelvio, si inizia una ripida discesa, per gran parte su percorso sterrato che costeggia e attraversa l'Adige in più punti per mezzo di bei ponticelli in legno. Ogni pannello informativo e cartello ci ricorda costantemente che ci troviamo nel Parco Nazionale dello Stelvio. Finalmente, col sedere a pezzi, ma contenti (e sopratutto avendo pedalato poco) giungiamo a Silandro, luogo d'arrivo della prima tappa del nostro viaggio. Negli occhi panorami splendidi e tanti colori e profumi da ricordare

 

Sarò molto più conciso. Il percorso fino a Laces è veramente bellissimo. Si percorre tutto in mezzo ai frutteti tra i giardini pieni di fiori e di girasoli giganti delle belle casette in legno. A perdita d'occhio, si pedala tra i filari di mele di tutti i tipi, i colori e le varietà. Ogni tanto si incontra ancora l'Adige che ci ha accompagnati e ci accompagnerà fino alla fine del nostro viaggio. Si scende costantemente sulla pista, in questo tratto quasi sempre ben asfaltata, tra castelli che ci sovrastano dall'alto su speroni di roccia.

Dopo Laces, pur rimanendo incantevole, il percorso diventa meno interessante: le meline malmature lasciano il posto a mele più grosse, più rosse e mature  e pian piano le mele iniziano a lasciare il posto a filari di viti. Si giunge a Lagundo, incantevole paese con una piscina bellissima: SIGG!! Con quel caldo.....

Infine Merano. Che dire....ci vorrebbe un capitolo apposta e non mi sembra il caso di indugiare sulla descrizione di questa pur belissima ed elegante cittadina. Io la ricordo sempre volentieri per motivi più terra-terra, e cioè che qui si fabbrica la birra Forst, una delle mie preferite. Nell'ora di pausa che ci siamo concessi prima della nuova partenza io e la Fra ci siamo concessi una capatina alla Birreria Forst in centro, nel cortile di un bellissimo palazzo antico, mangiando salsiccia alla griglia, crauti, patate arrosto e birra a garganella.........

Tutto il tracciato di cui si racconterà in questo diario si svolge su pista ciclabile, lontano dalle vie di comunicazione principali e quindi dal traffico e a costante contatto con la natura.

Arrivo a Resia paese con bici al seguito e partenza. Si costeggia tutto il lato del bellissimo lago di Resia: non è un lago naturale, ma bensì un invaso artificiale. Negli anni '50 credo, o magari anche prima (non so di preciso) venne costruita la diga e la valle fu allagata sacrificando il vecchio paese. Di questo paesino rimane visibile ai giorni nostri parte del campanile della chiesa sommersa che esce dalle azzurrissime acque del lago. E' molto famoso e le sue foto si vedono spesso e volentieri su riviste e programmi specializzati. Si procede verso sud su una bellissima pista ciclabile in parte asfaltata e in parte sterrata. La bellissima giornata molto ventosa si prestava particolarmente alla pratica degli sport acquatici. C'erano tante derive a vela che andavano velocissime e una moltitudine di ragazzi praticanti il Kyle surf. Un bello spettacolo davvero, si pedalava immersi in questo mare di colori, in mezzo al verde su maestoso sfondo montuoso di Ortles, Cevedale, Gran Zebrù.

Appena oltre la diga, si scende rapidamente attraverso il grazioso abitato di San Valentino alla Muta, con le sue verdi e bellissime piste da sci. Subito dopo si incontra un bivio in cui la pista si dirama. Tenendo la destra si costeggia il lato ovest del Lago di San Valentino sul limitare del bosco.

Lasciato alle spalle il bel lago, con il suo caratteristico "Villaggio dei Pescatori" e le sue tante barchette e le sue canne da pesca, si inizia una ripida discesa verso Burgusio. La strada di traffico veicolare descrive tanti tornanti e si mantiene al centro della bellissima vallata, mentre la nostra pista si mantiene sul lato ovest e scende diritta e ripida senza tornanti. Chi non ha paura della velocità qui può davvero divertirsi.....poi volete mettere il gusto di spettinare i tanti ciclisti rossi come perperoni e grondanti che percorrono la pista in senso contrario tremando per lo spostamento d'aria quando gli sfrecciamo accanto?? Lo scenario del gruppo Ortles-Cevedale è sempre emozionante.

Si giunge a Burgusio, dove non c'è assolutamente niente.

Partendo da Burgusio la strada è un pò meno ripida, ma costantemente in discesa fino al bellissimo paese di Glorenza. Dico bellissimo perchè ha mantenuto la sua conformazione originaria, è completamente circondato da alte mura e torrioni su ogni lato e anche al suo interno è fatto di bellissimi vicoletti e antiche case medievali, come sempre adorne di bellissimi fiori e pittoreschi terrazzini in legno.

Si scende ancora, costeggiando sempre l'adige e si giunge al bel paese di Prato allo Stelvio, con le sue belle casette colorate. Ci si giunge da dietro, attraverso una strada in parte sterrata che non avevo mai visto, pur avendovi trascorso molte delle mie vacanze in gioventù. Questa zona è davvero bellissima: ci sono campeggi, campi da beach volley, laghetti artificiale per la pesca sportiva dai quali si vede il ghiacciaio dello Stelvio con i suoi impianti di risalita, parchi giochi e un sacco di famigliole e bambini festanti. Ancora una volta mi rendo conto di quanto si debba vivere bene in alto adige e in quei luoghi. Tutto veramente pensato e realizzato con minimo impatto per la natura e con un occhio alla pace e al benessere delle persone e dei bambini in particolare.

Superato Prato allo Stelvio, si inizia una ripida discesa, per gran parte su percorso sterrato che costeggia e attraversa l'Adige in più punti per mezzo di bei ponticelli in legno. Ogni pannello informativo e cartello ci ricorda costantemente che ci troviamo nel Parco Nazionale dello Stelvio. Finalmente, col sedere a pezzi, ma contenti (e sopratutto avendo pedalato poco) giungiamo a Silandro, luogo d'arrivo della prima tappa del nostro viaggio. Negli occhi panorami splendidi e tanti colori e profumi da ricordare

 

Sarò molto più conciso. Il percorso fino a Laces è veramente bellissimo. Si percorre tutto in mezzo ai frutteti tra i giardini pieni di fiori e di girasoli giganti delle belle casette in legno. A perdita d'occhio, si pedala tra i filari di mele di tutti i tipi, i colori e le varietà. Ogni tanto si incontra ancora l'Adige che ci ha accompagnati e ci accompagnerà fino alla fine del nostro viaggio. Si scende costantemente sulla pista, in questo tratto quasi sempre ben asfaltata, tra castelli che ci sovrastano dall'alto su speroni di roccia.

Dopo Laces, pur rimanendo incantevole, il percorso diventa meno interessante: le meline malmature lasciano il posto a mele più grosse, più rosse e mature  e pian piano le mele iniziano a lasciare il posto a filari di viti. Si giunge a Lagundo, incantevole paese con una piscina bellissima: SIGG!! Con quel caldo.....

Infine Merano. Che dire....ci vorrebbe un capitolo apposta e non mi sembra il caso di indugiare sulla descrizione di questa pur belissima ed elegante cittadina. Io la ricordo sempre volentieri per motivi più terra-terra, e cioè che qui si fabbrica la birra Forst, una delle mie preferite. Nell'ora di pausa che ci siamo concessi prima della nuova partenza io e la Fra ci siamo concessi una capatina alla Birreria Forst in centro, nel cortile di un bellissimo palazzo antico, mangiando salsiccia alla griglia, crauti, patate arrosto e birra a garganella.........

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