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Trentino, dove la natura fa da padrona  

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Andrea
Scritto da: Andrea
Durata: 6
Data partenza: dal 03/09/2018 00:00:00 al
Viaggiatori: 1
Nomi dei viaggiatori: Andrea

Introduzione

Trentino, da Merano a Bolzano passando attraverso ponti tibetani, laghi con paesi sommersi e castelli incantevoli. E tutto intorno, solo natura, aria pulita e pace.

Le Tappe del Viaggio

Lunedì 03/09/18

Per godermi appieno la giornata (e dato che ho quattro ore di viaggio) mi alzo alle 05:30 così alle 6.00 sono già sulla mia auto. Il mio ‘campo base’ sarà Merano, ma prima voglio andare in Val di Rabbi dove si trova un ponte tibetano (cento metri di lunghezza e sessanta di altezza) il cui ingresso è gratuito. Quindi raggiungo l’area camper di Plan, a Rabbi Fonti. Non sosto in quest’area ma di fronte, dove c’è un parcheggio a pagamento (anche se oggi l’ho trovato gratuito). Poi, a piedi entro nell’area camper. Appena superato il ponticello, a destra c’è un piccolo sentiero con l’indicazione per il ponte tibetano. Dopo un tragitto di una ventina di minuti lo raggiungo.

Dopo essere andato da sponda a sponda (bel panorama e piacevole esperienza) ho una doppia scelta: o riattraversarlo e rifare il percorso inverso oppure proseguire per un sentiero che in una ventina di minuti si ricongiunge ad un ponte di legno, attraversato all’andata. Scelgo quest’ultimo.

Recupero l’auto e, entrando a Rabbi Fonti, mi fermo sulla strada principale in un parcheggio accanto ad un piccolo ponte per vedere una tradizionale segheria e delle statue di animali in legno.

Poi riparto e all’alba delle 15.00 sono a Merano. La città si presenta “antistress”, circondata dalle montagne e dal verde, con poco traffico e caos. Lascio la valigia nell’appartamento che ho prenotato e poi vado subito in perlustrazione.

Scopro che il centro è adorabile; piccolo ma con alcune strade, chiese e monumenti degni di nota. Vado innanzitutto all’info point che si trova in Corso della Libertà, in un edificio in stile Liberty. Mi faccio dare la cartina della città (e anche quella di Bolzano e di Trento, tanto che ci sono) e incomincio il mio giro.

In primis a piedi raggiungo a nord il Castello Principesco (l’entrata costa 8€ ma il luogo è talmente piccolo che mi passa la voglia di entrarci). Di fronte si trova l’ingresso della seggiovia che conduce in cima ad una montagna (costa 5,50€ A/R. A destinazione si può prendere un bus per 1,50€ per raggiungere una funivia che porta nell’altra valle. Volendo con 11€ si ha la combo seggiovia+funivia).

Lascio perdere la seggiovia e torno indietro. Raggiungo il Duomo di San Nicolò. Vi entro: carino ma troppo tetro per i miei gusti. Poi prendo Via Leonardo da Vinci, attraverso la Porta di Bolzano e raggiungo il torrente Passirio. Lo costeggio a sinistra fino a giungere al Wandelhalle, un loggiato d’epoca con tavole commemorative e busti. Da qui attraverso il torrente e giungo nel Parco Elisabetta dove si trova una statua di Sissi (l’imperatrice d’Austria).

Torno poi in Corso Libertà e l’attraverso fino ad arrivare al Teatro Puccini. Attraverso Via delle Corse fino a intersecare Via Portici (dove si trovano appunto dei portici con molti negozi all’interno) e la percorro tutta. Giunto alla fine della via, vado a sud, attraverso il Ponte della Posta e raggiungo il parco delle Terme dove scorgo piscine molto allettanti.

Stanco di questa prima giornata, torno in Corso della Libertà e mi siedo in uno dei bar a gustarmi un drink. Quando si fa una certa ora, torno nel mio appartamento e mi preparo per la serata, ovvero cena e poi a letto presto che sono cotto!

Data la bella giornata, oggi si va a Tirolo e a Cermes. Parto alle 9.00 in auto e in una decina di minuti arrivo a destinazione: Tirolo. Essendoci solo parcheggi a pagamento in questo paesino, lascio l’auto in quello a pochi passi dall’infopoint (costa 1,50€ all’ora ma scoprirò in seguito che se si parcheggia poco fuori dal centro il prezzo è di 1€). Raggiungo l’info point e recupero una cartina del paese.

Uscito dalla struttura, prendo la strada in salita fino ad arrivare ad una chiesa con cimitero annesso. Costeggio quest’ultimo e proseguo fino ad una balconata che dà sulla valle (molto bello il panorama) e sui due famosi castelli della zona. Prendo la discesa a destra e al bivio vado a sinistra.

In dieci minuti raggiungo il castello di Brunnenburg; molto carino. Si può anche visitare il museo all’interno pagando 6€ ma non m’interessa, così torno indietro e al bivio prendo l’altra strada che mi conduce a Castel Tirolo. Raggiuntolo, a destra c’è l’ingresso per il Centro Recupero Avifauna: un luogo dove si curano i rapaci. L’ingresso costa 10€. Pago e mi offrono una cartina del luogo in quanto ci sono tante gabbie al cui interno si trovano svariate specie di uccelli (aquile, falchi, civette, gufi, ecc). Faccio un giro nel Centro in attesa che giungano le 11:15, ovvero quando inizia lo spettacolo dei rapaci (dura circa trenta minuti, è in lingua italiana e tedesca e viene ripresentato anche alle 15.15). Molto bello e interessante; adatto a bambini e adulti.

Uscito dal Centro costeggio il Castel Tirolo (si può anche visitare il museo all’interno pagando 7€) e in dieci minuti torno alla mia auto. Essendo ancora presto, recupero il mio mezzo e in una ventina di minuti sono a Lana. Qui c’è l’altare gotico di Hans Schnatterpeck nella chiesa parrocchiale di Lana di Sotto (si trova sulla strada principale del paese, sulla destra). Scopro che la chiesa è chiusa: la aprono solo due volte al giorno, dal martedì al venerdì, alle 11.00 e alle 15.00. Per fortuna sono quasi le 15.00. Il ritrovo è nel retro della chiesa (praticamente dove c’è il cimitero), quindi attendo. All’ora stabilita una signora fa entrare me e altre persone.

Dato che la spiegazione sarà tutta in tedesco mi viene data un’audioguida in italiano. La visita dura una ventina di minuti. A conti fatti: se siete nei dintorni ci può anche stare ma non fatevi ore solo per vederla (a meno che non siate appassionati non ne vale la pena).

Poi torno alla mia auto e in una decina di minuti raggiungo la Tenuta Krazelhof, tra Cermes e Lana. E’ un’azienda vinicola (infatti all’ingresso si possono degustare i vini) famosa anche per il giardino-labirinto (aperto dalle 10 alle 20). L’ingresso al labirinto costa 8€ ma mi faccio sedurre dalla combo visita+meditazione nel parco (costa 14€ e c’è solo al martedì alle 18:30). Visito in primis i giardini (in trenta minuti si girano tutti. Carini ma secondo me sono i bambini quelli che apprezzeranno di più) e poi Cermes (paesino con nulla degno di nota).

Infine giunge l’ora della meditazione: una piacevole oretta in mezzo alla natura. Poi si torna al ‘campo base Merano’.

Giornata soleggiata all’insegna del Lago di Resia e dei suoi dintorni.

Parto da Merano alle 07:30 e in un’ora e dieci arrivo a Burgusio. Dopo aver superato il Lago della Muta e il paese San Valentino giungo a destinazione: Curon, dove si trova il famoso campanile che spunta dal lago.

Mi fermo al parcheggio gratuito a sinistra della strada appena prima della galleria che c’è nel centro del paese (ovvero quasi di fronte al municipio). Occhio perché dopo la galleria ce n’è sì un altro, ma a pagamento. Dal parcheggio gratuito si scorge un’indicazione per il lago.

Dopo cinque minuti di camminata vi giungo. Il posto è splendido quindi le foto fioccano. Da qui decido di andare a piedi fino a Resia seguendo la pista ciclabile che costeggia il lago. In trenta minuti raggiungo il paese.

Scopro che si può prendere una bici a noleggio (qui e a San Valentino. Non a Curon) e fare il giro del lago. Nella via principale di Resia si trova il negozio: un noleggio costa minimo 23€ al giorno. Idea allettante ma dato che io prevedo di stare al lago solo un paio di ore, opto per tornare a Curon a piedi.

Prendendomela comoda, verso mezzogiorno sono di nuovo in auto. Alle 12:30 riparto e in venticinque minuti sono a Glorenza, un borgo famoso per avere le mura ancora completamente conservate. Il paesino in effetti è piccolo e adorabile.

Da qui riparto e, dopo cinque chilometri da Glorenza, alla destra della strada che sto percorrendo, scorgo un monumento ai caduti.

Foto di rito e poi riparto: destinazione Parcines con le sue cascate. In un’ora sono nella piazza del paese. Qui c’è il parcheggio degli autobus e sotto di esso uno gratuito dove si può lasciare l’auto per massimo otto ore. Potrei andare a piedi fino alle cascate ma è un percorso impervio e lungo quindi prendo il pullman che con 1,50€ mi porta in una decina di minuti nel punto intermedio della cascata, accanto ad un bar. Da qui, qualche minuto a piedi e si arriva davanti a un balcone panoramico che dà sulla cascata (credo che si possa arrivare in cima prendendo un sentiero accanto al bar ma dato che era scritto tutto in tedesco non mi sono azzardato). Un paio di foto poi torno nel parcheggio dove ci ha lasciato il pullman e prendo sulla destra un sentiero di alberi e rocce. In dieci minuti arrivo ai piedi della cascata. Fioccano le foto.

Da qui o si continua a seguire per un’oretta in discesa il sentiero in mezzo alla natura (seguendo i cartelli ‘Partschins’, ovvero Parcines) o si va a recuperare il pullman per tornare al paese. Opto per la prima scelta in modo da godermi la tranquillità offerta dalla natura incontaminata.

Giunto infine al paese, me lo giro per una mezz’oretta (niente da segnalare di particolare). Chiedo all’ufficio informazioni un’escursione interessante che si fa a piedi fino alle cascate di sera con tanto di aperitivo e di effetti di luce artificiali. Scopro che dura dalle 20:30 a mezzanotte ma non c’è né aperitivo né luci in quanto vengono fatte solo a luglio e agosto. Ergo, farmi un’ora di camminata per vedere la cascata al buio non ne vale la pena. Lascio infine l’infopoint e torno a Merano.

Dato che dovrebbe dare pioggia per la maggior parte della giornata, ho deciso di andare a visitare Bolzano. Evito di prendere l’auto perché non ho voglia di buttarmi nel caos di una città con più di centodiecimila abitanti e opto per altri mezzi.

Posso andare in treno o in autobus (tanto ci mettono più o meno lo stesso tempo) ma dato che la fermata dell’autobus è praticamente sotto il mio appartamento (mentre la stazione dei treni è a un paio di chilometri) decido di sfruttare questa coincidenza.

Apro parentesi: all’infopoint mi avevano dato un libretto con gli orari di treni e autobus. I primi ci sono circa ogni mezz’ora mentre i secondi ogni ora. Chiudo parentesi.

Salgo sul pullman delle 9.16, pago 5€ solo andata e in un’ora di viaggio arrivo a Bolzano. In città fa varie fermate; decido di scendere a quella di Piazza Domenicani (Dominikanerplatz). In primis faccio la foto alla piazza e proprio accanto al Duomo (in Piazza Waltherplaz): bello esternamente, specialmente il tetto, ma dentro un po’ troppo tetro.

Da qui prendo verso sud via Alto Adige; in fondo alla strada, ovvero dove incrocia via Garibaldi, trovo l’info point per recuperare altri depliant che potrebbero tornarmi utili.

Uscito, vado a dare un’occhiata alla stazione dei treni: esteticamente nulla di che. Poi vado a nord passando da Piazza del Municipio (Rathauplatz) fino al Museo delle Scienze e da lì proseguo fino alla chiesa San Giovanni in Villa (carina internamente).

Poi mi sposto fino al Convento dei Francescani (interno molto luminoso e vetrate d’impatto). Da qui scendo e percorro via Dr. Streiter-Gasse e via dei Portici (entrambe straripano di negozi) fino a Piazza Erbe (Obstplatz).

Andando oltre, verso il torrente Talvera, giungo al Museo Civico. Attraversando il Ponte Talvera arrivo in Piazza Vittoria (Siegesplatz) dove si trova il monumento alla vittoria. Riattraverso il ponte e seguendo Via Rosmini Str. arrivo fino al Museion (ingresso gratuito ogni giovedì dalle 18 alle 22, altrimenti si paga). Da qui vado a nord per visitare la Chiesa del Sacro Cuore (carino l’interno). Poi costeggiando il torrente raggiungo il Castel Mareccio (è chiuso per un convegno).

Adesso la mia intenzione sarebbe quella di arrivare fino a Castel Roncolo (all’infopoint mi era stato detto che in quaranta minuti ci sarei giunto. Peccato che dopo venti minuti percorrendo il lungoTalvera scopro che la strada è chiusa al traffico quindi riesco a vederlo solo da lontano. Da quel che ho capito, tornando indietro si può prendere un’altra strada al di là del torrente ma ormai la stanchezza si fa sentire quindi lascio perdere. Credo che si possa raggiungere anche con una navetta ma non mi informato a riguardo).

Torno così in una via limitrofe ai Portici a bere qualcosa e poi vado alla stazione dei pullman, in Via Perathoner. Occhio perché intorno a tutta la via ci sono fermate degli autobus ma ciò che interessa a noi è in stazione centrale, la quale è in un angolo della piazza. Entrandovi, si scorge una fila di parcheggi e di pullman allineati con monitor annessi che avvisano della destinazione. Trovato il mio, torno a Merano.

Dato che il tempo è un po’ uggioso, dedico la giornata a ciò che non ho ancora visto a Merano.

In primis vado in Via Portici dove, come a Bolzano, ci sono due file di portici con i negozi all’interno. Proseguo passando per Via Mainardo fino a Piazza Prader, dove c’è la stazione. In questa piazza e nelle vie limitrofe oggi c’è il mercato con molte bancarelle di prodotti tipici del Trentino e non. Visito anche la stazione ma non mi ha entusiasmato.

Da qui raggiungo il torrente e facendo la passeggiata sul Lungo Passirio raggiungo la Chiesa Evangelica: carina. Attraverso il ponte e in Via Schiller trovo la Sinagoga con il museo ebraico annesso. Peccato che dal 7 al 23 settembre siano chiuse per la festa ebraica.

Poi prendo Via delle Corse fino a Piazza del Grano dove trovo il museo delle donne (il prezzo di entrata è di 4,50€). Continuo sulla passeggiata Lungo Passirio e vado oltre il Waldelhalle, più a est ancora, fino a giungere al Ponte Romano (il ponte più antico di Merano); lo attraverso e torno sui miei passi ma dall’altra sponda del torrente.

Dato che è primo pomeriggio, sono invogliato ad andare a fare una degustazione in zona. Scopro all’infopoint che c’è un’azienda vinicola a Castel Rametz (appena fuori Merano, ad est) e un’altra a Marlengo. Opto per la prima perché più comoda da raggiungere.

Giuntovi in auto in una decina di minuti, scopro all’ingresso che si poteva fare una visita in italiano ieri, alle 16.30: con 16€ si andava alla scoperta della cantina per un’ora e mezza e si potevano degustare cinque vini. Oggi invece ce n’è sì una ma in tedesco. Posso però visitare la struttura da solo al prezzo di 6€. In meno di mezz’ora la esploro tutta (ci sono foto e attrezzi d’epoca. In più si può andare nelle cantine ad ammirare le botti e i macchinari dove producono il vino, il tutto con l’aggiunta di cartelli anche in italiano che spiegano la crescita dell’azienda, dalla sua nascita ad oggi).

Concluso il giro mi fermo allo shop dove posso degustare i vini: si pagano 3€ per bere due bicchieri, 5€ per tre e 7€ per cinque. Concludendo: vini buoni, staff preparato e disponibile e la visita in solitaria è stata interessante.

Dato che: a Merano si possono noleggiare gratuitamente le bici, c’è una splendida giornata di sole e devo andare a visitare i giardini di Castel Trauttmansdorff appena fuori città (a piedi ci metterei un’ora mentre in auto una decina di minuti)… perché non unire l’utile al dilettevole?

Dopo aver fatto colazione vado in Via Piave (ovvero dove c’è il Parco delle Terme). Qui c’è un parcheggio di autobus e in un angolo il noleggio di bici offerto dal comune. Do i miei dati personali, 5€ di caparra e la bici è mia per tutto il giorno (fino alle 18.00 in quanto poi chiudono). Quindi salgo sulla bici e parto: il percorso per i giardini è in salita in molti tratti quindi è un po’ faticoso ma nulla di proibitivo.

In una ventina di minuti raggiungo il parcheggio, per bici e auto, davanti all’entrata. L’ingresso ai giardini e al castello annesso costano 13€. Pago e prendo la cartina dei giardini con i percorsi suggeriti (in quanto sono immensi e dislocati su vari livelli con centinaia di piante, animali e strutture singolari e interessanti.

Sono divisi in quattro ‘zone’ con colori diversi e numeri che corrispondono ai luoghi più caratteristici. La mossa più sensata è di seguire la numerazione e i sentieri tracciati e segnarsi dove si è passati perché è talmente grande e ricco di attrazioni da ammirare che sarebbe un peccato farsi sfuggire qualcosa.

La visita è durata tutta la mattina (mettete quindi in conto di restarci almeno tre ore abbondanti). Poi sono entrato nel castello dove c’è un museo che ripercorre la storia turistica del Tirolo, con tanto di oggetti d’epoca, testimonianze e foto. Interessante.

Che dire? Anche solo i giardini valgono il prezzo del biglietto. Sono enormi, ricchi di animali, piante e fiori (splendidi specialmente adesso e in quelle stagioni in cui la flora è fiorita o lo sta diventando). Ci sono anche delle strutture singolari nelle varie aree che rendono la visita ancora più interessante. Mi ha colpito in special modo: il Regno Sotterraneo (occhio perché si può accedervi ogni sei minuti ma ogni volta è in una lingua diversa, ovvero italiano, inglese e tedesco. Io sono entrato, per velocizzare quando c’era la spiegazione in tedesco, pensando di essere libero di muovermi a prescindere.

In realtà sono varie grotte che si azionano in sequenza, con audio annesso. Quindi, pur comprendendo ciò che accadeva, mi sono perso le informazioni correlate), il binocolo di Matteo Thun (un ‘balzone’ che dà sulla valle, a strapiombo su una roccia), il Giardino degli Innamorati (dove c’è un percorso decisamente originale), l’Organo dei Profumi, la Voliera, il Laghetto delle Ninfee (con Carpe giapponesi all’interno), il Ponte delle Avventure e l’Alveare.

A prescindere dai miei gusti personali, vi consiglio di toccare tutti i percorsi principali e quelli al di fuori di essi per gustarvi appieno tutte le bellezze di questo luogo. Comunque, conclusa la visita del Castello (durata una mezz’oretta) torno a Merano in bici e giro senza meta godendomi le stradine poco conosciute della periferia e ammirando il paesaggio montano.

Nel primo pomeriggio riporto indietro il mezzo e bazzico ancora per le vie del centro facendo un po’ di shopping. Poi è ora di partire. Avevo intenzione di andare al ‘Cinema Natura’, ovvero un punto panoramico su una montagna dove delle sdraie sono posizionate in modo da dare la sensazione di essere al cinema, a Knottnkino (tra Verano e Avelengo) ma ci vuole una mezz’ora in auto per arrivare al paese e un’ulteriore mezz’ora per raggiungere il Cinema.

Facendo due conti si sarebbe fatto troppo tardi e, dato che ho anche il viaggio di ritorno a casa da compiere, l’orario sarebbe diventato troppo proibitivo. Per cui decido a malincuore di lasciare Merano e tornare alla mia città natale.

Merano vs Bolzano: la prima l’ho trovata una città adorabile in quanto piccola ma ricca di luoghi interessanti da visitare sia nel centro che nelle zone limitrofe. Anche per quanto riguarda le serate, ho girato da solo per la città senza percepire situazioni di pericolo o altro (ergo, ciò che ci si aspetta da una città di montagna). Senza contare che è viva, quindi sia alle sette del mattino che alle undici di sera c’è gente ad affollare le strade e il centro, con tanti locali, ristoranti e bar aperti.

Bolzano invece l’ho percepita come più caotica (in quanto più grande della sua ‘sfidante’ ma di contro con più luoghi storici da ammirare). Non per niente possiede quasi 107.000 abitanti contro i 40000 di Merano. Di conseguenza, cercando un ‘campo base’ più tranquillo e meno stressante negli spostamenti in auto, la scelta su Merano è stata ottima.

-Parcheggi: essendo paesi e città di montagna ce ne sono tanti a pagamento. Addirittura in alcuni paesi c’erano solo questi ultimi. A Merano quelli liberi sono nelle zone periferiche; l’info point mi ha suggerito zona ippodromo (lontanuccia) e zona stazione dei treni (più vicina al centro).

-Temperature: essendo inizio settembre sono variabili. Al mattino presto c’erano 17° mentre nel primo pomeriggio si arrivava ai 26°. Quindi partivo con la felpa per poi trovarmi a mattina inoltrata già in maglietta. Monitorate ovviamente prima di partire le temperature durante la giornata per non trovarvi impreparati.

-Meteo: la mia è stata una settimana stramba in quanto il meteo dava praticamente sempre brutto tempo anche se di giorno in giorno le cose cambiavano inaspettatamente al punto da trovarmi un sole splendido al posto di temporali e nubi minacciose. Di conseguenza vi consiglio di pianificare il viaggio in modo tale da avere un piano di riserva nel caso le giornate si volgano al peggio. Nel mio caso, avevo deciso che i giorni di pioggia e brutto tempo li avrei investiti per visitare musei, castelli e paesi mentre in quelli di sole avrei dato priorità a giardini, cascate e laghi, in quanto sono quelli che raggiungono il loro massimo splendore con le belle giornate.

-Lingua: mi ha piacevolmente stupito essere tra due mondi, quello austriaco e quello italiano. Ho trovato cartelli solo in tedesco, cinema con lo stesso film trasmesso a orari diverso a seconda della lingua e menù nei ristoranti in tedesco con traduzione (a volte imprecisa) in italiano. Per quanto mi riguarda, ciò è stato un valore aggiunto in quanto ho avuto sempre l’impressione di essere in un’altra nazione. Ciò nonostante in tutti i posti dove sono stato le persone parlavano comunque un italiano discreto, tendente all’ottimo.

-Prezzi: non ho visto grosse differenze rispetto a dove vivo io, in provincia di Milano. Ergo, come in tutte le città, nella zona centrale i servizi costavano qualcosa in più mentre in periferia avevano prezzi più abbordabili.

-Luoghi da visitare: come avete visto, di cose ne ho fatte. Ma in realtà me ne mancavano altre. Vi elenco luoghi da visitare e cose da fare che a me sono sfuggiti per mancanza di tempo.

A Merano: sicuramente le terme della città (sono enormi e molto allettanti, con area massaggi, tante piscine e la spa), le due passeggiate immersi nella natura (Passeggiata Tappeiner e Gilf), la seggiovia/funivia fino in Tirolo e gli eventi serali che fanno spesso durante l’estate.

A Bolzano: i piatti tipici locali (su internet consigliano di andare all’Hopfen & C. o al Cà de Bezzi), i vini alla Tenuta Waldgries, il museo dove si trova Otzi (ovvero la ‘mummia’ ritrovata in Val Senales), il Castel Roncolo, il Lago di Carezza, la Funivia del Colle (la più antica del mondo) e il Trenino di Renon.

E ancora, in zona Merano: il bagno di fieno (nell’hotel Heubad), l’Alpin Bob (un bob su rotaie), il Castel Schenna e il Castel Juval, la Miniera Monteneve, il Mondotreno (un enorme plastico ferroviario), la visita guidata alla birreria Forst, Merano 2000 e Marlengo (paese con cantine storiche e con il Castel Monteleone).

-Conclusioni: il Trentino l’ho trovato splendido. È una regione ricca di storia, di monumenti e di natura incontaminata. Merano è una città pulita, ordinata e i residenti accolgono il turista in modo impeccabile. Non da meno, questa città è un ottimo punto di partenza per poter vedere le bellezze naturalistiche limitrofe e al tempo stesso avere gli agi di una città. Quindi promossa a pieni voti.

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