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Scozia, terra di eroi e di fantasmi  

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Ester
Scritto da: Ester
Località: Edimburgo, Glasgow
Durata: 5 giorni, 4 notti
Data partenza: dal 15/04/2006 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori: Alberto Ester

Introduzione

La Scozia come l'avevo immaginata, verde e ricca di storia e di leggende. Un viaggio che per me è stato un vero colpo di fulmine per una terra accogliente sotto tutti i punti di vista, tranne forse per il clima........

Descrizione

Visitare la Scozia era il mio sogno da molti anni. La sua atmosfera romantica, la sua natura malinconica e selvaggia, le sue città ricche di storia, i suoi eroi leggendari, tutto contribuiva a desiderare di conoscere da vicino questo affascinante paese.

Decidiamo finalmente di partire il sabato di Pasqua per festeggiare ad Edimburgo il mio quarantesimo compleanno. Con una combinazione Ryan Air per Londra la mattina prestissimo, e poi da Londra con la Easy Jet per Edimburgo, risparmiamo parecchio sulle tariffe di linea Alitalia e British airways ed arriviamo in Scozia, senza ritardi né intoppi, nel primo pomeriggio.

Prendiamo dall’aeroporto lo shuttle che ferma a Waverly station e da lì, facciamo una breve passeggiata per raggiungere la fine di Princes Street, dove è ubicato il nostro albergo, il Parlament House Hotel, un elegante tre stelle arredato in stile tipicamente inglese posizionato di fronte alla verde Calton Hill. Dopo aver lasciato in stanza le nostre valigie ed esserci cambiati, non vediamo l’ora di fare la conoscenza della città. Ci incamminiamo per Princes Street, la famosa strada dello shopping, ed infatti non possiamo resistere dall’entrare nei vari negozi che vendono kilt, maglioni e sciarpe di lana con i bellissimi colori dei clan. Visitiamo con curiosità anche gli ampi spazi dedicati ai famosi biscotti (i miei preferiti rimangono gli shortbread, tutto burro della Walkers), ed ai numerosissimi whisky  che la Scozia produce e compriamo diverse mignon per cominciare a conoscerli meglio. Ci rendiamo subito conto che Edimburgo è una città dai forti contrasti: il primo che salta all’occhio è proprio quello tra la Old Town e la New Town. Da Princes street possiamo ammirare lo spettacolare profilo del Castello, attorniato dai vicoli storici che si dipartono a spina di pesce dal lunghissimo viale, il Royal Mile, e che brulicano di negozi tipici, di pub, musei ed edifici importanti.

Dall’altra parte di Princes street, troviamo invece Charlotte Square, che ricorda la vita cittadina in epoca neoclassica. Da qui, continuiamo a passeggiare allontanandoci dal centro e scendendo giù per la collina, ammiriamo le belle case di Edimburgo, immerse nel verde della zona residenziale. Qui, ci hanno detto, abita la famosa scrittrice J. K. Rowling, autrice della saga di Harry Potter ( e infatti nei suoi libri figurano molte splendide località della Scozia). Proseguendo, arriviamo fino al Royal Botanic Garden, famoso per le sue piante magnifiche e la più grande collezione al mondo di rododendri. Da qui, si gode una magnifica vista della parte sud di Edimburgo  e delle colline di Pentland Hill. Questo ci fa venire la voglia di esplorare anche i dintorni della città e la regione dei Lothians. Ritorniamo verso il centro mentre un freddo vento da nord si sferza il viso. Qui il tempo è molto mutevole, a tratti godiamo di un pallido, confortevole sole, subito dopo apriamo l’ombrello per raffiche di pioggia improvvise. Il ristorante che ci hanno raccomandato è proprio vicino a Charlotte Square ed è veramente molto accogliente. La cucina scozzese è ricca di piatti a base di saporite carni di manzo e di agnello, ma anche il pesce, haddock, kippers e salmone, viene preparato in diversi modi. Obbligatoria però, per iniziare, una calda minestra, per me a base di pesce e patate, per il mio compagno a base di manzo ed orzo. Alla fine del pasto, è ovvio, un buon whisky. Io assaggio un Ancnoc di dodici anni, un single highland malt, molto aromatico, dal colore ambrato e dal gusto fruttato. Praticamente un colpo di fulmine.

Quando usciamo dal ristorante, fa decisamente freddo ma sciamano ridendo per Princes street decine di ragazze in maglietta e minigonna, senza calze e con una bottiglia di birra in mano. Dal ristorante accanto al nostro hotel escono cantando a squarciagola diversi uomini in kilt che festeggiano un addio al celibato. Automobili strombazzanti e dalle pacchiane carrozzerie modificate impazzano per tutto il centro. è sabato sera e gli scozzesi sanno come divertirsi.

Domenica di Pasqua. Un sole pallido filtra attraverso i pesanti tendaggi delle nostre due finestre che danno, ci credereste?, su di un vecchio cimitero non più in uso. Devo dire la verità, ieri sera, quando mi sono affacciata ed ho visto le lapidi mi sono un po’ impressionata….. Poi, ho pensato che sono molto più temibili i vivi dei morti e mi sono addormentata serenamente.

Facciamo colazione ed io, che devo sempre provare le specialità del luogo, ordino un porridge.

In Scozia lo preparano con la classica farina d’avena e con il sale. Non male, ma non ci riproverò nei prossimi giorni. Con un provvidenziale ombrello, anche se splende il sole, ci dirigiamo finalmente verso il centro storico della città. Attraversiamo il Northbridge e ci troviamo su High street, ovvero sul famoso Royal Mile che va dal Castello fino al Palazzo di Holyroodhouse. Edimburgo è uno dei siti dichiarati Patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco e non facciamo fatica a capire il perché. La città “affumicata”, così detta per il colore dei suoi edifici, offre un panorama veramente unico al mondo. Dalla Cattedrale di St.Giles, luogo di partenza per i tour notturni della città a caccia di spettri e terrificanti leggende, saliamo verso il Castello insieme ad un fiume di altri turisti. Qui ad Edimburgo, organizzano diverse passeggiate per la città alla caccia di maghi, streghe e fantasmi vari. Sulla parte superiore del Royal Mile infatti, si può vedere una targa che ricorda quante fattucchiere e stregoni sono stati messi al rogo ….

Passiamo davanti a chioschi che vendono cardi violetti, simbolo della Scozia, e a suonatori di cornamusa in kilt;  raggiungiamo anche la grande piazza di fronte al castello, detta l’Esplanade dove tutti gli anni tra agosto e settembre ha luogo l’Edinburgh Military Tattoo. Purtroppo la fila per visitare il Castello è immane e così decidiamo di rimandare la cosa ai giorni successivi. In compenso, entriamo nel Royal Mile Factory Outlet, specializzato in stoffe scozzesi  e cashemere e ci perdiamo su tre piani di miriadi di indumenti coloratissimi e souvenir del luogo. Qui, ci acculturiamo brevemente sull’indumento scozzese più famoso, il kilt. Il suo nome in gaelico è “philabeg” e veniva indossato dai membri dei clan delle Highlands, considerati barbari per questo dai vicini delle Lowlands. Dal 1745 fu dichiarato illegale dal governo inglese ma questo divieto rimase solo per circa quarantanni. Da allora è uno degli indiscussi simboli di questa terra ed il suo costume nazionale.

Dopo il kilt, ci addentriamo meglio negli usi e costumi scozzesi, visitando The Scotch Whisky Heritage Centre per scoprire davvero e da vicino l’invitante mondo del whisky. Sul Royal Mile ci sono tantissimi, tipici negozi ed anche numerosi pub dove consumiamo un frugale pranzo di Pasqua a base di haggis (per me vegetariano), “neeps and tatties”, salmone affumicato, formaggio cheddar e birra. Entriamo anche in un’agenzia che organizza tour della regione e per 50 sterline a testa, ci prenotiamo per la classica gita di Pasquetta, questa volta nelle Highlands. Piove a sprazzi e continua a soffiare un vento forte e gelido. Ci rifugiamo nel Palazzo Reale di Holyroodhouse, strettamente associato alla storica figura di Maria  regina di Scozia ed ora residenza ufficiale scozzese della Regina. Visitiamo anche la galleria d’arte Queen’s Gallery.con opere che provengono dalla collezione reale. è veramente un edificio imponente ed affascinante che trasuda storia. Accanto ad Holyroodhouse, si trova il Parlamento Scozzese, la cui fisionomia ricorda  le imbarcazioni da pesca scozzesi, vincitore di otto premi internazionali di architettura incluso il “Building of the year 2005”. Aperto nel 2004, nel primo anno ha avuto mezzo milione di visitatori.  Ad Holyrood esiste anche un parco, un tempo terreno di caccia dei monarchi scozzesi, che si estende per quasi 256 ettari di varia natura. Il suo punto più alto è un vulcano estinto, l’Arthur’s Seat. Dalla sommità dei Salisbury Crags si ha una vista magnifica della città e dei tetti della Old Town. Decidiamo di arrampicarci e fare una bella passeggiata visto che finalmente ha smesso di piovere e le nuvole lasciano filtrare incoraggianti raggi di sole.

Ne scendiamo decisamente stanchi, non dopo aver fotografato Edimburgo dall’alto ed uno splendido West Highland, identico al nostro cane rimasto a casa, che correva felice per la collina.

Il pomeriggio del giorno di Pasqua continua con la visita dell’altra parte della città. Decidiamo di spingerci verso lo storico porto di Leith, a soli 3 chilometri  dal centro, dove è ormeggiato lo yacht Britannia, appartenuto ai sovrani britannici. Si trova nell’elegante complesso edilizio dell’Ocean Terminal, sviluppato sul fronte del porto con negozi e locali vari. Avvicinandoci al mare il vento è sempre più forte e più freddo. Ci scaldiamo, appena tornati in albergo, con un bel tè davanti al caminetto. Eppure, è il 16 aprile…………..

Concludiamo la giornata con una passeggiata per il centro storico ed una visione notturna del Castello. Ceniamo in un pub sul Royal Mile bevendo del vino e mangiando il solito salmone (per me) e la solita bistecca di manzo per il mio compagno. Buona Pasqua!

Il lunedì di pasquetta inizia presto. Sveglia alle sette e mezzo e colazione questa volta a base di caffè latte, frutta e croissants. L’appuntamento sul Royal Mile per la gita a Sterling e nelle Highlands è alle nove in punto. Ci accoglie un robusto, tarchiato scozzese in kilt che, prima di farci salire sul pulmann ci chiede se siamo inglesi. In caso di risposta affermativa, ci spiega, non ci avrebbe ammesso alla gita. Poi, ride di gusto e comincia a raccontare barzellette e storielle contro gli inglesi. Sarà così per tutto il viaggio, per tutto il giorno, senza sosta. Comunque, è un tipo simpatico e divertente. Come prima tappa, ci dirigiamo verso Glasgow che dista circa un’ora di strada. Glasgow, ci spiega il simpatico scozzese in kilt, è la più grande città della Scozia e venne costruita nell’epoca vittoriana. La sua storia è legata allo spirito imprenditoriale settecentesco ed al commercio di tabacco con i paesi oltre Atlantico che sfociarono poi, in epoca vittoriana, nella costruzione di questa città che vanta tanti interessanti esempi di architettura. All’epoca, Glasgow era considerata la seconda città dell’Impero britannico ed il fiume Clyde, che la attraversa, era il perno della sua vita economica. Oggi lo si può percorrere in battello, il Clyde Waterbus, per raggiungere il fantastico centro commerciale di Braehead ed il Museo Navale Clydebuilt.

Glasgow è considerata in Gran Bretagna anche il paradiso dello shopping, seconda solo a Londra (consigliate le gallerie Buchanan ed il raffinato Princes Square) ed un centro importante di arte e cultura (notevole The Lighthouse centro scozzese di architettura, design ed urbanistica).

Il pulman ci ferma a George Square, per ammirare il palazzo municipale, le City Chambers, inaugurato nel 1888 e realizzato nello stile del Rinascimento italiano. La visita concessa purtroppo è molto breve, facciamo appena in tempo, percorrendo Cathedral street, ad arrivare alla spettacolare cattedrale gotica fondata da St Mungo, il santo patrono della città. è l’unica cattedrale superstite della Scozia, tra quelle coeve, che sia rimasta intatta dai tempi della Riforma.

Ripartiamo alla volta delle Highlands, in particolare ci dirigiamo verso uno dei più famosi laghi della Scozia, celebrato attraverso canzoni popolari ed ora al centro del The Trossachs National Park: Loch Lomond, dove le Highlands incontrano le Lowlands.

La fama delle sponde di questo lago, lo specchio d’acqua dolce più grande della Gran Bretagna, ha fatto il giro del mondo con la canzone dei Bunny Banks of Loch Lomond. Noi ci imbarchiamo per un breve tour in battello nelle sue acque mentre il vento del nord soffia forte e la pioggia ci sferza il viso, ma ne vale la pena perché il panorama da qui è veramente fantastico.

Una volta risaliti sul pulman, la nostra guida scozzese ci spiega le origine dei clan delle regioni occidentali. Tra questi, i potenti Campbell, il cui capo risiedeva nel castello di Inverary sul fiordo di Loch Fyne, mentre il clan dei Mac Dougall possedeva il castello di Dunstaffnage vicino a Oban. Un altro potente clan della costa occidentale era il clan Donald sull’isola di Islay. Dopo il giro sul Loch Lomond, continuiamo ad esplorare le Highlands fermandoci per il pranzo ad Aberfoyle, sulla strada per Stirling. Qui, in un tipico pub, consumiamo il pranzo di Pasquetta con zuppe calde di legumi (non vi dico che aria “frizzante”  tira da queste parti….) e poi con arrosto e, per me, un abbondante Fish Pie di salmone e patate che mi sazierà per tutto il giorno. La nostra gita prosegue attraverso il parco nazionale di Loch Lomond  passando per Callender dove esiste un centro visitatori dedicato al famoso eroe settecentesco Rob Roy Mac Gregor la cui statua campeggia a testimonianza della popolarità presso la gente del luogo. Numerose famiglie scozzesi che fanno pic nic e passeggiano per le colline ci ricordano che è il giorno di Pasquetta. Beati loro che possono passare giornate all’aria aperta in luoghi così belli ad un passo da casa!  

Anche qui, comunque, le code del Lunedì dell’Angelo, affliggono i poveri automobilisti, così, tra una barzelletta anti-inglese ed una descrizione delle gesta del mitico William Wallace, che nel XIII secolo si battè per cacciare gli inglesi dalla Scozia ed il cui monumento sorge ad Abbey Craig, a pochi passi da qui, arriviamo lentamente al Castello di Stirling.

Un tempo, era uno dei più importanti della Scozia per la sua posizione strategica; infatti è posizionato su di uno sperone roccioso e domina sia la città vecchia, insieme di diversi monumenti storici, che quella moderna.. A meno di 4 km a sud di Stirling si trova il Bannockburn Heritage Centre che sorge presso il sito della grandiosa vittoria di Roberto I Bruce a Bannockburn su Edward II, del 1314, il cui campo di battaglia si può vedere dal Castello, insieme ad altri cinque, compreso quello dove William Wallace combattendo per la libertà del suo popolo conquistò la famosa vittoria al ponte di Stirling contro le forze di occupazione inglesi nel 1297. Il castello di Stirling, quartier generale del reggimento dell’Argyl and Southern Highlands, risale principalmente al XV e XVI secolo poiché restano poche strutture del XIV secolo, ed  è costituito da uno splendido palazzo rinascimentale e da una magnifica Sala Reale, the Great Hall, che ricorda la grandiosità della corte degli Stuart. Nella cappella reale avvenne, il 9 settembre 1543 l’incoronazione di Maria Stuarda regina di Scozia. All’interno si trovano anche un ristorante e diversi negozi. Dopo una accurata visita a tutto il suo complesso e dopo aver scattato molte, doverose fotografie, la nostra guida scozzese ci raduna tutti con sorrisi e  grandi gesti e ci conduce di nuovo verso Edimburgo. Ci sarebbero ancora molte altre cose da vedere, molti altri panorami fantastici, per esempio dirigendoci verso est, verso il mare ed il sentiero costiero del Fife nel Pertshire, chiamato da tutti “il paradiso dei fotografi”. Ma anche la regione di Edimburgo, i Lothians, meriterebbe una visita approfondita con le sue ricchezze naturalistiche…

Il tempo purtroppo è tiranno, ma ci accontentiamo di quello che abbiamo visto oggi sognando un giorno di ritornare per conoscere meglio questo splendido paese…

Arriviamo ad Edimburgo dopo le sette e ci dirigiamo in albergo per riposare un po’ prima di cena. Purtroppo ci addormentiamo, svegliandoci quasi alle dieci. In questa città non si cena a orari mediterranei, ce ne rendiamo conto a nostre spese quando, trovando i pub chiusi, e pochi ristoranti aperti (solo quelli dove si mangia esclusivamente pesce che il mio compagno detesta….), finiamo rassegnati da Mac Donald, che si pronuncia “mec” all’irlandese, non “mac” alla scozzese, come ci ha fatto notare oggi la nostra simpatica guida. Meno male che finiamo la serata sempre con un buon whisky!

Martedì 18 aprile, oggi compio, ahimè, quaranta anni. Sono venuta fin quassù per avvertire meno l’impatto con gli “anta” e tenterò comunque di festeggiare degnamente prenotando un tavolo per cena in uno dei ristoranti migliori di Edimburgo : “The Witchery by the Castle”.

Finalmente anche la fila al castello si è esaurita e si entra senza attese. Che posto meraviglioso!

Qui sono custoditi gli Honours of Scotland (i gioielli della corona) e la Stone of destiny (la pietra del destino) sulla quale sedevano i monarchi scozzesi durante le incoronazioni. La struttura attuale risale al XVI secolo, tranne la St. Margaret’s Chapel che è dei primi anni del XII secolo, ed è ancor oggi sede di una guarnigione militare permanente del Royal Regiment of Scotland e del British 52nd Infantry Brigade, nonché sede dei Musei dei Royal Scots e dei Royal Scots Dragoon Guards, ovviamente visitabili.  La sua posizione strategica ha reso il castello inespugnabile, ed infatti nessun nemico è mai riuscito a conquistarlo, ma purtroppo ha reso difficile anche l’approvvigionamento idrico per cui durante assedi molto lunghi, la popolazione che vi si era rifugiata finì per morire di sete. L’origine del castello risale a tempi molto remoti, addirittura prima del mille anche se soltanto nel secolo XI se ne hanno le prime, ufficiali notizie, come dimostrano i racconti storici di John di Fortune circa la vita di Santa Margherita, moglie del re Malcolm III. La cappella a lei dedicata è il più antico edifico del castello e dell’intera città di Edimburgo. Essa fu fatta costruire dal re Davide I come cappella privata della famiglia reale e dedicata alla propria madre che morì nel castello nel 1093. Il castello fu poi distrutto dal luogotenente del re Roberto Bruce, Tommaso Randolph I signore di Moray, per prevenirne l’occupazione da parte degli inglesi dopo la sconfitta di Bannockburn. Subito dopo fu ricostruito da Roberto Bruce stesso e la  stessa campagna  contro gli inglesi si trasformò in un successo e Edoardo II ne uscì sconfitto.

Ci aggiriamo per il cortile detto Crown Square, in realtà una cittadella situata in cima al castello contornata dal National War Memories a nord, dal Royal Palace ad est, dalla Great Hall ( costruita nel 1511 da re Giacomo IV ed usata per le riunioni del Parlamento scozzese fino al 1639) a sud e dal Queen Anne Building a ovest. Visitiamo poi la Crown Room con i gioielli della Corona Scozzese (corona di Scozia, scettro, spada e numerosi gioielli appartenuti ai monarchi scozzesi) per poi dirigerci verso gli appartamenti reali, dove nacque quello che sarebbe diventato re Giacomo I unificando le corone di Scozia e di Inghilterra alla morte della regina Elisabetta I.

Completiamo la visita facendo la conoscenza del locale “cannone del Gianicolo” ovvero il One O’Clock Gun che spara tutti i giorni, domenica esclusa, alle ore 13,00 consentendo agli abitanti di Edimburgo di rimettere l’orologio. Un tempo, i velieri che stazionavano nel porto di Edimburgo, lontano 3 km, lo utilizzavano per regolare gli orologi di bordo, ora è diventata un’attrazione turistica, come il Mons Meg, grande cannone da assedio del XV secolo pesante sei tonnellate e puntato a nord di Edimburgo, usato per l’ultima volta il 14 ottobre 1681 in occasione del compleanno di Giacomo I d’Inghilterra. Tutti vogliono una foto accanto ad esso, Alberto compreso.

Usciamo dal complesso del Castello completamente immersi nella storia scozzese.

Non posso che consigliarvi questo viaggio, la Scozia è una terra che deve essere visitata.

Dopo aver consumato un rapido spuntino in un pub sul Royal Mile, ed aver comprato due belle t-shirts nel negozio accanto, è arrivato il momento di esaudire i desideri di chi è rimasto a casa e di mettersi in cerca dei Kippers (aringhe affumicate) tanto amate dalla mia amica Susan. Dopo aver visitato Debenhams, Jennings e John Lewis nei loro fantastici reparti food, finalmente  da Mark’s and Spencer in Princes street trovo quello che cerco. Non manco di fare incetta di biscotti al burro in eleganti confezioni verdi e rosse.

Dopo lo shopping, un dovuto riposo in albergo prima della cena al Witchery. Risaliamo la città antica mentre un meraviglioso tramonto tinge di rosso il ponte Northbridge. Al Witchery ci accolgono come principi e ci conducono, dopo aver depositato le nostre giacche al guardaroba, in un’ampia sala illuminata solo dalle luci delle candele. L’atmosfera è barocca e molto romantica, ad un passo dal Castello. Eleganti camerieri ci servono un Vina Esmeralda, fresco vino bianco spagnolo che si abbina perfettamente al mio salmone scozzese alla griglia con scampi, burro alle erbe e patatine novelle. Il mio compagno ha ordinato petto d’anatra arrosto con prugne e soufflè. Per terminare il festeggiamento ordiniamo una torta calda al cioccolato amaro con gelato di vaniglia e verbena.

Tutto buonissimo……….Se mai visiterete Edimburgo, non mancate di cenare qui!

Domani si torna a casa, ma che importa? La bellezza di questi luoghi rimarrà per sempre nella nostra memoria…..

 

 

 

 

 

 

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