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Santa Maria del Mar, la cattedrale del popolo  

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Ester
Scritto da: Ester
Località: Barcellona
Durata: Un giorno
Data partenza: dal 16/08/2008 al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori: Alberto Ester

Introduzione

Seguendo le pagine del famoso libro di Falcones, alla scoperta della Barcellona di ieri e di oggi attraverso la sua Chiesa più rappresentativa

Descrizione

Sulle tracce del libro di Ildefonso Falcones, quest’estate, in una Barcellona come sempre calda ed affollatissima di turisti, ci avventuriamo alla scoperta “dell’altra cattedrale” della città, del tempio del popolo, luogo di culto antico e prediletto della Barcellona della gente comune fin dai tempi della sua costruzione.

Il libro di Falcones, “La Cattedrale del Mare”, narra la vicenda di Arnau, figlio di un servo fuggito nella capitale della Catalogna per sfuggire alla crudeltà e all’iniquità del potente signorotto che dominava sulle sue terre. Arnau cresce, diventa uomo, subisce alterne fortune fino a trovare la pace nell’ultima parte della sua vita, in tempo per vedere Santa Maria del Mare finalmente terminata e consacrata il 15 agosto 1384, giorno della Festa dell’Assunzione. Tutta la vita del protagonista si dipana all’ombra di questa meravigliosa chiesa nata sulla struttura di un’altra più piccola (Santa Maria de las Arenes chiamata così perché costruita sulla sabbia e luogo di martirio di Sant’Eulalia patrona di Barcellona nel 303) e non più adatta alle esigenze dei fedeli dell’allora quartiere di Vilanova del Mar, oggi chiamato Ribeira.

Barcellona nel XIII secolo conobbe un intenso sviluppo delle attività commerciali legate soprattutto ai traffici marittimi, la ricchezza della popolazione crebbe e furono costruiti nuovi edifici per i mercanti ed i nobili, come i palazzi del carrer Montcada, luogo dove vivevano alcuni protagonisti del libro. Fu necessario quindi, con l’aiuto economico dei più abbienti e la manodopera della gente del popolo (in particolare i bastaixos o macips de ribera cioè gli scaricatori di porto che trasportavano le pietre dal mare al luogo della costruzione), edificare un luogo di culto più grande, imponente e consono al rapido svilupparsi della città.

Santa Maria del Mar è un edificio splendido, la cui prima pietra fu posta il 25 marzo 1329 nel punto esatto in cui sarebbe sorto l’altare maggiore e sulla quale venne scolpito solo lo scudo della parrocchia a dimostrare che il tempio sarebbe appartenuto solo ai parrocchiani, e come testimoniano le due lapidi ubicate ai lati del portale; l’ultima chiave di volta (sei in tutto), con lo scudo della giunta del cantiere (in onore a tutti gli anonimi cittadini che ne avevano permesso la costruzione) e la più prossima alla porta principale, fu posta il 3 novembre 1383. Dall’inizio alla fine, Arnau partecipa prima fisicamente (anche lui in gioventù era stato un fiero bastaix, membro dell’unica corporazione a cui era concesso avere le chiavi della cappella della Vergine), poi finanziariamente e spiritualmente all’ininterrotta costruzione che durerà 55 anni e che consentirà al Santa Maria del Mare di possedere una rara unità architettonica che le permetterà di diventare il miglior esempio di gotico catalano esistente.

Nella storia di Arnau e nella realtà, ci saranno molti momenti difficili durante i quali la scarsità del grano, un’epidemia di peste, diverse guerre intestine e persino un incendio durante la notte del 26 dicembre 1378, non renderanno la vita facile né ai barcellonesi né ai costruttori della chiesa, diretti da Berenguer di Montagut. D’altra parte, la storia di Santa Maria del Mar è stata travagliata da sempre. Il 2 febbraio del 1427, durante un terremoto, il rosone crollò e 25 persone rimasero uccise, infatti il rosone attuale risale al 1459. Durante diverse guerre, subì poi dei bombardamenti fino ad essere dichiarata inagibile al culto nel 1842 e riconsacrata l’anno successivo.

Nel 1936, il 19 luglio, la furia anticlericale che portò all’assalto di tutti i templi della città, arrivò a colpire duramente anche Santa Maria che arse per 11 giorni consecutivi provocando la distruzione dell’altare barocco, dello splendido organo maggiore, di tutte le immagini dei santi eccetto una di Gesù Cristo, e la profanazione delle tombe. Solo le parti più alte non furono danneggiate dalle fiamme.

Nonostante tutte le peripezie però, Santa Maria del Mar lascia senza fiato per la sua bellezza, per la leggerezza del suo interno, tanto in contrasto con il suo possente, solido aspetto esteriore. Percorrendo le navate intensamente illuminate dalla luce del sole, si avverte potente il senso di spiritualità che la pervade, la fede profonda e la costanza di tutti coloro che ne vollero la realizzazione, l’amore per quella Vergine di tutti, posta ora al centro dell’altare maggiore, dai più ricchi agli umili che vollero renderle ugualmente omaggio solo con la forza delle loro braccia. Si comprende perfettamente il senso di un’epoca, di un pezzo di storia dell’umanità che vide nascere l’identità e la coscienza di un popolo, quello catalano, che insieme ha sempre lottato per un ideale ed un bene comune.

Leggendo le pagine del libro di Falcones, che ha adattato la Cronica di Pietro III a vicende di pura fantasia, e che comunque racconta molti fatti realmente accaduti, ci addentriamo profondamente nella vita, nelle usanze e nelle leggi di quello che era nel Medioevo un mondo a sé stante, una città prospera dove qualsiasi servo, dopo averci soggiornato un anno ed un giorno, poteva tornare libero, dove chiunque, grazie alle capacità ed all’intelligenza, poteva guadagnarsi potere e rispetto. Significativa è la presenza temuta ed attenta della Host di Barcellona, insieme dei cittadini liberi della città, che si riuniva sotto lo stendardo di Sant Jordi, richiamati dalle autorità al suono di tutte le campane delle chiese e al grido “Via Fora”, per difendere ( e se necessario anche per attaccare) gli interessi e la vita di ogni abitante, uomo o donna, che fosse in pericolo o che subisse un torto. Si capisce quindi molto bene lo spirito di questo popolo così fiero ed indipendente e la sua determinazione a continuare la sua storia aggrappandosi tenacemente alle sue tradizioni ed alla sua lingua.

Tornando a Santa Maria del Mare, la sua caratteristica di luogo di culto e riunione del popolo, è ravvisabile anche nel corso della storia, quando, ad esempio, il re Pietro scelse la sua piazza e non quella vicina del Blat (ora Plaza del Palau) per riunire i cittadini per annunciare la guerra contro la Sardegna. Simbolo dell’amore della gente sono soprattutto i già citati bastaixos, rimasti nel ricordo della costruzione di Santa Maria con le loro figure di bronzo scolpite nel portale maggiore, nei rilievi del presbiterio e nei capitelli di marmo.

Seguendo il bastaix Arnau e le sue avventure, si scopre una Barcellona immersa nella sua storia, racchiusa tra i vicoli del Canvis Nous e del Canvis Vells, dove un tempo avevano i loro uffici di cambio i banchieri, e che ora portano da Santa Maria verso il mare, e ,dalla parte opposta, tra la stretta calle Montcada, dove abitavano in austeri palazzi i ricchi ed i nobili ed oggi sede del bellissimo Museo Picasso e la piazza del Born dove si tenevano prima giostre e tornei e poi un celebre mercato. Un tempo, nella calle del Mar, c’erano gli orafi, ora nell’attuale calle Argenteria, negozi di moda firmata come Custo e Desigual. Tutte le strade della Ribeira ricordano ancora i loro antichi abitanti e le loro professioni di banchieri, cotonieri, panettieri, vinai e tanti altri artigiani che vi vivevano e lavoravano, così come anche molti nobili come Guglielmo Raimondo di Montcada a cui venne intitolata la strada omonima. La bella e prospera Barcellona dei giorni nostri nasce proprio da qui, affacciata naturalmente sul mar mediterraneo, sorvegliata e protetta dalla sua chiesa più amata, dalla “Cattedrale del popolo”.

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