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Parchi Nazionali: i quattro gioielli della California  

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ALBERTO
Scritto da: ALBERTO
Durata: 02/07/2007
Data partenza: dal 17/06/2007 al
Viaggiatori: 3
Nomi dei viaggiatori:

Introduzione

Paesaggi oceanici grandiosi, alberi giganti che s’innalzano nel blu del cielo, valli incantate dominate da picchi granitici con cascate maestose, deserti infuocati con candide dune apparentemente inospitali. Sembrano luoghi appartenenti a diversi continenti, invece si trovano tutti in California, a poche centinaia di chilometri l’uno dall’altro. Sono il Big Sur, il Sequoia, il Yosemite e la Death Valley, che creano il contrasto di questo stupefacente stato che più di ogni altro al mondo, racchiude in uno spazio relativamente ristretto il maggior numero di ecosistemi e di paesaggi completamente differenti. Dai 3100 metri del Tioga Pass al punto più basso degli States, 85 metri sotto al livello del mare a Badwater, una settimana da vivere intensamente, ammirando meraviglie incontaminate dove la natura regna incontrastata, tra cetacei, elefanti marini, aquile ed orsi bruni che non aspettano altro che essere avvistati.

Descrizione

Big Sur, tra mare e montagne
Chilometri di paesaggi inviolati, una strada sospesa tra oceano, foreste di redwood e montagne, un susseguirsi di panorami immensi, spiagge selvagge, tornanti mozzafiato e parchi nazionali che custodiscono un patrimonio sorprendente.
Si parte dalla Point Lobos Reserve, istituita a protezione di un delicato ambiente marino caratterizzato da una costa prevalentemente rocciosa alternata a splendide e bianchissime calette dall’acqua verde smeraldo, che ospitano un‘eccezionale fauna marina composta da leoni marini, balene, delfini e numerose specie di uccelli. Brevi passeggiate conducono in angoli idilliaci, come Bird Island, Sea Lion Point e Cypress Grove, una penisola interamente ricoperta da cipressi di Monterey dalla forma contorta.
Inizia qui la famosa Hwy 1, 130 miglia in cui non si incontra nemmeno un centro abitato. Furono i coloni spagnoli che vivevano nella graziosa Carmel Mission, fondata da padre Serra nel 1770, a dare il nome a questa zona inesplorata e selvaggia: “el pais grande del sur”, tradotto poi semplicemente in Big Sur.
La strada si inerpica tra imponenti promontori a picco sull’oceano, supera maestosi canyon grazie a ponti sospesi spettacolari, come il Bixby Bridge che dall’alto dei suoi 79 metri offre viste mozzafiato su spiagge selvagge circondate da lagune, attraversa numerosi parchi nazionali, quali l’Andrew Molera e il Pfeiffer State Park.
L’immagine che più simboleggia la bellezza del Big Sur è quella offerta dal Julia Pfeiffer, dove dall’alto di un sentiero si scorge la McWay Fall, cascata costiera che si getta direttamente sulla spiaggia di una baia inserita in un contesto naturale dai colori irreali.
Gli elefanti marini di Piedras Blancas sono la sorpresa più piacevole della giornata: questi enormi pinnipedi dal peso di due tonnellate hanno occupato una lunga spiaggia ai margini della strada, e passano la giornata stesi a crogiolarsi al sole divertendosi a giocherellare ed a contendersi lo spazio disponibile. Si resterebbe ad osservarli per ore, un’autentica meraviglia.

Sequoia NP, il parco dei Giganti
Abbandonando il paesaggio costiero ci si inerpica sulle montagne della Sierra, per raggiungere uno dei parchi più affascinanti e meno frequentati della California.
I 75 km della General Hwy sono assolutamente scenografici ed attraversano la Giant Forest, dove le enormi sequoie dal tronco rossastro superano in altezza palazzi di oltre 20 piani.
Percorrere i brevi sentieri nella foresta è un’esperienza indimenticabile, sorpresi per quanto la natura sia stata in grado di generare nel corso di 2000 anni.
Sembra quasi di essere i protagonisti di una favola, come il piccolo Gulliver risvegliatosi al cospetto dei giganti. Il General Sherman, l’albero più grande del pianeta, lascia sbalorditi con i suoi 84 metri di altezza e una circonferenza alla base di trenta, mentre il Congress Trail è un superbo concentrato di alcuni esemplari tra i più grandi esseri viventi esistenti, un sentiero che si snoda per un paio di miglia da percorrere con gli occhi costantemente rivolti verso l’alto, per cercare di intravedere fino a dove si spingono questi infiniti colossi, mentre lo sfondo è dominato dal Kings Canyon, con cime che superano i 4000 metri.
Uscendo da Grant Grove si ammira il General Grant Tree, l’albero di natale della nazione, quindi si percorre la strada che porta al parco più famoso d’America.

Yosemite NP, tra orsi e cascate
Yosemite non ama farsi desiderare. Come un pavone che sfoggia prepotentemente la sua bellezza, a Tunnel View, l’ingresso della valle, offre tutto il suo superbo splendore in pochi attimi, con un colpo d’occhio inimitabile e sconfinato su cascate spumeggianti che si gettano da picchi granitici verticali e vallate verdissime con fitte pinete che contrastano fortemente con il blu intenso del cielo.
In primo piano, il precipizio di El Capitain mette i brividi, mentre di fronte, la Bridalveil Fall, candida come il velo di una sposa, lascia sognare ad occhi aperti. Lo sfondo è dominato dalla sagoma arrotondata dell’Half Dome, simbolo del parco, mentre la luna, già alta in questo tardo pomeriggio, è smaniosa di illuminare con il suo chiarore questa valle incantata.
Se per un rapido sguardo bastano pochi minuti, molte sono le ore da dedicare alla scoperta dei mille angoli deliziosi che il parco offre, centinaia i sentieri che conducono in posti che forse nemmeno i sogni riescono ad immaginare, rispettando rigorosamente i cartelli che richiamano l’attenzione verso gli orsi, che qui vivono liberamente e possono essere incontrati in qualsiasi momento.
Emozionante e facilmente accessibile è il tratto che conduce ai piedi delle maestose Yosemite Falls, le cascate più alte dell’America del Nord che precipitano per 740 metri in tre salti.
Più faticoso ma imperdibile è il sentiero che si inerpica alla Vernal Fall, seguendo un impetuoso e limpidissimo torrente che invoglia ad un rinfrescante bagno. Nonostante un salto di soli 95 metri, sono uno spettacolo entusiasmante grazie alla massiccia portata d’acqua ed alla posizione incantevole. Se le gambe reggono, da qui il sentiero prosegue alla Nevada Fall, ancor più imponente e spettacolare.
Il fondovalle è attraversato dal fiume Merced, dalla trasparenza incomparabile, dove si specchia il solenne El Captain, uno dei più grandi monoliti esistenti. Parte della giornata va dedicata alla salita in auto a Glacier Point, dove dall’alto dei 2200 metri a strapiombo sulla vallata, si gode di una vista dall’impareggiabile bellezza.
La California è forse l’unico luogo al mondo dove è possibile guidare la mattina a 3000 metri, tra valli glaciali e pascoli alpini e nel pomeriggio in aridi deserti sotto al livello del mare.
La Tioga Road, aperta solitamente da fine maggio a metà ottobre, attraversa paesaggi da sogno tra pinete fittissime, laghi alpini in cui si specchiano cime innevate, infinite distese di verdi prati ricoperti da fiori. Sono 200 le miglia che separano il Tioga Pass, in inverno ricoperto da oltre 4 metri di neve, dalle temperature estreme della Death Valley, attraversando l’aspro e desolato versante della Eastern Sierra dominato dai 4400 metri del monte Whitney.

Death Valley, il deserto infuocato
Visitare la Death Valley significa attraversare un paesaggio estremamente vario, percorrendo un bacino desertico racchiuso da una massiccia catena montuosa, con temperature estreme che in estate possono facilmente raggiungere i 50° gradi all’ombra mentre in inverno possono scendere la notte sotto lo zero.
Nessun nome può essere più appropriato: fin dal 1850 molte persone furono spinte in questo spazio inospitale alla ricerca dell’oro, finendo l’avventura dopo aver cercato di superare le fatali barriere rappresentate dalle montagne.
Le rocce più antiche si sono formate circa 1,8 miliardi di anni fa e nel corso dei secoli l’acqua e il vento hanno scolpito e dipinto un paesaggio lunare, creando un museo geologico naturale. Azione erosiva che prosegue incessantemente, rimodellando continuamente la superficie mentre il fondovalle continua ad abbassarsi.
In estate, scalare le dune di Stovepipe è un’impresa da compiere esclusivamente all’alba, quando la temperatura si aggira “solo” sui 35 gradi. Il sole a quest’ora illumina dolcemente il profilo delle dune con la classica configurazione a mezzaluna e la vista sull’intera aerea diventa surreale.
Più agevole raggiungere gli altri luoghi, come il punto più basso della valle a Badwater, 86 metri sotto al livello del mare, dove sembra iniziare una pista bianchissima.
Non è sabbia, ma sale del mare che una volta copriva questo deserto, rimasto poi isolato dall'innalzamento delle montagne ed inevitabilmente prosciugato.
Il vicino Devil’s Golf Course è una distesa di guglie di sale cristallizzato con sedimenti profondi 300 metri, mentre Artist Drive è una strada impressionante che attraversa una montagna costituita da minerali multicolore. Le rocce assumono svariate tonalità, dal giallo al rosa, dal verde al marrone e viene detta appunto Artist’s Palette, la tavolozza degli artisti.
Lo sconfinato parco vanta addirittura un castello, l’originale Scotty’s Castle ed un antico cratere vulcanico, l’Ubehebe Crater, profondo oltre 200 metri.
Dopo una pausa nell’oasi di Furnace Creek, con il museo ed un rigoglioso palmeto, si è pronti per la vista più indimenticabile: è quella offerta da Zabriskie Point su colline giallastre che cambiano continuamente colore dopo il sorgere del sole.
E’ qui che la natura ha plasmato nel corso dei secoli il suo capolavoro.

Altri luoghi
Monterey Peninsula, tra lusso, storia e paesaggi stupendi

Punto di partenza per visitare il Big Sur è la storica cittadina di Monterey (200 km a sud di San Francisco), prima capitale dello stato nel 1821, da scoprire con una passeggiata tra la Custom House, l’antica dogana dove transitavano le merci provenienti dal Messico, e la Colton Hall, dove è stata sottoscritta la prima costituzione della California.
Si può conoscere da vicino il mondo sottomarino e il delicato ecosistema della zona visitando il famoso Acquario della Baia, o rivivere la trama del romanzo di Steinbeck John nella particolare atmosfera delle ex fabbriche di sardine a Cannery Row. Terminando al Fisherman’s Wharf, dove gustare le specialità marinare della penisola, come l’insolito panino con il granchio.
La vicina Carmel by-the-Sea, esclusiva ed elegante località affacciata su una spiaggia bianca lunga esattamente un miglio, da sempre frequentata da artisti, poeti e scrittori, è famosa per aver avuto come sindaco Clint Eastwood.
Il posto è un insieme di gallerie d’arte, negozi lussuosi e candidi cottage, dove si nota la mancanza di insegne al neon e cartelloni pubblicitari proibiti dalle leggi locali. Collega le due città la 17-Mile Drive, una strada panoramica a pagamento che attraversa 21 punti di interesse, tra cui Lone Cypress, il cipresso più fotografato della zona ed esclusivi campi da golf, come il Pebble Beach, sospeso tra coste rocciose e verdi colline dove cervi e cerbiatti brucano i prati delle ville miliardarie.
Dopo Carmel la civiltà lascia spazio alla natura.

Hearst Castle, il palazzo delle favole
Nelle vicinanze della Hwy 1, all’altezza di San Simeon, s’innalza l’Hearst Castle, costruzione fiabesca degli anni ’30-‘40 voluta da un miliardario magnate della stampa, William Randolph Hearst, con suggestive piscine in marmo, 115 stanze, elegantissimi saloni ed un immenso parco che occupa tutto il versante di una collina.
I lavori durarono per decenni e furono affidati all'architetto Julia Morgan, che edificò oltre a Casa Grande, su modello di una cattedrale spagnola, altre tre foresterie che in quegli anni ospitarono varie celebrità, tra cui Charlie Chaplin, Cary Grant e Winston Churchill.
Di grande effetto sono le due piscine: nel giardino, la Neptune Pool è interamente realizzata in marmo con colonnati e la riproduzione di un tempio greco, mentre la Roman Pool è la splendida piscina coperta che ricorda gli antichi bagni romani.
Vari tour permettono di visitare il castello, ed è quasi indispensabile prenotare in anticipo.
L’Experience Tour è quello più completo ($ 24) e l’ideale per chi arriva qui per la prima volta.

Per dormire e mangiare
Courtesy Inn, San Simeon, ottimo e comodo motel per riposarsi dalle fatiche del Big Sur, a pochi km da Hearst Castle consentendone una visita al mattino presto. Dispone di belle e ampie camere ed una piacevole piscina coperta, al prezzo di $ 76 per camera compresa una piccola colazione continentale. Ottimi ristoranti messicani negli immediati dintorni.

Best Western Holiday Lodge, Three Rivers, a pochi km dall’ingresso sud del Sequoia, motel un poco costoso ma molto curato, con piscina all’aperto, free internet e abbondante colazione. $ 121 per una double double che può ospitare quattro persone. Ristoranti specializzati in carni alla griglia nel raggio di 2 km.

Curry Village, Yosemite Park, struttura all’interno del parco che comprende camere stile motel, cabine in legno con o senza bagno privato e tende con letti e lenzuola. A disposizione piscina e ristorante a buffet decisamente economico. Le camere ($ 115) sono da prenotare con molti mesi di anticipo.

Stovepipe Wells, Death Valley, in una posizione spettacolare che consente, vista la vicinanza, di effettuare l’escursione alle dune all’alba. Camere spaziose, piscina e ristorante in stile western, con piatti principali (media $ 18) che comprendono zuppa o insalata mista, riso e verdure. Solo le camere deluxe ($ 116) dispongono di frigorifero, indispensabile in questa zona.

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