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India classica del Nord e Kerala, il sud delle spezie  

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annalisa
Scritto da: annalisa
Località: Mumbai, Delhi
Durata: 20 giorni
Data partenza: dal al
Viaggiatori: 2
Nomi dei viaggiatori: Annalisa

Introduzione

India fascino e culture

Descrizione

India, dalle forti suggestioni.

India che ti rimane dentro, ti raggiunge il cuore, talmente distante e differente che per qualche strana ragione di conquista. Come possa accadere è difficile da comprendere, l'India non è particolarmente pulita, la gente è frenetica o sofferente, nelle grandi città è caos puro, il traffico è disordinato, un incessante suono di clacson, file interminabili per scoprire che un gruppo di vacche sacre è tranquillamente seduto nel bel mezzo di un incrocio, guidano come dei pazzi; capita, sulle strade, di vedere una bicicletta superata da una moto, a sua volta superata da un'auto poi da un pulmino e infine da un camion, non si deve in nessuna maniera rallentare, chi va piano deve essere oltrepassato.

Gli aromi ti inebriano ed a volte non sono proprio profumi, la cucina è particolarissima, è difficile trovare un piatto che non sia terribilmente piccante, non ultimo i posti dove mangiare sono raramente invitanti.

Cammini accompagnato dalla povertà vera, dalla malattia, dal dolore, dalla dura sopravvivenza di un popolo che ha superato il miliardo di persone.

Tutto questo per dire che nonostante tutto, partirei immediatamente per tornarci.

India del nord è la mia prima esperienza, Delhi per le visite classiche alla Tomba dell'Imperatore Humayun, Jama Masjid una delle più grandi moschee indiane, Shanti Vana dove è avvenuta la cremazione del Primo Ministro Nehru, figura politica importante, legata spiritualmente al Mahatma Gandhi, ha ottenuto rispetto e devozione dall'intera popolazione per aver contribuito all'Indipendenza del paese.

Un volo interno ci porta a Khajurhao per vedere i famosi templi indu e giainisti realizzati nel 250 AD riportati alla luce solo alla fine del XIX secolo, completamente nascosti da una fitta vegetazione.

La vera fama dei templi dedicati a Brahma, Visnu e Shiva è un'infinita rappresentazione di pose erotiche basate sulla dottrina tantrica, molto particolari.

Ultima sosta nella città di Varanasi nota anche con il nome di Benares, la città sacra induista.

Aspetto da molto tempo di vedere le rive del Gange.

All'alba su barche cariche di religiosi e turisti attraversiamo un tratto del corso d'acqua guardando sulle sponde le abluzioni, bagni e preghiere di fedeli con incensi e candele, lo scorrere continuo di offerte e doni fatti di collane di fiori e petali. Un buon induista, almeno una volta nella vita deve recarsi sul Gange e immergersi.

Il desiderio, invece, è terminare la vita terrena nei pressi del fiume e le proprie ceneri siano lasciate alla corrente. Visitiamo il crematorio dove pire altissime fumano ininterrottamente, notte e giorno.

In rispetto al luogo viene chiesto di non fare foto, è un momento molto emozionante e sconvolgente.

Davvero una sensazione molto, molto intensa. Immagini che rimangono indelebili nella mente, si coglie una forte spiritualità quasi tangibile, si pensa e si riflette a lungo. Un impatto veramente toccante.

A Varanasi, precisamente a Sarnath, il grande Buddha sostiene il suo primo sermone agli allievi, si innalza nel parco l'immenso Stupa, monumento buddista dove sono raccolte numerose reliquie. Numerosi monaci buddisti si riuniscono in meditazione e preghiera.

L'india è indubbiamente un paese dove l'unione di diverse religioni e credi, risvegliano nel visitatore un'energia mistica che difficilmente si prova altrove.

Il nostro itinerario verso il sud dell'India prevede un'ultima giornata a Madurai per la visita a templi e chiese, il mio cervello ha registrato nei giorni passati talmente tanto che chiedo alla guida di trascorrere l'intera giornata a girovagare senza una meta ben precisa. E' stata una buona decisione, mi tuffo letteralmente in mercati con banchi stracolmi di fiori venduti a peso e per tonalità di colore.

E' una piacevole tradizione indiana ogni giorno decorare all'entrata delle abitazioni figure geometriche con petali.

E tutte le donne indossano tra i capelli, lisci e scuri, mazzetti di gelsomino ancora chiusi che con il passare delle ore si aprono e profumano delicatamente.

Passo incroci trafficati dove grosse auto si affiancano a carretti esageratamente carichi e lenti, negozi, insegne pubblicitarie e cartelloni che promuovono gli ultimi film prodotti a Bollywood (combinazione tra le parole Hollywood e Bombay) genere di pellicola popolare, molto seguito in lingua indi. La lingua è un vero problema, tra nord e sud, est e ovest parlano più di cento dialetti e a volte tra una regione e quella al confine non riescono a parlare. L'indi è forse quella che accomuna tutti.

Trasferimento in auto per Peryar villaggio tra le colline dalla vegetazione tropicale, relax, quiete e massaggi tra palme e piante di spezie. Nel pomeriggio tour del lago omonimo, è possibile incontrare animali ed elefanti in libertà.

Successivamente ci aspetta un originale spostamento per raggiungere Cochin, avviene in barca costeggiando una fitta rete di canali artificiali chiamati Backwaters, siamo in mezzo a palme da cocco e risaie, ma nelle lunghe strisce di terra che separano i canali sono costruite vere e proprie strutture e abitazioni, scuole, allevamenti, villaggi tutte servite da traghetti, una vero paese funzionale sull'acqua.

Arrivati a Cochin, scopro una città internazionale e moderna. Commercio e industrie ne fanno un centro importantissimo per l'India del sud.

Un'usanza da non perdere a Chochin è attendere il tramonto sulla costa in riva al mare, dove reti per la pesca in stile cinese contrastano la luce del sole creando un panorama insolito.

Goa sulla costa, destinazione e mito per le generazioni degli anni settanta, personalmente non mi ha dato alcuna emozione, lunga spiaggia deserta e un po triste. Forse il periodo scelto non è stato quello esatto, agosto è la stagione delle correnti monsoniche ed è severamente vietato entrare in acqua, vi sono vere e proprie guardie appostate su torrette che sorvegliano attentamente. Si sta dunque nelle deliziose piscine dei resort.

La ricordo con un pizzico di delusione, molte volte i miti aumentano eccessivamente le aspettative.

 

Ritorno in Italia da Bombay è solamente una tappa per raggiungere l'aeroporto, mi colpisce per quel poco che vedo l'incredibile traffico dovuto al porto, il più grande dell'India sul mar Arabico circa metà delle merci passano da lì. Dicono, inoltre, che vi sia uno spostamento di persone tra chi arriva e chi lascia la città di 2 milioni di individui al giorno, uniti ai 14 milioni di abitanti, ti senti schiacciare da credere che tutta la gente stia attraversando la città.

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