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Ginevra, Losanna e Annecy in quattro giorni.  

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Andrea
Scritto da: Andrea
Durata: 4
Data partenza: dal 24/09/2018 00:00:00 al
Viaggiatori: 1
Nomi dei viaggiatori: Andrea

Introduzione

Tra Svizzera e Francia per godersi tre adorabili città, tra monumenti e natura.

Le Tappe del Viaggio

Lunedì 24/09/2018

Questa mattina sveglia presto per prendere il Flixbus che mi condurrà da Novara a Ginevra. Col bus, in quattro ore (ovvero alle tredici) raggiungo il parcheggio degli autobus a Gare Routière. Tempo di lasciare i bagagli nell’appartamento e poi parto subito a perlustrare la città.

Per la cronaca: la città può essere divisa in due parti, tagliata dal fiume Le Rhone. C’è la zona storica, a sud, con monumenti e palazzi d’epoca, e quella più moderna a nord. Parto dal nord andando a visitare in primis la Basilica di Notre Dame (belle vetrate). Poi scendo fino al fiume facendo zigzag tra i ponti partendo da Pont du Mont Blanc fino a Pont de la Coulouvrenière, passando da Pont des Bergues dove si trova l’Ile Rousseau (un minuscolo parco con un monumento al centro) e da Pont de la Machine dove si trova il Cité du Temps (centro espositivo).

Poi mi dirigo verso la città vecchia passando da Grand Rue (via interessante in quanto ci sono molti atelier e negozi di artigiani). Da qui giungo fino alla Cathédrale St Pierre: esternamente molto imponente anche se dentro è un po’ troppo tetra per i miei gusti. Alla sinistra dell’altare si trova un negozio di souvenir ecclesiastici: qui si può acquistare il biglietto per salire sulle torri della cattedrale ma, dato che ormai è tardi (le torri chiudono alle 18), rinvio ai prossimi giorni la visita (oppure valuterò se fare quella serale, dato che eccezionalmente giovedì vi si potrà accedere fino alle 24).

Prima di uscire dalla cattedrale vado a visitare la cappella Macchabees: merita decisamente la visita. Uscito dalla chiesa vado sul ‘balcone’ in Promenade de la Treille dove si ha un bel panorama della città. Sotto di esso scorgo il parco Promenade des Bastions: lo raggiungo perché all’interno c’è il Muro dei Riformatori, con enormi statue raffiguranti figure di spicco della riforma protestante. Di fronte al muro c’è anche la biblioteca (chiude alle 18.00) e l’università. Foto di rito, poi proseguo verso sud fino ad arrivare alla piccola Eglise Russe (chiesa russa ortodossa): peccato abbia chiuso alle 17.00.

Dato che sono in zona vado a vedere esternamente il Muséum d’Histoire Naturelle per poi spostarmi fino a Place de Bourg de Four (piazza piccola ma carina, piena di locali). Poi torno indietro e raggiungo i Jardin Anglais (giardini che danno sul lago) dove c’è il famoso orologio floreale (carino anche se mi aspettavo qualcosa di più maestoso).

È giunta così l’ora di cena: come da consiglio del padrone dell’appartamento in cui soggiorno vado in Rue Benge (zona stazione dei treni) in quanto ci sono dei ristoranti a prezzi abbordabili.

Martedì 25/09/2018

Si parte di nuovo alla scoperta di Ginevra. Prima però vado alla fermata dei bus a Gare Routière per informarmi su come raggiungere Annecy (famosa città francese, considerata una piccola Venezia per i suoi canali). Da qui sono andato sul lungolago proseguendo a nord, ovvero tenendomi il lago sulla destra in modo da passare dal Monument Brunswick (interessante) fino a giungere a Jetée des Pàquis. Qui si può fare una passeggiata sul molo ma non fino al faro in quanto l’ingresso è chiuso.

Torno indietro e poi vado ancora più a nord nel Parco de Mon Repose: un angolo di pace tra verde e alberi in fiori. Poi torno indietro. Attraverso il fiume Rhone e, costeggiando il lungolago, arrivo all’emblema di Ginevra: il Jet d’eau, ovvero una fontana sul molo che getta acqua a centoquaranta metri d’altezza. Ci si può avvicinare fino a giungervi quasi sotto. Veramente spettacolare e d’effetto: merita sicuramente più di qualche foto. Occhio però perché non è sempre attiva: il getto ‘parte’ alle 10.00 e si conclude alle 16.00 mentre nel week end, quindi da venerdì a domenica, s’interrompe alle 22.30 (nei mesi primaverili/estivi alle 9.00 fino alle 23.15).

Dopodiché mi allontano dal lungolago e mi intrufolo nelle viuzze della città vecchia fino a raggiungere Place du Molard per poi spostarmi alla Maison Tavel (la più antica casa della città, ora ospitante un museo di storia cittadina. È su cinque piani e l’ingresso è gratuito: ci sono molte cose da vedere quindi merita una visita). Di fronte scorgo anche una casa con dei cannoni e degli affreschi sotto un porticato.

Mi sposto infine più a sud fino a giungere a Plain Palais, un enorme spiazzo dove si trova anche la scultura di Frankenstein in versione moderna. Essendo in zona, faccio una capatina al Museo Patek Philippe dove si trova una collezione smisurata di orologi, antichi e non. L’ingresso costa 10chf ma, non interessandomi tali oggetti, evito di entrare.

Torno allora alla Eglise Russe (una chiesa russa) per ammirare l’interno (come ricorderete, ieri non ci sono potuto entrare in quanto già chiusa). Costa 10chf l’ingresso: da quello che scorgo dall’ingresso non vale il prezzo. Essendo in zona, vado al Muséum d’Histoire Naturelle: cinque piani con opere d’arte e reperti antichi e non. Ingresso gratuito.

Dato che è quasi il tramonto, e che sono stanco, decido di andare a Place Bourg de Four per sedermi ad un bar di questa piccola piazza e godermi il tramonto in compagnia di una birra artigianale.

Mercoledì 26/09/2018

Oggi vado in Francia, ad Annecy. Alla biglietteria della stazione degli autobus (sempre in Place Dorcière) prendo il biglietto delle 08.25 (occhio perché è l’unico bus che parte da questa piazza. Gli altri partono da altre quattro stazioni di Ginevra, più lontane dal centro) pagando 25chf A/R. Dall’opuscolo fornito all’infopoint sugli orari e le fermate del bus si evince che il mezzo fa varie fermate ad Annecy. Quella che interessa a me/noi è l’ultima, ovvero Gare Routière, dove si trova la stazione dei treni.

In circa un’ora e venti arrivo a destinazione. Entro in stazione dove trovo un minuscolo box informazioni e mi faccio consegnare una cartina della città. Poi parto all’esplorazione. Prendo Rue de la Gare ma, per fortuna, sbaglio strada e in quindici minuti (per lo più in salita) raggiungo la Basilique de la Visitation: molto imponente e internamente bella e luminosa. Da qui si ha anche una vista dall’alto della città (anche se gli alberi coprono la maggior parte del panorama). Poi torno passando per Chemin de la Tour in modo da giungere a Place du Chateau dove si trova il Musée-chateau (ovvero un castello adibito a museo di arte contemporanea, storica, ecc). Il costo d’ingresso è di 5,50chf.

Foto di rito e poi proseguo per Rue Sainte Claire (via piena di negozi e ristoranti/bar) passando da Place Ste Claire (piazza piccola ma carina circondata da bar) e da Rue de l’Ile (ricca anch’essa di negozi e locali). Giungo fino a Place aux Bois e da qui arrivo ai famosi canali di Annecy, in zona Pont de la Halle. Li costeggio verso ovest giungendo fino a Palais de l’Isle (fortezza triangolare posta tra due canali): molto bella e pittoresca. Volendo si può anche entrare pagando 3,80chf.

Vado oltre, riattraverso Rue Sainte Claire e giungo a Rue de la Republique. La percorro fino ad immettermi in una via secondaria a destra che mi conduce all’Eglise Notre-Dame (la chiesa è praticamente accanto alla Cathedrale St Pierre: entrambe carine ma nulla di che). Torno sui canali, ovvero su Quai de l’Eveché e Quai de l’Ile fino ai giardini d’Europa (Les Jardins de l’Europe), ovvero quelli sul lungolago. Qui fioccano le foto perché il panorama è splendido. Costeggiando i giardini verso nord arrivo a Pont des Amours (il ponte degli innamorati). Poi torno sui miei passi per andare a fare nuovamente zigzag tra le viuzze minuscole del centro, da cui spuntano inaspettatamente altri canali, con tanto di ringhiere e balconi pieni di fiori e piante. Veramente un luogo incantevole.

Colgo la pace del luogo fermandomi in Place Ste Claire per bermi una birra a uno dei bar. Poi, dato che c’è ancora tempo, riprendo Rue de la Republique fino ad incrociare Rue Royale. La percorro tutta ad est fino al Centre Bonlieu, dove si trovano: una biblioteca, un teatro, l’ufficio del turismo e persino una fumetteria. Da qui torno nei giardini d’Europa e ancora zigzag tra i canali per godermi l’atmosfera fiabesca.

Infine, stanco ma soddisfatto, raggiungo la stazione centrale e salgo sul primo pullman per Ginevra. Peccato che non mi porti direttamente alla stazione da cui ero partito stamattina perché l’ultima fermata è Gare Etoile (è lontana dal centro quindi per tornare a Gare Cornavin devo per forza prendere il tram 18 spendendo 3chf e impiegando una decina di minuti per giungerla).

Per la cronaca, se avessi preso il bus delle 17.15 o delle 18.00 avrei avuto come ultima fermata Gare Jonction (più vicina al centro) ma dato che ho preso quello delle 16.00… Mi sono complicato leggermente la vita.

Giovedì 27/09/2018

È giunto il momento di visitare Losanna, la capitale del Canton di Vaud, sul lago di Ginevra. Anche se i treni ci sono quattro volte all’ora, e posso prendermela con calma, decido di svegliarmi presto per sfruttare tutta la giornata. Raggiungo la stazione centrale di Ginevra e vado alla biglietteria in modo da riuscire a prendere il treno delle 8.19. Acquisto così il biglietto per 45chf A/R (caruccio per meno di un’oretta di viaggio). La bigliettaia m’informa che i biglietti non bisogna obliterarli e che valgono fino a domani mattina quindi non c’è bisogno di dirle a che ora ho intenzione di tornare (quindi lo stesso vantaggio del pullman di ieri). Prendo anche un libretto degli orari dei treni e scopro che ci sono treni “RE” e “R+un numero”. I primi sono quelli che c’impiegano più tempo a condurmi a destinazione (circa cinquanta minuti) mentre gli altri ci mettono circa trentacinque minuti. Io non avendo fretta prendo il primo che mi capita, quindi l’R. Infatti alle 09.09 giungo a Losanna.

In primis entro in stazione e trovo info point; recupero così la cartina della città. Losanna si può dividere in due parti distinte: una è quella a sud che dà sul lago mentre quella a nord è la città vecchia. La stazione si trova più o meno al centro. Mi dedico alla città vecchia quindi esco dalla stazione e vado a nord, quindi prendo la strada in salita. Percorro Rue du Petit Chene fino a Place St Francois dove si trova una chiesa e, di fronte, l’edificio della Posta. Da qui mi sposto per Avenue du Theàtre per andare a vedere il teatro municipale (l’esterno non è nulla di che). Poi torno a Place St. Francois e prendo Rue de Geneve dove si trova un ponte panoramico da cui si scorge la Cathédrale.

Torno ancora in Place St. Francois; da qui proseguo in salita raggiungendo Place de la Palud, dove trovo la fontana più antica della città, e subito dopo la cattedrale. Di fronte c’è il Mudac, il museo di design e arte contemporanea (prezzo d’ingresso: 10chf) mentre di fianco c’è il Museo di Storia (ingresso: 8chf). Non essendo interessato ad entrambi, vado oltre ed entro nella cattedrale: imponente sia fuori che dentro (è spoglia ma ha delle belle vetrate. Con 5chf si può salire sulla torre, dalle 09:30 alle 18).

Esco dalla cattedrale e, girandoci intorno, prendo una strada in salita che mi conduce al Palais de Rumine e dietro di esso al Chàteau St Maire (castello minuscolo). Da qui torno indietro fino a raggiungere Avenue Jules Gonin (dove si trovano molti negozi) con l’intenzione di raggiungere il lago. Quindi torno alla stazione. Per attraversarla nulla di più facile: sfrutto il sottopassaggio che trovo davanti all’ingresso, ovvero quello che porta ai vari binari e da qui mi basta proseguire dritto, fino in fondo. Tornato in superficie mi basta prendere una strada qualunque in discesa (tanto portano tutte al lago) e in una decina di minuti arrivo a destinazione.

Raggiungo così il quartiere Ouchy, dove ammiro alcuni enormi hotel prestigiosi e d’impatto (tra cui persino un castello nel 12º secolo). Pochi passi e sono sul lungolago; le foto fioccano. Ammiro il panorama dal Chàteau d’Ouchy, poi prendo via Quai de Belgique fino a trovarmi, alla sinistra, il Musèe Olympique. Qualche foto di rito alle sculture esterne e poi entro; scopro che si può visitare una parte del museo (quella temporanea) gratuitamente mentre per esplorare tutto il complesso si pagano 18chf. Non essendo un appassionato di Olimpiadi mi godo solo la zona gratuita e poi torno alla stazione dei treni (per la cronaca, la tratta lungolago-stazione è percorribile anche in metro: costa 2.30chf a corsa. Sappiate che dalla stazione è tutta in discesa, quindi zero sforzi mentre il ritorno è, ovviamente, tutto in salita e ci s’impiega una ventina di minuti).

Giunto in stazione prendo il primo treno che mi capita a tiro e torno a Ginevra. Ceno con calma perché mi aspetta la Ginevra by night ma soprattutto la Cattedrale di San Pietro perché, cosa più unica che rara, si può accedere alle torri, pagando sempre 5chf, per ammirare il panorama della città di sera. Ergo, dato che l’entrata è alle 21, mi godo prima tutte le attrazioni che ho visitato i primi due giorni ma in versione illuminata e poi vado alla Cattedrale: pago il biglietto nel negozio di souvenir all’interno della chiesa e, dalla parte opposta al negozio, entro nella prima torre. Ci sono un po’ di scalini da fare e, dato che il passaggio è molto stretto, degli addetti coordinano le persone in salita e in discesa. C’è un percorso quasi obbligatorio da seguire (ma non preoccupatevi, gli addetti vi indicano la direzione), cosicché raggiungo la prima torre e, poco dopo, la seconda: decisamente un bel panorama anche se il Jet d’Eau non è funzionante (lo è, di sera, solo da venerdì a domenica). Col senno di poi sarebbe stato bello vedere la città anche di giorno: credo che meriti (peccato non poterlo appurare perché domani mattina parto). Soddisfatto della visita, durata una mezz’oretta (ma si può stare quanto si vuole), scendo e riprendo a gironzolare per le vie della città fino a che si fa una certa ora. Così torno al mio appartamento in quanto domani mi devo alzare presto per prendere il bus che mi ricondurrà a casa.

INFO VARIE

-Valuta: a Losanna e Ginevra si usa il franco svizzero (CHF), quindi vi tocca cambiare i soldi (accettano spesso l’euro ma il cambio è sfavorevole quindi meglio prelevare). 100chf=90€ (ma considerate che prelevando da un bancomat il rapporto è stato 100chf=94€). I bancomat che ho trovato offrono anche la lingua italiana, quindi tutto molto facile. Invece ad Annecy, essendo in Francia, vige l’euro.

-Prezzi: inaspettatamente la Svizzera l’ho trovata molto più cara del previsto. Vi riporto alcuni prezzi, giusto per farvi un’idea: un espresso mediamente costa 3/4chf (a prescindere che fosse in centro o in periferia), un piatto di spaghetti aglio olio e peperoncino 18chf, un gelato con due palline 5chf, una birra piccola 5chf, un hamburger con patatine 15chf, uno spritz 9chf. Le soluzioni sono: andare a comprare qualcosa nei supermercati (ho trovato pasta già fatta a 5/6chf), pranzare/cenare nei ‘fast food’ (in stazione ne trovate svariati, tra cui subway) o cercare un ristorante/fast food orientale (stile egiziani) nelle viuzze in zona infopoint.

-Documenti: se andate in pullman occhio a portarvi carta identità o passaporto perché c’è la dogana tra Italia e Francia e tra Francia e Svizzera (infatti sono saliti i poliziotti a controllare i documenti e a fare domande di rito).

-Cordialità: ciò che mi ha stupito di più è l’educazione che ho trovato in quei luoghi (specialmente in Svizzera): tutti molto gentili ed educati, dai ragazzini agli adulti. Era tutto un ‘Mi scusi’, ‘Per favore’ e un aiutare chi ne aveva bisogno. Non parliamo poi delle auto, che si fermavano quando dovevo attraversare la strada.

-Temperature: essendo stato a fine settembre, le temperature erano variabili (un po’ come nel Nord Italia). Di conseguenza, pur essendoci giornate splendide, si partiva al mattino con 6°/9° (quindi indossavo felpa pesante e giubbotto) per poi trovarsi nel primo pomeriggio con 22°/24° (ergo giravo in maglietta). In più, a volte tirava un vento fastidioso anche in pieno giorno. Mio consiglio, controllate sempre le temperature della settimana antecedente la partenza.

-Lingua: oltre al francese (loro madrelingua), parlano inglese. Mi è capitato di parlare italiano ma è stato un caso più unico che raro (neppure le ragazze dell’infopoint lo conoscevano).

-Luoghi da visitare: in ogni città ho cercato di visitare il più possibile ma, causa il poco tempo a disposizione, qualcosa mi è sfuggito. Vi elenco i luoghi da me persi (trovati su internet e, pare, meritevoli di essere visti). Ginevra: il CERN (organizzazione europea per la ricerca nucleare), il quartier generale dell’ONU e il Museo internazionale della Croce rossa, il giardino botanico (tutte e quattro distanti dal centro quindi bisogna andarci con i mezzi pubblici), il mercato delle pulci a Plain Palais (c’è solo al mercoledì e al sabato), il battello che porta da sponda a sponda del lago e il borgo di Carouge. Annecy: un giro in battello sul lago e il castello di Montrottier (fuori città). Losanna: il Politecnico Federale, il museo di Art Brut, il mercato in Place de la Riponne (da mercoledì a sabato, compresi), lo SwissTech Convention Center, il Rolex Learning Center, il quartiere Flon e il Parc du Denantou (accanto al Museo Olimpico).

-Conclusioni: ho trovato tutte e tre le città molto accoglienti e meritevoli di una visita. Non ho trovato situazioni spiacevoli o persone losche. Ogni città visitata ha i suoi punti di forza. Ginevra merita sicuramente per il suo Jet d’Eau ma anche per la sua città vecchia ricca di monumenti. Losanna è più piccola e raccolta; è bello passeggiare sul lungo lago e nella città vecchia. D’Annecy l’ho trovata infine adorabile, con i suoi vicoletti e i suoi canali stile Venezia. Sicuramente in compagnia dalla propria partner è un must per chi vuole fare un fuoriporta romantico. Personalmente, se dovessi fare una classifica, metterei al primo posto Annecy, poi Ginevra e infine Losanna.

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