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Alla conquista delle terre molisane  

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Bonzo Team
Scritto da: Bonzo Team
Durata: 3 giorni
Data partenza: dal 21/05/2011 al
Viaggiatori: 23
Nomi dei viaggiatori: Alessio, Alfonso, Edoardo, Eugenio, Alessandro, Simone, Max, Alberto, Andrea, Manuel, Aldo, Francesco, Francesco, Danilo, Elio, Gianfranco, Enrico, Luca, Alessandro, Simone, Fabrizio, Mauro, Alessandro

Introduzione

Un itinerario lontano dalle abituali mete motociclistiche, alla scoperta di una bellissima regione e dei suoi panorami. Ovviamente porta d’ingresso del Molise è stato l’ Abruzzo teatro, oramai da tempo, delle nostre migliori performances sulle amate due ruote!

Le Tappe del Viaggio

Per la consueta tre giorni del BT Only Men (giunto, ormai, alla quarta edizione) quest’anno abbiamo puntato i fari sul Molise, regione poco conosciuta e soprattutto poco pubblicizzata ma che meriterebbe maggiore attenzione, per la sua storia ricca di testimonianze sannite e per i suoi bellissimi scorci naturalistici.

Per raggiungere il Molise abbiamo percorso alcune tra le strade, motociclisticamente parlando, più belle e gustose a disposizione. Il meteo ha fatto il resto assicurando temperature piacevoli preservandoci dal pericolo pioggia…

Il Gruppo formato da ben 21 moto (ma saremo 23, record di partecipanti per questa manifestazione, poiché Tone e Mauro ci raggiungeranno all’ Agriturismo in serata) e ben 3 telecamere è partito da Roma, dal solito ‘piazzale Tutini ’, sabato 21 maggio. Tutte le moto erano in grande spolvero, quasi dovessero sfilare ad un concorso di moda, pronte a fare bella figura per la foto di rito insieme ai loro valorosi piloti!

Il percorso, approfonditamente studiato nelle serate invernali, prevede una media di circa 340 chilometri giornalieri, la realtà ci dirà che il computo totale dei chilometri percorsi nei tre giorni non raggiungerà i 900 chilometri per una serie di cause che spiegheremo strada facendo…

L’Only Men da sempre si caratterizza come una prova dura che richiede grande impegno mentale e fisico per macinare i chilometri previsti dal Programma.

Vi sono piloti di lungo corso, smaliziati che appresso al sottoscritto sostengono un ritmo serrato durante tutte le giornate in modo da dare a tutti la possibilità di ‘guidare’ secondo il proprio stile con l’obiettivo, se possibile, di migliorarlo.

Per gli amanti delle grandi pieghe il tragitto quest’anno prevedeva alcuni grandi ‘classici’ come la Capistrello-Sora?, la mitica Sora-Opi, la salita a Passo Godi o le gole del Sagittario (tutte in Abruzzo) ma anche il Molise ci ha riservato magnifici sorrisi sotto al casco…

Il primo tratto fino a Subiaco, sulla Tiburtina SS5 è ormai collaudato da numerose uscite domenicali e non prevede particolari difficoltà, ad eccezione di qualche autovelox che invita alla prudenza…

un consiglio evitate di passare per Tivoli, oramai congestionata dal traffico e preferite il breve tratto autostradale della A24, uscendo a Castel Madama per riprendere la Tiburtina.

Da Subiaco inizia un bel percorso sulla SS411 che porta fino agli Altipiani di Arcinazzo, porta d’ingresso del Parco dei Monti Simbruini, di qui fino a Trevi nel Lazio e poi Filettino dove facciamo la prima sosta con un centinaio di chilometri sul groppone.

Attiriamo subito l‘attenzione dei locali che si avvicinano ai nostri bolidi con fare curioso, mentre il munifico Aldo si preoccupa di fornire tranci di pizza a tutta la comitiva avendo scovato un forno non lontano dalla piazzetta del paese…che bontà! Ma le soste, soprattutto con 21 moto, rischiano sempre di diventare pause bibliche perciò richiamo all’ ordine i gitanti imponendo i soliti due minuti e venti secondi alla partenza…

L’asfalto in questo tratto, purtroppo, non ispira molta fiducia è rovinato, sconnesso sicuramente provato dal lungo e freddo inverno, ci troviamo a scartare così brecciolino, sassi e massi ed in alcuni brevi tratti ci imbattiamo in un vero off-road che non piace alle nostre gomme! Solo Elio col suo GS1200 sembra essere felice…però lo spettacolo naturale è davvero molto bello a contatto con la natura più selvaggia.

Finalmente valichiamo in Abruzzo giungendo a Capistrello ed evitando accuratamente la superstrada, prendiamo la SR82 fino a Sora.

Inutile dire che questi 40 chilometri sono un vero spasso per noi motociclisti, pochissimo traffico, asfalto in buone condizioni generali, ad eccezione di un paio di sconnessioni che se prese ad una certa velocità fanno sobbalzare, ma niente che non sia gestibile.

A Sora dobbiamo fare il primo rifornimento che per 21 moto significa almeno 20 minuti di sosta…

Ripartiti affrontiamo il primo ‘grande classico’ del Tour, la salita fino a Forca d’Acero (1.535 mt) attraverso la ‘stupefacente’ SS666. Dire che sia una delle più belle strade italiane è forse scontato, di sicuro scatena ogni prurito motociclistico. Tecnica ed anche veloce in larghi tratti consente ritmi furibondi grazie ad un asfalto perfetto, a discapito degli splendidi scenari che, via via che si sale, si possono ammirare!

In realtà poi la SS666 diventa SS509 in prossimità di Forca d’Acero, dove ci fermiamo nei pressi del Rifugio Duca d’Aosta, per consumare un ottimo pranzo a base di antipasti di salumi locali, bruschette e pasta al sugo di cinghiale e di capriolo in grande abbondanza! 20 euro a testa e belli sazi siamo pronti a rimetterci in sella alle belve…anche se qualcuno pregustava un pisolino ristoratore…

Il post-pranzo è quasi sempre drammatico da affrontare, la digestione non aiuta a guidare allo stesso ritmo ed i riflessi sono meno efficienti che non prima della sosta, per questo cerchiamo subito di trovare invece il giusto ritmo per mantenere vivi i sensi e l’attenzione.

Il tratto di strada ci porta fino ad Opi e poco dopo giungiamo nei pressi di Barrea, costeggiando il bel lago omonimo.

Qui veniamo fermati da alcuni mandriani che fanno passare per un breve tratto stradale un centinaio di cavalli, lo spettacolo è davvero insolito, scattiamo qualche foto e ripartiamo smarcando i numerosi ‘resti organici’ che troviamo per strada!

Il confine col Molise è ormai vicino, a Ponte Zittola c’è il bivio per la SS17 Apulo-Sannitica con le indicazioni per Isernia.

Sapevamo che questo tratto stradale è il ‘top ’  per i motociclisti locali, poiché in rapida sequenza consente di passare per il Valico di Rionero sannitico (1.050 mt) e per il Valico del Macerone (787 mt).

Perciò non appena imbocchiamo la strada iniziamo , come sempre, a imporre un ritmo sostenuto.

Ottimo asfalto, il Valico di Rionero si passa quasi subito e dopo alcuni chilometri da sballo si arriva nei pressi di un bivio prima del paese di Vandra.

Qui dopo una breve sosta decidiamo, erroneamente, di svoltare a sinistra invece di proseguire…

Prendiamo la noiosa variante che porta ad Isernia dopo una quindicina di interminabili chilometri.

Non riusciamo così a fare il Valico del Macerone…che peccato! Ma ci rifaremo con gli interessi…

Superata di slancio Isernia, prendiamo il bivio per Carpinone dove ci fermiamo per una meritata pausa, anche perché la sete prodotta dal prosciutto del pranzo richiede soddisfazione…quasi tutti al bar del paese richiedono la lemonsoda!!!

Qui accade il primo imprevisto del Tour, la Ducati 1098 di Max, perde olio!

In paese cerchiamo un meccanico ma è come cercare l’acqua nel deserto, i tecnici del Gruppo…Bonzo ed Alessandro su tutti, cercano di capire da dove emerga il problema e soprattutto come risolverlo. Fortunatamente abbiamo in gruppo anche una KTM, quella del Duka, che fornisce l’attrezzatissimo kit di salvataggio che permette di intervenire sulla 1098.

Il Presidente Bonzo affila così le armi a sua disposizione e in men che non si dica riesce a fermare la perdita d’olio, riconsegnando a Max la moto.

E’ ormai tardi per poter fare l’“anello” motociclistico che avevo tracciato intorno a Macchiagodena (IS), luogo dell’ Agriturismo La Sorgente? dove sosteremo per due notti, perciò preferiamo dirigerci direttamente lì senza allungare oltre. Sono le 19.30 quando dopo quasi 300 chilometri arriviamo a destinazione! Sul luogo troviamo il buon Tone, arrivato direttamente da Roma e verso le 20.00 vediamo spuntare la Hornet di Mauro anche lui in solitaria da Roma per condividere con noi il resto della vacanza…Grandi!! Ecco ricomposte le 23 moto!

L’Agriturismo La Sorgente è una struttura abbastanza recente, in pietra immersa nel verde della campagna e tutto sommato ben rifinita. Veniamo disposti in stanze da due e da tre posti, doccia ristoratrice e poi tutti a cena!

La fame è abbastanza nonostante il pranzo a Forca d’Acero, iniziamo con gli antipasti locali a base di formaggi e salumi, poi è la volta del pancotto (u’ pappone), superba pietanza tipica molisana fatta di pane raffermo bagnato,guanciale e pezzi di salcicce. Si prosegue con un primo a base di funghi e tartufo e per concludere una discreta grigliata mista. Dolce e caffè a chiusura della tavolata…Solo alle 23.30 riusciamo a poggiare la testa sui cuscini…dopo aver condiviso a tavola le emozioni di questa prima giornata dell’Only Men!


Lunedi 23 maggio è il giorno del rientro e probabilmente da un punto di vista prettamente motociclistico è stato il migliore. Saldato il conto all’Agriturismo dove per due notti colazioni e cene incluse, abbiamo speso la modica cifra di 109 euro cadauno e fatta la consueta foto di rito alla partenza siamo pronti per rimetterci in viaggio. Il povero Penna decide, giustamente, di tornare a Roma per le vie brevi, cioè l’autostrada…mentre noi proseguiamo lungo la SS17 fino ad Isernia, non appena superiamo la città inizia la salita al Valico del Macerone, che si rivela a dir poco entusiasmante. Asfalto perfetto, curve strette ed altre larghe da raccordare in un saliscendi fantastico fino a paese di Vandra. Riprendiamo fiato commentando l’incredibile tragitto, scattiamo qualche foto e via alla conquista del Valico di Rionero Sannitico per giungere di nuovo al confine con l’Abruzzo a Ponte Zittola. Insomma 40 chilometri indimenticabili che non abbiamo difficoltà a paragonare ad altre strade mitiche come il Valico dello Spino, la Futa, Passo Fangacci o Bocca Serriola!

Ritmo blando fino a Villetta Barrea dove prendiamo la SS479, una strada che conosciamo molto bene, accendiamo le telecamere… il tratto che andiamo a fare è di quelli che non si dimenticano facilmente, non c’è bisogno di ripeterlo, pronti via! Si scatena un mini-gp appresso alla Hayabusa del Tutina, dapprima la BMW del Cinghialone tenta di stare appresso alle manate di gas della Suzuki poi la Z1000 di Manuel e via via gli altri, tutti si impegnano allo stremo le riprese hanno senso se si crea un bel filotto di moto, ad un certo punto prende la testa il CB1000R di Aldo, in quel frangente guidato dal Duka…la moto è condotta all’ estremo e l’arrivo a Passo Godi (1.600 mt circa) è il giusto premio a tanta fatica! Anche lo stomaco inizia a mandare segnali inequivocabili…ma l’attesa è presto ripagata dagli squisiti arrosticini del locale Las Vegas lungo la SS479 luogo ormai ‘mitico’, poco dopo il bel borgo di Scanno.

Alla fine non saranno solo più di 190 arrosticini, ma anche salcicce e patate a volontà, che goduria!

Salutiamo anche il grande Gianfry (Ducati Monster 800 S2R) che deve ritornare a Latina e ne avrà per un altro paio d’ore in solitaria…alla prossima!

Rimasti in 18 affrontiamo un altro splendore unico, le Gole del Sagittario! Ogni volta che le percorriamo è come se fosse la prima, per le emozioni che regala questo tratto di strada.

Superiamo Anversa degli Abruzzi e puntiamo verso Cocullo da dove inizia un altro tratto da veri specialisti delle due ruote che in circa 35 chilometri ci porta prima a Goriano Sicoli poi Castel di Ieri per incrociare la SS5 Tiburtina che curva  dopo curva ci conduce fino alla Forca Caruso (1.107 mt) in un crescendo di velocità e tecnica di guida sorprendenti. In questo tratto conducono il Gruppo dapprima il Tutina e la sua instancabile Hayabusa, il Cinghialone poi anche il Bonzo nostro amato Presidente con la sua Kawasaki Z1000 ed infine Manuel con l’altra Z1000.

Alla Forca rimaniamo colpiti sia per lo spettacolo naturalistico che si staglia di fronte a noi  (siamo pur sempre nel Parco Regionale Sirente-Velino) sia per le enormi pale eoliche che sono presenti sul territorio in gran numero.

Qualche altro scambio di moto tra i gitanti per alleviare il monotono tragitto che dopo Avezzano ci riporta verso casa. Salutiamo Max, detto Pollicino, e la sua Ducati 1098 perché ormai la frizione è andata e preferisce il tratto autostradale…

Quasi a voler sancire la fine dei magnifici tre giorni anche il tempo manda giù qualche goccia d’acqua che ci fa consigliare l’uso dell’autostrada, sosta all’Autogrill (dove il buon Alessandro ‘Sort’ offre l’aperitivo a tutti) per i saluti finali ed i ringraziamenti!

Appagati, sicuramente stanchi ma felici come bambini in un parco giochi, ritorniamo ognuno alla propria casa con la certezza di aver scritto un’altra pagina indelebile nella storia del nostro grande Gruppo!


Vi lascio con lo splendido resoconto fatto dal Bonzo…’i numeri’ di questo 4° BT Only Men:

“Come più volte dimostrato nei miei lunghi discorsi, ci sono poche parole per descrivere momenti come quelli appena trascorsi insieme. Resteranno indelebili nella memoria gli inaspettati numeri di questa vacanza:

·        curve con la Busa negli specchietti: 5;

·        minuti di attesa tra una portata e l'altra all'agriturismo: 38’;

·        tonalità di colore sulla faccia di Cecco ai goals della Roma: 8;

·        numero di scoppietti del Suzuki TL 1000 di Danilo: 814;

·        giri del motore del CB1000 guidato dal Duka (Eugenio): 18.600;

·        numero di scodate di Aldo col Superduke in staccata: 16;

·        decibel prodotti dal russare del Bonzo: 45;

·        euro per compenso scuola guida a Sort: 40; 

·        scambi di moto in 3 giorni 56;

·        metri lineari di nastro impiegato per il CBR1000RR di Penna: 15;

·        salsicce trangugiate dal tutina al locale Las Vegas: 14;

·        numero di "sfiati" prodotti dal Penna durante la notte: 50;

·        gradi di piega col Bandit del Sorcio: 85°;

·        velocità di punta raggiunta sulla "pista" di ritorno a Campobasso: 196 (ma qualcuno giura di più…);

·        gocce d'acqua prese: 3;

·        bulloni persi dalla Ducati di Max (detto Pollicino): 72;

·        arrosticini ordinati al locale Las vegas: 1.000;

·        bivi nel centro di Avezzano: 315;

·        millimetri di battistrada di Tone a fine giro: -2;

·        temperatura corporea del Bonzo con la tuta indaffarato a riparare la Ducati: 56,5°;

·        fastidiosi raschietti prodotti dalla trachea del ‘Sort’: 10.220;

           e tanti, tanti altri...


Quanto ci è costata la vacanza:

Benzina :        €  86

Pranzi :          €  44

Agriturismo : € 109

Totale :         € 239


Dove mangiare:

Rifugio Duca d’Aosta : www.rifugioducadaosta.it

                                   Tel.3388920974 , cell. 3472315216

Rifugio Tre Faggi :      www.rifugiotrefaggi.com

                                   località Bocca della Selva

                                  Tel. 0824862222         

Punto ristoro Las Vegas : tel.0864747673


Dove dormire:

Agriturismo La Sorgente : www.agriturismolasorgente.it

via Arattiera 86096, Macchiagodena (IS) (tel 0865-810199/3383134022)



Domenica 22 maggio la sveglia suona alle ore 8.30, il tempo è velatamente coperto ma non minaccia pioggia, la voglia di riprendere le moto è tanta anche se il letto sembra trattenerci a forza…la colazione non ci soddisfa appieno avremmo preferito una maggiore scelta invece  non si va oltre le fette di pane e del ciambellone a pezzi da farcire con miele o confettura di more, solo su richiesta otteniamo della buona spremuta di mele fatta in casa!

Comunque rivestiti i panni dei piloti e smessi i pigiami, alle 10.00 siamo pronti per ripartire. Il Programma odierno prevede, in mattinata, la salita  al Parco Regionale del Matese, non prima di aver rifornito le nostre amate moto del carburante…perciò altra sosta lungo la SS17 nei pressi di Cantalupo nel Sannio. Tutti pronti? Macchè, neanche a farlo apposta la 1098 di Max sembra pericolosamente traballare sul cavalletto, scopriamo che una delle due viti è andata persa…la soluzione ha un solo nome: il Bonzo! Che abilmente recupera una vite dal telaio Ducati e la inserisce al posto di quella persa, restituendo stabilità alla 1098…altri 30 minuti persi, ma siamo pronti a partire davvero!

La salita inizia con belle curve fino a Roccamandolfi, dove incrociamo anche un matrimonio…poi la strada si fa stretta e sporca fino al paese di S. Massimo (dove Max prova il TL1000 di Danilo…) da lì ci immettiamo finalmente nella fantastica salita fino a Campitello Matese, che nonostante qualche ‘toppa’ regala emozioni forti tra allunghi, tornanti e staccate mozzafiato. L’arrivo a Campitello ci permette di gustare il panorama bellissimo col Monte Miletto (2.025 mt) a farla da padrone.

Breve sosta per riprendere fiato e ripercorrere con la mente il toboga appena fatto…e siamo di nuovo in moto, purtroppo non riusciamo a proseguire verso la Sella? del Perrone (1.255 mt) per via della strada non propriamente carrabile e siamo costretti a ripercorrere, stavolta in discesa, la stessa strada…che peccato, vero?!

Senza perderci d’animo troviamo il modo di giungere comunque alla Sella del Perrone attraverso un tratto di strada montana davvero unico. Ripresa per pochi chilometri la SS17 deviamo quasi subito per Guardiaregia, splendidamente arroccata, e da lì ci lanciamo in un percorso di circa 12 chilometri davvero furibondi tra chicane e allunghi imperiosi fino ad arrivare alla Sella (in provincia di Caserta). Il posto è immerso nel verde del Parco e dopo circa 5 chilometri giungiamo al Rifugio Tre Faggi per il frugale pranzo a base di panini e birra, dove con circa 4 euro ci fermiamo lo stomaco!

E’ già da un pò, come da tradizione del BT Only Men che, tra di noi ci si presti le moto per apprezzarne pregi e difetti, d’altronde con 23 moto c’è davvero l’imbarazzo della scelta…capita pure di vedere il buon vecchio Bandit sfrecciare a ridosso del gruppo di testa, guidato con un certo piglio!

Consumato il pasto, scendiamo verso Sepino con un ritmo davvero blando anche perché la strada, molto rovinata e sporca, non consente velocità superiori. Ripresa la ‘noiosa e piatta’ SS17, fortunatamente l’ abbandoniamo quasi subito in direzione Vinchiaturo dove , effettuato il secondo ‘pit stop’ della giornata e salutati 4 membri del BT che devono tornare a Roma, imbocchiamo la ‘vecchia’ SS17 che con una marea di curve e discreto asfalto ci porta fino al Lago di Occhito, nei pressi del paese di Gambatesa, non  prima di aver fatto sosta per un gelatino al paese di Gildone…

Ad un certo punto leggiamo tra i cartelli stradali anche quello per Foggia che dista 60 chilometri! Sono le 17.00 e siamo al confine con la Puglia.

Per tornare verso Campobasso prendiamo la SS645, che non fatico a definire una pista aperta al pubblico…velocissima, con asfalto perfetto consente una guida aggressiva e sportiva grazie anche allo scarsissimo flusso automobilistico. Insomma 23 chilometri di pura goduria che hanno lasciato tutti i membri del BT assolutamente soddisfatti…

Lasciata Campobasso, cerchiamo il passaggio verso Oratino e poi verso Castropignano in un dèdalo di tornanti tecnici ma resi più difficili dall’asfalto traditore…in uno di questi la CBR1000RR del Penna conosce l’asfalto, fortunatamente né per lui, né per la moto rileviamo danni irreparabili, solo tanto spavento!

Anche qui l’intervento di San Bonzo consente di assemblare al meglio la CBR1000RR, usiamo il nastro americano e il biadesivo per tenere le parti della carena danneggiate e sostituiamo la pedalina del passeggero con quella del guidatore che si è rotta nell’impatto…le leve freno e frizione sono solo uno splendido ricordo ridotte ad amabili moncherini!

Penna, per smaltire rabbia e dolore, preferisce proseguire sulla più comoda Kawasaki ER6N di Andrea che invece si prende in carico la moto ferita…

Arriviamo con andatura molto turistica verso le 20.00 all’Agriturismo dopo una giornata memorabile sotto tanti punti di vista!

Facendo i conti: la Ducati non si è persa altre viti, la CBR1000RR è malconcia ma in perfetto funzionamento, il GSR600 di Tone comincia a mostrare nel suo gommone posteriore evidenti cenni di cedimento... e c’è ancora un giorno di grande motociclismo…speriamo bene!

La cena all’Agriturismo viene servita verso le 21.15, ci sono piatti nuovi rispetto alla sera precedente, veniamo tra l’altro allietati dalla partita della Roma a cui deve partecipare anche l’unico laziale del gruppo… il povero Cecco che subisce gli innumerevoli sfottò ed i tre goals della Magica!

Commentati con grande ènfasi i momenti salienti della giornata decidiamo che Morfeo deve prendersi cura di noi…verso mezzanotte e mezzo crolliamo distrutti dal sonno!


Per la consueta tre giorni del BT Only Men (giunto, ormai, alla quarta edizione) quest’anno abbiamo puntato i fari sul Molise, regione poco conosciuta e soprattutto poco pubblicizzata ma che meriterebbe maggiore attenzione, per la sua storia ricca di testimonianze sannite e per i suoi bellissimi scorci naturalistici.

Per raggiungere il Molise abbiamo percorso alcune tra le strade, motociclisticamente parlando, più belle e gustose a disposizione. Il meteo ha fatto il resto assicurando temperature piacevoli preservandoci dal pericolo pioggia…

Il Gruppo formato da ben 21 moto (ma saremo 23, record di partecipanti per questa manifestazione, poiché Tone e Mauro ci raggiungeranno all’ Agriturismo in serata) e ben 3 telecamere è partito da Roma, dal solito ‘piazzale Tutini ’, sabato 21 maggio. Tutte le moto erano in grande spolvero, quasi dovessero sfilare ad un concorso di moda, pronte a fare bella figura per la foto di rito insieme ai loro valorosi piloti!

Il percorso, approfonditamente studiato nelle serate invernali, prevede una media di circa 340 chilometri giornalieri, la realtà ci dirà che il computo totale dei chilometri percorsi nei tre giorni non raggiungerà i 900 chilometri per una serie di cause che spiegheremo strada facendo…

L’Only Men da sempre si caratterizza come una prova dura che richiede grande impegno mentale e fisico per macinare i chilometri previsti dal Programma.

Vi sono piloti di lungo corso, smaliziati che appresso al sottoscritto sostengono un ritmo serrato durante tutte le giornate in modo da dare a tutti la possibilità di ‘guidare’ secondo il proprio stile con l’obiettivo, se possibile, di migliorarlo.

Per gli amanti delle grandi pieghe il tragitto quest’anno prevedeva alcuni grandi ‘classici’ come la Capistrello-Sora?, la mitica Sora-Opi, la salita a Passo Godi o le gole del Sagittario (tutte in Abruzzo) ma anche il Molise ci ha riservato magnifici sorrisi sotto al casco…

Il primo tratto fino a Subiaco, sulla Tiburtina SS5 è ormai collaudato da numerose uscite domenicali e non prevede particolari difficoltà, ad eccezione di qualche autovelox che invita alla prudenza…

un consiglio evitate di passare per Tivoli, oramai congestionata dal traffico e preferite il breve tratto autostradale della A24, uscendo a Castel Madama per riprendere la Tiburtina.

Da Subiaco inizia un bel percorso sulla SS411 che porta fino agli Altipiani di Arcinazzo, porta d’ingresso del Parco dei Monti Simbruini, di qui fino a Trevi nel Lazio e poi Filettino dove facciamo la prima sosta con un centinaio di chilometri sul groppone.

Attiriamo subito l‘attenzione dei locali che si avvicinano ai nostri bolidi con fare curioso, mentre il munifico Aldo si preoccupa di fornire tranci di pizza a tutta la comitiva avendo scovato un forno non lontano dalla piazzetta del paese…che bontà! Ma le soste, soprattutto con 21 moto, rischiano sempre di diventare pause bibliche perciò richiamo all’ ordine i gitanti imponendo i soliti due minuti e venti secondi alla partenza…

L’asfalto in questo tratto, purtroppo, non ispira molta fiducia è rovinato, sconnesso sicuramente provato dal lungo e freddo inverno, ci troviamo a scartare così brecciolino, sassi e massi ed in alcuni brevi tratti ci imbattiamo in un vero off-road che non piace alle nostre gomme! Solo Elio col suo GS1200 sembra essere felice…però lo spettacolo naturale è davvero molto bello a contatto con la natura più selvaggia.

Finalmente valichiamo in Abruzzo giungendo a Capistrello ed evitando accuratamente la superstrada, prendiamo la SR82 fino a Sora.

Inutile dire che questi 40 chilometri sono un vero spasso per noi motociclisti, pochissimo traffico, asfalto in buone condizioni generali, ad eccezione di un paio di sconnessioni che se prese ad una certa velocità fanno sobbalzare, ma niente che non sia gestibile.

A Sora dobbiamo fare il primo rifornimento che per 21 moto significa almeno 20 minuti di sosta…

Ripartiti affrontiamo il primo ‘grande classico’ del Tour, la salita fino a Forca d’Acero (1.535 mt) attraverso la ‘stupefacente’ SS666. Dire che sia una delle più belle strade italiane è forse scontato, di sicuro scatena ogni prurito motociclistico. Tecnica ed anche veloce in larghi tratti consente ritmi furibondi grazie ad un asfalto perfetto, a discapito degli splendidi scenari che, via via che si sale, si possono ammirare!

In realtà poi la SS666 diventa SS509 in prossimità di Forca d’Acero, dove ci fermiamo nei pressi del Rifugio Duca d’Aosta, per consumare un ottimo pranzo a base di antipasti di salumi locali, bruschette e pasta al sugo di cinghiale e di capriolo in grande abbondanza! 20 euro a testa e belli sazi siamo pronti a rimetterci in sella alle belve…anche se qualcuno pregustava un pisolino ristoratore…

Il post-pranzo è quasi sempre drammatico da affrontare, la digestione non aiuta a guidare allo stesso ritmo ed i riflessi sono meno efficienti che non prima della sosta, per questo cerchiamo subito di trovare invece il giusto ritmo per mantenere vivi i sensi e l’attenzione.

Il tratto di strada ci porta fino ad Opi e poco dopo giungiamo nei pressi di Barrea, costeggiando il bel lago omonimo.

Qui veniamo fermati da alcuni mandriani che fanno passare per un breve tratto stradale un centinaio di cavalli, lo spettacolo è davvero insolito, scattiamo qualche foto e ripartiamo smarcando i numerosi ‘resti organici’ che troviamo per strada!

Il confine col Molise è ormai vicino, a Ponte Zittola c’è il bivio per la SS17 Apulo-Sannitica con le indicazioni per Isernia.

Sapevamo che questo tratto stradale è il ‘top ’  per i motociclisti locali, poiché in rapida sequenza consente di passare per il Valico di Rionero sannitico (1.050 mt) e per il Valico del Macerone (787 mt).

Perciò non appena imbocchiamo la strada iniziamo , come sempre, a imporre un ritmo sostenuto.

Ottimo asfalto, il Valico di Rionero si passa quasi subito e dopo alcuni chilometri da sballo si arriva nei pressi di un bivio prima del paese di Vandra.

Qui dopo una breve sosta decidiamo, erroneamente, di svoltare a sinistra invece di proseguire…

Prendiamo la noiosa variante che porta ad Isernia dopo una quindicina di interminabili chilometri.

Non riusciamo così a fare il Valico del Macerone…che peccato! Ma ci rifaremo con gli interessi…

Superata di slancio Isernia, prendiamo il bivio per Carpinone dove ci fermiamo per una meritata pausa, anche perché la sete prodotta dal prosciutto del pranzo richiede soddisfazione…quasi tutti al bar del paese richiedono la lemonsoda!!!

Qui accade il primo imprevisto del Tour, la Ducati 1098 di Max, perde olio!

In paese cerchiamo un meccanico ma è come cercare l’acqua nel deserto, i tecnici del Gruppo…Bonzo ed Alessandro su tutti, cercano di capire da dove emerga il problema e soprattutto come risolverlo. Fortunatamente abbiamo in gruppo anche una KTM, quella del Duka, che fornisce l’attrezzatissimo kit di salvataggio che permette di intervenire sulla 1098.

Il Presidente Bonzo affila così le armi a sua disposizione e in men che non si dica riesce a fermare la perdita d’olio, riconsegnando a Max la moto.

E’ ormai tardi per poter fare l’“anello” motociclistico che avevo tracciato intorno a Macchiagodena (IS), luogo dell’ Agriturismo La Sorgente? dove sosteremo per due notti, perciò preferiamo dirigerci direttamente lì senza allungare oltre. Sono le 19.30 quando dopo quasi 300 chilometri arriviamo a destinazione! Sul luogo troviamo il buon Tone, arrivato direttamente da Roma e verso le 20.00 vediamo spuntare la Hornet di Mauro anche lui in solitaria da Roma per condividere con noi il resto della vacanza…Grandi!! Ecco ricomposte le 23 moto!

L’Agriturismo La Sorgente è una struttura abbastanza recente, in pietra immersa nel verde della campagna e tutto sommato ben rifinita. Veniamo disposti in stanze da due e da tre posti, doccia ristoratrice e poi tutti a cena!

La fame è abbastanza nonostante il pranzo a Forca d’Acero, iniziamo con gli antipasti locali a base di formaggi e salumi, poi è la volta del pancotto (u’ pappone), superba pietanza tipica molisana fatta di pane raffermo bagnato,guanciale e pezzi di salcicce. Si prosegue con un primo a base di funghi e tartufo e per concludere una discreta grigliata mista. Dolce e caffè a chiusura della tavolata…Solo alle 23.30 riusciamo a poggiare la testa sui cuscini…dopo aver condiviso a tavola le emozioni di questa prima giornata dell’Only Men!


Lunedi 23 maggio è il giorno del rientro e probabilmente da un punto di vista prettamente motociclistico è stato il migliore. Saldato il conto all’Agriturismo dove per due notti colazioni e cene incluse, abbiamo speso la modica cifra di 109 euro cadauno e fatta la consueta foto di rito alla partenza siamo pronti per rimetterci in viaggio. Il povero Penna decide, giustamente, di tornare a Roma per le vie brevi, cioè l’autostrada…mentre noi proseguiamo lungo la SS17 fino ad Isernia, non appena superiamo la città inizia la salita al Valico del Macerone, che si rivela a dir poco entusiasmante. Asfalto perfetto, curve strette ed altre larghe da raccordare in un saliscendi fantastico fino a paese di Vandra. Riprendiamo fiato commentando l’incredibile tragitto, scattiamo qualche foto e via alla conquista del Valico di Rionero Sannitico per giungere di nuovo al confine con l’Abruzzo a Ponte Zittola. Insomma 40 chilometri indimenticabili che non abbiamo difficoltà a paragonare ad altre strade mitiche come il Valico dello Spino, la Futa, Passo Fangacci o Bocca Serriola!

Ritmo blando fino a Villetta Barrea dove prendiamo la SS479, una strada che conosciamo molto bene, accendiamo le telecamere… il tratto che andiamo a fare è di quelli che non si dimenticano facilmente, non c’è bisogno di ripeterlo, pronti via! Si scatena un mini-gp appresso alla Hayabusa del Tutina, dapprima la BMW del Cinghialone tenta di stare appresso alle manate di gas della Suzuki poi la Z1000 di Manuel e via via gli altri, tutti si impegnano allo stremo le riprese hanno senso se si crea un bel filotto di moto, ad un certo punto prende la testa il CB1000R di Aldo, in quel frangente guidato dal Duka…la moto è condotta all’ estremo e l’arrivo a Passo Godi (1.600 mt circa) è il giusto premio a tanta fatica! Anche lo stomaco inizia a mandare segnali inequivocabili…ma l’attesa è presto ripagata dagli squisiti arrosticini del locale Las Vegas lungo la SS479 luogo ormai ‘mitico’, poco dopo il bel borgo di Scanno.

Alla fine non saranno solo più di 190 arrosticini, ma anche salcicce e patate a volontà, che goduria!

Salutiamo anche il grande Gianfry (Ducati Monster 800 S2R) che deve ritornare a Latina e ne avrà per un altro paio d’ore in solitaria…alla prossima!

Rimasti in 18 affrontiamo un altro splendore unico, le Gole del Sagittario! Ogni volta che le percorriamo è come se fosse la prima, per le emozioni che regala questo tratto di strada.

Superiamo Anversa degli Abruzzi e puntiamo verso Cocullo da dove inizia un altro tratto da veri specialisti delle due ruote che in circa 35 chilometri ci porta prima a Goriano Sicoli poi Castel di Ieri per incrociare la SS5 Tiburtina che curva  dopo curva ci conduce fino alla Forca Caruso (1.107 mt) in un crescendo di velocità e tecnica di guida sorprendenti. In questo tratto conducono il Gruppo dapprima il Tutina e la sua instancabile Hayabusa, il Cinghialone poi anche il Bonzo nostro amato Presidente con la sua Kawasaki Z1000 ed infine Manuel con l’altra Z1000.

Alla Forca rimaniamo colpiti sia per lo spettacolo naturalistico che si staglia di fronte a noi  (siamo pur sempre nel Parco Regionale Sirente-Velino) sia per le enormi pale eoliche che sono presenti sul territorio in gran numero.

Qualche altro scambio di moto tra i gitanti per alleviare il monotono tragitto che dopo Avezzano ci riporta verso casa. Salutiamo Max, detto Pollicino, e la sua Ducati 1098 perché ormai la frizione è andata e preferisce il tratto autostradale…

Quasi a voler sancire la fine dei magnifici tre giorni anche il tempo manda giù qualche goccia d’acqua che ci fa consigliare l’uso dell’autostrada, sosta all’Autogrill (dove il buon Alessandro ‘Sort’ offre l’aperitivo a tutti) per i saluti finali ed i ringraziamenti!

Appagati, sicuramente stanchi ma felici come bambini in un parco giochi, ritorniamo ognuno alla propria casa con la certezza di aver scritto un’altra pagina indelebile nella storia del nostro grande Gruppo!


Vi lascio con lo splendido resoconto fatto dal Bonzo…’i numeri’ di questo 4° BT Only Men:

“Come più volte dimostrato nei miei lunghi discorsi, ci sono poche parole per descrivere momenti come quelli appena trascorsi insieme. Resteranno indelebili nella memoria gli inaspettati numeri di questa vacanza:

·        curve con la Busa negli specchietti: 5;

·        minuti di attesa tra una portata e l'altra all'agriturismo: 38’;

·        tonalità di colore sulla faccia di Cecco ai goals della Roma: 8;

·        numero di scoppietti del Suzuki TL 1000 di Danilo: 814;

·        giri del motore del CB1000 guidato dal Duka (Eugenio): 18.600;

·        numero di scodate di Aldo col Superduke in staccata: 16;

·        decibel prodotti dal russare del Bonzo: 45;

·        euro per compenso scuola guida a Sort: 40; 

·        scambi di moto in 3 giorni 56;

·        metri lineari di nastro impiegato per il CBR1000RR di Penna: 15;

·        salsicce trangugiate dal tutina al locale Las Vegas: 14;

·        numero di "sfiati" prodotti dal Penna durante la notte: 50;

·        gradi di piega col Bandit del Sorcio: 85°;

·        velocità di punta raggiunta sulla "pista" di ritorno a Campobasso: 196 (ma qualcuno giura di più…);

·        gocce d'acqua prese: 3;

·        bulloni persi dalla Ducati di Max (detto Pollicino): 72;

·        arrosticini ordinati al locale Las vegas: 1.000;

·        bivi nel centro di Avezzano: 315;

·        millimetri di battistrada di Tone a fine giro: -2;

·        temperatura corporea del Bonzo con la tuta indaffarato a riparare la Ducati: 56,5°;

·        fastidiosi raschietti prodotti dalla trachea del ‘Sort’: 10.220;

           e tanti, tanti altri...


Quanto ci è costata la vacanza:

Benzina :        €  86

Pranzi :          €  44

Agriturismo : € 109

Totale :         € 239


Dove mangiare:

Rifugio Duca d’Aosta : www.rifugioducadaosta.it

                                   Tel.3388920974 , cell. 3472315216

Rifugio Tre Faggi :      www.rifugiotrefaggi.com

                                   località Bocca della Selva

                                  Tel. 0824862222         

Punto ristoro Las Vegas : tel.0864747673


Dove dormire:

Agriturismo La Sorgente : www.agriturismolasorgente.it

via Arattiera 86096, Macchiagodena (IS) (tel 0865-810199/3383134022)



Domenica 22 maggio la sveglia suona alle ore 8.30, il tempo è velatamente coperto ma non minaccia pioggia, la voglia di riprendere le moto è tanta anche se il letto sembra trattenerci a forza…la colazione non ci soddisfa appieno avremmo preferito una maggiore scelta invece  non si va oltre le fette di pane e del ciambellone a pezzi da farcire con miele o confettura di more, solo su richiesta otteniamo della buona spremuta di mele fatta in casa!

Comunque rivestiti i panni dei piloti e smessi i pigiami, alle 10.00 siamo pronti per ripartire. Il Programma odierno prevede, in mattinata, la salita  al Parco Regionale del Matese, non prima di aver rifornito le nostre amate moto del carburante…perciò altra sosta lungo la SS17 nei pressi di Cantalupo nel Sannio. Tutti pronti? Macchè, neanche a farlo apposta la 1098 di Max sembra pericolosamente traballare sul cavalletto, scopriamo che una delle due viti è andata persa…la soluzione ha un solo nome: il Bonzo! Che abilmente recupera una vite dal telaio Ducati e la inserisce al posto di quella persa, restituendo stabilità alla 1098…altri 30 minuti persi, ma siamo pronti a partire davvero!

La salita inizia con belle curve fino a Roccamandolfi, dove incrociamo anche un matrimonio…poi la strada si fa stretta e sporca fino al paese di S. Massimo (dove Max prova il TL1000 di Danilo…) da lì ci immettiamo finalmente nella fantastica salita fino a Campitello Matese, che nonostante qualche ‘toppa’ regala emozioni forti tra allunghi, tornanti e staccate mozzafiato. L’arrivo a Campitello ci permette di gustare il panorama bellissimo col Monte Miletto (2.025 mt) a farla da padrone.

Breve sosta per riprendere fiato e ripercorrere con la mente il toboga appena fatto…e siamo di nuovo in moto, purtroppo non riusciamo a proseguire verso la Sella? del Perrone (1.255 mt) per via della strada non propriamente carrabile e siamo costretti a ripercorrere, stavolta in discesa, la stessa strada…che peccato, vero?!

Senza perderci d’animo troviamo il modo di giungere comunque alla Sella del Perrone attraverso un tratto di strada montana davvero unico. Ripresa per pochi chilometri la SS17 deviamo quasi subito per Guardiaregia, splendidamente arroccata, e da lì ci lanciamo in un percorso di circa 12 chilometri davvero furibondi tra chicane e allunghi imperiosi fino ad arrivare alla Sella (in provincia di Caserta). Il posto è immerso nel verde del Parco e dopo circa 5 chilometri giungiamo al Rifugio Tre Faggi per il frugale pranzo a base di panini e birra, dove con circa 4 euro ci fermiamo lo stomaco!

E’ già da un pò, come da tradizione del BT Only Men che, tra di noi ci si presti le moto per apprezzarne pregi e difetti, d’altronde con 23 moto c’è davvero l’imbarazzo della scelta…capita pure di vedere il buon vecchio Bandit sfrecciare a ridosso del gruppo di testa, guidato con un certo piglio!

Consumato il pasto, scendiamo verso Sepino con un ritmo davvero blando anche perché la strada, molto rovinata e sporca, non consente velocità superiori. Ripresa la ‘noiosa e piatta’ SS17, fortunatamente l’ abbandoniamo quasi subito in direzione Vinchiaturo dove , effettuato il secondo ‘pit stop’ della giornata e salutati 4 membri del BT che devono tornare a Roma, imbocchiamo la ‘vecchia’ SS17 che con una marea di curve e discreto asfalto ci porta fino al Lago di Occhito, nei pressi del paese di Gambatesa, non  prima di aver fatto sosta per un gelatino al paese di Gildone…

Ad un certo punto leggiamo tra i cartelli stradali anche quello per Foggia che dista 60 chilometri! Sono le 17.00 e siamo al confine con la Puglia.

Per tornare verso Campobasso prendiamo la SS645, che non fatico a definire una pista aperta al pubblico…velocissima, con asfalto perfetto consente una guida aggressiva e sportiva grazie anche allo scarsissimo flusso automobilistico. Insomma 23 chilometri di pura goduria che hanno lasciato tutti i membri del BT assolutamente soddisfatti…

Lasciata Campobasso, cerchiamo il passaggio verso Oratino e poi verso Castropignano in un dèdalo di tornanti tecnici ma resi più difficili dall’asfalto traditore…in uno di questi la CBR1000RR del Penna conosce l’asfalto, fortunatamente né per lui, né per la moto rileviamo danni irreparabili, solo tanto spavento!

Anche qui l’intervento di San Bonzo consente di assemblare al meglio la CBR1000RR, usiamo il nastro americano e il biadesivo per tenere le parti della carena danneggiate e sostituiamo la pedalina del passeggero con quella del guidatore che si è rotta nell’impatto…le leve freno e frizione sono solo uno splendido ricordo ridotte ad amabili moncherini!

Penna, per smaltire rabbia e dolore, preferisce proseguire sulla più comoda Kawasaki ER6N di Andrea che invece si prende in carico la moto ferita…

Arriviamo con andatura molto turistica verso le 20.00 all’Agriturismo dopo una giornata memorabile sotto tanti punti di vista!

Facendo i conti: la Ducati non si è persa altre viti, la CBR1000RR è malconcia ma in perfetto funzionamento, il GSR600 di Tone comincia a mostrare nel suo gommone posteriore evidenti cenni di cedimento... e c’è ancora un giorno di grande motociclismo…speriamo bene!

La cena all’Agriturismo viene servita verso le 21.15, ci sono piatti nuovi rispetto alla sera precedente, veniamo tra l’altro allietati dalla partita della Roma a cui deve partecipare anche l’unico laziale del gruppo… il povero Cecco che subisce gli innumerevoli sfottò ed i tre goals della Magica!

Commentati con grande ènfasi i momenti salienti della giornata decidiamo che Morfeo deve prendersi cura di noi…verso mezzanotte e mezzo crolliamo distrutti dal sonno!


Per la consueta tre giorni del BT Only Men (giunto, ormai, alla quarta edizione) quest’anno abbiamo puntato i fari sul Molise, regione poco conosciuta e soprattutto poco pubblicizzata ma che meriterebbe maggiore attenzione, per la sua storia ricca di testimonianze sannite e per i suoi bellissimi scorci naturalistici.

Per raggiungere il Molise abbiamo percorso alcune tra le strade, motociclisticamente parlando, più belle e gustose a disposizione. Il meteo ha fatto il resto assicurando temperature piacevoli preservandoci dal pericolo pioggia…

Il Gruppo formato da ben 21 moto (ma saremo 23, record di partecipanti per questa manifestazione, poiché Tone e Mauro ci raggiungeranno all’ Agriturismo in serata) e ben 3 telecamere è partito da Roma, dal solito ‘piazzale Tutini ’, sabato 21 maggio. Tutte le moto erano in grande spolvero, quasi dovessero sfilare ad un concorso di moda, pronte a fare bella figura per la foto di rito insieme ai loro valorosi piloti!

Il percorso, approfonditamente studiato nelle serate invernali, prevede una media di circa 340 chilometri giornalieri, la realtà ci dirà che il computo totale dei chilometri percorsi nei tre giorni non raggiungerà i 900 chilometri per una serie di cause che spiegheremo strada facendo…

L’Only Men da sempre si caratterizza come una prova dura che richiede grande impegno mentale e fisico per macinare i chilometri previsti dal Programma.

Vi sono piloti di lungo corso, smaliziati che appresso al sottoscritto sostengono un ritmo serrato durante tutte le giornate in modo da dare a tutti la possibilità di ‘guidare’ secondo il proprio stile con l’obiettivo, se possibile, di migliorarlo.

Per gli amanti delle grandi pieghe il tragitto quest’anno prevedeva alcuni grandi ‘classici’ come la Capistrello-Sora?, la mitica Sora-Opi, la salita a Passo Godi o le gole del Sagittario (tutte in Abruzzo) ma anche il Molise ci ha riservato magnifici sorrisi sotto al casco…

Il primo tratto fino a Subiaco, sulla Tiburtina SS5 è ormai collaudato da numerose uscite domenicali e non prevede particolari difficoltà, ad eccezione di qualche autovelox che invita alla prudenza…

un consiglio evitate di passare per Tivoli, oramai congestionata dal traffico e preferite il breve tratto autostradale della A24, uscendo a Castel Madama per riprendere la Tiburtina.

Da Subiaco inizia un bel percorso sulla SS411 che porta fino agli Altipiani di Arcinazzo, porta d’ingresso del Parco dei Monti Simbruini, di qui fino a Trevi nel Lazio e poi Filettino dove facciamo la prima sosta con un centinaio di chilometri sul groppone.

Attiriamo subito l‘attenzione dei locali che si avvicinano ai nostri bolidi con fare curioso, mentre il munifico Aldo si preoccupa di fornire tranci di pizza a tutta la comitiva avendo scovato un forno non lontano dalla piazzetta del paese…che bontà! Ma le soste, soprattutto con 21 moto, rischiano sempre di diventare pause bibliche perciò richiamo all’ ordine i gitanti imponendo i soliti due minuti e venti secondi alla partenza…

L’asfalto in questo tratto, purtroppo, non ispira molta fiducia è rovinato, sconnesso sicuramente provato dal lungo e freddo inverno, ci troviamo a scartare così brecciolino, sassi e massi ed in alcuni brevi tratti ci imbattiamo in un vero off-road che non piace alle nostre gomme! Solo Elio col suo GS1200 sembra essere felice…però lo spettacolo naturale è davvero molto bello a contatto con la natura più selvaggia.

Finalmente valichiamo in Abruzzo giungendo a Capistrello ed evitando accuratamente la superstrada, prendiamo la SR82 fino a Sora.

Inutile dire che questi 40 chilometri sono un vero spasso per noi motociclisti, pochissimo traffico, asfalto in buone condizioni generali, ad eccezione di un paio di sconnessioni che se prese ad una certa velocità fanno sobbalzare, ma niente che non sia gestibile.

A Sora dobbiamo fare il primo rifornimento che per 21 moto significa almeno 20 minuti di sosta…

Ripartiti affrontiamo il primo ‘grande classico’ del Tour, la salita fino a Forca d’Acero (1.535 mt) attraverso la ‘stupefacente’ SS666. Dire che sia una delle più belle strade italiane è forse scontato, di sicuro scatena ogni prurito motociclistico. Tecnica ed anche veloce in larghi tratti consente ritmi furibondi grazie ad un asfalto perfetto, a discapito degli splendidi scenari che, via via che si sale, si possono ammirare!

In realtà poi la SS666 diventa SS509 in prossimità di Forca d’Acero, dove ci fermiamo nei pressi del Rifugio Duca d’Aosta, per consumare un ottimo pranzo a base di antipasti di salumi locali, bruschette e pasta al sugo di cinghiale e di capriolo in grande abbondanza! 20 euro a testa e belli sazi siamo pronti a rimetterci in sella alle belve…anche se qualcuno pregustava un pisolino ristoratore…

Il post-pranzo è quasi sempre drammatico da affrontare, la digestione non aiuta a guidare allo stesso ritmo ed i riflessi sono meno efficienti che non prima della sosta, per questo cerchiamo subito di trovare invece il giusto ritmo per mantenere vivi i sensi e l’attenzione.

Il tratto di strada ci porta fino ad Opi e poco dopo giungiamo nei pressi di Barrea, costeggiando il bel lago omonimo.

Qui veniamo fermati da alcuni mandriani che fanno passare per un breve tratto stradale un centinaio di cavalli, lo spettacolo è davvero insolito, scattiamo qualche foto e ripartiamo smarcando i numerosi ‘resti organici’ che troviamo per strada!

Il confine col Molise è ormai vicino, a Ponte Zittola c’è il bivio per la SS17 Apulo-Sannitica con le indicazioni per Isernia.

Sapevamo che questo tratto stradale è il ‘top ’  per i motociclisti locali, poiché in rapida sequenza consente di passare per il Valico di Rionero sannitico (1.050 mt) e per il Valico del Macerone (787 mt).

Perciò non appena imbocchiamo la strada iniziamo , come sempre, a imporre un ritmo sostenuto.

Ottimo asfalto, il Valico di Rionero si passa quasi subito e dopo alcuni chilometri da sballo si arriva nei pressi di un bivio prima del paese di Vandra.

Qui dopo una breve sosta decidiamo, erroneamente, di svoltare a sinistra invece di proseguire…

Prendiamo la noiosa variante che porta ad Isernia dopo una quindicina di interminabili chilometri.

Non riusciamo così a fare il Valico del Macerone…che peccato! Ma ci rifaremo con gli interessi…

Superata di slancio Isernia, prendiamo il bivio per Carpinone dove ci fermiamo per una meritata pausa, anche perché la sete prodotta dal prosciutto del pranzo richiede soddisfazione…quasi tutti al bar del paese richiedono la lemonsoda!!!

Qui accade il primo imprevisto del Tour, la Ducati 1098 di Max, perde olio!

In paese cerchiamo un meccanico ma è come cercare l’acqua nel deserto, i tecnici del Gruppo…Bonzo ed Alessandro su tutti, cercano di capire da dove emerga il problema e soprattutto come risolverlo. Fortunatamente abbiamo in gruppo anche una KTM, quella del Duka, che fornisce l’attrezzatissimo kit di salvataggio che permette di intervenire sulla 1098.

Il Presidente Bonzo affila così le armi a sua disposizione e in men che non si dica riesce a fermare la perdita d’olio, riconsegnando a Max la moto.

E’ ormai tardi per poter fare l’“anello” motociclistico che avevo tracciato intorno a Macchiagodena (IS), luogo dell’ Agriturismo La Sorgente? dove sosteremo per due notti, perciò preferiamo dirigerci direttamente lì senza allungare oltre. Sono le 19.30 quando dopo quasi 300 chilometri arriviamo a destinazione! Sul luogo troviamo il buon Tone, arrivato direttamente da Roma e verso le 20.00 vediamo spuntare la Hornet di Mauro anche lui in solitaria da Roma per condividere con noi il resto della vacanza…Grandi!! Ecco ricomposte le 23 moto!

L’Agriturismo La Sorgente è una struttura abbastanza recente, in pietra immersa nel verde della campagna e tutto sommato ben rifinita. Veniamo disposti in stanze da due e da tre posti, doccia ristoratrice e poi tutti a cena!

La fame è abbastanza nonostante il pranzo a Forca d’Acero, iniziamo con gli antipasti locali a base di formaggi e salumi, poi è la volta del pancotto (u’ pappone), superba pietanza tipica molisana fatta di pane raffermo bagnato,guanciale e pezzi di salcicce. Si prosegue con un primo a base di funghi e tartufo e per concludere una discreta grigliata mista. Dolce e caffè a chiusura della tavolata…Solo alle 23.30 riusciamo a poggiare la testa sui cuscini…dopo aver condiviso a tavola le emozioni di questa prima giornata dell’Only Men!


Lunedi 23 maggio è il giorno del rientro e probabilmente da un punto di vista prettamente motociclistico è stato il migliore. Saldato il conto all’Agriturismo dove per due notti colazioni e cene incluse, abbiamo speso la modica cifra di 109 euro cadauno e fatta la consueta foto di rito alla partenza siamo pronti per rimetterci in viaggio. Il povero Penna decide, giustamente, di tornare a Roma per le vie brevi, cioè l’autostrada…mentre noi proseguiamo lungo la SS17 fino ad Isernia, non appena superiamo la città inizia la salita al Valico del Macerone, che si rivela a dir poco entusiasmante. Asfalto perfetto, curve strette ed altre larghe da raccordare in un saliscendi fantastico fino a paese di Vandra. Riprendiamo fiato commentando l’incredibile tragitto, scattiamo qualche foto e via alla conquista del Valico di Rionero Sannitico per giungere di nuovo al confine con l’Abruzzo a Ponte Zittola. Insomma 40 chilometri indimenticabili che non abbiamo difficoltà a paragonare ad altre strade mitiche come il Valico dello Spino, la Futa, Passo Fangacci o Bocca Serriola!

Ritmo blando fino a Villetta Barrea dove prendiamo la SS479, una strada che conosciamo molto bene, accendiamo le telecamere… il tratto che andiamo a fare è di quelli che non si dimenticano facilmente, non c’è bisogno di ripeterlo, pronti via! Si scatena un mini-gp appresso alla Hayabusa del Tutina, dapprima la BMW del Cinghialone tenta di stare appresso alle manate di gas della Suzuki poi la Z1000 di Manuel e via via gli altri, tutti si impegnano allo stremo le riprese hanno senso se si crea un bel filotto di moto, ad un certo punto prende la testa il CB1000R di Aldo, in quel frangente guidato dal Duka…la moto è condotta all’ estremo e l’arrivo a Passo Godi (1.600 mt circa) è il giusto premio a tanta fatica! Anche lo stomaco inizia a mandare segnali inequivocabili…ma l’attesa è presto ripagata dagli squisiti arrosticini del locale Las Vegas lungo la SS479 luogo ormai ‘mitico’, poco dopo il bel borgo di Scanno.

Alla fine non saranno solo più di 190 arrosticini, ma anche salcicce e patate a volontà, che goduria!

Salutiamo anche il grande Gianfry (Ducati Monster 800 S2R) che deve ritornare a Latina e ne avrà per un altro paio d’ore in solitaria…alla prossima!

Rimasti in 18 affrontiamo un altro splendore unico, le Gole del Sagittario! Ogni volta che le percorriamo è come se fosse la prima, per le emozioni che regala questo tratto di strada.

Superiamo Anversa degli Abruzzi e puntiamo verso Cocullo da dove inizia un altro tratto da veri specialisti delle due ruote che in circa 35 chilometri ci porta prima a Goriano Sicoli poi Castel di Ieri per incrociare la SS5 Tiburtina che curva  dopo curva ci conduce fino alla Forca Caruso (1.107 mt) in un crescendo di velocità e tecnica di guida sorprendenti. In questo tratto conducono il Gruppo dapprima il Tutina e la sua instancabile Hayabusa, il Cinghialone poi anche il Bonzo nostro amato Presidente con la sua Kawasaki Z1000 ed infine Manuel con l’altra Z1000.

Alla Forca rimaniamo colpiti sia per lo spettacolo naturalistico che si staglia di fronte a noi  (siamo pur sempre nel Parco Regionale Sirente-Velino) sia per le enormi pale eoliche che sono presenti sul territorio in gran numero.

Qualche altro scambio di moto tra i gitanti per alleviare il monotono tragitto che dopo Avezzano ci riporta verso casa. Salutiamo Max, detto Pollicino, e la sua Ducati 1098 perché ormai la frizione è andata e preferisce il tratto autostradale…

Quasi a voler sancire la fine dei magnifici tre giorni anche il tempo manda giù qualche goccia d’acqua che ci fa consigliare l’uso dell’autostrada, sosta all’Autogrill (dove il buon Alessandro ‘Sort’ offre l’aperitivo a tutti) per i saluti finali ed i ringraziamenti!

Appagati, sicuramente stanchi ma felici come bambini in un parco giochi, ritorniamo ognuno alla propria casa con la certezza di aver scritto un’altra pagina indelebile nella storia del nostro grande Gruppo!


Vi lascio con lo splendido resoconto fatto dal Bonzo…’i numeri’ di questo 4° BT Only Men:

“Come più volte dimostrato nei miei lunghi discorsi, ci sono poche parole per descrivere momenti come quelli appena trascorsi insieme. Resteranno indelebili nella memoria gli inaspettati numeri di questa vacanza:

·        curve con la Busa negli specchietti: 5;

·        minuti di attesa tra una portata e l'altra all'agriturismo: 38’;

·        tonalità di colore sulla faccia di Cecco ai goals della Roma: 8;

·        numero di scoppietti del Suzuki TL 1000 di Danilo: 814;

·        giri del motore del CB1000 guidato dal Duka (Eugenio): 18.600;

·        numero di scodate di Aldo col Superduke in staccata: 16;

·        decibel prodotti dal russare del Bonzo: 45;

·        euro per compenso scuola guida a Sort: 40; 

·        scambi di moto in 3 giorni 56;

·        metri lineari di nastro impiegato per il CBR1000RR di Penna: 15;

·        salsicce trangugiate dal tutina al locale Las Vegas: 14;

·        numero di "sfiati" prodotti dal Penna durante la notte: 50;

·        gradi di piega col Bandit del Sorcio: 85°;

·        velocità di punta raggiunta sulla "pista" di ritorno a Campobasso: 196 (ma qualcuno giura di più…);

·        gocce d'acqua prese: 3;

·        bulloni persi dalla Ducati di Max (detto Pollicino): 72;

·        arrosticini ordinati al locale Las vegas: 1.000;

·        bivi nel centro di Avezzano: 315;

·        millimetri di battistrada di Tone a fine giro: -2;

·        temperatura corporea del Bonzo con la tuta indaffarato a riparare la Ducati: 56,5°;

·        fastidiosi raschietti prodotti dalla trachea del ‘Sort’: 10.220;

           e tanti, tanti altri...


Quanto ci è costata la vacanza:

Benzina :        €  86

Pranzi :          €  44

Agriturismo : € 109

Totale :         € 239


Dove mangiare:

Rifugio Duca d’Aosta : www.rifugioducadaosta.it

                                   Tel.3388920974 , cell. 3472315216

Rifugio Tre Faggi :      www.rifugiotrefaggi.com

                                   località Bocca della Selva

                                  Tel. 0824862222         

Punto ristoro Las Vegas : tel.0864747673


Dove dormire:

Agriturismo La Sorgente : www.agriturismolasorgente.it

via Arattiera 86096, Macchiagodena (IS) (tel 0865-810199/3383134022)



Domenica 22 maggio la sveglia suona alle ore 8.30, il tempo è velatamente coperto ma non minaccia pioggia, la voglia di riprendere le moto è tanta anche se il letto sembra trattenerci a forza…la colazione non ci soddisfa appieno avremmo preferito una maggiore scelta invece  non si va oltre le fette di pane e del ciambellone a pezzi da farcire con miele o confettura di more, solo su richiesta otteniamo della buona spremuta di mele fatta in casa!

Comunque rivestiti i panni dei piloti e smessi i pigiami, alle 10.00 siamo pronti per ripartire. Il Programma odierno prevede, in mattinata, la salita  al Parco Regionale del Matese, non prima di aver rifornito le nostre amate moto del carburante…perciò altra sosta lungo la SS17 nei pressi di Cantalupo nel Sannio. Tutti pronti? Macchè, neanche a farlo apposta la 1098 di Max sembra pericolosamente traballare sul cavalletto, scopriamo che una delle due viti è andata persa…la soluzione ha un solo nome: il Bonzo! Che abilmente recupera una vite dal telaio Ducati e la inserisce al posto di quella persa, restituendo stabilità alla 1098…altri 30 minuti persi, ma siamo pronti a partire davvero!

La salita inizia con belle curve fino a Roccamandolfi, dove incrociamo anche un matrimonio…poi la strada si fa stretta e sporca fino al paese di S. Massimo (dove Max prova il TL1000 di Danilo…) da lì ci immettiamo finalmente nella fantastica salita fino a Campitello Matese, che nonostante qualche ‘toppa’ regala emozioni forti tra allunghi, tornanti e staccate mozzafiato. L’arrivo a Campitello ci permette di gustare il panorama bellissimo col Monte Miletto (2.025 mt) a farla da padrone.

Breve sosta per riprendere fiato e ripercorrere con la mente il toboga appena fatto…e siamo di nuovo in moto, purtroppo non riusciamo a proseguire verso la Sella? del Perrone (1.255 mt) per via della strada non propriamente carrabile e siamo costretti a ripercorrere, stavolta in discesa, la stessa strada…che peccato, vero?!

Senza perderci d’animo troviamo il modo di giungere comunque alla Sella del Perrone attraverso un tratto di strada montana davvero unico. Ripresa per pochi chilometri la SS17 deviamo quasi subito per Guardiaregia, splendidamente arroccata, e da lì ci lanciamo in un percorso di circa 12 chilometri davvero furibondi tra chicane e allunghi imperiosi fino ad arrivare alla Sella (in provincia di Caserta). Il posto è immerso nel verde del Parco e dopo circa 5 chilometri giungiamo al Rifugio Tre Faggi per il frugale pranzo a base di panini e birra, dove con circa 4 euro ci fermiamo lo stomaco!

E’ già da un pò, come da tradizione del BT Only Men che, tra di noi ci si presti le moto per apprezzarne pregi e difetti, d’altronde con 23 moto c’è davvero l’imbarazzo della scelta…capita pure di vedere il buon vecchio Bandit sfrecciare a ridosso del gruppo di testa, guidato con un certo piglio!

Consumato il pasto, scendiamo verso Sepino con un ritmo davvero blando anche perché la strada, molto rovinata e sporca, non consente velocità superiori. Ripresa la ‘noiosa e piatta’ SS17, fortunatamente l’ abbandoniamo quasi subito in direzione Vinchiaturo dove , effettuato il secondo ‘pit stop’ della giornata e salutati 4 membri del BT che devono tornare a Roma, imbocchiamo la ‘vecchia’ SS17 che con una marea di curve e discreto asfalto ci porta fino al Lago di Occhito, nei pressi del paese di Gambatesa, non  prima di aver fatto sosta per un gelatino al paese di Gildone…

Ad un certo punto leggiamo tra i cartelli stradali anche quello per Foggia che dista 60 chilometri! Sono le 17.00 e siamo al confine con la Puglia.

Per tornare verso Campobasso prendiamo la SS645, che non fatico a definire una pista aperta al pubblico…velocissima, con asfalto perfetto consente una guida aggressiva e sportiva grazie anche allo scarsissimo flusso automobilistico. Insomma 23 chilometri di pura goduria che hanno lasciato tutti i membri del BT assolutamente soddisfatti…

Lasciata Campobasso, cerchiamo il passaggio verso Oratino e poi verso Castropignano in un dèdalo di tornanti tecnici ma resi più difficili dall’asfalto traditore…in uno di questi la CBR1000RR del Penna conosce l’asfalto, fortunatamente né per lui, né per la moto rileviamo danni irreparabili, solo tanto spavento!

Anche qui l’intervento di San Bonzo consente di assemblare al meglio la CBR1000RR, usiamo il nastro americano e il biadesivo per tenere le parti della carena danneggiate e sostituiamo la pedalina del passeggero con quella del guidatore che si è rotta nell’impatto…le leve freno e frizione sono solo uno splendido ricordo ridotte ad amabili moncherini!

Penna, per smaltire rabbia e dolore, preferisce proseguire sulla più comoda Kawasaki ER6N di Andrea che invece si prende in carico la moto ferita…

Arriviamo con andatura molto turistica verso le 20.00 all’Agriturismo dopo una giornata memorabile sotto tanti punti di vista!

Facendo i conti: la Ducati non si è persa altre viti, la CBR1000RR è malconcia ma in perfetto funzionamento, il GSR600 di Tone comincia a mostrare nel suo gommone posteriore evidenti cenni di cedimento... e c’è ancora un giorno di grande motociclismo…speriamo bene!

La cena all’Agriturismo viene servita verso le 21.15, ci sono piatti nuovi rispetto alla sera precedente, veniamo tra l’altro allietati dalla partita della Roma a cui deve partecipare anche l’unico laziale del gruppo… il povero Cecco che subisce gli innumerevoli sfottò ed i tre goals della Magica!

Commentati con grande ènfasi i momenti salienti della giornata decidiamo che Morfeo deve prendersi cura di noi…verso mezzanotte e mezzo crolliamo distrutti dal sonno!


Per la consueta tre giorni del BT Only Men (giunto, ormai, alla quarta edizione) quest’anno abbiamo puntato i fari sul Molise, regione poco conosciuta e soprattutto poco pubblicizzata ma che meriterebbe maggiore attenzione, per la sua storia ricca di testimonianze sannite e per i suoi bellissimi scorci naturalistici.

Per raggiungere il Molise abbiamo percorso alcune tra le strade, motociclisticamente parlando, più belle e gustose a disposizione. Il meteo ha fatto il resto assicurando temperature piacevoli preservandoci dal pericolo pioggia…

Il Gruppo formato da ben 21 moto (ma saremo 23, record di partecipanti per questa manifestazione, poiché Tone e Mauro ci raggiungeranno all’ Agriturismo in serata) e ben 3 telecamere è partito da Roma, dal solito ‘piazzale Tutini ’, sabato 21 maggio. Tutte le moto erano in grande spolvero, quasi dovessero sfilare ad un concorso di moda, pronte a fare bella figura per la foto di rito insieme ai loro valorosi piloti!

Il percorso, approfonditamente studiato nelle serate invernali, prevede una media di circa 340 chilometri giornalieri, la realtà ci dirà che il computo totale dei chilometri percorsi nei tre giorni non raggiungerà i 900 chilometri per una serie di cause che spiegheremo strada facendo…

L’Only Men da sempre si caratterizza come una prova dura che richiede grande impegno mentale e fisico per macinare i chilometri previsti dal Programma.

Vi sono piloti di lungo corso, smaliziati che appresso al sottoscritto sostengono un ritmo serrato durante tutte le giornate in modo da dare a tutti la possibilità di ‘guidare’ secondo il proprio stile con l’obiettivo, se possibile, di migliorarlo.

Per gli amanti delle grandi pieghe il tragitto quest’anno prevedeva alcuni grandi ‘classici’ come la Capistrello-Sora?, la mitica Sora-Opi, la salita a Passo Godi o le gole del Sagittario (tutte in Abruzzo) ma anche il Molise ci ha riservato magnifici sorrisi sotto al casco…

Il primo tratto fino a Subiaco, sulla Tiburtina SS5 è ormai collaudato da numerose uscite domenicali e non prevede particolari difficoltà, ad eccezione di qualche autovelox che invita alla prudenza…

un consiglio evitate di passare per Tivoli, oramai congestionata dal traffico e preferite il breve tratto autostradale della A24, uscendo a Castel Madama per riprendere la Tiburtina.

Da Subiaco inizia un bel percorso sulla SS411 che porta fino agli Altipiani di Arcinazzo, porta d’ingresso del Parco dei Monti Simbruini, di qui fino a Trevi nel Lazio e poi Filettino dove facciamo la prima sosta con un centinaio di chilometri sul groppone.

Attiriamo subito l‘attenzione dei locali che si avvicinano ai nostri bolidi con fare curioso, mentre il munifico Aldo si preoccupa di fornire tranci di pizza a tutta la comitiva avendo scovato un forno non lontano dalla piazzetta del paese…che bontà! Ma le soste, soprattutto con 21 moto, rischiano sempre di diventare pause bibliche perciò richiamo all’ ordine i gitanti imponendo i soliti due minuti e venti secondi alla partenza…

L’asfalto in questo tratto, purtroppo, non ispira molta fiducia è rovinato, sconnesso sicuramente provato dal lungo e freddo inverno, ci troviamo a scartare così brecciolino, sassi e massi ed in alcuni brevi tratti ci imbattiamo in un vero off-road che non piace alle nostre gomme! Solo Elio col suo GS1200 sembra essere felice…però lo spettacolo naturale è davvero molto bello a contatto con la natura più selvaggia.

Finalmente valichiamo in Abruzzo giungendo a Capistrello ed evitando accuratamente la superstrada, prendiamo la SR82 fino a Sora.

Inutile dire che questi 40 chilometri sono un vero spasso per noi motociclisti, pochissimo traffico, asfalto in buone condizioni generali, ad eccezione di un paio di sconnessioni che se prese ad una certa velocità fanno sobbalzare, ma niente che non sia gestibile.

A Sora dobbiamo fare il primo rifornimento che per 21 moto significa almeno 20 minuti di sosta…

Ripartiti affrontiamo il primo ‘grande classico’ del Tour, la salita fino a Forca d’Acero (1.535 mt) attraverso la ‘stupefacente’ SS666. Dire che sia una delle più belle strade italiane è forse scontato, di sicuro scatena ogni prurito motociclistico. Tecnica ed anche veloce in larghi tratti consente ritmi furibondi grazie ad un asfalto perfetto, a discapito degli splendidi scenari che, via via che si sale, si possono ammirare!

In realtà poi la SS666 diventa SS509 in prossimità di Forca d’Acero, dove ci fermiamo nei pressi del Rifugio Duca d’Aosta, per consumare un ottimo pranzo a base di antipasti di salumi locali, bruschette e pasta al sugo di cinghiale e di capriolo in grande abbondanza! 20 euro a testa e belli sazi siamo pronti a rimetterci in sella alle belve…anche se qualcuno pregustava un pisolino ristoratore…

Il post-pranzo è quasi sempre drammatico da affrontare, la digestione non aiuta a guidare allo stesso ritmo ed i riflessi sono meno efficienti che non prima della sosta, per questo cerchiamo subito di trovare invece il giusto ritmo per mantenere vivi i sensi e l’attenzione.

Il tratto di strada ci porta fino ad Opi e poco dopo giungiamo nei pressi di Barrea, costeggiando il bel lago omonimo.

Qui veniamo fermati da alcuni mandriani che fanno passare per un breve tratto stradale un centinaio di cavalli, lo spettacolo è davvero insolito, scattiamo qualche foto e ripartiamo smarcando i numerosi ‘resti organici’ che troviamo per strada!

Il confine col Molise è ormai vicino, a Ponte Zittola c’è il bivio per la SS17 Apulo-Sannitica con le indicazioni per Isernia.

Sapevamo che questo tratto stradale è il ‘top ’  per i motociclisti locali, poiché in rapida sequenza consente di passare per il Valico di Rionero sannitico (1.050 mt) e per il Valico del Macerone (787 mt).

Perciò non appena imbocchiamo la strada iniziamo , come sempre, a imporre un ritmo sostenuto.

Ottimo asfalto, il Valico di Rionero si passa quasi subito e dopo alcuni chilometri da sballo si arriva nei pressi di un bivio prima del paese di Vandra.

Qui dopo una breve sosta decidiamo, erroneamente, di svoltare a sinistra invece di proseguire…

Prendiamo la noiosa variante che porta ad Isernia dopo una quindicina di interminabili chilometri.

Non riusciamo così a fare il Valico del Macerone…che peccato! Ma ci rifaremo con gli interessi…

Superata di slancio Isernia, prendiamo il bivio per Carpinone dove ci fermiamo per una meritata pausa, anche perché la sete prodotta dal prosciutto del pranzo richiede soddisfazione…quasi tutti al bar del paese richiedono la lemonsoda!!!

Qui accade il primo imprevisto del Tour, la Ducati 1098 di Max, perde olio!

In paese cerchiamo un meccanico ma è come cercare l’acqua nel deserto, i tecnici del Gruppo…Bonzo ed Alessandro su tutti, cercano di capire da dove emerga il problema e soprattutto come risolverlo. Fortunatamente abbiamo in gruppo anche una KTM, quella del Duka, che fornisce l’attrezzatissimo kit di salvataggio che permette di intervenire sulla 1098.

Il Presidente Bonzo affila così le armi a sua disposizione e in men che non si dica riesce a fermare la perdita d’olio, riconsegnando a Max la moto.

E’ ormai tardi per poter fare l’“anello” motociclistico che avevo tracciato intorno a Macchiagodena (IS), luogo dell’ Agriturismo La Sorgente? dove sosteremo per due notti, perciò preferiamo dirigerci direttamente lì senza allungare oltre. Sono le 19.30 quando dopo quasi 300 chilometri arriviamo a destinazione! Sul luogo troviamo il buon Tone, arrivato direttamente da Roma e verso le 20.00 vediamo spuntare la Hornet di Mauro anche lui in solitaria da Roma per condividere con noi il resto della vacanza…Grandi!! Ecco ricomposte le 23 moto!

L’Agriturismo La Sorgente è una struttura abbastanza recente, in pietra immersa nel verde della campagna e tutto sommato ben rifinita. Veniamo disposti in stanze da due e da tre posti, doccia ristoratrice e poi tutti a cena!

La fame è abbastanza nonostante il pranzo a Forca d’Acero, iniziamo con gli antipasti locali a base di formaggi e salumi, poi è la volta del pancotto (u’ pappone), superba pietanza tipica molisana fatta di pane raffermo bagnato,guanciale e pezzi di salcicce. Si prosegue con un primo a base di funghi e tartufo e per concludere una discreta grigliata mista. Dolce e caffè a chiusura della tavolata…Solo alle 23.30 riusciamo a poggiare la testa sui cuscini…dopo aver condiviso a tavola le emozioni di questa prima giornata dell’Only Men!


Lunedi 23 maggio è il giorno del rientro e probabilmente da un punto di vista prettamente motociclistico è stato il migliore. Saldato il conto all’Agriturismo dove per due notti colazioni e cene incluse, abbiamo speso la modica cifra di 109 euro cadauno e fatta la consueta foto di rito alla partenza siamo pronti per rimetterci in viaggio. Il povero Penna decide, giustamente, di tornare a Roma per le vie brevi, cioè l’autostrada…mentre noi proseguiamo lungo la SS17 fino ad Isernia, non appena superiamo la città inizia la salita al Valico del Macerone, che si rivela a dir poco entusiasmante. Asfalto perfetto, curve strette ed altre larghe da raccordare in un saliscendi fantastico fino a paese di Vandra. Riprendiamo fiato commentando l’incredibile tragitto, scattiamo qualche foto e via alla conquista del Valico di Rionero Sannitico per giungere di nuovo al confine con l’Abruzzo a Ponte Zittola. Insomma 40 chilometri indimenticabili che non abbiamo difficoltà a paragonare ad altre strade mitiche come il Valico dello Spino, la Futa, Passo Fangacci o Bocca Serriola!

Ritmo blando fino a Villetta Barrea dove prendiamo la SS479, una strada che conosciamo molto bene, accendiamo le telecamere… il tratto che andiamo a fare è di quelli che non si dimenticano facilmente, non c’è bisogno di ripeterlo, pronti via! Si scatena un mini-gp appresso alla Hayabusa del Tutina, dapprima la BMW del Cinghialone tenta di stare appresso alle manate di gas della Suzuki poi la Z1000 di Manuel e via via gli altri, tutti si impegnano allo stremo le riprese hanno senso se si crea un bel filotto di moto, ad un certo punto prende la testa il CB1000R di Aldo, in quel frangente guidato dal Duka…la moto è condotta all’ estremo e l’arrivo a Passo Godi (1.600 mt circa) è il giusto premio a tanta fatica! Anche lo stomaco inizia a mandare segnali inequivocabili…ma l’attesa è presto ripagata dagli squisiti arrosticini del locale Las Vegas lungo la SS479 luogo ormai ‘mitico’, poco dopo il bel borgo di Scanno.

Alla fine non saranno solo più di 190 arrosticini, ma anche salcicce e patate a volontà, che goduria!

Salutiamo anche il grande Gianfry (Ducati Monster 800 S2R) che deve ritornare a Latina e ne avrà per un altro paio d’ore in solitaria…alla prossima!

Rimasti in 18 affrontiamo un altro splendore unico, le Gole del Sagittario! Ogni volta che le percorriamo è come se fosse la prima, per le emozioni che regala questo tratto di strada.

Superiamo Anversa degli Abruzzi e puntiamo verso Cocullo da dove inizia un altro tratto da veri specialisti delle due ruote che in circa 35 chilometri ci porta prima a Goriano Sicoli poi Castel di Ieri per incrociare la SS5 Tiburtina che curva  dopo curva ci conduce fino alla Forca Caruso (1.107 mt) in un crescendo di velocità e tecnica di guida sorprendenti. In questo tratto conducono il Gruppo dapprima il Tutina e la sua instancabile Hayabusa, il Cinghialone poi anche il Bonzo nostro amato Presidente con la sua Kawasaki Z1000 ed infine Manuel con l’altra Z1000.

Alla Forca rimaniamo colpiti sia per lo spettacolo naturalistico che si staglia di fronte a noi  (siamo pur sempre nel Parco Regionale Sirente-Velino) sia per le enormi pale eoliche che sono presenti sul territorio in gran numero.

Qualche altro scambio di moto tra i gitanti per alleviare il monotono tragitto che dopo Avezzano ci riporta verso casa. Salutiamo Max, detto Pollicino, e la sua Ducati 1098 perché ormai la frizione è andata e preferisce il tratto autostradale…

Quasi a voler sancire la fine dei magnifici tre giorni anche il tempo manda giù qualche goccia d’acqua che ci fa consigliare l’uso dell’autostrada, sosta all’Autogrill (dove il buon Alessandro ‘Sort’ offre l’aperitivo a tutti) per i saluti finali ed i ringraziamenti!

Appagati, sicuramente stanchi ma felici come bambini in un parco giochi, ritorniamo ognuno alla propria casa con la certezza di aver scritto un’altra pagina indelebile nella storia del nostro grande Gruppo!


Vi lascio con lo splendido resoconto fatto dal Bonzo…’i numeri’ di questo 4° BT Only Men:

“Come più volte dimostrato nei miei lunghi discorsi, ci sono poche parole per descrivere momenti come quelli appena trascorsi insieme. Resteranno indelebili nella memoria gli inaspettati numeri di questa vacanza:

·        curve con la Busa negli specchietti: 5;

·        minuti di attesa tra una portata e l'altra all'agriturismo: 38’;

·        tonalità di colore sulla faccia di Cecco ai goals della Roma: 8;

·        numero di scoppietti del Suzuki TL 1000 di Danilo: 814;

·        giri del motore del CB1000 guidato dal Duka (Eugenio): 18.600;

·        numero di scodate di Aldo col Superduke in staccata: 16;

·        decibel prodotti dal russare del Bonzo: 45;

·        euro per compenso scuola guida a Sort: 40; 

·        scambi di moto in 3 giorni 56;

·        metri lineari di nastro impiegato per il CBR1000RR di Penna: 15;

·        salsicce trangugiate dal tutina al locale Las Vegas: 14;

·        numero di "sfiati" prodotti dal Penna durante la notte: 50;

·        gradi di piega col Bandit del Sorcio: 85°;

·        velocità di punta raggiunta sulla "pista" di ritorno a Campobasso: 196 (ma qualcuno giura di più…);

·        gocce d'acqua prese: 3;

·        bulloni persi dalla Ducati di Max (detto Pollicino): 72;

·        arrosticini ordinati al locale Las vegas: 1.000;

·        bivi nel centro di Avezzano: 315;

·        millimetri di battistrada di Tone a fine giro: -2;

·        temperatura corporea del Bonzo con la tuta indaffarato a riparare la Ducati: 56,5°;

·        fastidiosi raschietti prodotti dalla trachea del ‘Sort’: 10.220;

           e tanti, tanti altri...


Quanto ci è costata la vacanza:

Benzina :        €  86

Pranzi :          €  44

Agriturismo : € 109

Totale :         € 239


Dove mangiare:

Rifugio Duca d’Aosta : www.rifugioducadaosta.it

                                   Tel.3388920974 , cell. 3472315216

Rifugio Tre Faggi :      www.rifugiotrefaggi.com

                                   località Bocca della Selva

                                  Tel. 0824862222         

Punto ristoro Las Vegas : tel.0864747673


Dove dormire:

Agriturismo La Sorgente : www.agriturismolasorgente.it

via Arattiera 86096, Macchiagodena (IS) (tel 0865-810199/3383134022)



Domenica 22 maggio la sveglia suona alle ore 8.30, il tempo è velatamente coperto ma non minaccia pioggia, la voglia di riprendere le moto è tanta anche se il letto sembra trattenerci a forza…la colazione non ci soddisfa appieno avremmo preferito una maggiore scelta invece  non si va oltre le fette di pane e del ciambellone a pezzi da farcire con miele o confettura di more, solo su richiesta otteniamo della buona spremuta di mele fatta in casa!

Comunque rivestiti i panni dei piloti e smessi i pigiami, alle 10.00 siamo pronti per ripartire. Il Programma odierno prevede, in mattinata, la salita  al Parco Regionale del Matese, non prima di aver rifornito le nostre amate moto del carburante…perciò altra sosta lungo la SS17 nei pressi di Cantalupo nel Sannio. Tutti pronti? Macchè, neanche a farlo apposta la 1098 di Max sembra pericolosamente traballare sul cavalletto, scopriamo che una delle due viti è andata persa…la soluzione ha un solo nome: il Bonzo! Che abilmente recupera una vite dal telaio Ducati e la inserisce al posto di quella persa, restituendo stabilità alla 1098…altri 30 minuti persi, ma siamo pronti a partire davvero!

La salita inizia con belle curve fino a Roccamandolfi, dove incrociamo anche un matrimonio…poi la strada si fa stretta e sporca fino al paese di S. Massimo (dove Max prova il TL1000 di Danilo…) da lì ci immettiamo finalmente nella fantastica salita fino a Campitello Matese, che nonostante qualche ‘toppa’ regala emozioni forti tra allunghi, tornanti e staccate mozzafiato. L’arrivo a Campitello ci permette di gustare il panorama bellissimo col Monte Miletto (2.025 mt) a farla da padrone.

Breve sosta per riprendere fiato e ripercorrere con la mente il toboga appena fatto…e siamo di nuovo in moto, purtroppo non riusciamo a proseguire verso la Sella? del Perrone (1.255 mt) per via della strada non propriamente carrabile e siamo costretti a ripercorrere, stavolta in discesa, la stessa strada…che peccato, vero?!

Senza perderci d’animo troviamo il modo di giungere comunque alla Sella del Perrone attraverso un tratto di strada montana davvero unico. Ripresa per pochi chilometri la SS17 deviamo quasi subito per Guardiaregia, splendidamente arroccata, e da lì ci lanciamo in un percorso di circa 12 chilometri davvero furibondi tra chicane e allunghi imperiosi fino ad arrivare alla Sella (in provincia di Caserta). Il posto è immerso nel verde del Parco e dopo circa 5 chilometri giungiamo al Rifugio Tre Faggi per il frugale pranzo a base di panini e birra, dove con circa 4 euro ci fermiamo lo stomaco!

E’ già da un pò, come da tradizione del BT Only Men che, tra di noi ci si presti le moto per apprezzarne pregi e difetti, d’altronde con 23 moto c’è davvero l’imbarazzo della scelta…capita pure di vedere il buon vecchio Bandit sfrecciare a ridosso del gruppo di testa, guidato con un certo piglio!

Consumato il pasto, scendiamo verso Sepino con un ritmo davvero blando anche perché la strada, molto rovinata e sporca, non consente velocità superiori. Ripresa la ‘noiosa e piatta’ SS17, fortunatamente l’ abbandoniamo quasi subito in direzione Vinchiaturo dove , effettuato il secondo ‘pit stop’ della giornata e salutati 4 membri del BT che devono tornare a Roma, imbocchiamo la ‘vecchia’ SS17 che con una marea di curve e discreto asfalto ci porta fino al Lago di Occhito, nei pressi del paese di Gambatesa, non  prima di aver fatto sosta per un gelatino al paese di Gildone…

Ad un certo punto leggiamo tra i cartelli stradali anche quello per Foggia che dista 60 chilometri! Sono le 17.00 e siamo al confine con la Puglia.

Per tornare verso Campobasso prendiamo la SS645, che non fatico a definire una pista aperta al pubblico…velocissima, con asfalto perfetto consente una guida aggressiva e sportiva grazie anche allo scarsissimo flusso automobilistico. Insomma 23 chilometri di pura goduria che hanno lasciato tutti i membri del BT assolutamente soddisfatti…

Lasciata Campobasso, cerchiamo il passaggio verso Oratino e poi verso Castropignano in un dèdalo di tornanti tecnici ma resi più difficili dall’asfalto traditore…in uno di questi la CBR1000RR del Penna conosce l’asfalto, fortunatamente né per lui, né per la moto rileviamo danni irreparabili, solo tanto spavento!

Anche qui l’intervento di San Bonzo consente di assemblare al meglio la CBR1000RR, usiamo il nastro americano e il biadesivo per tenere le parti della carena danneggiate e sostituiamo la pedalina del passeggero con quella del guidatore che si è rotta nell’impatto…le leve freno e frizione sono solo uno splendido ricordo ridotte ad amabili moncherini!

Penna, per smaltire rabbia e dolore, preferisce proseguire sulla più comoda Kawasaki ER6N di Andrea che invece si prende in carico la moto ferita…

Arriviamo con andatura molto turistica verso le 20.00 all’Agriturismo dopo una giornata memorabile sotto tanti punti di vista!

Facendo i conti: la Ducati non si è persa altre viti, la CBR1000RR è malconcia ma in perfetto funzionamento, il GSR600 di Tone comincia a mostrare nel suo gommone posteriore evidenti cenni di cedimento... e c’è ancora un giorno di grande motociclismo…speriamo bene!

La cena all’Agriturismo viene servita verso le 21.15, ci sono piatti nuovi rispetto alla sera precedente, veniamo tra l’altro allietati dalla partita della Roma a cui deve partecipare anche l’unico laziale del gruppo… il povero Cecco che subisce gli innumerevoli sfottò ed i tre goals della Magica!

Commentati con grande ènfasi i momenti salienti della giornata decidiamo che Morfeo deve prendersi cura di noi…verso mezzanotte e mezzo crolliamo distrutti dal sonno!


Per la consueta tre giorni del BT Only Men (giunto, ormai, alla quarta edizione) quest’anno abbiamo puntato i fari sul Molise, regione poco conosciuta e soprattutto poco pubblicizzata ma che meriterebbe maggiore attenzione, per la sua storia ricca di testimonianze sannite e per i suoi bellissimi scorci naturalistici.

Per raggiungere il Molise abbiamo percorso alcune tra le strade, motociclisticamente parlando, più belle e gustose a disposizione. Il meteo ha fatto il resto assicurando temperature piacevoli preservandoci dal pericolo pioggia…

Il Gruppo formato da ben 21 moto (ma saremo 23, record di partecipanti per questa manifestazione, poiché Tone e Mauro ci raggiungeranno all’ Agriturismo in serata) e ben 3 telecamere è partito da Roma, dal solito ‘piazzale Tutini ’, sabato 21 maggio. Tutte le moto erano in grande spolvero, quasi dovessero sfilare ad un concorso di moda, pronte a fare bella figura per la foto di rito insieme ai loro valorosi piloti!

Il percorso, approfonditamente studiato nelle serate invernali, prevede una media di circa 340 chilometri giornalieri, la realtà ci dirà che il computo totale dei chilometri percorsi nei tre giorni non raggiungerà i 900 chilometri per una serie di cause che spiegheremo strada facendo…

L’Only Men da sempre si caratterizza come una prova dura che richiede grande impegno mentale e fisico per macinare i chilometri previsti dal Programma.

Vi sono piloti di lungo corso, smaliziati che appresso al sottoscritto sostengono un ritmo serrato durante tutte le giornate in modo da dare a tutti la possibilità di ‘guidare’ secondo il proprio stile con l’obiettivo, se possibile, di migliorarlo.

Per gli amanti delle grandi pieghe il tragitto quest’anno prevedeva alcuni grandi ‘classici’ come la Capistrello-Sora?, la mitica Sora-Opi, la salita a Passo Godi o le gole del Sagittario (tutte in Abruzzo) ma anche il Molise ci ha riservato magnifici sorrisi sotto al casco…

Il primo tratto fino a Subiaco, sulla Tiburtina SS5 è ormai collaudato da numerose uscite domenicali e non prevede particolari difficoltà, ad eccezione di qualche autovelox che invita alla prudenza…

un consiglio evitate di passare per Tivoli, oramai congestionata dal traffico e preferite il breve tratto autostradale della A24, uscendo a Castel Madama per riprendere la Tiburtina.

Da Subiaco inizia un bel percorso sulla SS411 che porta fino agli Altipiani di Arcinazzo, porta d’ingresso del Parco dei Monti Simbruini, di qui fino a Trevi nel Lazio e poi Filettino dove facciamo la prima sosta con un centinaio di chilometri sul groppone.

Attiriamo subito l‘attenzione dei locali che si avvicinano ai nostri bolidi con fare curioso, mentre il munifico Aldo si preoccupa di fornire tranci di pizza a tutta la comitiva avendo scovato un forno non lontano dalla piazzetta del paese…che bontà! Ma le soste, soprattutto con 21 moto, rischiano sempre di diventare pause bibliche perciò richiamo all’ ordine i gitanti imponendo i soliti due minuti e venti secondi alla partenza…

L’asfalto in questo tratto, purtroppo, non ispira molta fiducia è rovinato, sconnesso sicuramente provato dal lungo e freddo inverno, ci troviamo a scartare così brecciolino, sassi e massi ed in alcuni brevi tratti ci imbattiamo in un vero off-road che non piace alle nostre gomme! Solo Elio col suo GS1200 sembra essere felice…però lo spettacolo naturale è davvero molto bello a contatto con la natura più selvaggia.

Finalmente valichiamo in Abruzzo giungendo a Capistrello ed evitando accuratamente la superstrada, prendiamo la SR82 fino a Sora.

Inutile dire che questi 40 chilometri sono un vero spasso per noi motociclisti, pochissimo traffico, asfalto in buone condizioni generali, ad eccezione di un paio di sconnessioni che se prese ad una certa velocità fanno sobbalzare, ma niente che non sia gestibile.

A Sora dobbiamo fare il primo rifornimento che per 21 moto significa almeno 20 minuti di sosta…

Ripartiti affrontiamo il primo ‘grande classico’ del Tour, la salita fino a Forca d’Acero (1.535 mt) attraverso la ‘stupefacente’ SS666. Dire che sia una delle più belle strade italiane è forse scontato, di sicuro scatena ogni prurito motociclistico. Tecnica ed anche veloce in larghi tratti consente ritmi furibondi grazie ad un asfalto perfetto, a discapito degli splendidi scenari che, via via che si sale, si possono ammirare!

In realtà poi la SS666 diventa SS509 in prossimità di Forca d’Acero, dove ci fermiamo nei pressi del Rifugio Duca d’Aosta, per consumare un ottimo pranzo a base di antipasti di salumi locali, bruschette e pasta al sugo di cinghiale e di capriolo in grande abbondanza! 20 euro a testa e belli sazi siamo pronti a rimetterci in sella alle belve…anche se qualcuno pregustava un pisolino ristoratore…

Il post-pranzo è quasi sempre drammatico da affrontare, la digestione non aiuta a guidare allo stesso ritmo ed i riflessi sono meno efficienti che non prima della sosta, per questo cerchiamo subito di trovare invece il giusto ritmo per mantenere vivi i sensi e l’attenzione.

Il tratto di strada ci porta fino ad Opi e poco dopo giungiamo nei pressi di Barrea, costeggiando il bel lago omonimo.

Qui veniamo fermati da alcuni mandriani che fanno passare per un breve tratto stradale un centinaio di cavalli, lo spettacolo è davvero insolito, scattiamo qualche foto e ripartiamo smarcando i numerosi ‘resti organici’ che troviamo per strada!

Il confine col Molise è ormai vicino, a Ponte Zittola c’è il bivio per la SS17 Apulo-Sannitica con le indicazioni per Isernia.

Sapevamo che questo tratto stradale è il ‘top ’  per i motociclisti locali, poiché in rapida sequenza consente di passare per il Valico di Rionero sannitico (1.050 mt) e per il Valico del Macerone (787 mt).

Perciò non appena imbocchiamo la strada iniziamo , come sempre, a imporre un ritmo sostenuto.

Ottimo asfalto, il Valico di Rionero si passa quasi subito e dopo alcuni chilometri da sballo si arriva nei pressi di un bivio prima del paese di Vandra.

Qui dopo una breve sosta decidiamo, erroneamente, di svoltare a sinistra invece di proseguire…

Prendiamo la noiosa variante che porta ad Isernia dopo una quindicina di interminabili chilometri.

Non riusciamo così a fare il Valico del Macerone…che peccato! Ma ci rifaremo con gli interessi…

Superata di slancio Isernia, prendiamo il bivio per Carpinone dove ci fermiamo per una meritata pausa, anche perché la sete prodotta dal prosciutto del pranzo richiede soddisfazione…quasi tutti al bar del paese richiedono la lemonsoda!!!

Qui accade il primo imprevisto del Tour, la Ducati 1098 di Max, perde olio!

In paese cerchiamo un meccanico ma è come cercare l’acqua nel deserto, i tecnici del Gruppo…Bonzo ed Alessandro su tutti, cercano di capire da dove emerga il problema e soprattutto come risolverlo. Fortunatamente abbiamo in gruppo anche una KTM, quella del Duka, che fornisce l’attrezzatissimo kit di salvataggio che permette di intervenire sulla 1098.

Il Presidente Bonzo affila così le armi a sua disposizione e in men che non si dica riesce a fermare la perdita d’olio, riconsegnando a Max la moto.

E’ ormai tardi per poter fare l’“anello” motociclistico che avevo tracciato intorno a Macchiagodena (IS), luogo dell’ Agriturismo La Sorgente? dove sosteremo per due notti, perciò preferiamo dirigerci direttamente lì senza allungare oltre. Sono le 19.30 quando dopo quasi 300 chilometri arriviamo a destinazione! Sul luogo troviamo il buon Tone, arrivato direttamente da Roma e verso le 20.00 vediamo spuntare la Hornet di Mauro anche lui in solitaria da Roma per condividere con noi il resto della vacanza…Grandi!! Ecco ricomposte le 23 moto!

L’Agriturismo La Sorgente è una struttura abbastanza recente, in pietra immersa nel verde della campagna e tutto sommato ben rifinita. Veniamo disposti in stanze da due e da tre posti, doccia ristoratrice e poi tutti a cena!

La fame è abbastanza nonostante il pranzo a Forca d’Acero, iniziamo con gli antipasti locali a base di formaggi e salumi, poi è la volta del pancotto (u’ pappone), superba pietanza tipica molisana fatta di pane raffermo bagnato,guanciale e pezzi di salcicce. Si prosegue con un primo a base di funghi e tartufo e per concludere una discreta grigliata mista. Dolce e caffè a chiusura della tavolata…Solo alle 23.30 riusciamo a poggiare la testa sui cuscini…dopo aver condiviso a tavola le emozioni di questa prima giornata dell’Only Men!


Lunedi 23 maggio è il giorno del rientro e probabilmente da un punto di vista prettamente motociclistico è stato il migliore. Saldato il conto all’Agriturismo dove per due notti colazioni e cene incluse, abbiamo speso la modica cifra di 109 euro cadauno e fatta la consueta foto di rito alla partenza siamo pronti per rimetterci in viaggio. Il povero Penna decide, giustamente, di tornare a Roma per le vie brevi, cioè l’autostrada…mentre noi proseguiamo lungo la SS17 fino ad Isernia, non appena superiamo la città inizia la salita al Valico del Macerone, che si rivela a dir poco entusiasmante. Asfalto perfetto, curve strette ed altre larghe da raccordare in un saliscendi fantastico fino a paese di Vandra. Riprendiamo fiato commentando l’incredibile tragitto, scattiamo qualche foto e via alla conquista del Valico di Rionero Sannitico per giungere di nuovo al confine con l’Abruzzo a Ponte Zittola. Insomma 40 chilometri indimenticabili che non abbiamo difficoltà a paragonare ad altre strade mitiche come il Valico dello Spino, la Futa, Passo Fangacci o Bocca Serriola!

Ritmo blando fino a Villetta Barrea dove prendiamo la SS479, una strada che conosciamo molto bene, accendiamo le telecamere… il tratto che andiamo a fare è di quelli che non si dimenticano facilmente, non c’è bisogno di ripeterlo, pronti via! Si scatena un mini-gp appresso alla Hayabusa del Tutina, dapprima la BMW del Cinghialone tenta di stare appresso alle manate di gas della Suzuki poi la Z1000 di Manuel e via via gli altri, tutti si impegnano allo stremo le riprese hanno senso se si crea un bel filotto di moto, ad un certo punto prende la testa il CB1000R di Aldo, in quel frangente guidato dal Duka…la moto è condotta all’ estremo e l’arrivo a Passo Godi (1.600 mt circa) è il giusto premio a tanta fatica! Anche lo stomaco inizia a mandare segnali inequivocabili…ma l’attesa è presto ripagata dagli squisiti arrosticini del locale Las Vegas lungo la SS479 luogo ormai ‘mitico’, poco dopo il bel borgo di Scanno.

Alla fine non saranno solo più di 190 arrosticini, ma anche salcicce e patate a volontà, che goduria!

Salutiamo anche il grande Gianfry (Ducati Monster 800 S2R) che deve ritornare a Latina e ne avrà per un altro paio d’ore in solitaria…alla prossima!

Rimasti in 18 affrontiamo un altro splendore unico, le Gole del Sagittario! Ogni volta che le percorriamo è come se fosse la prima, per le emozioni che regala questo tratto di strada.

Superiamo Anversa degli Abruzzi e puntiamo verso Cocullo da dove inizia un altro tratto da veri specialisti delle due ruote che in circa 35 chilometri ci porta prima a Goriano Sicoli poi Castel di Ieri per incrociare la SS5 Tiburtina che curva  dopo curva ci conduce fino alla Forca Caruso (1.107 mt) in un crescendo di velocità e tecnica di guida sorprendenti. In questo tratto conducono il Gruppo dapprima il Tutina e la sua instancabile Hayabusa, il Cinghialone poi anche il Bonzo nostro amato Presidente con la sua Kawasaki Z1000 ed infine Manuel con l’altra Z1000.

Alla Forca rimaniamo colpiti sia per lo spettacolo naturalistico che si staglia di fronte a noi  (siamo pur sempre nel Parco Regionale Sirente-Velino) sia per le enormi pale eoliche che sono presenti sul territorio in gran numero.

Qualche altro scambio di moto tra i gitanti per alleviare il monotono tragitto che dopo Avezzano ci riporta verso casa. Salutiamo Max, detto Pollicino, e la sua Ducati 1098 perché ormai la frizione è andata e preferisce il tratto autostradale…

Quasi a voler sancire la fine dei magnifici tre giorni anche il tempo manda giù qualche goccia d’acqua che ci fa consigliare l’uso dell’autostrada, sosta all’Autogrill (dove il buon Alessandro ‘Sort’ offre l’aperitivo a tutti) per i saluti finali ed i ringraziamenti!

Appagati, sicuramente stanchi ma felici come bambini in un parco giochi, ritorniamo ognuno alla propria casa con la certezza di aver scritto un’altra pagina indelebile nella storia del nostro grande Gruppo!


Vi lascio con lo splendido resoconto fatto dal Bonzo…’i numeri’ di questo 4° BT Only Men:

“Come più volte dimostrato nei miei lunghi discorsi, ci sono poche parole per descrivere momenti come quelli appena trascorsi insieme. Resteranno indelebili nella memoria gli inaspettati numeri di questa vacanza:

·        curve con la Busa negli specchietti: 5;

·        minuti di attesa tra una portata e l'altra all'agriturismo: 38’;

·        tonalità di colore sulla faccia di Cecco ai goals della Roma: 8;

·        numero di scoppietti del Suzuki TL 1000 di Danilo: 814;

·        giri del motore del CB1000 guidato dal Duka (Eugenio): 18.600;

·        numero di scodate di Aldo col Superduke in staccata: 16;

·        decibel prodotti dal russare del Bonzo: 45;

·        euro per compenso scuola guida a Sort: 40; 

·        scambi di moto in 3 giorni 56;

·        metri lineari di nastro impiegato per il CBR1000RR di Penna: 15;

·        salsicce trangugiate dal tutina al locale Las Vegas: 14;

·        numero di "sfiati" prodotti dal Penna durante la notte: 50;

·        gradi di piega col Bandit del Sorcio: 85°;

·        velocità di punta raggiunta sulla "pista" di ritorno a Campobasso: 196 (ma qualcuno giura di più…);

·        gocce d'acqua prese: 3;

·        bulloni persi dalla Ducati di Max (detto Pollicino): 72;

·        arrosticini ordinati al locale Las vegas: 1.000;

·        bivi nel centro di Avezzano: 315;

·        millimetri di battistrada di Tone a fine giro: -2;

·        temperatura corporea del Bonzo con la tuta indaffarato a riparare la Ducati: 56,5°;

·        fastidiosi raschietti prodotti dalla trachea del ‘Sort’: 10.220;

           e tanti, tanti altri...


Quanto ci è costata la vacanza:

Benzina :        €  86

Pranzi :          €  44

Agriturismo : € 109

Totale :         € 239


Dove mangiare:

Rifugio Duca d’Aosta : www.rifugioducadaosta.it

                                   Tel.3388920974 , cell. 3472315216

Rifugio Tre Faggi :      www.rifugiotrefaggi.com

                                   località Bocca della Selva

                                  Tel. 0824862222         

Punto ristoro Las Vegas : tel.0864747673


Dove dormire:

Agriturismo La Sorgente : www.agriturismolasorgente.it

via Arattiera 86096, Macchiagodena (IS) (tel 0865-810199/3383134022)



Domenica 22 maggio la sveglia suona alle ore 8.30, il tempo è velatamente coperto ma non minaccia pioggia, la voglia di riprendere le moto è tanta anche se il letto sembra trattenerci a forza…la colazione non ci soddisfa appieno avremmo preferito una maggiore scelta invece  non si va oltre le fette di pane e del ciambellone a pezzi da farcire con miele o confettura di more, solo su richiesta otteniamo della buona spremuta di mele fatta in casa!

Comunque rivestiti i panni dei piloti e smessi i pigiami, alle 10.00 siamo pronti per ripartire. Il Programma odierno prevede, in mattinata, la salita  al Parco Regionale del Matese, non prima di aver rifornito le nostre amate moto del carburante…perciò altra sosta lungo la SS17 nei pressi di Cantalupo nel Sannio. Tutti pronti? Macchè, neanche a farlo apposta la 1098 di Max sembra pericolosamente traballare sul cavalletto, scopriamo che una delle due viti è andata persa…la soluzione ha un solo nome: il Bonzo! Che abilmente recupera una vite dal telaio Ducati e la inserisce al posto di quella persa, restituendo stabilità alla 1098…altri 30 minuti persi, ma siamo pronti a partire davvero!

La salita inizia con belle curve fino a Roccamandolfi, dove incrociamo anche un matrimonio…poi la strada si fa stretta e sporca fino al paese di S. Massimo (dove Max prova il TL1000 di Danilo…) da lì ci immettiamo finalmente nella fantastica salita fino a Campitello Matese, che nonostante qualche ‘toppa’ regala emozioni forti tra allunghi, tornanti e staccate mozzafiato. L’arrivo a Campitello ci permette di gustare il panorama bellissimo col Monte Miletto (2.025 mt) a farla da padrone.

Breve sosta per riprendere fiato e ripercorrere con la mente il toboga appena fatto…e siamo di nuovo in moto, purtroppo non riusciamo a proseguire verso la Sella? del Perrone (1.255 mt) per via della strada non propriamente carrabile e siamo costretti a ripercorrere, stavolta in discesa, la stessa strada…che peccato, vero?!

Senza perderci d’animo troviamo il modo di giungere comunque alla Sella del Perrone attraverso un tratto di strada montana davvero unico. Ripresa per pochi chilometri la SS17 deviamo quasi subito per Guardiaregia, splendidamente arroccata, e da lì ci lanciamo in un percorso di circa 12 chilometri davvero furibondi tra chicane e allunghi imperiosi fino ad arrivare alla Sella (in provincia di Caserta). Il posto è immerso nel verde del Parco e dopo circa 5 chilometri giungiamo al Rifugio Tre Faggi per il frugale pranzo a base di panini e birra, dove con circa 4 euro ci fermiamo lo stomaco!

E’ già da un pò, come da tradizione del BT Only Men che, tra di noi ci si presti le moto per apprezzarne pregi e difetti, d’altronde con 23 moto c’è davvero l’imbarazzo della scelta…capita pure di vedere il buon vecchio Bandit sfrecciare a ridosso del gruppo di testa, guidato con un certo piglio!

Consumato il pasto, scendiamo verso Sepino con un ritmo davvero blando anche perché la strada, molto rovinata e sporca, non consente velocità superiori. Ripresa la ‘noiosa e piatta’ SS17, fortunatamente l’ abbandoniamo quasi subito in direzione Vinchiaturo dove , effettuato il secondo ‘pit stop’ della giornata e salutati 4 membri del BT che devono tornare a Roma, imbocchiamo la ‘vecchia’ SS17 che con una marea di curve e discreto asfalto ci porta fino al Lago di Occhito, nei pressi del paese di Gambatesa, non  prima di aver fatto sosta per un gelatino al paese di Gildone…

Ad un certo punto leggiamo tra i cartelli stradali anche quello per Foggia che dista 60 chilometri! Sono le 17.00 e siamo al confine con la Puglia.

Per tornare verso Campobasso prendiamo la SS645, che non fatico a definire una pista aperta al pubblico…velocissima, con asfalto perfetto consente una guida aggressiva e sportiva grazie anche allo scarsissimo flusso automobilistico. Insomma 23 chilometri di pura goduria che hanno lasciato tutti i membri del BT assolutamente soddisfatti…

Lasciata Campobasso, cerchiamo il passaggio verso Oratino e poi verso Castropignano in un dèdalo di tornanti tecnici ma resi più difficili dall’asfalto traditore…in uno di questi la CBR1000RR del Penna conosce l’asfalto, fortunatamente né per lui, né per la moto rileviamo danni irreparabili, solo tanto spavento!

Anche qui l’intervento di San Bonzo consente di assemblare al meglio la CBR1000RR, usiamo il nastro americano e il biadesivo per tenere le parti della carena danneggiate e sostituiamo la pedalina del passeggero con quella del guidatore che si è rotta nell’impatto…le leve freno e frizione sono solo uno splendido ricordo ridotte ad amabili moncherini!

Penna, per smaltire rabbia e dolore, preferisce proseguire sulla più comoda Kawasaki ER6N di Andrea che invece si prende in carico la moto ferita…

Arriviamo con andatura molto turistica verso le 20.00 all’Agriturismo dopo una giornata memorabile sotto tanti punti di vista!

Facendo i conti: la Ducati non si è persa altre viti, la CBR1000RR è malconcia ma in perfetto funzionamento, il GSR600 di Tone comincia a mostrare nel suo gommone posteriore evidenti cenni di cedimento... e c’è ancora un giorno di grande motociclismo…speriamo bene!

La cena all’Agriturismo viene servita verso le 21.15, ci sono piatti nuovi rispetto alla sera precedente, veniamo tra l’altro allietati dalla partita della Roma a cui deve partecipare anche l’unico laziale del gruppo… il povero Cecco che subisce gli innumerevoli sfottò ed i tre goals della Magica!

Commentati con grande ènfasi i momenti salienti della giornata decidiamo che Morfeo deve prendersi cura di noi…verso mezzanotte e mezzo crolliamo distrutti dal sonno!


Per la consueta tre giorni del BT Only Men (giunto, ormai, alla quarta edizione) quest’anno abbiamo puntato i fari sul Molise, regione poco conosciuta e soprattutto poco pubblicizzata ma che meriterebbe maggiore attenzione, per la sua storia ricca di testimonianze sannite e per i suoi bellissimi scorci naturalistici.

Per raggiungere il Molise abbiamo percorso alcune tra le strade, motociclisticamente parlando, più belle e gustose a disposizione. Il meteo ha fatto il resto assicurando temperature piacevoli preservandoci dal pericolo pioggia…

Il Gruppo formato da ben 21 moto (ma saremo 23, record di partecipanti per questa manifestazione, poiché Tone e Mauro ci raggiungeranno all’ Agriturismo in serata) e ben 3 telecamere è partito da Roma, dal solito ‘piazzale Tutini ’, sabato 21 maggio. Tutte le moto erano in grande spolvero, quasi dovessero sfilare ad un concorso di moda, pronte a fare bella figura per la foto di rito insieme ai loro valorosi piloti!

Il percorso, approfonditamente studiato nelle serate invernali, prevede una media di circa 340 chilometri giornalieri, la realtà ci dirà che il computo totale dei chilometri percorsi nei tre giorni non raggiungerà i 900 chilometri per una serie di cause che spiegheremo strada facendo…

L’Only Men da sempre si caratterizza come una prova dura che richiede grande impegno mentale e fisico per macinare i chilometri previsti dal Programma.

Vi sono piloti di lungo corso, smaliziati che appresso al sottoscritto sostengono un ritmo serrato durante tutte le giornate in modo da dare a tutti la possibilità di ‘guidare’ secondo il proprio stile con l’obiettivo, se possibile, di migliorarlo.

Per gli amanti delle grandi pieghe il tragitto quest’anno prevedeva alcuni grandi ‘classici’ come la Capistrello-Sora?, la mitica Sora-Opi, la salita a Passo Godi o le gole del Sagittario (tutte in Abruzzo) ma anche il Molise ci ha riservato magnifici sorrisi sotto al casco…

Il primo tratto fino a Subiaco, sulla Tiburtina SS5 è ormai collaudato da numerose uscite domenicali e non prevede particolari difficoltà, ad eccezione di qualche autovelox che invita alla prudenza…

un consiglio evitate di passare per Tivoli, oramai congestionata dal traffico e preferite il breve tratto autostradale della A24, uscendo a Castel Madama per riprendere la Tiburtina.

Da Subiaco inizia un bel percorso sulla SS411 che porta fino agli Altipiani di Arcinazzo, porta d’ingresso del Parco dei Monti Simbruini, di qui fino a Trevi nel Lazio e poi Filettino dove facciamo la prima sosta con un centinaio di chilometri sul groppone.

Attiriamo subito l‘attenzione dei locali che si avvicinano ai nostri bolidi con fare curioso, mentre il munifico Aldo si preoccupa di fornire tranci di pizza a tutta la comitiva avendo scovato un forno non lontano dalla piazzetta del paese…che bontà! Ma le soste, soprattutto con 21 moto, rischiano sempre di diventare pause bibliche perciò richiamo all’ ordine i gitanti imponendo i soliti due minuti e venti secondi alla partenza…

L’asfalto in questo tratto, purtroppo, non ispira molta fiducia è rovinato, sconnesso sicuramente provato dal lungo e freddo inverno, ci troviamo a scartare così brecciolino, sassi e massi ed in alcuni brevi tratti ci imbattiamo in un vero off-road che non piace alle nostre gomme! Solo Elio col suo GS1200 sembra essere felice…però lo spettacolo naturale è davvero molto bello a contatto con la natura più selvaggia.

Finalmente valichiamo in Abruzzo giungendo a Capistrello ed evitando accuratamente la superstrada, prendiamo la SR82 fino a Sora.

Inutile dire che questi 40 chilometri sono un vero spasso per noi motociclisti, pochissimo traffico, asfalto in buone condizioni generali, ad eccezione di un paio di sconnessioni che se prese ad una certa velocità fanno sobbalzare, ma niente che non sia gestibile.

A Sora dobbiamo fare il primo rifornimento che per 21 moto significa almeno 20 minuti di sosta…

Ripartiti affrontiamo il primo ‘grande classico’ del Tour, la salita fino a Forca d’Acero (1.535 mt) attraverso la ‘stupefacente’ SS666. Dire che sia una delle più belle strade italiane è forse scontato, di sicuro scatena ogni prurito motociclistico. Tecnica ed anche veloce in larghi tratti consente ritmi furibondi grazie ad un asfalto perfetto, a discapito degli splendidi scenari che, via via che si sale, si possono ammirare!

In realtà poi la SS666 diventa SS509 in prossimità di Forca d’Acero, dove ci fermiamo nei pressi del Rifugio Duca d’Aosta, per consumare un ottimo pranzo a base di antipasti di salumi locali, bruschette e pasta al sugo di cinghiale e di capriolo in grande abbondanza! 20 euro a testa e belli sazi siamo pronti a rimetterci in sella alle belve…anche se qualcuno pregustava un pisolino ristoratore…

Il post-pranzo è quasi sempre drammatico da affrontare, la digestione non aiuta a guidare allo stesso ritmo ed i riflessi sono meno efficienti che non prima della sosta, per questo cerchiamo subito di trovare invece il giusto ritmo per mantenere vivi i sensi e l’attenzione.

Il tratto di strada ci porta fino ad Opi e poco dopo giungiamo nei pressi di Barrea, costeggiando il bel lago omonimo.

Qui veniamo fermati da alcuni mandriani che fanno passare per un breve tratto stradale un centinaio di cavalli, lo spettacolo è davvero insolito, scattiamo qualche foto e ripartiamo smarcando i numerosi ‘resti organici’ che troviamo per strada!

Il confine col Molise è ormai vicino, a Ponte Zittola c’è il bivio per la SS17 Apulo-Sannitica con le indicazioni per Isernia.

Sapevamo che questo tratto stradale è il ‘top ’  per i motociclisti locali, poiché in rapida sequenza consente di passare per il Valico di Rionero sannitico (1.050 mt) e per il Valico del Macerone (787 mt).

Perciò non appena imbocchiamo la strada iniziamo , come sempre, a imporre un ritmo sostenuto.

Ottimo asfalto, il Valico di Rionero si passa quasi subito e dopo alcuni chilometri da sballo si arriva nei pressi di un bivio prima del paese di Vandra.

Qui dopo una breve sosta decidiamo, erroneamente, di svoltare a sinistra invece di proseguire…

Prendiamo la noiosa variante che porta ad Isernia dopo una quindicina di interminabili chilometri.

Non riusciamo così a fare il Valico del Macerone…che peccato! Ma ci rifaremo con gli interessi…

Superata di slancio Isernia, prendiamo il bivio per Carpinone dove ci fermiamo per una meritata pausa, anche perché la sete prodotta dal prosciutto del pranzo richiede soddisfazione…quasi tutti al bar del paese richiedono la lemonsoda!!!

Qui accade il primo imprevisto del Tour, la Ducati 1098 di Max, perde olio!

In paese cerchiamo un meccanico ma è come cercare l’acqua nel deserto, i tecnici del Gruppo…Bonzo ed Alessandro su tutti, cercano di capire da dove emerga il problema e soprattutto come risolverlo. Fortunatamente abbiamo in gruppo anche una KTM, quella del Duka, che fornisce l’attrezzatissimo kit di salvataggio che permette di intervenire sulla 1098.

Il Presidente Bonzo affila così le armi a sua disposizione e in men che non si dica riesce a fermare la perdita d’olio, riconsegnando a Max la moto.

E’ ormai tardi per poter fare l’“anello” motociclistico che avevo tracciato intorno a Macchiagodena (IS), luogo dell’ Agriturismo La Sorgente? dove sosteremo per due notti, perciò preferiamo dirigerci direttamente lì senza allungare oltre. Sono le 19.30 quando dopo quasi 300 chilometri arriviamo a destinazione! Sul luogo troviamo il buon Tone, arrivato direttamente da Roma e verso le 20.00 vediamo spuntare la Hornet di Mauro anche lui in solitaria da Roma per condividere con noi il resto della vacanza…Grandi!! Ecco ricomposte le 23 moto!

L’Agriturismo La Sorgente è una struttura abbastanza recente, in pietra immersa nel verde della campagna e tutto sommato ben rifinita. Veniamo disposti in stanze da due e da tre posti, doccia ristoratrice e poi tutti a cena!

La fame è abbastanza nonostante il pranzo a Forca d’Acero, iniziamo con gli antipasti locali a base di formaggi e salumi, poi è la volta del pancotto (u’ pappone), superba pietanza tipica molisana fatta di pane raffermo bagnato,guanciale e pezzi di salcicce. Si prosegue con un primo a base di funghi e tartufo e per concludere una discreta grigliata mista. Dolce e caffè a chiusura della tavolata…Solo alle 23.30 riusciamo a poggiare la testa sui cuscini…dopo aver condiviso a tavola le emozioni di questa prima giornata dell’Only Men!


Lunedi 23 maggio è il giorno del rientro e probabilmente da un punto di vista prettamente motociclistico è stato il migliore. Saldato il conto all’Agriturismo dove per due notti colazioni e cene incluse, abbiamo speso la modica cifra di 109 euro cadauno e fatta la consueta foto di rito alla partenza siamo pronti per rimetterci in viaggio. Il povero Penna decide, giustamente, di tornare a Roma per le vie brevi, cioè l’autostrada…mentre noi proseguiamo lungo la SS17 fino ad Isernia, non appena superiamo la città inizia la salita al Valico del Macerone, che si rivela a dir poco entusiasmante. Asfalto perfetto, curve strette ed altre larghe da raccordare in un saliscendi fantastico fino a paese di Vandra. Riprendiamo fiato commentando l’incredibile tragitto, scattiamo qualche foto e via alla conquista del Valico di Rionero Sannitico per giungere di nuovo al confine con l’Abruzzo a Ponte Zittola. Insomma 40 chilometri indimenticabili che non abbiamo difficoltà a paragonare ad altre strade mitiche come il Valico dello Spino, la Futa, Passo Fangacci o Bocca Serriola!

Ritmo blando fino a Villetta Barrea dove prendiamo la SS479, una strada che conosciamo molto bene, accendiamo le telecamere… il tratto che andiamo a fare è di quelli che non si dimenticano facilmente, non c’è bisogno di ripeterlo, pronti via! Si scatena un mini-gp appresso alla Hayabusa del Tutina, dapprima la BMW del Cinghialone tenta di stare appresso alle manate di gas della Suzuki poi la Z1000 di Manuel e via via gli altri, tutti si impegnano allo stremo le riprese hanno senso se si crea un bel filotto di moto, ad un certo punto prende la testa il CB1000R di Aldo, in quel frangente guidato dal Duka…la moto è condotta all’ estremo e l’arrivo a Passo Godi (1.600 mt circa) è il giusto premio a tanta fatica! Anche lo stomaco inizia a mandare segnali inequivocabili…ma l’attesa è presto ripagata dagli squisiti arrosticini del locale Las Vegas lungo la SS479 luogo ormai ‘mitico’, poco dopo il bel borgo di Scanno.

Alla fine non saranno solo più di 190 arrosticini, ma anche salcicce e patate a volontà, che goduria!

Salutiamo anche il grande Gianfry (Ducati Monster 800 S2R) che deve ritornare a Latina e ne avrà per un altro paio d’ore in solitaria…alla prossima!

Rimasti in 18 affrontiamo un altro splendore unico, le Gole del Sagittario! Ogni volta che le percorriamo è come se fosse la prima, per le emozioni che regala questo tratto di strada.

Superiamo Anversa degli Abruzzi e puntiamo verso Cocullo da dove inizia un altro tratto da veri specialisti delle due ruote che in circa 35 chilometri ci porta prima a Goriano Sicoli poi Castel di Ieri per incrociare la SS5 Tiburtina che curva  dopo curva ci conduce fino alla Forca Caruso (1.107 mt) in un crescendo di velocità e tecnica di guida sorprendenti. In questo tratto conducono il Gruppo dapprima il Tutina e la sua instancabile Hayabusa, il Cinghialone poi anche il Bonzo nostro amato Presidente con la sua Kawasaki Z1000 ed infine Manuel con l’altra Z1000.

Alla Forca rimaniamo colpiti sia per lo spettacolo naturalistico che si staglia di fronte a noi  (siamo pur sempre nel Parco Regionale Sirente-Velino) sia per le enormi pale eoliche che sono presenti sul territorio in gran numero.

Qualche altro scambio di moto tra i gitanti per alleviare il monotono tragitto che dopo Avezzano ci riporta verso casa. Salutiamo Max, detto Pollicino, e la sua Ducati 1098 perché ormai la frizione è andata e preferisce il tratto autostradale…

Quasi a voler sancire la fine dei magnifici tre giorni anche il tempo manda giù qualche goccia d’acqua che ci fa consigliare l’uso dell’autostrada, sosta all’Autogrill (dove il buon Alessandro ‘Sort’ offre l’aperitivo a tutti) per i saluti finali ed i ringraziamenti!

Appagati, sicuramente stanchi ma felici come bambini in un parco giochi, ritorniamo ognuno alla propria casa con la certezza di aver scritto un’altra pagina indelebile nella storia del nostro grande Gruppo!


Vi lascio con lo splendido resoconto fatto dal Bonzo…’i numeri’ di questo 4° BT Only Men:

“Come più volte dimostrato nei miei lunghi discorsi, ci sono poche parole per descrivere momenti come quelli appena trascorsi insieme. Resteranno indelebili nella memoria gli inaspettati numeri di questa vacanza:

·        curve con la Busa negli specchietti: 5;

·        minuti di attesa tra una portata e l'altra all'agriturismo: 38’;

·        tonalità di colore sulla faccia di Cecco ai goals della Roma: 8;

·        numero di scoppietti del Suzuki TL 1000 di Danilo: 814;

·        giri del motore del CB1000 guidato dal Duka (Eugenio): 18.600;

·        numero di scodate di Aldo col Superduke in staccata: 16;

·        decibel prodotti dal russare del Bonzo: 45;

·        euro per compenso scuola guida a Sort: 40; 

·        scambi di moto in 3 giorni 56;

·        metri lineari di nastro impiegato per il CBR1000RR di Penna: 15;

·        salsicce trangugiate dal tutina al locale Las Vegas: 14;

·        numero di "sfiati" prodotti dal Penna durante la notte: 50;

·        gradi di piega col Bandit del Sorcio: 85°;

·        velocità di punta raggiunta sulla "pista" di ritorno a Campobasso: 196 (ma qualcuno giura di più…);

·        gocce d'acqua prese: 3;

·        bulloni persi dalla Ducati di Max (detto Pollicino): 72;

·        arrosticini ordinati al locale Las vegas: 1.000;

·        bivi nel centro di Avezzano: 315;

·        millimetri di battistrada di Tone a fine giro: -2;

·        temperatura corporea del Bonzo con la tuta indaffarato a riparare la Ducati: 56,5°;

·        fastidiosi raschietti prodotti dalla trachea del ‘Sort’: 10.220;

           e tanti, tanti altri...


Quanto ci è costata la vacanza:

Benzina :        €  86

Pranzi :          €  44

Agriturismo : € 109

Totale :         € 239


Dove mangiare:

Rifugio Duca d’Aosta : www.rifugioducadaosta.it

                                   Tel.3388920974 , cell. 3472315216

Rifugio Tre Faggi :      www.rifugiotrefaggi.com

                                   località Bocca della Selva

                                  Tel. 0824862222         

Punto ristoro Las Vegas : tel.0864747673


Dove dormire:

Agriturismo La Sorgente : www.agriturismolasorgente.it

via Arattiera 86096, Macchiagodena (IS) (tel 0865-810199/3383134022)



Domenica 22 maggio la sveglia suona alle ore 8.30, il tempo è velatamente coperto ma non minaccia pioggia, la voglia di riprendere le moto è tanta anche se il letto sembra trattenerci a forza…la colazione non ci soddisfa appieno avremmo preferito una maggiore scelta invece  non si va oltre le fette di pane e del ciambellone a pezzi da farcire con miele o confettura di more, solo su richiesta otteniamo della buona spremuta di mele fatta in casa!

Comunque rivestiti i panni dei piloti e smessi i pigiami, alle 10.00 siamo pronti per ripartire. Il Programma odierno prevede, in mattinata, la salita  al Parco Regionale del Matese, non prima di aver rifornito le nostre amate moto del carburante…perciò altra sosta lungo la SS17 nei pressi di Cantalupo nel Sannio. Tutti pronti? Macchè, neanche a farlo apposta la 1098 di Max sembra pericolosamente traballare sul cavalletto, scopriamo che una delle due viti è andata persa…la soluzione ha un solo nome: il Bonzo! Che abilmente recupera una vite dal telaio Ducati e la inserisce al posto di quella persa, restituendo stabilità alla 1098…altri 30 minuti persi, ma siamo pronti a partire davvero!

La salita inizia con belle curve fino a Roccamandolfi, dove incrociamo anche un matrimonio…poi la strada si fa stretta e sporca fino al paese di S. Massimo (dove Max prova il TL1000 di Danilo…) da lì ci immettiamo finalmente nella fantastica salita fino a Campitello Matese, che nonostante qualche ‘toppa’ regala emozioni forti tra allunghi, tornanti e staccate mozzafiato. L’arrivo a Campitello ci permette di gustare il panorama bellissimo col Monte Miletto (2.025 mt) a farla da padrone.

Breve sosta per riprendere fiato e ripercorrere con la mente il toboga appena fatto…e siamo di nuovo in moto, purtroppo non riusciamo a proseguire verso la Sella? del Perrone (1.255 mt) per via della strada non propriamente carrabile e siamo costretti a ripercorrere, stavolta in discesa, la stessa strada…che peccato, vero?!

Senza perderci d’animo troviamo il modo di giungere comunque alla Sella del Perrone attraverso un tratto di strada montana davvero unico. Ripresa per pochi chilometri la SS17 deviamo quasi subito per Guardiaregia, splendidamente arroccata, e da lì ci lanciamo in un percorso di circa 12 chilometri davvero furibondi tra chicane e allunghi imperiosi fino ad arrivare alla Sella (in provincia di Caserta). Il posto è immerso nel verde del Parco e dopo circa 5 chilometri giungiamo al Rifugio Tre Faggi per il frugale pranzo a base di panini e birra, dove con circa 4 euro ci fermiamo lo stomaco!

E’ già da un pò, come da tradizione del BT Only Men che, tra di noi ci si presti le moto per apprezzarne pregi e difetti, d’altronde con 23 moto c’è davvero l’imbarazzo della scelta…capita pure di vedere il buon vecchio Bandit sfrecciare a ridosso del gruppo di testa, guidato con un certo piglio!

Consumato il pasto, scendiamo verso Sepino con un ritmo davvero blando anche perché la strada, molto rovinata e sporca, non consente velocità superiori. Ripresa la ‘noiosa e piatta’ SS17, fortunatamente l’ abbandoniamo quasi subito in direzione Vinchiaturo dove , effettuato il secondo ‘pit stop’ della giornata e salutati 4 membri del BT che devono tornare a Roma, imbocchiamo la ‘vecchia’ SS17 che con una marea di curve e discreto asfalto ci porta fino al Lago di Occhito, nei pressi del paese di Gambatesa, non  prima di aver fatto sosta per un gelatino al paese di Gildone…

Ad un certo punto leggiamo tra i cartelli stradali anche quello per Foggia che dista 60 chilometri! Sono le 17.00 e siamo al confine con la Puglia.

Per tornare verso Campobasso prendiamo la SS645, che non fatico a definire una pista aperta al pubblico…velocissima, con asfalto perfetto consente una guida aggressiva e sportiva grazie anche allo scarsissimo flusso automobilistico. Insomma 23 chilometri di pura goduria che hanno lasciato tutti i membri del BT assolutamente soddisfatti…

Lasciata Campobasso, cerchiamo il passaggio verso Oratino e poi verso Castropignano in un dèdalo di tornanti tecnici ma resi più difficili dall’asfalto traditore…in uno di questi la CBR1000RR del Penna conosce l’asfalto, fortunatamente né per lui, né per la moto rileviamo danni irreparabili, solo tanto spavento!

Anche qui l’intervento di San Bonzo consente di assemblare al meglio la CBR1000RR, usiamo il nastro americano e il biadesivo per tenere le parti della carena danneggiate e sostituiamo la pedalina del passeggero con quella del guidatore che si è rotta nell’impatto…le leve freno e frizione sono solo uno splendido ricordo ridotte ad amabili moncherini!

Penna, per smaltire rabbia e dolore, preferisce proseguire sulla più comoda Kawasaki ER6N di Andrea che invece si prende in carico la moto ferita…

Arriviamo con andatura molto turistica verso le 20.00 all’Agriturismo dopo una giornata memorabile sotto tanti punti di vista!

Facendo i conti: la Ducati non si è persa altre viti, la CBR1000RR è malconcia ma in perfetto funzionamento, il GSR600 di Tone comincia a mostrare nel suo gommone posteriore evidenti cenni di cedimento... e c’è ancora un giorno di grande motociclismo…speriamo bene!

La cena all’Agriturismo viene servita verso le 21.15, ci sono piatti nuovi rispetto alla sera precedente, veniamo tra l’altro allietati dalla partita della Roma a cui deve partecipare anche l’unico laziale del gruppo… il povero Cecco che subisce gli innumerevoli sfottò ed i tre goals della Magica!

Commentati con grande ènfasi i momenti salienti della giornata decidiamo che Morfeo deve prendersi cura di noi…verso mezzanotte e mezzo crolliamo distrutti dal sonno!


Per la consueta tre giorni del BT Only Men (giunto, ormai, alla quarta edizione) quest’anno abbiamo puntato i fari sul Molise, regione poco conosciuta e soprattutto poco pubblicizzata ma che meriterebbe maggiore attenzione, per la sua storia ricca di testimonianze sannite e per i suoi bellissimi scorci naturalistici.

Per raggiungere il Molise abbiamo percorso alcune tra le strade, motociclisticamente parlando, più belle e gustose a disposizione. Il meteo ha fatto il resto assicurando temperature piacevoli preservandoci dal pericolo pioggia…

Il Gruppo formato da ben 21 moto (ma saremo 23, record di partecipanti per questa manifestazione, poiché Tone e Mauro ci raggiungeranno all’ Agriturismo in serata) e ben 3 telecamere è partito da Roma, dal solito ‘piazzale Tutini ’, sabato 21 maggio. Tutte le moto erano in grande spolvero, quasi dovessero sfilare ad un concorso di moda, pronte a fare bella figura per la foto di rito insieme ai loro valorosi piloti!

Il percorso, approfonditamente studiato nelle serate invernali, prevede una media di circa 340 chilometri giornalieri, la realtà ci dirà che il computo totale dei chilometri percorsi nei tre giorni non raggiungerà i 900 chilometri per una serie di cause che spiegheremo strada facendo…

L’Only Men da sempre si caratterizza come una prova dura che richiede grande impegno mentale e fisico per macinare i chilometri previsti dal Programma.

Vi sono piloti di lungo corso, smaliziati che appresso al sottoscritto sostengono un ritmo serrato durante tutte le giornate in modo da dare a tutti la possibilità di ‘guidare’ secondo il proprio stile con l’obiettivo, se possibile, di migliorarlo.

Per gli amanti delle grandi pieghe il tragitto quest’anno prevedeva alcuni grandi ‘classici’ come la Capistrello-Sora?, la mitica Sora-Opi, la salita a Passo Godi o le gole del Sagittario (tutte in Abruzzo) ma anche il Molise ci ha riservato magnifici sorrisi sotto al casco…

Il primo tratto fino a Subiaco, sulla Tiburtina SS5 è ormai collaudato da numerose uscite domenicali e non prevede particolari difficoltà, ad eccezione di qualche autovelox che invita alla prudenza…

un consiglio evitate di passare per Tivoli, oramai congestionata dal traffico e preferite il breve tratto autostradale della A24, uscendo a Castel Madama per riprendere la Tiburtina.

Da Subiaco inizia un bel percorso sulla SS411 che porta fino agli Altipiani di Arcinazzo, porta d’ingresso del Parco dei Monti Simbruini, di qui fino a Trevi nel Lazio e poi Filettino dove facciamo la prima sosta con un centinaio di chilometri sul groppone.

Attiriamo subito l‘attenzione dei locali che si avvicinano ai nostri bolidi con fare curioso, mentre il munifico Aldo si preoccupa di fornire tranci di pizza a tutta la comitiva avendo scovato un forno non lontano dalla piazzetta del paese…che bontà! Ma le soste, soprattutto con 21 moto, rischiano sempre di diventare pause bibliche perciò richiamo all’ ordine i gitanti imponendo i soliti due minuti e venti secondi alla partenza…

L’asfalto in questo tratto, purtroppo, non ispira molta fiducia è rovinato, sconnesso sicuramente provato dal lungo e freddo inverno, ci troviamo a scartare così brecciolino, sassi e massi ed in alcuni brevi tratti ci imbattiamo in un vero off-road che non piace alle nostre gomme! Solo Elio col suo GS1200 sembra essere felice…però lo spettacolo naturale è davvero molto bello a contatto con la natura più selvaggia.

Finalmente valichiamo in Abruzzo giungendo a Capistrello ed evitando accuratamente la superstrada, prendiamo la SR82 fino a Sora.

Inutile dire che questi 40 chilometri sono un vero spasso per noi motociclisti, pochissimo traffico, asfalto in buone condizioni generali, ad eccezione di un paio di sconnessioni che se prese ad una certa velocità fanno sobbalzare, ma niente che non sia gestibile.

A Sora dobbiamo fare il primo rifornimento che per 21 moto significa almeno 20 minuti di sosta…

Ripartiti affrontiamo il primo ‘grande classico’ del Tour, la salita fino a Forca d’Acero (1.535 mt) attraverso la ‘stupefacente’ SS666. Dire che sia una delle più belle strade italiane è forse scontato, di sicuro scatena ogni prurito motociclistico. Tecnica ed anche veloce in larghi tratti consente ritmi furibondi grazie ad un asfalto perfetto, a discapito degli splendidi scenari che, via via che si sale, si possono ammirare!

In realtà poi la SS666 diventa SS509 in prossimità di Forca d’Acero, dove ci fermiamo nei pressi del Rifugio Duca d’Aosta, per consumare un ottimo pranzo a base di antipasti di salumi locali, bruschette e pasta al sugo di cinghiale e di capriolo in grande abbondanza! 20 euro a testa e belli sazi siamo pronti a rimetterci in sella alle belve…anche se qualcuno pregustava un pisolino ristoratore…

Il post-pranzo è quasi sempre drammatico da affrontare, la digestione non aiuta a guidare allo stesso ritmo ed i riflessi sono meno efficienti che non prima della sosta, per questo cerchiamo subito di trovare invece il giusto ritmo per mantenere vivi i sensi e l’attenzione.

Il tratto di strada ci porta fino ad Opi e poco dopo giungiamo nei pressi di Barrea, costeggiando il bel lago omonimo.

Qui veniamo fermati da alcuni mandriani che fanno passare per un breve tratto stradale un centinaio di cavalli, lo spettacolo è davvero insolito, scattiamo qualche foto e ripartiamo smarcando i numerosi ‘resti organici’ che troviamo per strada!

Il confine col Molise è ormai vicino, a Ponte Zittola c’è il bivio per la SS17 Apulo-Sannitica con le indicazioni per Isernia.

Sapevamo che questo tratto stradale è il ‘top ’  per i motociclisti locali, poiché in rapida sequenza consente di passare per il Valico di Rionero sannitico (1.050 mt) e per il Valico del Macerone (787 mt).

Perciò non appena imbocchiamo la strada iniziamo , come sempre, a imporre un ritmo sostenuto.

Ottimo asfalto, il Valico di Rionero si passa quasi subito e dopo alcuni chilometri da sballo si arriva nei pressi di un bivio prima del paese di Vandra.

Qui dopo una breve sosta decidiamo, erroneamente, di svoltare a sinistra invece di proseguire…

Prendiamo la noiosa variante che porta ad Isernia dopo una quindicina di interminabili chilometri.

Non riusciamo così a fare il Valico del Macerone…che peccato! Ma ci rifaremo con gli interessi…

Superata di slancio Isernia, prendiamo il bivio per Carpinone dove ci fermiamo per una meritata pausa, anche perché la sete prodotta dal prosciutto del pranzo richiede soddisfazione…quasi tutti al bar del paese richiedono la lemonsoda!!!

Qui accade il primo imprevisto del Tour, la Ducati 1098 di Max, perde olio!

In paese cerchiamo un meccanico ma è come cercare l’acqua nel deserto, i tecnici del Gruppo…Bonzo ed Alessandro su tutti, cercano di capire da dove emerga il problema e soprattutto come risolverlo. Fortunatamente abbiamo in gruppo anche una KTM, quella del Duka, che fornisce l’attrezzatissimo kit di salvataggio che permette di intervenire sulla 1098.

Il Presidente Bonzo affila così le armi a sua disposizione e in men che non si dica riesce a fermare la perdita d’olio, riconsegnando a Max la moto.

E’ ormai tardi per poter fare l’“anello” motociclistico che avevo tracciato intorno a Macchiagodena (IS), luogo dell’ Agriturismo La Sorgente? dove sosteremo per due notti, perciò preferiamo dirigerci direttamente lì senza allungare oltre. Sono le 19.30 quando dopo quasi 300 chilometri arriviamo a destinazione! Sul luogo troviamo il buon Tone, arrivato direttamente da Roma e verso le 20.00 vediamo spuntare la Hornet di Mauro anche lui in solitaria da Roma per condividere con noi il resto della vacanza…Grandi!! Ecco ricomposte le 23 moto!

L’Agriturismo La Sorgente è una struttura abbastanza recente, in pietra immersa nel verde della campagna e tutto sommato ben rifinita. Veniamo disposti in stanze da due e da tre posti, doccia ristoratrice e poi tutti a cena!

La fame è abbastanza nonostante il pranzo a Forca d’Acero, iniziamo con gli antipasti locali a base di formaggi e salumi, poi è la volta del pancotto (u’ pappone), superba pietanza tipica molisana fatta di pane raffermo bagnato,guanciale e pezzi di salcicce. Si prosegue con un primo a base di funghi e tartufo e per concludere una discreta grigliata mista. Dolce e caffè a chiusura della tavolata…Solo alle 23.30 riusciamo a poggiare la testa sui cuscini…dopo aver condiviso a tavola le emozioni di questa prima giornata dell’Only Men!


Lunedi 23 maggio è il giorno del rientro e probabilmente da un punto di vista prettamente motociclistico è stato il migliore. Saldato il conto all’Agriturismo dove per due notti colazioni e cene incluse, abbiamo speso la modica cifra di 109 euro cadauno e fatta la consueta foto di rito alla partenza siamo pronti per rimetterci in viaggio. Il povero Penna decide, giustamente, di tornare a Roma per le vie brevi, cioè l’autostrada…mentre noi proseguiamo lungo la SS17 fino ad Isernia, non appena superiamo la città inizia la salita al Valico del Macerone, che si rivela a dir poco entusiasmante. Asfalto perfetto, curve strette ed altre larghe da raccordare in un saliscendi fantastico fino a paese di Vandra. Riprendiamo fiato commentando l’incredibile tragitto, scattiamo qualche foto e via alla conquista del Valico di Rionero Sannitico per giungere di nuovo al confine con l’Abruzzo a Ponte Zittola. Insomma 40 chilometri indimenticabili che non abbiamo difficoltà a paragonare ad altre strade mitiche come il Valico dello Spino, la Futa, Passo Fangacci o Bocca Serriola!

Ritmo blando fino a Villetta Barrea dove prendiamo la SS479, una strada che conosciamo molto bene, accendiamo le telecamere… il tratto che andiamo a fare è di quelli che non si dimenticano facilmente, non c’è bisogno di ripeterlo, pronti via! Si scatena un mini-gp appresso alla Hayabusa del Tutina, dapprima la BMW del Cinghialone tenta di stare appresso alle manate di gas della Suzuki poi la Z1000 di Manuel e via via gli altri, tutti si impegnano allo stremo le riprese hanno senso se si crea un bel filotto di moto, ad un certo punto prende la testa il CB1000R di Aldo, in quel frangente guidato dal Duka…la moto è condotta all’ estremo e l’arrivo a Passo Godi (1.600 mt circa) è il giusto premio a tanta fatica! Anche lo stomaco inizia a mandare segnali inequivocabili…ma l’attesa è presto ripagata dagli squisiti arrosticini del locale Las Vegas lungo la SS479 luogo ormai ‘mitico’, poco dopo il bel borgo di Scanno.

Alla fine non saranno solo più di 190 arrosticini, ma anche salcicce e patate a volontà, che goduria!

Salutiamo anche il grande Gianfry (Ducati Monster 800 S2R) che deve ritornare a Latina e ne avrà per un altro paio d’ore in solitaria…alla prossima!

Rimasti in 18 affrontiamo un altro splendore unico, le Gole del Sagittario! Ogni volta che le percorriamo è come se fosse la prima, per le emozioni che regala questo tratto di strada.

Superiamo Anversa degli Abruzzi e puntiamo verso Cocullo da dove inizia un altro tratto da veri specialisti delle due ruote che in circa 35 chilometri ci porta prima a Goriano Sicoli poi Castel di Ieri per incrociare la SS5 Tiburtina che curva  dopo curva ci conduce fino alla Forca Caruso (1.107 mt) in un crescendo di velocità e tecnica di guida sorprendenti. In questo tratto conducono il Gruppo dapprima il Tutina e la sua instancabile Hayabusa, il Cinghialone poi anche il Bonzo nostro amato Presidente con la sua Kawasaki Z1000 ed infine Manuel con l’altra Z1000.

Alla Forca rimaniamo colpiti sia per lo spettacolo naturalistico che si staglia di fronte a noi  (siamo pur sempre nel Parco Regionale Sirente-Velino) sia per le enormi pale eoliche che sono presenti sul territorio in gran numero.

Qualche altro scambio di moto tra i gitanti per alleviare il monotono tragitto che dopo Avezzano ci riporta verso casa. Salutiamo Max, detto Pollicino, e la sua Ducati 1098 perché ormai la frizione è andata e preferisce il tratto autostradale…

Quasi a voler sancire la fine dei magnifici tre giorni anche il tempo manda giù qualche goccia d’acqua che ci fa consigliare l’uso dell’autostrada, sosta all’Autogrill (dove il buon Alessandro ‘Sort’ offre l’aperitivo a tutti) per i saluti finali ed i ringraziamenti!

Appagati, sicuramente stanchi ma felici come bambini in un parco giochi, ritorniamo ognuno alla propria casa con la certezza di aver scritto un’altra pagina indelebile nella storia del nostro grande Gruppo!


Vi lascio con lo splendido resoconto fatto dal Bonzo…’i numeri’ di questo 4° BT Only Men:

“Come più volte dimostrato nei miei lunghi discorsi, ci sono poche parole per descrivere momenti come quelli appena trascorsi insieme. Resteranno indelebili nella memoria gli inaspettati numeri di questa vacanza:

·        curve con la Busa negli specchietti: 5;

·        minuti di attesa tra una portata e l'altra all'agriturismo: 38’;

·        tonalità di colore sulla faccia di Cecco ai goals della Roma: 8;

·        numero di scoppietti del Suzuki TL 1000 di Danilo: 814;

·        giri del motore del CB1000 guidato dal Duka (Eugenio): 18.600;

·        numero di scodate di Aldo col Superduke in staccata: 16;

·        decibel prodotti dal russare del Bonzo: 45;

·        euro per compenso scuola guida a Sort: 40; 

·        scambi di moto in 3 giorni 56;

·        metri lineari di nastro impiegato per il CBR1000RR di Penna: 15;

·        salsicce trangugiate dal tutina al locale Las Vegas: 14;

·        numero di "sfiati" prodotti dal Penna durante la notte: 50;

·        gradi di piega col Bandit del Sorcio: 85°;

·        velocità di punta raggiunta sulla "pista" di ritorno a Campobasso: 196 (ma qualcuno giura di più…);

·        gocce d'acqua prese: 3;

·        bulloni persi dalla Ducati di Max (detto Pollicino): 72;

·        arrosticini ordinati al locale Las vegas: 1.000;

·        bivi nel centro di Avezzano: 315;

·        millimetri di battistrada di Tone a fine giro: -2;

·        temperatura corporea del Bonzo con la tuta indaffarato a riparare la Ducati: 56,5°;

·        fastidiosi raschietti prodotti dalla trachea del ‘Sort’: 10.220;

           e tanti, tanti altri...


Quanto ci è costata la vacanza:

Benzina :        €  86

Pranzi :          €  44

Agriturismo : € 109

Totale :         € 239


Dove mangiare:

Rifugio Duca d’Aosta : www.rifugioducadaosta.it

                                   Tel.3388920974 , cell. 3472315216

Rifugio Tre Faggi :      www.rifugiotrefaggi.com

                                   località Bocca della Selva

                                  Tel. 0824862222         

Punto ristoro Las Vegas : tel.0864747673


Dove dormire:

Agriturismo La Sorgente : www.agriturismolasorgente.it

via Arattiera 86096, Macchiagodena (IS) (tel 0865-810199/3383134022)



Domenica 22 maggio la sveglia suona alle ore 8.30, il tempo è velatamente coperto ma non minaccia pioggia, la voglia di riprendere le moto è tanta anche se il letto sembra trattenerci a forza…la colazione non ci soddisfa appieno avremmo preferito una maggiore scelta invece  non si va oltre le fette di pane e del ciambellone a pezzi da farcire con miele o confettura di more, solo su richiesta otteniamo della buona spremuta di mele fatta in casa!

Comunque rivestiti i panni dei piloti e smessi i pigiami, alle 10.00 siamo pronti per ripartire. Il Programma odierno prevede, in mattinata, la salita  al Parco Regionale del Matese, non prima di aver rifornito le nostre amate moto del carburante…perciò altra sosta lungo la SS17 nei pressi di Cantalupo nel Sannio. Tutti pronti? Macchè, neanche a farlo apposta la 1098 di Max sembra pericolosamente traballare sul cavalletto, scopriamo che una delle due viti è andata persa…la soluzione ha un solo nome: il Bonzo! Che abilmente recupera una vite dal telaio Ducati e la inserisce al posto di quella persa, restituendo stabilità alla 1098…altri 30 minuti persi, ma siamo pronti a partire davvero!

La salita inizia con belle curve fino a Roccamandolfi, dove incrociamo anche un matrimonio…poi la strada si fa stretta e sporca fino al paese di S. Massimo (dove Max prova il TL1000 di Danilo…) da lì ci immettiamo finalmente nella fantastica salita fino a Campitello Matese, che nonostante qualche ‘toppa’ regala emozioni forti tra allunghi, tornanti e staccate mozzafiato. L’arrivo a Campitello ci permette di gustare il panorama bellissimo col Monte Miletto (2.025 mt) a farla da padrone.

Breve sosta per riprendere fiato e ripercorrere con la mente il toboga appena fatto…e siamo di nuovo in moto, purtroppo non riusciamo a proseguire verso la Sella? del Perrone (1.255 mt) per via della strada non propriamente carrabile e siamo costretti a ripercorrere, stavolta in discesa, la stessa strada…che peccato, vero?!

Senza perderci d’animo troviamo il modo di giungere comunque alla Sella del Perrone attraverso un tratto di strada montana davvero unico. Ripresa per pochi chilometri la SS17 deviamo quasi subito per Guardiaregia, splendidamente arroccata, e da lì ci lanciamo in un percorso di circa 12 chilometri davvero furibondi tra chicane e allunghi imperiosi fino ad arrivare alla Sella (in provincia di Caserta). Il posto è immerso nel verde del Parco e dopo circa 5 chilometri giungiamo al Rifugio Tre Faggi per il frugale pranzo a base di panini e birra, dove con circa 4 euro ci fermiamo lo stomaco!

E’ già da un pò, come da tradizione del BT Only Men che, tra di noi ci si presti le moto per apprezzarne pregi e difetti, d’altronde con 23 moto c’è davvero l’imbarazzo della scelta…capita pure di vedere il buon vecchio Bandit sfrecciare a ridosso del gruppo di testa, guidato con un certo piglio!

Consumato il pasto, scendiamo verso Sepino con un ritmo davvero blando anche perché la strada, molto rovinata e sporca, non consente velocità superiori. Ripresa la ‘noiosa e piatta’ SS17, fortunatamente l’ abbandoniamo quasi subito in direzione Vinchiaturo dove , effettuato il secondo ‘pit stop’ della giornata e salutati 4 membri del BT che devono tornare a Roma, imbocchiamo la ‘vecchia’ SS17 che con una marea di curve e discreto asfalto ci porta fino al Lago di Occhito, nei pressi del paese di Gambatesa, non  prima di aver fatto sosta per un gelatino al paese di Gildone…

Ad un certo punto leggiamo tra i cartelli stradali anche quello per Foggia che dista 60 chilometri! Sono le 17.00 e siamo al confine con la Puglia.

Per tornare verso Campobasso prendiamo la SS645, che non fatico a definire una pista aperta al pubblico…velocissima, con asfalto perfetto consente una guida aggressiva e sportiva grazie anche allo scarsissimo flusso automobilistico. Insomma 23 chilometri di pura goduria che hanno lasciato tutti i membri del BT assolutamente soddisfatti…

Lasciata Campobasso, cerchiamo il passaggio verso Oratino e poi verso Castropignano in un dèdalo di tornanti tecnici ma resi più difficili dall’asfalto traditore…in uno di questi la CBR1000RR del Penna conosce l’asfalto, fortunatamente né per lui, né per la moto rileviamo danni irreparabili, solo tanto spavento!

Anche qui l’intervento di San Bonzo consente di assemblare al meglio la CBR1000RR, usiamo il nastro americano e il biadesivo per tenere le parti della carena danneggiate e sostituiamo la pedalina del passeggero con quella del guidatore che si è rotta nell’impatto…le leve freno e frizione sono solo uno splendido ricordo ridotte ad amabili moncherini!

Penna, per smaltire rabbia e dolore, preferisce proseguire sulla più comoda Kawasaki ER6N di Andrea che invece si prende in carico la moto ferita…

Arriviamo con andatura molto turistica verso le 20.00 all’Agriturismo dopo una giornata memorabile sotto tanti punti di vista!

Facendo i conti: la Ducati non si è persa altre viti, la CBR1000RR è malconcia ma in perfetto funzionamento, il GSR600 di Tone comincia a mostrare nel suo gommone posteriore evidenti cenni di cedimento... e c’è ancora un giorno di grande motociclismo…speriamo bene!

La cena all’Agriturismo viene servita verso le 21.15, ci sono piatti nuovi rispetto alla sera precedente, veniamo tra l’altro allietati dalla partita della Roma a cui deve partecipare anche l’unico laziale del gruppo… il povero Cecco che subisce gli innumerevoli sfottò ed i tre goals della Magica!

Commentati con grande ènfasi i momenti salienti della giornata decidiamo che Morfeo deve prendersi cura di noi…verso mezzanotte e mezzo crolliamo distrutti dal sonno!


Per la consueta tre giorni del BT Only Men (giunto, ormai, alla quarta edizione) quest’anno abbiamo puntato i fari sul Molise, regione poco conosciuta e soprattutto poco pubblicizzata ma che meriterebbe maggiore attenzione, per la sua storia ricca di testimonianze sannite e per i suoi bellissimi scorci naturalistici.

Per raggiungere il Molise abbiamo percorso alcune tra le strade, motociclisticamente parlando, più belle e gustose a disposizione. Il meteo ha fatto il resto assicurando temperature piacevoli preservandoci dal pericolo pioggia…

Il Gruppo formato da ben 21 moto (ma saremo 23, record di partecipanti per questa manifestazione, poiché Tone e Mauro ci raggiungeranno all’ Agriturismo in serata) e ben 3 telecamere è partito da Roma, dal solito ‘piazzale Tutini ’, sabato 21 maggio. Tutte le moto erano in grande spolvero, quasi dovessero sfilare ad un concorso di moda, pronte a fare bella figura per la foto di rito insieme ai loro valorosi piloti!

Il percorso, approfonditamente studiato nelle serate invernali, prevede una media di circa 340 chilometri giornalieri, la realtà ci dirà che il computo totale dei chilometri percorsi nei tre giorni non raggiungerà i 900 chilometri per una serie di cause che spiegheremo strada facendo…

L’Only Men da sempre si caratterizza come una prova dura che richiede grande impegno mentale e fisico per macinare i chilometri previsti dal Programma.

Vi sono piloti di lungo corso, smaliziati che appresso al sottoscritto sostengono un ritmo serrato durante tutte le giornate in modo da dare a tutti la possibilità di ‘guidare’ secondo il proprio stile con l’obiettivo, se possibile, di migliorarlo.

Per gli amanti delle grandi pieghe il tragitto quest’anno prevedeva alcuni grandi ‘classici’ come la Capistrello-Sora?, la mitica Sora-Opi, la salita a Passo Godi o le gole del Sagittario (tutte in Abruzzo) ma anche il Molise ci ha riservato magnifici sorrisi sotto al casco…

Il primo tratto fino a Subiaco, sulla Tiburtina SS5 è ormai collaudato da numerose uscite domenicali e non prevede particolari difficoltà, ad eccezione di qualche autovelox che invita alla prudenza…

un consiglio evitate di passare per Tivoli, oramai congestionata dal traffico e preferite il breve tratto autostradale della A24, uscendo a Castel Madama per riprendere la Tiburtina.

Da Subiaco inizia un bel percorso sulla SS411 che porta fino agli Altipiani di Arcinazzo, porta d’ingresso del Parco dei Monti Simbruini, di qui fino a Trevi nel Lazio e poi Filettino dove facciamo la prima sosta con un centinaio di chilometri sul groppone.

Attiriamo subito l‘attenzione dei locali che si avvicinano ai nostri bolidi con fare curioso, mentre il munifico Aldo si preoccupa di fornire tranci di pizza a tutta la comitiva avendo scovato un forno non lontano dalla piazzetta del paese…che bontà! Ma le soste, soprattutto con 21 moto, rischiano sempre di diventare pause bibliche perciò richiamo all’ ordine i gitanti imponendo i soliti due minuti e venti secondi alla partenza…

L’asfalto in questo tratto, purtroppo, non ispira molta fiducia è rovinato, sconnesso sicuramente provato dal lungo e freddo inverno, ci troviamo a scartare così brecciolino, sassi e massi ed in alcuni brevi tratti ci imbattiamo in un vero off-road che non piace alle nostre gomme! Solo Elio col suo GS1200 sembra essere felice…però lo spettacolo naturale è davvero molto bello a contatto con la natura più selvaggia.

Finalmente valichiamo in Abruzzo giungendo a Capistrello ed evitando accuratamente la superstrada, prendiamo la SR82 fino a Sora.

Inutile dire che questi 40 chilometri sono un vero spasso per noi motociclisti, pochissimo traffico, asfalto in buone condizioni generali, ad eccezione di un paio di sconnessioni che se prese ad una certa velocità fanno sobbalzare, ma niente che non sia gestibile.

A Sora dobbiamo fare il primo rifornimento che per 21 moto significa almeno 20 minuti di sosta…

Ripartiti affrontiamo il primo ‘grande classico’ del Tour, la salita fino a Forca d’Acero (1.535 mt) attraverso la ‘stupefacente’ SS666. Dire che sia una delle più belle strade italiane è forse scontato, di sicuro scatena ogni prurito motociclistico. Tecnica ed anche veloce in larghi tratti consente ritmi furibondi grazie ad un asfalto perfetto, a discapito degli splendidi scenari che, via via che si sale, si possono ammirare!

In realtà poi la SS666 diventa SS509 in prossimità di Forca d’Acero, dove ci fermiamo nei pressi del Rifugio Duca d’Aosta, per consumare un ottimo pranzo a base di antipasti di salumi locali, bruschette e pasta al sugo di cinghiale e di capriolo in grande abbondanza! 20 euro a testa e belli sazi siamo pronti a rimetterci in sella alle belve…anche se qualcuno pregustava un pisolino ristoratore…

Il post-pranzo è quasi sempre drammatico da affrontare, la digestione non aiuta a guidare allo stesso ritmo ed i riflessi sono meno efficienti che non prima della sosta, per questo cerchiamo subito di trovare invece il giusto ritmo per mantenere vivi i sensi e l’attenzione.

Il tratto di strada ci porta fino ad Opi e poco dopo giungiamo nei pressi di Barrea, costeggiando il bel lago omonimo.

Qui veniamo fermati da alcuni mandriani che fanno passare per un breve tratto stradale un centinaio di cavalli, lo spettacolo è davvero insolito, scattiamo qualche foto e ripartiamo smarcando i numerosi ‘resti organici’ che troviamo per strada!

Il confine col Molise è ormai vicino, a Ponte Zittola c’è il bivio per la SS17 Apulo-Sannitica con le indicazioni per Isernia.

Sapevamo che questo tratto stradale è il ‘top ’  per i motociclisti locali, poiché in rapida sequenza consente di passare per il Valico di Rionero sannitico (1.050 mt) e per il Valico del Macerone (787 mt).

Perciò non appena imbocchiamo la strada iniziamo , come sempre, a imporre un ritmo sostenuto.

Ottimo asfalto, il Valico di Rionero si passa quasi subito e dopo alcuni chilometri da sballo si arriva nei pressi di un bivio prima del paese di Vandra.

Qui dopo una breve sosta decidiamo, erroneamente, di svoltare a sinistra invece di proseguire…

Prendiamo la noiosa variante che porta ad Isernia dopo una quindicina di interminabili chilometri.

Non riusciamo così a fare il Valico del Macerone…che peccato! Ma ci rifaremo con gli interessi…

Superata di slancio Isernia, prendiamo il bivio per Carpinone dove ci fermiamo per una meritata pausa, anche perché la sete prodotta dal prosciutto del pranzo richiede soddisfazione…quasi tutti al bar del paese richiedono la lemonsoda!!!

Qui accade il primo imprevisto del Tour, la Ducati 1098 di Max, perde olio!

In paese cerchiamo un meccanico ma è come cercare l’acqua nel deserto, i tecnici del Gruppo…Bonzo ed Alessandro su tutti, cercano di capire da dove emerga il problema e soprattutto come risolverlo. Fortunatamente abbiamo in gruppo anche una KTM, quella del Duka, che fornisce l’attrezzatissimo kit di salvataggio che permette di intervenire sulla 1098.

Il Presidente Bonzo affila così le armi a sua disposizione e in men che non si dica riesce a fermare la perdita d’olio, riconsegnando a Max la moto.

E’ ormai tardi per poter fare l’“anello” motociclistico che avevo tracciato intorno a Macchiagodena (IS), luogo dell’ Agriturismo La Sorgente? dove sosteremo per due notti, perciò preferiamo dirigerci direttamente lì senza allungare oltre. Sono le 19.30 quando dopo quasi 300 chilometri arriviamo a destinazione! Sul luogo troviamo il buon Tone, arrivato direttamente da Roma e verso le 20.00 vediamo spuntare la Hornet di Mauro anche lui in solitaria da Roma per condividere con noi il resto della vacanza…Grandi!! Ecco ricomposte le 23 moto!

L’Agriturismo La Sorgente è una struttura abbastanza recente, in pietra immersa nel verde della campagna e tutto sommato ben rifinita. Veniamo disposti in stanze da due e da tre posti, doccia ristoratrice e poi tutti a cena!

La fame è abbastanza nonostante il pranzo a Forca d’Acero, iniziamo con gli antipasti locali a base di formaggi e salumi, poi è la volta del pancotto (u’ pappone), superba pietanza tipica molisana fatta di pane raffermo bagnato,guanciale e pezzi di salcicce. Si prosegue con un primo a base di funghi e tartufo e per concludere una discreta grigliata mista. Dolce e caffè a chiusura della tavolata…Solo alle 23.30 riusciamo a poggiare la testa sui cuscini…dopo aver condiviso a tavola le emozioni di questa prima giornata dell’Only Men!


Lunedi 23 maggio è il giorno del rientro e probabilmente da un punto di vista prettamente motociclistico è stato il migliore. Saldato il conto all’Agriturismo dove per due notti colazioni e cene incluse, abbiamo speso la modica cifra di 109 euro cadauno e fatta la consueta foto di rito alla partenza siamo pronti per rimetterci in viaggio. Il povero Penna decide, giustamente, di tornare a Roma per le vie brevi, cioè l’autostrada…mentre noi proseguiamo lungo la SS17 fino ad Isernia, non appena superiamo la città inizia la salita al Valico del Macerone, che si rivela a dir poco entusiasmante. Asfalto perfetto, curve strette ed altre larghe da raccordare in un saliscendi fantastico fino a paese di Vandra. Riprendiamo fiato commentando l’incredibile tragitto, scattiamo qualche foto e via alla conquista del Valico di Rionero Sannitico per giungere di nuovo al confine con l’Abruzzo a Ponte Zittola. Insomma 40 chilometri indimenticabili che non abbiamo difficoltà a paragonare ad altre strade mitiche come il Valico dello Spino, la Futa, Passo Fangacci o Bocca Serriola!

Ritmo blando fino a Villetta Barrea dove prendiamo la SS479, una strada che conosciamo molto bene, accendiamo le telecamere… il tratto che andiamo a fare è di quelli che non si dimenticano facilmente, non c’è bisogno di ripeterlo, pronti via! Si scatena un mini-gp appresso alla Hayabusa del Tutina, dapprima la BMW del Cinghialone tenta di stare appresso alle manate di gas della Suzuki poi la Z1000 di Manuel e via via gli altri, tutti si impegnano allo stremo le riprese hanno senso se si crea un bel filotto di moto, ad un certo punto prende la testa il CB1000R di Aldo, in quel frangente guidato dal Duka…la moto è condotta all’ estremo e l’arrivo a Passo Godi (1.600 mt circa) è il giusto premio a tanta fatica! Anche lo stomaco inizia a mandare segnali inequivocabili…ma l’attesa è presto ripagata dagli squisiti arrosticini del locale Las Vegas lungo la SS479 luogo ormai ‘mitico’, poco dopo il bel borgo di Scanno.

Alla fine non saranno solo più di 190 arrosticini, ma anche salcicce e patate a volontà, che goduria!

Salutiamo anche il grande Gianfry (Ducati Monster 800 S2R) che deve ritornare a Latina e ne avrà per un altro paio d’ore in solitaria…alla prossima!

Rimasti in 18 affrontiamo un altro splendore unico, le Gole del Sagittario! Ogni volta che le percorriamo è come se fosse la prima, per le emozioni che regala questo tratto di strada.

Superiamo Anversa degli Abruzzi e puntiamo verso Cocullo da dove inizia un altro tratto da veri specialisti delle due ruote che in circa 35 chilometri ci porta prima a Goriano Sicoli poi Castel di Ieri per incrociare la SS5 Tiburtina che curva  dopo curva ci conduce fino alla Forca Caruso (1.107 mt) in un crescendo di velocità e tecnica di guida sorprendenti. In questo tratto conducono il Gruppo dapprima il Tutina e la sua instancabile Hayabusa, il Cinghialone poi anche il Bonzo nostro amato Presidente con la sua Kawasaki Z1000 ed infine Manuel con l’altra Z1000.

Alla Forca rimaniamo colpiti sia per lo spettacolo naturalistico che si staglia di fronte a noi  (siamo pur sempre nel Parco Regionale Sirente-Velino) sia per le enormi pale eoliche che sono presenti sul territorio in gran numero.

Qualche altro scambio di moto tra i gitanti per alleviare il monotono tragitto che dopo Avezzano ci riporta verso casa. Salutiamo Max, detto Pollicino, e la sua Ducati 1098 perché ormai la frizione è andata e preferisce il tratto autostradale…

Quasi a voler sancire la fine dei magnifici tre giorni anche il tempo manda giù qualche goccia d’acqua che ci fa consigliare l’uso dell’autostrada, sosta all’Autogrill (dove il buon Alessandro ‘Sort’ offre l’aperitivo a tutti) per i saluti finali ed i ringraziamenti!

Appagati, sicuramente stanchi ma felici come bambini in un parco giochi, ritorniamo ognuno alla propria casa con la certezza di aver scritto un’altra pagina indelebile nella storia del nostro grande Gruppo!


Vi lascio con lo splendido resoconto fatto dal Bonzo…’i numeri’ di questo 4° BT Only Men:

“Come più volte dimostrato nei miei lunghi discorsi, ci sono poche parole per descrivere momenti come quelli appena trascorsi insieme. Resteranno indelebili nella memoria gli inaspettati numeri di questa vacanza:

·        curve con la Busa negli specchietti: 5;

·        minuti di attesa tra una portata e l'altra all'agriturismo: 38’;

·        tonalità di colore sulla faccia di Cecco ai goals della Roma: 8;

·        numero di scoppietti del Suzuki TL 1000 di Danilo: 814;

·        giri del motore del CB1000 guidato dal Duka (Eugenio): 18.600;

·        numero di scodate di Aldo col Superduke in staccata: 16;

·        decibel prodotti dal russare del Bonzo: 45;

·        euro per compenso scuola guida a Sort: 40; 

·        scambi di moto in 3 giorni 56;

·        metri lineari di nastro impiegato per il CBR1000RR di Penna: 15;

·        salsicce trangugiate dal tutina al locale Las Vegas: 14;

·        numero di "sfiati" prodotti dal Penna durante la notte: 50;

·        gradi di piega col Bandit del Sorcio: 85°;

·        velocità di punta raggiunta sulla "pista" di ritorno a Campobasso: 196 (ma qualcuno giura di più…);

·        gocce d'acqua prese: 3;

·        bulloni persi dalla Ducati di Max (detto Pollicino): 72;

·        arrosticini ordinati al locale Las vegas: 1.000;

·        bivi nel centro di Avezzano: 315;

·        millimetri di battistrada di Tone a fine giro: -2;

·        temperatura corporea del Bonzo con la tuta indaffarato a riparare la Ducati: 56,5°;

·        fastidiosi raschietti prodotti dalla trachea del ‘Sort’: 10.220;

           e tanti, tanti altri...


Quanto ci è costata la vacanza:

Benzina :        €  86

Pranzi :          €  44

Agriturismo : € 109

Totale :         € 239


Dove mangiare:

Rifugio Duca d’Aosta : www.rifugioducadaosta.it

                                   Tel.3388920974 , cell. 3472315216

Rifugio Tre Faggi :      www.rifugiotrefaggi.com

                                   località Bocca della Selva

                                  Tel. 0824862222         

Punto ristoro Las Vegas : tel.0864747673


Dove dormire:

Agriturismo La Sorgente : www.agriturismolasorgente.it

via Arattiera 86096, Macchiagodena (IS) (tel 0865-810199/3383134022)



Domenica 22 maggio la sveglia suona alle ore 8.30, il tempo è velatamente coperto ma non minaccia pioggia, la voglia di riprendere le moto è tanta anche se il letto sembra trattenerci a forza…la colazione non ci soddisfa appieno avremmo preferito una maggiore scelta invece  non si va oltre le fette di pane e del ciambellone a pezzi da farcire con miele o confettura di more, solo su richiesta otteniamo della buona spremuta di mele fatta in casa!

Comunque rivestiti i panni dei piloti e smessi i pigiami, alle 10.00 siamo pronti per ripartire. Il Programma odierno prevede, in mattinata, la salita  al Parco Regionale del Matese, non prima di aver rifornito le nostre amate moto del carburante…perciò altra sosta lungo la SS17 nei pressi di Cantalupo nel Sannio. Tutti pronti? Macchè, neanche a farlo apposta la 1098 di Max sembra pericolosamente traballare sul cavalletto, scopriamo che una delle due viti è andata persa…la soluzione ha un solo nome: il Bonzo! Che abilmente recupera una vite dal telaio Ducati e la inserisce al posto di quella persa, restituendo stabilità alla 1098…altri 30 minuti persi, ma siamo pronti a partire davvero!

La salita inizia con belle curve fino a Roccamandolfi, dove incrociamo anche un matrimonio…poi la strada si fa stretta e sporca fino al paese di S. Massimo (dove Max prova il TL1000 di Danilo…) da lì ci immettiamo finalmente nella fantastica salita fino a Campitello Matese, che nonostante qualche ‘toppa’ regala emozioni forti tra allunghi, tornanti e staccate mozzafiato. L’arrivo a Campitello ci permette di gustare il panorama bellissimo col Monte Miletto (2.025 mt) a farla da padrone.

Breve sosta per riprendere fiato e ripercorrere con la mente il toboga appena fatto…e siamo di nuovo in moto, purtroppo non riusciamo a proseguire verso la Sella? del Perrone (1.255 mt) per via della strada non propriamente carrabile e siamo costretti a ripercorrere, stavolta in discesa, la stessa strada…che peccato, vero?!

Senza perderci d’animo troviamo il modo di giungere comunque alla Sella del Perrone attraverso un tratto di strada montana davvero unico. Ripresa per pochi chilometri la SS17 deviamo quasi subito per Guardiaregia, splendidamente arroccata, e da lì ci lanciamo in un percorso di circa 12 chilometri davvero furibondi tra chicane e allunghi imperiosi fino ad arrivare alla Sella (in provincia di Caserta). Il posto è immerso nel verde del Parco e dopo circa 5 chilometri giungiamo al Rifugio Tre Faggi per il frugale pranzo a base di panini e birra, dove con circa 4 euro ci fermiamo lo stomaco!

E’ già da un pò, come da tradizione del BT Only Men che, tra di noi ci si presti le moto per apprezzarne pregi e difetti, d’altronde con 23 moto c’è davvero l’imbarazzo della scelta…capita pure di vedere il buon vecchio Bandit sfrecciare a ridosso del gruppo di testa, guidato con un certo piglio!

Consumato il pasto, scendiamo verso Sepino con un ritmo davvero blando anche perché la strada, molto rovinata e sporca, non consente velocità superiori. Ripresa la ‘noiosa e piatta’ SS17, fortunatamente l’ abbandoniamo quasi subito in direzione Vinchiaturo dove , effettuato il secondo ‘pit stop’ della giornata e salutati 4 membri del BT che devono tornare a Roma, imbocchiamo la ‘vecchia’ SS17 che con una marea di curve e discreto asfalto ci porta fino al Lago di Occhito, nei pressi del paese di Gambatesa, non  prima di aver fatto sosta per un gelatino al paese di Gildone…

Ad un certo punto leggiamo tra i cartelli stradali anche quello per Foggia che dista 60 chilometri! Sono le 17.00 e siamo al confine con la Puglia.

Per tornare verso Campobasso prendiamo la SS645, che non fatico a definire una pista aperta al pubblico…velocissima, con asfalto perfetto consente una guida aggressiva e sportiva grazie anche allo scarsissimo flusso automobilistico. Insomma 23 chilometri di pura goduria che hanno lasciato tutti i membri del BT assolutamente soddisfatti…

Lasciata Campobasso, cerchiamo il passaggio verso Oratino e poi verso Castropignano in un dèdalo di tornanti tecnici ma resi più difficili dall’asfalto traditore…in uno di questi la CBR1000RR del Penna conosce l’asfalto, fortunatamente né per lui, né per la moto rileviamo danni irreparabili, solo tanto spavento!

Anche qui l’intervento di San Bonzo consente di assemblare al meglio la CBR1000RR, usiamo il nastro americano e il biadesivo per tenere le parti della carena danneggiate e sostituiamo la pedalina del passeggero con quella del guidatore che si è rotta nell’impatto…le leve freno e frizione sono solo uno splendido ricordo ridotte ad amabili moncherini!

Penna, per smaltire rabbia e dolore, preferisce proseguire sulla più comoda Kawasaki ER6N di Andrea che invece si prende in carico la moto ferita…

Arriviamo con andatura molto turistica verso le 20.00 all’Agriturismo dopo una giornata memorabile sotto tanti punti di vista!

Facendo i conti: la Ducati non si è persa altre viti, la CBR1000RR è malconcia ma in perfetto funzionamento, il GSR600 di Tone comincia a mostrare nel suo gommone posteriore evidenti cenni di cedimento... e c’è ancora un giorno di grande motociclismo…speriamo bene!

La cena all’Agriturismo viene servita verso le 21.15, ci sono piatti nuovi rispetto alla sera precedente, veniamo tra l’altro allietati dalla partita della Roma a cui deve partecipare anche l’unico laziale del gruppo… il povero Cecco che subisce gli innumerevoli sfottò ed i tre goals della Magica!

Commentati con grande ènfasi i momenti salienti della giornata decidiamo che Morfeo deve prendersi cura di noi…verso mezzanotte e mezzo crolliamo distrutti dal sonno!


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