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Quattro giorni a Miami: cosa fare, dove mangiare e dove dormire  

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06 ago 2019 - by Redazione
Miami // Consigli generici

Finalmente Miami, ultima tappa del nostro road tour in Florida. Ci accoglie il maestoso skyline della città dopo una serie di sopraelevate e...click, amore a prima vista.

Il capoluogo della Contea di Miami-Dade trasmette immediatamente una sensazione di bellezza, di allegria, di festa, di sole, di modernità, di sabbia, di...vacanze. A queste prime, fortissime, emozioni concorre la presenza dell'anima latina, specie cubana e ispanica.

Abbiamo quattro giorni a nostra disposizione. Tra gli obiettivi della nostra permanenza, la scoperta di alcune novità enogastronomiche di Miami, proscenio all’avanguardia del panorama americano del Food. Tra le tendenze attuali si segnalano i ristoranti interni agli Hotel con Chef molto competitivi.

Dove dormire

Arriviamo nel pomeriggio inoltrato al Generator, ostello "chic" e boutique hotel a Mid Beach, a pochi metri dall'Oceano. Formula innovativa, posizione eccellente, pulitissimo, molto cool, personale friendly. Se si viaggia con gli amici si risparmia sul posto letto (da 20 dollari a notte). La ricetta è vincente anche se si viaggia in famiglia, come nel nostro caso.

Dove parcheggiare

Nel caso di macchina a noleggio (nel nostro caso, abbiamo scelto con grande soddisfazione la Rental Car Alamo), è utile sapere che a Miami Beach i parcheggi su strada costano tantissimo e spesso occorre scaricare una apposita App. Come risolvere? Suggeriamo l’ottimo parking multipiano sulla quarantaduesima strada (15 minuti a piedi dall'ostello, ma ne vale la pena): 8 dollari al giorno, e poi via, si gira a piedi o con i mezzi (c’è anche un trolley turistico gratuito).

Prima novità enogastronomica: Jim & Neesie, ristorante interno del Generator

A cena andiamo al Jim & Neesie, ristorante interno del Generator, ma prima riusciamo a scambiare due chiacchiere con l’Executive Chef, Daniel Roy, il quale mi racconta gli esordi della carriera e la sua visione “molto americana” della professione che svolge. Colpiscono l’impostazione manageriale di Daniel, che probabilmente svolgerà il ruolo di coordinatore di altri ostelli boutique hotel della stessa catena, nonché la collocazione strategica del locale, accattivante e giovanile al punto giusto. Altra novità del Jim & Neesie, i corsi di cucina per insegnare agli americani come preparare la pasta “from scratch” (cioè fatta in casa fin dall’impasto).

Leggi qui l’intervista completa e scopri la storia di questa giovane promessa del Food internazionale.

Il management del ristorante annovera anche Lucas Knudsen, che ha vissuto in Italia tanti anni e può essere un punto di riferimento per gli ospiti italiani. Prima notte al Generator in due splendide suite, stile urban (in una il bagno è gigantesco). Per una serie di circostanze proveremo ogni tipologia di stanze dell'ostello/boutique hotel, comprese quelle da quattro e sei posti letto. Tutte le camere sono pulite e sostanzialmente comode, ottimi i materassi: all'interno del Generator ci sono anche una piscina e un localino d'atmosfera per assaporare un drink.

Cosa fare a Miami

Il Wynwood Art District

La mattina del nostro secondo giorno, "sopralluogo" al Wynwood, il distretto degli artisti: una zona turistica ricca di murales, gallerie d'arte  (oltre 10), musei e spazi creativi. Si possono trascorrere un paio d'ore spensierate gironzolando nel quartiere, a caccia di muri colorati e scatti fantasiosi.

Miami Design District

Nel primo pomeriggio visita al Miami Design District, zona estremamente eclettica e sorprendente. Boutique di altissima gamma in edifici grintosi e di pregio; opere d’arte moderna, installazioni e linee architettoniche estrose, sapientemente sbriciolate tra eleganti avenue alberate, come la grossa sfera nella piazzetta centrale (Buckminster Fuller Fly’s Eye Dome) o l’immaginifico parcheggio denominato Museum Garage.  A disposizione dei visitatori oltre centotrenta gallerie d’arte, showroom, servizi creativi, negozi, commercianti di antiquariato, ristoranti di grido e bar.  Gran traffico di macchine di lusso e guardie private ad ogni angolo.  Scorci e dettagli, tutti da godere. Per i teenager patiti del “reselling”, tappa obbligatoria al negozio di scarpe Flight Club (3910 NE 1st Ave, Miami)

Tour della baia in nave

Verso le quattro gita in barca con la Island Queen Cruises. A bordo una guida dotata di microfono ci fa ammirare la baia, l'isola dei super ricchi (Fisher Island: solo l'iscrizione iniziale per diventare residenti costa appena… 250.000 dollari), le ville da sogno di attori e cantanti (con relativi attracchi e yacht) e lo skyline di questa giovane e frizzante città.

Seconda novità enogastronomica: The Alley, ristorante presso il Betsy Hotel

La sera, cena a The Alley, trattoria/pizzeria italiana a South Beach, presso il Betsy Hotel e incontro con lo Chef Danny Gamen, il quale ci spiega il suo rapporto con i clienti e l’obiettivo che si è prefissato. Bella l’atmosfera del luogo: visi rilassati e sorrisi a profusione.  Danny manifesta un amore particolare per la pasta e tiene a farci assaggiare la sua ottima cacio e pepe. In caso di astinenza da pizza e sapori tricolore, la sosta è raccomandata.

Leggi qui l’intervista completa e scopri la filosofia professionale di Danny.

 

Tour enogastronomico a Little Havana

La mattina del terzo giorno visitiamo Little Havana con un tour enogastronomico organizzato dal Miami Culinary Tours. (www.miamiculinarytours.com) Caldo intenso e voglia di scoprire i segreti dell'enclave caraibica di Miami.

La passeggiata nel quartiere cubano presenta molti aspetti interessanti, non solo dal punto di vista turistico ma anche sotto il profilo sociale e politico. È un'occasione per capire una vicenda del mondo, emblematica e purtroppo attuale: quella della fuga alla ricerca di un futuro migliore.

Si tratta di una zona di Miami unica nel suo genere, diversa dal resto della città: un microcosmo culturale e umano composto di personaggi, luoghi e aneddoti, che via via verranno svelati dalla guida, tra cibo, sorrisi, musica e cocktail.

Il tour guidato di tre ore parte dall'atelier/bar dell'artista Augustin, eclettico pittore scappato dal regime di Castro. Subito dopo cominciano gli assaggi: una empanada (frittino riempito di carne macinata) a testa in uno dei più vecchi ristoranti del quartiere (location di tanti film di Hollywood), accompagnata da un ottimo caffè dolce, che ricorda il nostro espresso.

Incontriamo sul marciapiede Francisco, un esule che da cinquant'anni vende noccioline per strada, esaltandole le qualità benefiche. Sosta al Domino Park, un tranquillo parchetto dove gli anziani si rilassano giocando a domino, incuranti dei turisti che si avvicinano curiosi scattando delle foto.

Tappa nel cuore di Little Havana, in uno storico e bellissimo locale cubano alla Calle Ocho: il Ball and Chains, dove hanno suonato giganti del jazz del calibro di Billie Holyday, Count Basie e Chet Baker. Jam session non stop per turisti e serate di latin jazz e salsa, animate da ballerine e voglia di vivere. Stop al Cuba Ocho Art and Researcher Center per assaporare un mojito e ammirare il locale, in cui sono esposti molti quadri realizzati prima della rivoluzione cubana, restaurati e salvati dalla furia di Fidel Castro. La sera, buona musica e tanto feeling.

Break in un locale in cui si preparano i sigari con foglie di tabacco americano prodotto con semi cubani. Fermata in una pasticceria tipica cubana: dolci buoni in un contesto non turistico. Ci addentriamo anche in una zona interna del quartiere arrestandoci dinanzi a un'albero enorme, ai piedi del quale la guida ci assicura che spesso si celebrano riti sincretici fondati sulla Santeria.

Infine, dieci minuti di pausa in una frutteria cubana e deliziosi succhi di mango per tutti. Il Miami Culinary tour si conclude nella storica gelateria Azucar: coppetta di gelato al caratteristico gusto Abuela Maria (guava e crema di formaggio)  servito con una galleta Biscotto de Maria.

Non è possibile visitare Miami senza avvicinarsi al suo “spirito” cubano...

Patricia and Philip Frost Museum of Science

Al pomeriggio visita al Patricia and Philip Frost Museum of Science. Ideale per ragazzi e famiglie, il museo vanta un acquario molto bello, in cui nuotano squali martello, mante, grossi carangidi e specie tropicali. Vi sono anche delle vasche più piccole con tanti animali marini.

Interessanti anche il Perez Art Museum e il MOCA Museum of Contemporary Art.

Terza novità enogastronomica: Deck Sixteen, ristorante sul roof garden dell’Hotel Hyatt

La sera, ceniamo al  ristorante Deck Sixteen, sul roof garden dell’Hotel Hyatt, accolti dallo Chef Richard Pelliccia, di origini siciliane, che ci racconta la durezza degli inizi e le sue convinzioni sulla professione che ama, sull’importanza del team-working e sui meccanismi motivazionali. Leggi qui l’intervista completa  e scopri la storia di questo giovane e ambizioso Chef dallo stile originale e imprevedibile.

Quarta novità enogastronomica: ristorante Gianni's a Villa Casa Casuarina, ex villa Versace

Il quarto e ultimo giorno, mattino di assoluto relax tra spiaggia e passeggiate a South Beach. Pranzo nel ristorante Gianni's, a Villa Casa Casuarina, ex villa Versace. Il luogo è affascinante, unico e inimitabile, legato a doppio filo alla figura di Gianni Versace, quale lascito architettonico.

Lo stilista calabrese ha avuto l’intuizione di recuperare una villa degli anni '30, sulla base di una struttura molto più antica (riferita a quanto si dice al figlio di Cristoforo Colombo), trasformandola in un messaggio immortale di bellezza e di armonia, legato in primis allo stile magnogreco e rinascimentale, ma con un respiro anche più ampio (basti vedere i riferimenti a tanti personaggi "fattivi" del mondo, raffigurati al secondo piano dell'immobile).

Questa "impresa", questo segno, la dice lunga sullo spirito di Gianni Versace, nella più pura tradizione mecenatesca dei grandi Signori italiani.

Oggi Casa Casuarina è una villa spettacolare e intima allo stesso tempo, dove aleggia e si respira qualcuno o qualcosa, che non coincide esattamente con l'atmosfera di divertimento sfrenato di Ocean Drive: è come se Versace avesse voluto trapiantare una parte della sua lontana identità culturale in un luogo remoto, da lui scelto per tanti motivi, anche forse frivoli, ma da cui potesse "evadere", semplicemente rientrando in un microcosmo di bellezza architettonica e culturale, simbolo della sua anima antica ed ecumenica.

In questo Regno di evocativa bellezza, balsamo per gli occhi in terra americana, abbiamo il piacere di parlare con il nuovo Executive Chef Valter Mancini, il quale ci regala l’opportunità esclusiva di visitare tutte le suite della Villa realizzate da Gianni per i suoi amici, comprese quelle di Madonna, Elton John e Lady Diana.

Leggi qui l’intervista completa e scopri questo grande e affermato Chef romano che, vivendo a Miami, desidera diffondere con classe e raffinatezza la tradizione culinaria italiana.

Dove mangiare – Novità enogastronomiche a Miami Beach

Ristorante Jim & Neesie 3120 Collins Ave, Miami Beach FL

Ristorante The Alley 1433 Collins Ave, Miami Beach FL

Ristorante Deck sixteen 1600 Collins Ave, Miami Beach FL

Ristorante Gianni’s Villa Casa Casuarina (ex Villa Versace) 1116 Ocean Dr, Miami Beach FL

Direzione Italia: in volo con Air Italy da Miami a Roma

Proviamo la Business Class a bordo dell’Airbus 330-220 di Air Italy per Roma, che ci porta a Roma via Milano Malpensa, Hub della Compagnia. Volo impeccabile e comodo: il personale di bordo ti coccola in allegria. Nel nostro caso siamo stati “accuditi” a dovere dallo steward Giovanni. Tra piatti con un tocco di italianità any hour, vini selezionati, aperitivi, chiacchierate e trattamento “buonanotte” (pigiama, ciabattine e materassino), il volo trascorre veloce: brava Air Italy! www.airitaly.com

 Per maggiori info: Visit USA Italy e Ente del Turismo di Greater Miami and the Beaches.

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