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Prosecco Superiore: lo spumante DOCG più venduto al mondo  

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15 apr 2019 - by Redazione
Asolo, Conegliano, Valdobbiadene // Cucina e vini

Profumi fruttati e floreali, colore paglierino leggero e un’eleganza vitale, queste le impronte inimitabili di uno degli spumanti del Made in Italy più apprezzati al mondo: il Prosecco Superiore.

Bollicine dal sapore inconfondibile salvaguardate dal marchio DOCG, la denominazione di origine controllata e garantita, che indica al consumatore la precisa origine geografica di un vino. E il Prosecco Superiore ne ha, infatti, una ben precisa: prodotto unicamente sulle colline del Nord Est dell’Italia, tra le cittadine di Conegliano e Valdobbiadene, nel lato est del Piave, e di Monfumo e Asolo, nel lato ovest, ai piedi del Monte Grappa, in provincia di Treviso. Un territorio che ha fatto della varietà dei suoli e del clima mite, uniti all’arte del lavoro fatto a mano, il volano di crescita per la produzione di una delle eccellenze del Bel Paese.

Prosecco: una storia lunga oltre tre secoli

Le origini della storia del Prosecco Superiore affondano le radici nella storia dell’uomo, da sempre dedito ai lavori della terra. Le prime testimonianze di viticoltura appaiono, infatti, fin dal XII secolo quando anche sugli affreschi compaiono i lavori tipici delle colline tra Conegliano e Valdobbiadene. Ma possiamo dire con certezza che da più di tre secoli il prosecco è simbolo storico, culturale e culinario di queste zone. Nel 1754, infatti, appare la prima testimonianza scritta del prosecco, nominato da Aureliano Acanti nel suo “Roccolo”. Ma è l’Ottocento il secolo che consacra per eccellenza il vino prodotto grazie alle pregiate uve di queste colline del nord Italia. Nel 1811 la mappa del catasto napoleonico riporta la località “Al prosecco” indicando le colline di Conegliano e Valdobbiadene, avvalorandone così la storicità della coltivazione.

prosecco

Il vero successo per il Prosecco Superiore inizia nel 1876 con la fondazione della prima Scuola Enologica d’Italia e negli anni Trenta del Novecento si configurano per la prima volta i confini dell’area di produzione che oggi comprende 15 comuni, cuore del mondo del Prosecco, con l’arrivo poi della denominazione storica italiana nel 1969.

Nel 2003 alla denominazione viene assegnato lo status di Primo distretto Spumantistico D’Italia. Nel 2009, invece, Conegliano Valdobbiadene diventa Denominazione di Origina Controllata e Garantita (DOCG) massimo livello qualitativo italiano. Dieci anni dopo, queste colline hanno presentato la candidatura alla Commissione Unesco a Parigi.

Le specificità delle bollicine trevigiane

Quindici i comuni nei quali si coltivano i pregiati vitigni Glera che si arrampicano sulle ripide colline, tra i 100 e i 500 metri di altitudine, dai quali nasce il Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene DOCG: Conegliano, Susegana, San Vendemiano, Colle Umberto, Vittorio Veneto, Tarzo, Cison di Valmarino, Follina, Miane, San Pietro di Feletto, Refrontolo, Pieve di Soligo, Farra di Soligo, Vidor e Valdobbiadene. La specificità del territorio e la lunga cultura di fare spumante, iniziata nel 1876 e tramandata da generazione in generazione, decretano da sempre la grande qualità del Prosecco Superiore.

Seicento le ore di lavoro manuale necessarie ogni anno per ogni ettaro di terreno che porta ad una produzione di pregio. Per i coltivatori della zona è l’agricoltura eroica il vero segreto del successo delle loro bollicine che come altri 72 vini italiani ha avuto il riconoscimento di eccellenza. Ma anche la conformazione geografica fa il resto con la protezione dei monti e un’esposizione al sole perfetta durante tutto l’anno, per la giusta maturazione delle uve, in un ambiente abbastanza piovoso ma anche ventilato.

prosecco_hills

Da questo mix naturale si sviluppano degli aromi particolari, miscelando sapientemente le uve provenienti dalle varie microzone del territorio, che rendono il Prosecco Superiore fruttato, leggero e dalla facile bevibilità.

Il Prosecco si propone in tre versioni diverse, in base al residuo zuccherino, ideale per occasioni e momenti differenti:

  • Il Brut è il più secco;
  • L’Extra Dry è la versione più tradizionale;
  • Il Dry è, tra i tre, il più dolce.

Ma il vino si può distinguere anche in base alla provenienza: il Rive è prodotto con le uve che vengono raccolte e selezionate in un unico comune o frazione, riportando in etichetta il nome della località. Nella denominazione ne sono presenti 43 ed ognuna esprime una diversa peculiarità di suolo, esposizione e microclima. Tra queste segnaliamo il Cartizze, la più importante espressione della DOCG, prodotta con le uve di una piccola sottozona di 107 ettari nel comune di Valdobbiadene.

Importante è leggere sempre l’etichetta, carta d’identità del vino che riporta sempre il nome del territorio in cui nasce e la fascetta di Stato, prevista per i vini DOCG. Le bottiglie del Prosecco Superiore vanno conservate in un ambiente fresco e asciutto e servito ad una temperatura tra 6° e 8° C.

Prosecco Superiore: le due varianti della Docg

Se si pensa al mondo della produzione del Prosecco, vi si immagina una dicotomia che, a volte, assume i contorni del dualismo:

- Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG rappresenta il vero vertice della fama, includendo anche la tipologia Rive e il superiore di Cartizze. La produzione qualitativamente più elevata e prestigiosa.
In percentuali minori rispetto allo spumante, il Conegliano Valdobbiadene è prodotto anche nelle tipologie frizzante e tranquillo. Il primo può essere considerato un vero ambasciatore della trazione locale, prevede una breve rifermentazione in bottiglia primaverile senza però perdere l'aroma fruttato e floreale. Il secondo, invece, è una produzione di nicchia che si ottiene da vigneti poco produttivi usando uve molto mature. Qui i profumi sono quello della mela, pera, mandorla e miele di mille fiori. In questi due tipi di produzioni il termine Prosecco non è seguito dall'aggettivo Superiore.

- Affiancato al primo troviamo, invece, un’altra variante del Prosecco, l’Asolo Prosecco DOCG, prodotto con le uve dei vigneti che si estendono per 19 comuni attorno ad Asolo. Le uve dalle quali nascono questo tipo di bollicine provengono da vigneti costituiti dal vitigno Glera uniti ai vitigni Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera e Glera lunga. Elegante e leggero, l’Asolo DOCG ha un profumo fresco dalle note agrumate e floreale che chiudono in un leggero vegetale.

prosecco_asolo

Le altre DOCG della zona

In questa zona del Veneto, a soli 100 chilometri dalle Dolomiti in provincia di Treviso, troviamo anche altre DOCG del territorio.

Tra queste la tipologia Torchiato di Fregona prodotto con le uve dei vitigni coltivati nei comuni di Fregona, Sarmede e Cappella Maggiore. La tipologia del Refrontolo, invece, indica il vino che viene prodotto nei territori di Refrontolo, Pieve di Soligo e San Pietro di Feletto.

Colli di Conegliano, infine, è la DOCG con le tipologie bianco e rosso, prodotta nei comuni trevigiani di Conegliano, Susegana, Pieve di Soligo, Farra di Soligo, Refrontolo, San Pietro di Feletto, Miane, Follina, Cison di Valmarino, Revine Lago, Tarzo, Vittorio Veneto, Fregona, Sarmede, Cappella Maggiore, Cordignano, Colle Umberto, San Fior, San Vendemiano, e Vidor.

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