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Marche dal mare all’entroterra, scoprendo i borghi di Penna San Giovanni e Cupra Marittima  

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12 set 2019 - by Redazione
Marche // Itinerari ed escursioni

Scenari aspri e selvaggi addolciti da lunghe distese di girasoli, cielo e mare che si incontrano all’orizzonte e un forte attaccamento al territorio e ai suoi prodotti. Oltre i maggiori itinerari turistici, le Marche custodiscono luoghi che sono una continua sorpresa e che ne svelano l’anima autentica, legata alla terra e forte di una profonda vocazione agricola.

Durante il press tour targato #oltremarche anche noi di PaesiOnLine siamo andati alla scoperta delle Marche insolite, quelle che vanno appunto ‘oltre’ le mete più gettonate e che mostrano al visitatore un volto inedito di una regione che nasce e rinasce costantemente. Soprattutto tornando alla terra, grazie al contributo di produttori locali che fanno dei prodotti tipici e della territorialità un punto di forza e un motivo di attrazione turistica. Certi di migliorare e rendere più appetibile al grande pubblico il business turistico/ricettivo marchigiano attraverso una serie di progetti e iniziative resi possibili e finanziati da fondi europei come il PSR - Programma di Sviluppo Rurale che nelle Marche ha consentito a piccole realtà locali di ‘sognare in grande’ con contributi significativi, e di ottenere in tal senso tangibili risultati a riprova dei talenti territoriali e della voglia di ciascun attore di partecipare alla crescita della propria regione.

Tra chi si è avvalso di questi fondi, l’Azienda Agrituristica Le Castelletta è una di quelle che ci ha accolto nel corso del nostro viaggio con un’offerta turistica e di ricettività che abbiamo trovato originale e socialmente utile. In questo angolo di paradiso che se ne sta sulle colline di Cupra Marittima, e che dall’alto della sua posizione regala delle viste straordinarie sul mare sottostante, si porta avanti il concetto di longevità attiva in ambito rurale, proponendo attività su misura per ospiti molto speciali. Da persone anziane fino a ragazzi con disabilità, questo agriturismo accoglie tutti nel suo caldo abbraccio fatto di corsi di danza, di cucina e non solo, garantendo un contatto diretto con la natura grazie a coltivazioni di proprietà dell’agriturismo stesso che seguono i ritmi della natura e che permettono agli ospiti di goderne i – saporiti – frutti. Per chi fosse interessato, basta andare in contrada Sant’Andrea 17 a Cupra Marittima e chiedere di Gabriella Rosa, titolare dell’agriturismo e appassionata sostenitrice del suo progetto.

Dalle colline di Cupra Marittima, il nostro viaggio #oltremarche continua e si muove attraverso borghi marchigiani dallo charme senza tempo a cui noi di PaesiOnLine non abbiamo saputo resistere, splendidi con le loro architetture dal sapore antico e scenografici grazie alle posizioni in cui si trovano, spesso a ridosso di profonde gole o vere e proprie terrazze su morbide colline verdissime e limpide acque del mare.

Se borghi come Gradara e Recanati non hanno bisogno di ulteriori presentazioni data la loro riconosciuta fama turistica, vi possiamo assicurare che i borghi che sono stati protagonisti del nostro viaggio in quanto a bellezza non hanno nulla da invidiargli.

La prima sorpresa? Penna San Giovanni, un piccolo centro dall’anima rurale che conserva ancora oggi tracce dell’antica cinta muraria. Quella cinta di mura medievali che conferiscono all’intero abitato l’aspetto da borgo murato, e che emergono soprattutto nelle strutture delle tre porte rimaste dell’impianto originario. Sono tre le porte medievali di Penna San Giovanni: Porta Santa Maria o del Piano, oggi nota come Porta Marina; la Portarella; Porta della Pesa. Oltrepassando le porte di Penna San Giovanni sembra di entrare in tutto un altro mondo, dove il tempo sembra essersi fermato e dove la vita scorre placida e lenta. Un mondo dove è la pietra a regnare sovrana, protagonista indiscussa di strade, palazzi e chiese. Perché il patrimonio di bellezze di Penna San Giovanni si racconta attraverso posti e monumenti tanto piccoli quanto preziosi. Il Palazzo Comunale e la Chiesa intitolata a San Giovanni Battista dominano la piazzetta del borgo, ma è proprio in un angolo della piazzetta che si nasconde il gioiello più incredibile di Penna San Giovanni. Entrando da una minuscola porticina che si apre quasi timidamente nella facciata di un palazzo in pietra, ci si trova catapultati in un piccolo scrigno d’arte e storia unico nel suo genere. È il Teatro Comunale di Penna San Giovanni dalla struttura interamente in legno, con palchi e pilastri dipinti a finti marmi e ovali dalle pregevoli raffigurazioni di muse ispiratrici, perfettamente in tema con l’anima stessa del luogo. Realizzato tra il Settecento e l’Ottocento a spese di dieci famiglie del posto, ha avuto una storia altalenante fatta di riutilizzazioni e abbandoni che sembra trasparire ancora oggi dalle sue mura. Se negli anni Trenta del Novecento fu usato come sala cinematografica, negli anni successivi fu adibito a ricovero mezzi e attrezzi comunali, ma anche a deposito per la legna fino agli anni Settanta. È a partire da quel momento che rinasce l’attenzione per il teatro di Penna San Giovanni, e con essa la volontà di farlo tornare all’antico splendore. I lavori di restauro terminarono nel 1988, e da allora le sue luci si sono nuovamente accese per dare vita ad un piccolo, prezioso tempio della cultura nel cuore delle Marche.

Dalla provincia di Macerata arriviamo in quella di Ancona, dove ad attenderci è un borgo molto speciale. Pierosara, minuscola frazione del comune di Genga, che conta attualmente poco meno di 100 abitanti e che si mostra come un suggestivo borgo fortificato protetto dalla doppia cinta muraria ancora in parte visibile grazie agli interventi di restauro che si sono susseguiti nel corso degli anni e dove, grazie ai contributi PSR gestiti dai GAL (Gruppi di Azione Locale) è stato realizzato un progetto di riqualificazione del Centro storico. Un ‘borgo-castello’ che regala al visitatore una doppia vista, sulla Grotta della Rossa da un lato e su quella di Frasassi dall’altro.

Ma è la storia di Pierosara ad averci colpito, una storia legata al nome del borgo, che in origine era noto come Castrum Petrosum, Castello Petroso, e che modificò il suo nome 'in onore' di una storia d'amore che ha avuto proprio il borgo come palcoscenico, quella dei due giovani amanti sfortunati Piero e Sara.

Un pizzico di romanticismo per un luogo che ammalia e conquista con semplicità e dolci atmosfere d’altri tempi, e che ci ha fatto innamorare – ancora di più – delle Marche e del suo sorprendente patrimonio di bellezze e tesori!

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