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Le Ville di Delizia nella Brianza, il capolavoro dell'arte rinascimentale  

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03 set 2018 - by Redazione
// Monumenti ed edifici storici

La nobiltà lombarda, e più in generale le famiglie benestanti del Nord-est italiano, conobbero fin dall’inizio del Cinquecento un periodo di relativa calma e sviluppo, anche grazie allo svilupparsi dei moti culturali connessi al Rinascimento.

È in questo periodo di generale benessere, un ideale contraltare alle “ristrettezze” medievali, che nacque il fenomeno della villeggiatura, inteso come periodo da dedicare al riposo, preferibilmente in località esterne alle città, lungo i fiumi o in zone collinari che offrissero un ambiente salubre e una presenza umana estremamente ridotta.

Le Ville di Delizia – nome coniato dall’incisore settecentesco Marc’Antonio Dal Re – trovarono dunque uno sviluppo organico, simile a quello delle Ville Palladiane in Veneto, in una specifica zona della Lombardia, la Brianza.

Qui la scelta ricadde, in modo particolare, sulle zone bagnate dai Navigli Grande e della Martesana, in una zona che da Milano si espande verso il Varesotto, guardando verso il Lago Maggiore e il Lago di Como.

Lo sviluppo delle Ville di Delizia non riguardò, tuttavia, solamente la zona dei Navigli e della Brianza, poiché si estese, in alcuni casi, ben più a nord: tra le ville “fuori sede”, infatti, possiamo citare anche Villa Monastero a Varenna, sul lato lecchese del Lago di Como o Villa Bertarelli a Galbiate, poco lontano da Lecco.

Villa_Monastero

Oggi molte di queste dimore storiche sono divenute sede di eventi di particolare eleganza, ricevimenti e cerimonie esclusive, ma anche centri di cultura. Ne è un esempio evidente Villa Arconati a Bollate, poco fuori Milano, che oltre a essere tra le principali rappresentazioni della “delizia brianzola” ospita da tempo la FAR – Fondazione Augusto Rancilio, impegnata nel recupero e nella promozione del patrimonio culturale.

Villa Arconati, per lungo tempo definita la “Versailles d’Italia” grazie al gusto tipicamente barocco impiegato nella sua costruzione, si trova al centro di un complesso di giardini all’italiana, elegantemente curati e con giochi d’acqua.

Villa_Arconati

Olmate di Agrate Brianza ospita un gioiello senza tempo dell’architettura lombarda: Villa Trivulzio. Costruita nel XVI secolo per i Principi Trivulzio, fu per lungo tempo una dimora prestigiosa e frequentata dalla crème della società europea, e le sue delizie architettoniche furono anche narrate da Montesqieu nel 1728.

L’edificio, che ora appartiene alla famiglia Giambelli, si compone di numerose sale che ospitano banchetti nuziali di grande pregio, oltre che ampi giardini curati per passeggiate e manifestazioni en plein air.

Palazzo Arese Borromeo a Cesano Maderno, che oggi ospita la Facoltà di filosofia dell’Università San Raffaele di Milano, si compone invece di un corpo monumentale (opera del tardo Seicento) caratterizzato da uno stile classicheggiante, nel quale emergono alcuni saloni affrescati, come il Salone dei Fasti Romani, e ambienti dove le pitture e le decorazioni fanno ricorso alla narrazione mitologico-classica di origine ellenico-romana.

Sebbene molte di queste ville appartengono a un patrimonio culturale e pubblico forse meno conosciuto all’esterno della Lombardia, ci sono alcune eccezioni legate alla vita pubblica, come nel caso di Villa San Martino ad Arcore, che appartiene a Silvio Berlusconi.

La splendida dimora settecentesca, costruita in una zona tranquilla non lontana da Milano dalla famiglia Casati Stampa, è caratterizzata dal lungo viale di accesso alberato, nonché da una generosa volumetria (3.500 metri quadri), da vari elementi decorativi storici e da un grande giardino; molti degli elementi storici sono stati valorizzati o recuperati grazie a delle attività di restauro volute dall’attuale proprietario.

Leggi anche la proposta di Trame d’Italia per le Ville di Delizia della Brianza

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