×
Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.
Accetta | Leggi altro
HeaderMain-GetPartialViewNoCache = 0,0030026
HeaderBreadcrumb-GetPartialViewNoCache = 0
AdvValica-GetPartialView = 0,0010008

La Settimana Santa 2018 a Taranto: riti e manifestazioni  

HeaderPageTitle-GetPartialViewNoCache = 0,0010009
08 feb 2018 - by Redazione
Taranto, Puglia // Eventi e Manifestazioni

Taranto è sicuramente la capitale simbolica dei riti della Settimana Santa in Puglia.

Nel capoluogo jonico tutto inizia ufficialmente la Domenica delle Palme, quando è tradizione scambiarsi i ramoscelli d’ulivo in segno di augurio. Ma gli appuntamenti clou sono quelli delle due processioni, dell’Addolorata il giovedì e dei Misteri il venerdì.

Tutta la Puglia partecipa ai riti pasquali con grande empatia, al punto di rievocare un universo simbolico di tradizioni arcaiche, che commemorano il percorso di Gesù, dalla sua entrata trionfale a Gerusalemme alla Resurrezione, dopo la Passione e morte atroce sulla Croce.

 

Storia dei rituali: origini e tradizioni 

Le origini dei riti della Settimana Santa di Taranto sono molto antiche, infatti nel 2015 si è celebrato il 250esimo anniversario della donazione delle statue di Gesù morto e della Madonna Addolorata da parte della famiglia Calò, con il ritorno della processione tra i vicoli di Taranto vecchia, dopo più di mezzo secolo.

Fu infatti nel 1703 che Don Diego Calò ordinò a Napoli le statue, che una volta arrivate a Taranto furono collocate nella cappella gentilizia, ma se del palazzo di famiglia o della Chiesa di Sant’Agostino non è dato sapersi.

Da allora, tutti gli anni Don Diego fece radunare le confraternite di Taranto per dar vita alla processione del Venerdì Santo, alla quale nei secoli successivi si aggiunsero altri simulacri oltre a quelli di Gesù e dell’Addolorata, per rappresentare i diversi momenti della Passione.

Le statue che componevano la processione furono poi donate da Francesco Antonio Calò, nel 1765, alla Chiesa del Carmine, alla quale affidò il compito di perpetrare la tradizione delle processioni dell’Addolorata e dei Misteri.Cosa accadrà durante le processioni di Taranto.

 

Date, programma e informazioni utili

Tutto avrà inizio giovedì 29 marzo, quando i Confratelli del Carmine inizieranno il pellegrinaggio nei Sepolcri, gli altari ornati in ogni chiesa della città per rendere omaggio al Sepolcro di Gesù. Il rientro è fissato per la mezzanotte, quando partirà la Processione della Madonna Addolorata: la statua della Vergine Maria sarà accompagnata all’uscita dalla Chiesa di San Domenico, dalla marcia funebre “A Gravame”, dedicata ad un giovane musicista della banda scomparso tragicamente.

Le confraternite di Maria SS. Addolorata e San Domenico porteranno in processione la statua, formando un lungo corteo che alle prime luci dell’alba raggiungerà la città nuova, per un totale di circa 14 ore di cammino.

I confratelli indosseranno il tipico abito di rito: camice bianco stretto in vita, una cinta nera che pende e un cappuccio bianco a coprire il volto, un cappello nero calato sulle spalle e una finta corona di spine sul capo; sui polsi un rosario con le medaglie a carattere religioso.

Il suono della Troccola, uno strumento antico in legno, aprirà la processione, che si concluderà alle ore 14 di Venerdì Santo, per consentire l’inizio della Processione dei Misteri che rappresenta la Passione di Gesù: dalla durata complessiva di 15 ore, percorre solo il centro cittadino. I confratelli porteranno la Croce dei Misteri, la Statua di Cristo all’orto, Cristo alla Colonna, la Cascata, il Crocifisso, la Sacra Sindone, Gesù Morto e l’Addolorata.

Il rientro è previsto alle 7 di sabato Santo 31 marzo, quando il “troccolante”, (colui al quale spetta il compito di chiudere i riti tarantini) col volto rigato dalle lacrime, busserà, con la punta del bastone, per tre volte al portone della chiesa del Carmine, che si aprirà per far rientrare le statue. Un momento tra i più emozionanti.

Dall’anno scorso seguire i riti della settimana Santa di Taranto è ancora più facile grazie ad un’applicazione, che consente di localizzare le varie statue ed ottenere informazioni sulla storia, i simboli e gli eventi di questa città meravigliosa.

 

ContentInfoPostDetail-GetPartialView = 0,0100094
AdvValica-GetPartialView = 0,0010012
ContentListPostListRelatedByPlaceCateg-GetPartialView = 0,0670641
ContentPostListRelatedByCategNearGeoLoc-GetPartialView = 0,7260458
VideoListGuideNewsletter-GetPartialView = 0,0070077
AdvValica-GetPartialView = 0,0009999
HotelSearch-GetAsyncComponentContainer = 0
VideoListGuideNewsletter-GetPartialView = 0
AdvValica-GetPartialView = 0,0010013





FreeContentHtml-GetPartialView = 0,0020017
AttractionListBest_1xN-GetPartialView = 0,0180171
AdvValica-GetPartialView = 0
Footer-GetPartialView = 0,0020022
AdvValica-GetPartialView = 0
AdvValica-GetPartialView = 0,0010008