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Fotografare il razionalismo - Itinerari e escursioni a Roma  

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30 ott 2009 - by Redazione
Roma // Itinerari ed escursioni

Overview

Il razionalismo, originato dal futurismo, ha segnato lo sviluppo dell’architettura italiana negli anni venti e trenta del XX secolo, proseguendo in forme sempre nuove fino agli anni settanta.

Fotografare un edificio significa tradurre in un linguaggio diverso il messaggio dell’architetto, che per non tradire dobbiamo conoscere a fondo. Passeggeremo per le strade di Roma con occhio critico, un manuale di architettura nello zaino e la macchina fotografica appesa al collo. Quando ne varrà la pena ci fermeremo e, per comprendere meglio la composizione del nostro prossimo scatto, formeremo una cornice rettangolare con le mani, collegando gli indici ai pollici e tenendola vicino al volto per immaginare un effetto grandangolare. Qualcuno ci scambierà per dei pazzi; risponderemo loro che, se questa è follia, stiamo solo cercando di eliminare le informazioni superflue dalla nostra visuale.

Step 1: Tra città giardino e borgata

Il Pigneto, quartiere popolare incastrato tra Prenestina e Casilina, è il punto di partenza per capire la storia urbanistica di Roma. Iniziamo a scattare dal palazzo al centro di piazza Copernico. Siamo nei Villini: una “città giardino” di epoca futurista, come quelle della Garbatella e di Montesacro. Fu realizzata in 3 anni dal 1921 dalla Cooperativa Termini, per garantire alloggi ai ferrovieri. Avanzando ci imbattiamo nella facciata del cinema L’Aquila (www.cinemaaquila.com), ristrutturato in stile razionalista nel 2008. Affascinanti dalle forme delle finestre, siamo tentati a catturare un’immagine concettualista, attenti a non esasperare l'angolazione del punto di ripresa.

Dopo la guerra il quartiere divenne una “borgata”. Famiglie di lavoratori, provenienti soprattutto dal centro-sud, si trasferirono al Pigneto sistemandosi in abitazioni spesso provvisorie. Per evocarle attraversiamo la Casilina e raggiungiamo via del Mandrione. Fotografiamo le macchie sbiadite di intonaco sotto gli archi dell’acquedotto romano che, chiusi opportunamente, costituivano dei rifugi di fortuna. Interessanti, per approfondire, le “passeggiate sonore” organizzate dai ragazzi dello Studio 71, in via Ettore Giovenale 97. Dopo Piazza del Pigneto, salendo con cautela sulla rampa chiusa della tangenziale, non perdiamo la possibilità di fotografare di notte il deposito tranviario dell’ATAC, che si distende illuminato in basso. Stiamo attenti a sovraesporre l’esposizione, per attenuare i punti più luminosi e catturare il dettaglio anche nelle zone più scure.

Step 2: Il fascismo - il neoclassicismo di Piacentini

Con il fascismo, il razionalismo divenne l’architettura del regime, come capiamo nei quartieri dell’EUR e della Città Universitaria. L’EUR fu costruito in occasione dell'Esposizione Universale che nel 1942 avrebbe dovuto celebrare il ventennale della marcia fascista su Roma. Il progetto di Marcello Piacentini, presentato nel 1938, si ispirava all'urbanistica classica romana: un impianto viario ad assi ortogonali; edifici maestosi e squadrati, in marmo bianco e travertino.

Esemplificativo il cosiddetto "Colosseo Quadrato", il Palazzo della Civiltà Italiana realizzato da Guerrini, La Padula e Romano nel 1940, con 6 file orizzontali di 9 archi ciascuna sulla facciata. Proviamo a rendere l’aspetto spettrale che assume di notte, muovendo deliberatamente la fotocamera quando l’esposizione è quasi ultimata, per produrre un raddoppiamento delle immagini che crea quasi un effetto fantasma. Interessante anche il Palazzo dei Congressi di Adalberto Libera (1938), che nel 1930 fondò il MIAR (Movimento Italiano di Architettura Razionale), poi costretto a sciogliersi dal fascismo.

L'entrata principale della Città Universitaria, inaugurata nel 1935, è situata in piazzale Aldo Moro. Lo schema, disegnato ancora da Piacentini, dovrebbe ricordare un castro romano, con assi ortogonali e “foro” al centro. L’edificio più interessante è l’Istituto di Fisica, realizzato da Giuseppe Pagano. Fotografandolo in bianco e nero nel tardo pomeriggio, quando la luce è più calda e diffusa, cerchiamo di inquadrare dal basso il cielo alle sue spalle, esaltandone la verticalità.

Step 3: La ricostruzione - Ridolfi e il neorealismo

Ci spostiamo a Piazza Bologna per ritrarre il palazzo delle poste costruito nel 1933 da Mario Ridolfi. Nonostante nel dopoguerra molti suoi rappresentanti fossero messi in disparte per la collusione con il regime, fu ancora il razionalismo a dettare gli sviluppi dell’architettura italiana: lo dimostra il vicino cinema Jolly, in via Giano della Bella, realizzato da Francesco de Intinis nel 1947. Prendendo spunto dal cinema, il nuovo razionalismo fu definito “neorealista”. Il modello più significativo della ricostruzione post-bellica si espresse nell'edilizia pubblica dei quartieri INA-Casa, realizzati tra 1949 e 1963 con i fondi gestiti dall'Istituto Nazionale delle Assicurazioni.

Il simbolo è il l'intervento presso il quartiere Tiburtino, in un’area di 9 ettari con 4mila abitanti, che impegnò Ridolfi e Quaroni tra il 1949 e il 1954. Qui, passeggiando tra via Angeli, via Arbib, via Cesana, via dei Crispolti e via Lucatelli, cerchiamo di rendere con la fotocamera il contrasto tra i migliori propositi dei neorealisti e la speculazione edilizia succeduta al boom economico degli anni ’60. La luce, soffocata dai palazzi, manca; siamo senza treppiede e per le panoramiche scegliamo la regola del 16, invertendo l’ISO nel selezionare la velocità d’otturazione (per esempio con un’ISO 200, impostiamo 1/200 di secondo a f/16).

Concludiamo la nostra esperienza al centro, in Piazza Augusto Imperatore. Qui la teca in vetro posta nel 1938 da Vittorio Morpurgo, lo stesso architetto della sede del partito fascista di Roma, per contenere l’Ara Pacis di Augusto, fu sostituita nel 2006 da quella di Richard Meier. Alcuni ragazzi la dipingono, noi li fotografiamo.

Info utili

- Livello di difficoltà: 1 2 3 4 5

- Documenti e valuta: l’Italia appartiene all’Unione Europea e adotta l’Euro.

- Durata: per avere un’idea esauriente di Roma non basterebbe una settimana; per il nostro viaggio due giorni sono sufficienti.

- Quando andare: sono sconsigliabili soltanto i mesi di luglio e agosto, quando la città universitaria e le strade dell’EUR sono deserte.

- Come arrivare: Ciampino (www.aeroportodiciampino.com), situato a 15 km dal centro di Roma, e Fiumicino (www.aeroportofiumicino.net), a 32 km, sono gli aeroporti della città eterna.

- Foto e video: per chi ha più tempo a disposizione, sono consigliabili i corsi di fotografia organizzati dall’Istituto Superiore di Fotografia (www.isfci.com) di San Lorenzo e le lezioni di cinema del cineclub Alphaville (www.cineclubalphaville.com) del Pigneto.

- Letture, film, volontariato: il regista e scrittore Pier Paolo Pasolini dipinse magistralmente la struggente poesia della borgata Pigneto. La casa dell’Accattone (1961), protagonista del suo omonimo film, si trova in via Ettore Giovenale; il bar Necci, che ne ospitò il casting, all’angolo tra via Fanfulla da Lodi e via Braccio da Montone. Federico Fellini nel 1962 ambientò sullo sfondo del Colosseo Quadrato Le tentazioni del dottor Antonio, uno degli episodi del film Boccaccio ’70. Da studiare il Manuale dell’Architetto, pubblicato da Ridolfi nel 1946; interessanti le attività di volontariato organizzate dall’ARCI (www.arci.it).

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