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Imbersago, la città del traghetto vinciano  

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10 dic 2018 - by Alessio
Imbersago // Come Muoversi

Città collinare immersa nel cuore della Brianza lecchese, Imbersago è un piccolo comune della fascia settentrionale della Lombardia; provincia operosa, comune che vive intorno alle sue chiese e alle piccole piazze, lo scorrere lento dei corsi d’acqua.

Questa è terra di Adda, il fiume che ricorre anche nella narrazione manzoniana dei Promessi Sposi. Proprio il fiume lombardo è l’elemento focale di questa narrazione, che ha come protagonista il Traghetto di Leonardo.

Esempio primordiale del genio toscano, questo mezzo di trasporto – che ricade nella categoria dei “traghetti a mano” – fu per lungo tempo un elemento logistico di grande valenza per il territorio.

All’inizio del XVI secolo, l’Adda rappresentava il confine politico tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia, e il suo attraversamento non avveniva con regolarità. Un servizio di traghettamento tra le due sponde, esistito nel Medioevo, era a quel tempo interrotto.

Fu Tommaso Landriani, possidente meneghino, a chiedere e ottenere dalle autorità della sua città natale il ripristino del collegamento tra le due sponde dell’Adda. Inizialmente con una imbarcazione tradizionale, il trasporto fu innovato successivamente con la gestione della famiglia Barbiano di Belgioioso.

È a loro che, probabilmente alla fine del Seicento, si deve l’introduzione del traghetto vinciano così come, ammodernamenti a parte, è visibile ancora oggi. Il costo dell’attraversamento, al tempo di un soldo e sei denari per il singolo pedone, rappresentò un elemento di guadagno economico per i proprietari, e di rientro delle spese di gestione.

Sì, ma che tipologia di gestione? Per capirne meglio l’impatto sociale e tecnologico, dobbiamo tornare ai tempi del Da Vinci, quando gli unici mezzi di locomozione erano trainati da forza umana o animale.

L’inventore, forse riprendendo un progetto non suo o facendo ricorso all’innato genio, studiò un modello di trasporto che non richiedesse un ausilio esterno, se non quello naturale. Lo trovò nello scorrere dell’Adda, la cui corrente poteva fungere da traino per uomini, merci e animali che dovevano spostarsi tra le due rive.

 

Come funziona il traghetto vinciano

Alle due estremità del fiume è teso un cavo (inizialmente in ferro, oggi in acciaio), al quale il traghetto viene agganciato. Il manovratore, che può eseguire il compito in autonomia, distacca i due scafi lignei dalla riva con una spinta, mettendo così il complesso in moto.

Regolando il movimento con un timone direzionale, approfitta dello scorrere del fiume per spostarsi verso la riva opposta, completando così la navigazione.

Al traghetto sono collegate due casse di zavorra esterne, il cui riempimento o meno compensa il diverso livello del torrente, mentre gli scafi sono rivestiti con materiali che evitano il deterioramento del legno.

 

Il traghetto vinciano oggi

Avendo perso la sua funzione logistica, oggi il traghetto di Imbersago assolve a una mera logica turistica, raccogliendo generali consensi.

Con un costo per traversata di appena 90 centesimi, sono tanti i turisti (e i locali) che non rinunciano all’opportunità di muoversi su un mezzo progettato dallo stesso Leonardo. L’aria intorno alle sponde dell’Adda è peraltro manutenuta con attenzione, e rientra nei confini del Parco Anna Nord.

Che sia una passeggiata, del jogging o un picnic in primavera, le zone collegate dal traghetto vinciano ben si prestano a una “gita fuori porta” in un setting naturale ricco di flora e fauna, e particolarmente rilassante.

Una volta a Imbersago, non dimenticare di concederti un tour della Brianza con le proposte di Trame d’Italia.

Articolo a cura di Stefano Maria Meconi

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