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Il piccolo Parc Guell italiano è un posto bellissimo  

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12 giu 2018 - by Alessio
Capalbio // Parchi e giardini

Nel 1955, durante un viaggio in Spagna, Niki de Saint Phalle veniva letteralmente folgorata dalle opere di Antoni Gaudì.

Oltre vent’anni dopo, più precisamente nel 1979, la pittrice e scultrice franco-statunitense avrebbe dato il La alla realizzazione di uno dei parchi artistici più famosi e controversi d’Italia: stiamo parlando del Giardino dei Tarocchi di Gravicchio (frazione comunale di Capalbio in Toscana).

 

 

 

Come nasce il Giardino dei Tarocchi

Un luogo nato per essere la rappresentazione concreta di un “sogno magico e spirituale”, la cui realizzazione è durata più di 17 anni, durante i quali sono stati coinvolti tanti nomi importanti dell’arte contemporanea: un’operazione semplicemente mastodontica, che, tra l’altro, è costata circa 10 miliardi di vecchie lire interamente autofinanziati dall’autrice.

Il Giardino dei Tarocchi di Capalbio è composto da ventidue installazioni realizzate in acciaio e cemento e poi ricoperte con altri materiali tra cui ceramica colorata, vetro e specchi. Figure che, come è facile intuire dal nome della location, sono ispirate proprio agli arcani maggiori dei Tarocchi, con modalità compositive che, secondo la critica internazionale, si rifanno a maestri quali Picasso, Matisse e Kandinskij.

E in effetti questo particolarissimo parco a tema è un punto di incontro davvero unico nel suo genere tra pittura e scultura, tra arte ed architettura: un luogo in cui vengono utilizzati da una parte si ricorre al figurativo e all’aleatorio e in cui dall’altra tutto è comunque percorribile e tangibile.

Capalbio_Tarocchi1

 

 

 

Passeggiando tra le Carte dei Tarocchi 

Una volta entrati nel Giardino, ci si trova immediatamente di fronte alle rappresentazioni della Papessa e del Mago, che, non a caso, sono i primi arcani maggiori dei Tarocchi. Superata la piazza principale può iniziare il viaggio e scoprirete con sorpresa che persino le semplici “strade” sono luoghi ricchi d’arte, tutti da scoprire: Niki de Saint Phalle ha infatti deciso di ricoprire il cemento con memorie, citazioni, disegni, appunti del suo pensiero straordinario o anche, più semplicemente, messaggi di speranza e di fede. Un modo abbastanza palese per sottolineare ancora una volta come il percorso che si compie all’interno del parco sia tanto fisico quanto spirituale.

Tra le altre sculture fortemente rappresentative del Giardino dei Tarocchi vale la pena di ricordare per lo meno l’Albero della Vita ed il Castello dell’Imperatore: il primo rappresenta l’Appeso, mostrato con corpo coronato dalla testa di vari serpenti e ricoperto con iscrizioni e murale di varia natura. Il secondo, nella concezione dell’artista, deve essere “come una cittadella imperiale”, al cui interno svetta la figura più complessa di tutto il parco. L’Imperatore di Niki de Saint Phalle è ancora una volta un omaggio a Gaudì ed è la rappresentazione fisica di concetti quali “potere”, “ambizione” e “ricchezza”.

Capalbio_Tarocchi3

Per il resto le opere d’arte che rendono unico questo luogo magico vanno scoperte una ad una ed è impossibile raccontarle in poche righe: il Giardino dei Tarocchi prende infatti vita all’interno di un terreno di circa 2 ettari e la sua visita può benissimo venire paragonata a quella di una piccola cittadina.

Si tratta di un luogo ricco di suggestioni complesse, che ha bisogno di tempo e cura per venire capito a pieno: tempo e cura che torneranno indietro sotto la forma di un appagamento sconosciuto a tante altre località turistiche apparentemente più “semplici” da apprezzare.

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Leggi anche Il Parco dei Mostri è il parco più spaventoso d'Europa.

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