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Il Carnevalone di Montescaglioso: l'allegoria della cartapesta e altre curiosità  

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24 gen 2018 - by Alessio
Montescaglioso, Basilicata // Eventi e Manifestazioni

Il Carnevale si avvicina e, anche quest’anno, il nostro Bel Paese offre centinaia di festeggiamenti, tutti diversi e tutti da scoprire. Si passa dai più famosi, quali il Carnevale di Viareggio, l'elegante manifestazione di Venezia, Putignano, Fano, il più irriverente di Ivrea, il meno conosciuto di Verona e, più a sud, lo storico Carnevale di Acireale. 

La celeberrima festa dell’eliminazione della carne (la parola “Carnevale” deriva dal latino “carnem levare”, ovvero “eliminare la carne”) nasce come paradossale festa dell’eccesso, del ribaltamento e del mascheramento  prima che inizino il digiuno e l’astinenza del periodo di Quaresima: un evento che da una parte rimanda ovviamente alla tradizione Cattolica, ma che, dall’altra, da sempre permette a tantissimi paesi e/o realtà di raccontare qualcosa anche delle proprie tradizioni arcaiche ed ancestrali.

 

Montescaglioso-1

 

Il Carnevale di Montescaglioso: storia e curiosità 

Nell’articolo di oggi ci soffermeremo su un Carnevale davvero speciale, ovvero del cosiddetto “Carnevalone” di Montescaglioso: una straordinaria festa popolare resa unica da una vera e propria infinità di curiosità caratteristiche, uno dei più conosciuti tra le manifestazioni carnascialesche in Basilicata

Iniziamo col dire che Montescaglioso è un comune della provincia di Matera in Basilicata: un paese caratterizzato da sempre da una forte comunità agropastorale che ancora oggi mantiene immutate tante tradizioni assolutamente affascinanti, legate ad esempio ai riti della fertilità, all’antica transumanza o ad un rapporto con la natura più unico che raro.

Da questo punto di vista il Carnevalone è un perfetto mix di tante diverse suggestioni: nasce dalla cultura dei braccianti e dei massari ed utilizza tanti diversi simboli che ci parlano della morte, della fertilità, del peccato ed della purificazione.

Il simbolo più noto ed evidente del Carnevalone di Montescaglioso sono senza ombra di dubbio le sue maschere, realizzate esclusivamente con materiale riciclato: si va dalla canapa alla juta, passando per la plastica, la cartapesta, la stoffa di vestiti in disuso e chi più ne ha più ne metta.

In tempi più antichi i costumi erano realizzati con la pelle degli animali, ma poi la festa si è evoluta ed ha elaborato questa nuova affascinante allegoria: così come la natura ricicla quasi ogni suo elemento, allo stesso modo i cittadini si impegnano a festeggiare l’arrivo della Quaresima (qui nota come “Quaremma”) utilizzando esclusivamente materiale riciclato.

I costumi del Carnevalone sono tantissimi, sono caratterizzati da una precisa gerarchia ed è inutile sottolineare come ognuno abbia il proprio fondamentale ruolo a livello simbolico: si va dai portatori di campanacci alla già citata Quaremma, figura tetra che si muove vestita di nero e portando in braccio un neonato.

Un altro simbolo del festeggiamento è la carriola con il Carnevalicchio in fasce, presso cui vengono abitualmente depositate offerte in denaro ed in natura: queste servono sia, dal punto di vista metaforico, ad fare crescere la figura del Carnevalicchio, sia, da quello più pratico, a fornire deliziosa materia prima per la cena che seguirà.


Il corteo di Montescaglioso viene generalmente chiuso dall’arrivo della figura del Carnevalone: anche questo è vestito di nero, indossa il tipico “cappellaccio” e si presenta a cavallo di un asino.

Anche in questo caso la valenza simbolica è molto forte: il Carnevalone sa di stare festeggiando la propria ultima notte, ma accetta comunque offerte dai passanti ed allo stesso tempo approfitta per lanciare frecciate (verbali o visive, tramite l’utilizzo di cartelloni) ai potenti locali.

L’apice del Carnevalone di Montescaglioso è chiaramente la notte, ovvero quelle ultime ore sacrileghe al termine delle quali inizierà la Quaresima. Ore che sono scandite innanzitutto dal funerale simbolico della figura di Carnevalone, celebrato da una fila di preti ed accompagnato dalla disperazione della vedova disperata e dal già citato Carnevalicchio.

Dopodiché, ogni anno, a mezzanotte in punto, le campane della Chiesa Madre lanciano 40 rintocchi ed annunciano la fine della festa. Il giorno successivo, noto come il mercoledì delle ceneri, le vie del paese vengono “popolate” dalle sette figure della Quaresima appese ad una corda: da una parte servono a ricordare a tutti gli obblighi di un Cristiano, dall’altra aiutano a ricordare che la Pasqua (ovvero un’altra festa) è vicina.

 

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