Da Visitare Negrar
A Negrar possiamo ammirare numerosi sito storico-artistici di estrema bellezza.
Villa Romana di Negrar
In località Corteselle presso Villa di Negrar, scavi condotti dalla Soprintendenza nel 1922 e nel 1974 hanno messo in luce parte di un edificio di età romana.
In base alle caratteristiche stilistiche delle decorazioni, le strutture messe in luce, che forse costituivano la pars urbana (= ambienti di residenza) di una villa di più grandi dimensioni, sono state datate al III secolo d.C.
San Pietro
La chiesa di Arbizzano, dedicata a San Pietro, è di origini antichissime.
Sul primitivo tempio cristiano (forse del V secolo d.C.) venne edificata la chiesa romanica (XI secolo), di cui oggi rimane lo stupendo portale con tralci di vite e la famosa "doppia crocifissione", lastra di marmo bianco sulle cui facce è raffigurata a bassorilievo la crocifissione.
La chiesa attuale risale alla fine del '600 e contiene altre interessanti opere d'arte: un trittico-reliquiario della metà del '300, recentemente restaurato, il fonte battesimale, anch'esso del Trecento, e una tela secentesca, collocata nell'abside dietro l'altare e attribuita al veneziano Pietro Negri.
Di particolare rilevanza le sculture settecentesche conservate all'esterno e all'interno della chiesa.
Le prime sono attribuite a Lorenzo Muttoni, le altre al figlio Pietro.
Il raffinato trittico sul primo altare di sinistra, raffigurante San Giuseppe tra San Rocco e San Sebastiano è invece opera di Giuseppe Antonio Schiavi.
San Martino
E' nominata per la prima volta in un documento del 1067.
Di quell'antica chiesa, forse distrutta da terremoto del 1117, non si è conservato nulla.
Della chiesa romanica, costruita successivamente, rimane invece il bel campanile in tufo, finemente lavorato.
Sul lato meridionale il campanile reca incisa una lunghissima iscrizione in lingua latina, la nota "carta lapidaria", che riporta una serie di contratti stipulati dalla pieve di Negrar.
E' datata al 1166 circa.
All'interno della chiesa è conservata una serie di interessanti tele sei-settecentesche .
L'edificio attuale fu riedificato quasi interamente tra il 1807 e il 1809.
Villa Mosconi
Fu costruita verso la metà del '700 da Adriano Cristofoli su incarico di Giacomo Fattori, primo proprietario, che nella prima metà del XVIII secolo aveva acquisito un vasto possedimento nella zona di Novare.
Nel 1769, a causa di problemi finanziari, fu costretto a vendere l'incompiuta villa ai Mosconi.
Questi ne terminarono la costruzione, aggiungendo il giardino, il bosco e il laghetto.
La Contessa Elisa Mosconi nei primi anni dell' '800 accolse nella villa un fecondo salotto letterario e mondano, frequentato, fra gli altri, dal poeta Ippolito Pindemonte.
Il palazzo è costituito da un edificio principale con basse ali avanzate, terminanti in due facciate simmetriche.
Sull'ala destra sorge la cappella di S. Gaetano.
Il Giardino di Villa Rizzardi
Realizzato nel 1783 dall'architetto Luigi Trezza, il giardino di Villa Rizzardi (l'edificio è di fine '800) rappresenta probabilmente uno degli ultimi esempi di giardino all'italiana.
Fu il conte Antonio Rizzardi a sfidare la moda del tempo, dominata dallo stile all'inglese.
Il giardino è disposto su tre livelli e si estende su una superficie di 5,4 ettari.





