Alice, un mix tra turismo e cultura
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Alice Superiore
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Il comune di Alice superiore, si trova in Val Chiusella, una splendida valle dove nonostante lo scorrere del tempo, si è cercato di conservare la propria storia e le proprie tradizioni.
Alice Superiore (in piemontese Àles) è un comune di 696 abitanti della provincia di Torino, noto per il suggestivo lago a valle del borgo, è posto su di un rilievo morenico, a 15 km da Ivrea ed a 51 km da Torino.
Il centro abitato sorge sulla riva sinistra del torrente Chiusella, da cui prende il nome la valle. Le prime tracce rinvenute in Valchiusella risalgono ad almeno 3000 anni a.C., nelle incisioni rupestri della "Pera di Crus", in Alice Superiore ed in Regione Torbiera, durante lo sbancamento delle torbiere, largamente sfruttate, vennero rinvenuti alcuni resti di insediamenti palafitticoli.
Diversi sono i cenni storici, per il periodo Romano, fino all'impero di Carlo Magno.
Nel Medioevo, verso la fine del millennio, Alice apparteneva al vescovo di Vercelli, che ne aveva la giurisdizione in virtù di donazioni imperiali; successivamente subentrò il dominio dei vescovi di Ivrea, i quali nel 1041, la donarono all'Abbazia eporediese di Santo Stefano. Nel 1385 gli alicesi parteciparono, alla rivolta antifeudale del tuchinaggio che insanguinò, le terre del Canavese.
Nel nucleo del borgo, si possono ancora osservare le caratteristiche architettoniche medioevali: in particolare le mura di case composte da ciottoli disposti a spina di pesce, tipiche porte a "bandiera", con un battente fino a terra, di solito chiuso e l'altro più breve, utilizzato come sportello per la bottega.
In frazione Gauna si può visitare la chiesetta dedicata a San Rocco, pregevole dal punto di vista artistico, è da ricordare la Parrocchiale di San Martino, i cui registri risalgono al 1376. Dominante rispetto al borgo, possiede due facciate: una detta solitamente "dei vivi", l'altra, rivolta a sera detta "dei morti". Nella parrocchiale si possono ammirare affreschi dei fratelli Stornone, mentre l'ancona del coro è del Vacca. È a tre navate, come la Chiesa dei Santi San Sebastiano e Rocco, edificata nel 1420 come cappella ed ampliata, nelle attuali forme alla fine del Seicento.
Alice Superiore ha la fortuna di essere epicentro di una area naturalistica (300 ettari circa) di interesse europeo (Direttiva Europea Habitat 92/93), il Biotopo dei Laghi e la Torbiera.
Prati, laghi, boschi, ruscelli, radure; ampi spazi naturali che uniscono bellezza a paesaggi incantati, habitat naturale ideale di alcune specie animali e vegetali, a rischio di scomparsa.
Il “ritmo lento” richiesto dai luoghi, favorisce la contemplazione; nel lago grande si specchiano le sentinelle, di questo mondo ancora integro e piacevole, per il visitatore attento e desideroso di stupirsi, la Bella Dormiente” e il “Monte Gregorio”
Sentieri nascosti nel verde, che costeggiano il Rio delle Secchie, all’ombra di ontani neri, querce, frassini, castani e cerri, conducono ai laghi.
Quando si lascia la Torbiera, dove resti neolitici rinvenuti nelle attività di scavo, lasciano presagire che un tempo, fosse sede di un villaggio palafitticolo, si ammirano grandi massi erratici ricoperti di licheni, si vedono i resti delle antiche “marcite per canapa”, si attraversa un magnifico castagneto che un tempo fiancheggiava la vecchia strada per Ivrea.
Si può costeggiare il lago per un tratto protetto da canneti, con variopinte libellule che volteggiano sulle acque, mosse dalle cacce dei pesci gatto e delle voraci carpe e trote, nascosti fra alte felci, all’ombra di ontani neri, olmi , frassini e ciliegi.
Si può guadagnare la sommità del costone morenico fino allo spartiacque verso la pianura; la vista panoramica sul bacino lacustre ad ovest e l’Anfiteatro morenico di Ivrea a Est fa rimanere incantati. Il bosco cambia sempre: ora troviamo enormi agrifogli, roveri, roverelle, betulle e qualche conifera, con sottobosco di erica, pungitopo, felci e mirtilli; raro è anche il Prunus padus, raro esempio di ciliegio dai frutti a grappolo e la dura pianta del corniolo dalle bacche rosse.
Sui bordi del “Lago Piccolo” si può sostare e trovare servizi diversi di posteggio e d’accoglienza; una passerella in legno si protende fin sull’acqua permettendo al visitatore di entrare in contatto fisico con i più nascosti rifugi della popolazione avicola.
Altre possibilità si sviluppano a nord del Paese: sentieri che risalgono la morena fino ai 750 metri dove si erge una grande Croce in legno ( Crus di Cjue”) eretta a ricordo della Peste del 1630. Boschi di castagni secolari accompagnano fino alle Gole di Garavot sul Chiusella, in un ambiente suggestivo per cascate, forre, pareti di roccia a strapiombo sulle verdi acque, spesso solcate da kajak e canoe o frequentate da bagnanti nei mesi estivi.
Una segnaletica disposta nei punti strategici , evidenzia le caratteristiche più gradevoli e di pregio naturalistico del Biotopo; ma non tutto è segnalato, anche per proteggere la naturalità dei luoghi e lasciare accattivante il piacere della scoperta e dell’avventura.
La visita di questa piccola oasi naturale, fa nascere nel turista il senso del magico e del fiabesco; ad ogni passo, dietro ogni albero sembra di scorgere il piccolo “ Coniglio Bianco” con tanto di panciotto e catena per l’orologio a cipolla.
In silenzio…senza fretta… possiamo visitare Alice. . il Paese delle Meraviglie .
Categoria: Nei dintorni
Indirizzo: Alice 15066









