Palazzo Beneventano
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Recensito da:
Matteo
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Edificato originariamente dalla famiglia Arezzo, nel corso del tempo fu sede della Camera della Regina, del Senato e ospito la Commenda Gerosolimitana della famiglia Borgia.
Nel 1778 l’immobile venne acquistato dal barone Guglielmo Beneventano. Da questo momento comincia la trasformazione del palazzo da semplice e poderosa struttura quattrocentesca in uno dei simboli più belli del barocco ortigiano. I lavori di restauro si protrassero lungo l’arco di circa dieci anni. Numerosi e affermati artista dell’epoca parteciparono ai lavori . Il progetto fu affidato all’architetto Luciano Alì.
Nel prosepetto principale spiccano il monolito con le armi gentilizie e l’epigrafe in memoria della visita di Ferdinando di Borbone . Ma la vera genialità dell’architetto si apprezza all’interno dell’edificio; con i suoi chiaroscuri che creano splendidi giochi prospettici. Attraverso un vestibolo con volta decorata, si accede al primo cortile. Il prospetto di questo richiama i modelli della facciata con coppie di colonne corinzie. La sapiente distribuzione delle proporzioni della scalinata centrale e dei due fornici laterali ampliano l’effetto scenografico e volumetrico donando profundità all’insieme architettonico. In alto statue di mori guardano severamente i visitatori.
La pavimentazione del cortile è un esempio unico negli edifici di Ortigia. Uno splendido acciottolato, in bianco e nero, disegna un morbido e fantasioso tappeto di pietra. Due piccoli vestiboli, ai due lati della scalinata centrale immettono in un secondo cortile rinfrescato da una fontanella pensile decorata con mascheroni. L’interno del palazzo ci accoglie con la sobria elganza della capella e la policromita vivacità del suo pavimento.
Categoria: Monumenti ed edifici storici
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