In Bike tra i Nebrodi
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Recensito da:
Beppe
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Se vuoi pensare ad un viaggio sicuramente “lento, curioso ed affascinante”, un viaggio che ti lega al territorio che attraversi, di cui desideri conoscere gli aspetti culturali, paesaggistici, devi per forza di cose pensare ad una bicicletta.
In bicicletta, pedalando tra le valli e le montagne dei Nebrodi, si respira la terra, si respira il cielo, si respira l’essenza di ciò che la natura ha voluto regalare al territorio.
Ed allora è naturale recuperare il rapporto con l’altimetria del percorso, la profondità della storia delle città e dei paesi che si attraversano, godere delle vedute mozzafiato cha lasciano segni tangibili nei ricordi.
Ecco un itinerario semplice, non impegnativo e molto spettacolare.
Si parte da Randazzo, antica Città Medievale, ricca di storia ed arte. Nella città è ancora vivo il profumo dei tempi passati. Infatti con le sue Chiese, Monumenti, Mura di cinta e le sue bellezze architettoniche mostra inalterato il passaggio di civiltà che hanno lasciato segni tangibili, Greci, Normanni, per tutti. Partendo da 750mlsm pedalando lungo la strada che porta per Santa Domenica Vittoria si arriva a Floresta, il comune è popolato da circa 812 abitanti. In zona montagnosa interna, è posto a 1.275 metri sopra il livello del mare. I primi abitanti del luogo hanno pensato bene di impreziosire la zona incastonandolo come una perla, tra gli splendidi contrafforti dei Nebrodi.
Offre così, la bellezza di una natura d'altri tempi, con paesaggi mozzafiato e aria salubre. Appena partiti si attraversano paesaggi unici per la propria esemplare forza della natura, passando tra boschi incontaminati, rivoli di acque che scorrono a valle. Così senza pensare al tempo che sembra essersi fermato, con “sensazioni che affollano la mente, sensazioni dolci, fatte di parole, fatti di suoni” passiamo dai 1250 metri di Floresta ai 710 metri sul livello del mare di Ucria.
Secondo studi Storici, il paese sarebbero stato fondato dai Greci, ed il nome attribuito alla lingua Araba, significa "il villaggio".
Il paese, certamente è stato abitato già in epoche remote, infatti, nel territorio, sono stati ritrovati reperti archeologici databili al periodo paleolitico e monete romane riconducibili al 200 a.c. circa. Il borgo antico rivestiva in passato, una notevole importanza strategica.
Qui tra la cordialità della gente tipica dei Nebrodi, possiamo magari, godere di sensazioni che appartengono a tempi più sereni e spensierati.
Ci rimettiamo in sella, e lasciamo Ucria, alle nostre spalle i ricordi dei Nebrodi come mai visti. Ma cosa ci aspetta ancora lungo la nostra pedalata lenta ed affascinante?
La storia racconta che molti secoli addietro diverse famiglie di boscaioli romani crearono la propria dimora in un'ansa di una fiumara che offriva quanto necessario per costruire imbarcazioni leggere e poter navigare la fiumara stessa. Siamo arrivati a Sinagra. Ucria ormai è un ricordo dai 710 mslm siamo passati a 335 di Sinagra.
Il nome dal termine greco Xenàgoras significa accogliente, ospitale.
Uno dei monumenti da visitare è l'antica Chiesa del convento detta anche del Crocifisso. Pregevoli i portali in pietra scolpita, che si possiamo ammirare passeggiando per la città. Sopra un promontorio, fa capolino un antico Castello feudale. Abitazione di varie famiglie dai Lancia sino ai Sandoval.
Oggi mostra ancora, la sua torre ed il suo orologio. Il paesaggio delle valli, dei monti e dell'Etna restano visioni e scoperte naturalistiche di grande interesse, paesaggi unici della Sicilia e rari in Italia.
Ormai i monti che scendono verso il fondovalle i corsi d'acqua, di piccola portata, ma sicuramente così numerosi da impreziosire il territorio che ci hanno accompagnato lungo la strada, lasciano il posto al fiume che scorre seminascosto, alla nostra destra, il segno della sua presenza è la fascia di vegetazione folta ed in parte ancora selvatica che accompagna il suo corso sino al mare.
Pedalando ci si rende conto della ricchezza di acqua del terreno e della particolare atmosfera che si crea nei pressi del fiume, aspetti che rendono particolare e sorprendente la passeggiata, ritrovando serenità del corpo e dello spirito. Poche pedalate ancora e siamo arrivati a Gioiosa Marea comune di 7.232.
Il Paese sorge a 30 metri. Di notevole rilevanza artistica sono la chiesa Madre dedicata a S. Nicola di Bari, la chiesa di S. Maria delle Grazie. La nostra pedalata lenta finisce qui. Una sosta in una struttura ricettiva e domani si riparte per altre mete per altre sensazioni...
Per eventuali suggerimenti sull'itinerario potete scrivere a : bebrandazzo@alice.it.
Al prossimo Itinerario.
Categoria: Attrazioni
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