Storia e Turismo Motta d'Affermo
Centro agricolo dei Nebrodi occidentali Motta d'Affermo sorge su un crinale
di un gruppo montuoso, alle falde del monte S. Cuono (924 m.) tra le fiumare
di Tusa e di S. Stefano.
Le origini del borgo che anticamente veniva denominato
"Sparto" dal cenobio di S. Maria di Sparto, risalgono alla denominazione
normanna, quando il territorio venne dato come feudo da Ruggero II ad uno dei
conquistatori. Di esso si fa menzione nel 1296 nel censimento dei baroni di
Aragona.
Appartenne a varie famiglie nobiliari tra cui i Chiaromonte, dei quali,
rimase possesso fino al 1344. Ad edificare il castello nel casale di Sparto
fu Munzio Albamonte. Nel 1397 durante il regno di re Martino il casale di Motta
di Sparto mutò nome in quello di Motta di Firmo. Nel 1693 Gregorio Castelli
acquistò l'intero feudo di Motta. Oggi l'agricoltura, insieme alla pastorizia,
rimane la principale fonte di reddito.
La coltivazione prevalente è quella
dell'ulivo, del castagno e del nocciolo. Notevole è anche la produzione
di olio e di prodotti caseari. Da Motta d'Affermo, che potenzialmente potrebbe
trovare motivo di notevole rilancio economico nel settore dell'agriturismo,
allo sguardo del visitatore si offre un magnifico panorama che dai dolci declivi
collinari arriva fino al Mar Tirreno con sullo sfondo l'incantevole contorno
delle isole Eolie.





