Storia e Turismo Librizzi
I primi documenti che fanno riferimento al "populus Libricii" sembrano
risalire al 1117 e consentono di datare ragionevolmente ad epoca antecedente l'insediamento
di una comunità in questa terra.
Sin da questi primi atti si desume che
il popolo di Librizzi era fortemente legato alla terra e che anzi doveva disporre
di quantità rilevanti di essa. Godeva, infatti, il diritto di lavorarla
tre settimane per conto proprio, contro una per il Monastero di Patti e in un
conflitto d'interessi, nel 1191 costrinse i cittadini Pattesi a rendersi garanti
contro ogni ingerenza del Vescovo.
Nel 1371 le terre di Librizzi furono concesse
dal re Federico III a Vinciguerra d'Aragona; nel 1392 dai re Martino e Maria al
Conte Bartolomeo di Aragona; nel 1413 insieme alla Torre di Librizzi passano dal
barone di San Pietro Berengario de Orioles alla nobile Ljanora de Centelles, alla
quale viene pure affidato l'incarico di pacificare il "populus", che,
come si ricava dai titoli di investitura, era già sicuramente organizzato
in "civitas". Ed è un susseguirsi di assegnazioni e di conflitti
col Vescovado di Patti, che reclama diritti e balzelli, scontrandosi con la tenace
opposizione dei Librizzesi.
Tra i figli di Librizzi più noti sono da ricordare:
Antonino Collurafi, storiografo ed erudito del seicento, precettore molto apprezzato
alla corte di Venezia; Andrea Muscarà, esimio giureconsulto, più
volte presidente della Regia Gran Corte e dal 1666 Patrono del Fisco.





