Destinazione
Cammarata

Castello normanno a Cammarata

Castello normanno a Cammarata: informazioni dettagliate su Castello normanno



castello normanno

Recensito da: Salvina

Votazione:

Il Castello di Cammarata, si erge su un alto sperone roccioso nella parte nord-occidentale dell'abitato, a dominio dell'intera vallata e dei territori limitrofi.La storia di questo edificio medievale, è naturalmente legata alle vicende storiche del paese, della sicilia e dei governatori che si sono avvicendati al potere.

Viene menzionato per la prima volta nel diploma normanno del 1153 insieme alla normanna dominatrice Lucia ed al figlio Adamo, consanguinei di Re Ruggero II.

Nel 1200 alla morte di Adamo, non avendo nessun erede,  le terre e il castello furono affidate al regio demanio fino alla successiva dominazione sveva da parte di re Federico II. Alla morte di questi, succedette il figlio Manfredi che nel 1257 donava tutto il feudo di cammarata allo zio Federico Maletta che lo detenne un anno.

Dalla morte di Federico Maletta fu un susseguirsi di successioni: manfredi Lancia (1258), e Manfredi Maletta, che nel 1266, dopo la battaglia di Benevento,e la vittoria e nomina di Carlo D'angio nuovo re di Sicilia ne ottenne l'affidamento. 

Purtroppo la mala signoria del nuovo re comportò lo scoppio nel 1282 del vespro siciliano a Palermo.In aiuto del popolo siculo accorse re Pietro d'Aragona che venne nominato dal parlamento palermintano nuovo re di Sicilia. Alla morte di Pietro e del figlio Giacomo succedette Federico III, che nel 1302 sigla la pace di Caltabellotta e sancisce un periodo di stabilità e di reciprocità con gli Angioni.

Nello stesso anno Cammarata ed il castello furono affidati al cancelliere Vinciguerra Palizzi ed ai suoi eredi fino al 1348, anno in cui la signoria viene affidata a Ottobono Doria e a Corrado Doria.

Nel 1362 con la sottoscrizione del trattato di Castrogiovanni le terre feudali furono riconsegnate agli Aragona e nel 1364 Vinciguerra d'Aragona nominato nuovo barone delle terre fece fortificare il castello e lo trasformò in centro nevralgico di tutte le attività del paese. Rimase tale durante la dominazione di Guglielmo Raimondo Moncada1398.

Nel 1431 i Moncada vendettero il castello e le terre a Giovanni Abatellis che vi abitò fino alla successione della famiglia Branciforti ed infine dall'ultimo dei signori feudali Don Luigi Moncada Ruffo principe di Paternò (1812).

Dopo la fine del feudalesimo, sorse una lunga controversia tra gli eredi di quest'ultimo ed il comune per il contendersi la proprietà. Solo nel 1838 si giunse alla trattativa che prevedeva l'affido al comune e alla congragazione di maria ausiliatrice.

Categoria: Castelli


castello normanno

Recensito da: Salvina

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Il Castello di Cammarata, si erge su un alto sperone roccioso nella parte nord-occidentale dell'abitato, a dominio dell'intera vallata e dei territori limitrofi.La storia di questo edificio medievale, è naturalmente legata alle vicende storiche del paese, della sicilia e dei governatori che si sono avvicendati al potere.

Viene menzionato per la prima volta nel diploma normanno del 1153 insieme alla normanna dominatrice Lucia ed al figlio Adamo, consanguinei di Re Ruggero II.

Nel 1200 alla morte di Adamo, non avendo nessun erede,  le terre e il castello furono affidate al regio demanio fino alla successiva dominazione sveva da parte di re Federico II. Alla morte di questi, succedette il figlio Manfredi che nel 1257 donava tutto il feudo di cammarata allo zio Federico Maletta che lo detenne un anno.

Dalla morte di Federico Maletta fu un susseguirsi di successioni: manfredi Lancia (1258), e Manfredi Maletta, che nel 1266, dopo la battaglia di Benevento,e la vittoria e nomina di Carlo D'angio nuovo re di Sicilia ne ottenne l'affidamento. 

Purtroppo la mala signoria del nuovo re comportò lo scoppio nel 1282 del vespro siciliano a Palermo.In aiuto del popolo siculo accorse re Pietro d'Aragona che venne nominato dal parlamento palermintano nuovo re di Sicilia. Alla morte di Pietro e del figlio Giacomo succedette Federico III, che nel 1302 sigla la pace di Caltabellotta e sancisce un periodo di stabilità e di reciprocità con gli Angioni.

Nello stesso anno Cammarata ed il castello furono affidati al cancelliere Vinciguerra Palizzi ed ai suoi eredi fino al 1348, anno in cui la signoria viene affidata a Ottobono Doria e a Corrado Doria.

Nel 1362 con la sottoscrizione del trattato di Castrogiovanni le terre feudali furono riconsegnate agli Aragona e nel 1364 Vinciguerra d'Aragona nominato nuovo barone delle terre fece fortificare il castello e lo trasformò in centro nevralgico di tutte le attività del paese. Rimase tale durante la dominazione di Guglielmo Raimondo Moncada1398.

Nel 1431 i Moncada vendettero il castello e le terre a Giovanni Abatellis che vi abitò fino alla successione della famiglia Branciforti ed infine dall'ultimo dei signori feudali Don Luigi Moncada Ruffo principe di Paternò (1812).

Dopo la fine del feudalesimo, sorse una lunga controversia tra gli eredi di quest'ultimo ed il comune per il contendersi la proprietà. Solo nel 1838 si giunse alla trattativa che prevedeva l'affido al comune e alla congragazione di maria ausiliatrice.


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Anonimo
07/02/2012
Giudizio generale: 10
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