Duomo
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Recensito da:
Redazione
Votazione: |
Il Duomo di Salerno, sede della cattedra vescovile cittadina, è una chiesa in stile romanico risalente alla fine dell’XI secolo.
L’edificio, dedicato all’apostolo Matteo, ha subito una ristrutturazione in stile barocco verso la fine del XVII secolo.
Da vedere il quadriportico interno e le opere d’arte contenute all’interno della chiesa, risalenti principalmente ai periodi medievale e barocco.
Categoria: Monumenti ed edifici storici
Indirizzo: Via del Duomo 1
Telefono: +39 089 231387
Duomo di Salerno
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Recensito da:
Marco
Votazione: |
Il duomo di Salerno fu costruito dal duca normanno Roberto il Guiscardo, subito dopo la conquista della città, avvenuta il 13 dicembre 1076, dopo quasi sette mesi di assedio. Una conquista che segnò l’inizio del dominio normanno e la fine di quello longobardo iniziato da Arechi II. Espugnata la città, il Guiscardo per esaltare la sua figura e guadagnare il favore della cittadinanza stremata dal lungo assedio e a lui ostile, volle costruire un tempio in onore dell’Evangelista Matteo, le cui spoglie erano conservate a Salerno dal 954. A questa impresa partecipò attivamente l’arcivescovo Alfano I, poeta e medico della Scuola Medica Salernitana, già monaco a Montecassino. Proprio alla chiesa di Montecassino si ispira il disegno della cattedrale: la pianta di tipo basilicale è composta da tre navate longitudinali, un transetto rialzato rispetto al resto della chiesa e un quadriportico. La cattedrale sorse su un’area un tempo già occupata da altre chiese. Si presenta con due basiliche a tre navate, una superiore e un’altra inferiore che ospita la cripta dove nel 1081 vennero riposte le spoglie di San Matteo e dei Santi Martiri Salernitani. Ultimata la costruzione nel 1084, il duomo fu consacrato da papa Gregorio VII. Attraverso lo scalone settecentesco a doppia rampa, si giunge al quadriportico dopo aver varcato la Porta dei Leoni, un portale romanico marmoreo contraddistinto da due sculture che rientrano senz’altro tra le principali opere del Medioevo campano: un leone e una leonessa che allatta i piccolo, rispettivamente simbolo della potenza e della carità. Il chiostro, a pianta quadrata, è circondato da 28 colonne sormontate da archi a tutto sesto, decorati con intarsi di pietra vulcanica. In asse con ogni colonna è collocato un rosone circolare, mentre al di sopra corre un loggiato. Al centro una fontana a vasca circolare di granito, che era in origine il fonte battesimale della cattedrale. Addossato al lato meridionale del quadriportico è il campanile in stile arabo-normanno. Che si innalza per 52 metri su una base quadrata, e culmina con una torretta campanaria cilindrica con decorazioni orientali a tarsia policroma. L’atrio e il campanile sono ciò che resta dell’originario impianto romanico. Per il resto il complesso corrisponde alla ristrutturazione barocca avviata dopo il terremoto del 1688, su progetto dell’architetto napoletano Arcangelo Guglielmelli, modificato e completato dall’architetto romano Carlo Buratti. La navata centrale della basilica superiore è sormontata da una volta a botte, mentre il transetto presenta delle capriate in legno. Nella parte terminale della navata centrale si inserisce un coro ligneo, che immette all’area presbiteriale, preceduto da due amboni monumentali degli ultimi decenni del XII secolo. Composti da colonne bizantine con capitelli che sorreggono la cassa, gli amboni sono decorati con sculture in bassorilievo e mosaici di pietre policrome. Segue l’altare, decorato con un paliotto d’argento, mentre al centro dell’abside è il trono vescovile. Si tratta di un trono marmoreo, di fattura barocca, che è stato sostituito nel Novecento all’originario in legno. Il transetto ha una pavimentazione a mosaico, risalente ai primi decenni del XII secolo, che davanti all’altare assume la forma dei fiori a sei petali costituendo il cosiddetto prato di primavera. Di pregio anche i mosaici dell’abside centrale, delle absidi laterali e il sepolcro di papa Gregorio VII. Lungo le navate laterali sono undici cappelle. La più ricca dal punto di vista artistico è la cappella Pentecoste, che conserva una importante tela, “La Pentecoste”, attribuita a Francesco De Mura. La cappella Santa Maria degli Angeli invece ospita una notevole scultura gotica lignea. Di fattura gotica è anche il monumento funebre della regina Margherita di Durazzo, uno dei tanti ospitati nelle navate laterali. A livello inferiore è la cripta, che si estende sotto il transetto e il coro. Fu costruita in epoca normanna, ma tra il 1600 e il 1616 fu trasformata in forme barocche dall’architetto Domenico Fontana: venne edificato il doppio altare centrale, intorno alla doppia statua bifronte di bronzo di San Matteo eretta sul sepolcro, e vennero collocate nell’abside centrale le spoglie dei Santi Martiri Salernitani. Intorno al 1950 la disposizione della cripta venne stravolta: l’altare venne spostato in un’absidiola sulla parete nord, mentre al suo posto venne scavata la scala che conduce alla tomba del santo. Dalla sagrestia si accede sia alla cappella del tesoro, dove sono conservati reliquie e preziosi arredi sacri del periodo gotico, sia al complesso dell’ex seminario che attualmente ospita il Museo Diocesano.
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