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Salute in Viaggio

La Salute in Viaggio

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Prevenire i disturbi provocati dal viaggio

A cosa è dovuta la chinetosi?
La “chinetosi”, ovvero quell’insieme di disturbi provocati da un movimento non uniforme, si presenta in moltissime persone. La più diffusa forma di questo malessere è il mal di mare. La soglia di sensibilità alla chinetosi varia a seconda dei soggetti ed è molto elevata nei bambini e negli adulti in caso di ansia. I sintomi sono: sudorazione, vertigini, nausea e vomito.


Come porvi rimedio?
Gli antistaminici e gli antichinetosici sono efficaci contro la chinetosi ma provocano sonnolenza e, in soggetti che soffrono di glaucoma, sono addirittura controindicati.
Esistono alcuni rimedi omeopatici in grado di alleviare questo disturbo, senza dare alcun effetto collaterale. Si tratta di granuli da sciogliere sotto la lingua e sono molto indicati per i bambini.
In ogni caso, è bene ridurre al minimo il rischio prima di partire, riposandosi nel modo giusto, mangiando leggero, non bevendo alcol e mantenendo il veicolo molto areato.

Quali sono i disturbi provocati dal un viaggio in aereo?
Il mal d’aria
Questo malessere, accompagnato da nausea e vomito, è provocato dalle sollecitazioni anomale alle quali sono sottoposti gli organi dell’equilibrio situati nell’orecchio interno.
Si può ricorrere ai farmaci citati contro la chinesi, assumere tranquillanti o ansiolitici, ma comunque è indispensabile tenersi leggere e astenersi da bevande alcoliche.
Le otalgie
Viaggiando in aereo si può anche soffrire di dolori alle orecchie a causa degli sbalzi di pressione. Bisogna deglutire o sbadigliare per aiutare la tromba di Eustachio ad aprirsi. In caso di raffreddore o rinofaringite, è consigliato farsi prescrivere dal medico un vasocostrittore ed un antinfiammatorio faringeo.
Le tromboembolie
Durante i viaggi aerei transoceanici, nei quali si è costretti a restare seduti a lungo senza poter muovere gli arti inferiori, alcune categorie di persone predisposte possono essere indotte alla patologia tromboembolica, quali: le donne incinte; le donne che assumono forti dosi di estrogeni; le persone con più di 40 anni; gli obesi e le persone che soffrono di varici o con precedenti di trombosi venosa.
Inoltre, alcune situazioni particolari, possono provocare la tromboembolia: una frattura o un intervento di chirurgia ortopedica a rischio; uno scompenso cardiaco; una paralisi degli arti inferiori; un’infezione o una malattia infiammatoria dell’intestino.
Una cura preventiva, concordata con il medico, è indicata per questo tipo di persone nel caso di viaggi lunghi più di 6-8 ore.
Il fuso orario
Quando la differenza di fuso orario tra il luogo di partenza e quello di arrivo supera le cinque ore, le funzioni fisiologiche (la temperatura, le secrezioni ormonali, il sonno) e lo stato di vigilanza risultano alterate. Si verificheranno così dei disturbi quali affaticamento, insonnia, disturbi digestivi, cefaleee e cattivo umore. Questi disturbi però variano a seconda dei soggetti, e sulle capacità di ognuno di recuperare. In media è necessario un giorno di adattamento ogni 90 minuti di viaggio verso ovest e 60 minuti verso est.

Che fare in caso di differenza notevole di fuso orario?
Elenchiamo qui di seguito alcuni consigli per un migliore adattamento e per una più rapida sincronizzazione:
- in aereo è bene mangiare solo all’ora locale della destinazione;
- evitare gli eccitanti quali il caffè, l’alcol e il tabacco;
- per voli verso est è bene coricarsi un’ora dopo; per voli verso ovest un’ora prima;
- è consigliato esporsi ai raggi del sole subito dopo l’arrivo poiché la sincronizzazione risulterà più rapida. Sarà meglio quindi arrivare di giorno piuttosto che di notte in quanto l’iride degli occhi riveste un ruolo importante;
- svolgere attività fisica o intellettuale subito dopo l’arrivo;
- rispettare gli orari locali per il sonno e per i pasti.


Esiste un farmaco per attenuare i disturbi dovuti al jet-lag?
Vari studi hanno dimostrato che la melatonina, un ormone secreto dalla ghiandola pineale, svolge un ruolo determinante nel funzionamento dei nostri ritmi biologici. E’ stato quindi messo a punto un trattamento per quelle persone molto sensibili al jet-lag. Si tratta dell’unica medicina di cui si sia dimostrata l’efficacia nel sincronizzare i ritmi biologici, in particolare il ciclo sonno-veglia.


Quali sono gli inconvenienti dei viaggi in automobile o in pullman?
Per il mal d’auto valgono gli stessi consigli dati in precedenza. C’è da sottolineare che se il conducente soffre di questo disturbo, non dovrà prendere gli antichinetosici perché questi provocano sonnolenza. Potrà invece prevedere delle soste o lasciare la guida a uno degli altri passeggeri.

E’ vero che gli incidenti stradali sono la prima causa di rimpatrio sanitario?
Nei paesi in via di sviluppo la frequenza e la gravità degli incidenti stradali fa si che questi siano la prima causa di rimpatrio sanitario.

Quali sono i consigli pratici da seguire se si scelgono i mezzi pubblici?
E’ consigliato evitare gli autobus malandati e con i pneumatici usurati.
Sarà bene scegliere autobus nuovi e, nei limiti del possibile, un posto vicino alla portiera o ad un’uscita di sicurezza.
Naturalmente, in caso di viaggi organizzati, i pullman e gli autisti sono selezionati dai tour operator.

Quali sono gli inconvenienti e i vantaggi dei trasporti ferroviari?
Il treno è molto pratico e più sicuro dell’automobile, in quanto i rischi di incidente sono minori. Ci sono però persone che soffrono il “mal di treno” e, in questo caso, i farmaci antichinetosi provocano nausea e vomito.

Quali sono i vantaggi e gli inconvenienti dei trasporti marittimi?
Anche se gli spostamenti via mare avvengono in genere all’insegna del confort o addirittura del lusso, la crociera si può trasformare in un calvario per chi soffre di “mal di mare”. Il medico di bordo potrà prescrivere un antichenitosico ma, anche se efficaci, questi farmaci inducono sonnolenza.
Un altro inconveniente dei viaggi in mare è che molti passeggeri sono costipati e sono costretti a prendere grosse dosi di lassativi che però, paradossalmente, aggravano la stitichezza.
Gli scali quindi sono un toccasana sia per chi soffre il “mal di mare” che per i costipati. La riduzione della quantità di farmaci unita al movimento contribuisce a rimettere in sesto l’organismo.