Il Museo Del Risorgimento
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Recensito da:
Matteo
Votazione: |
Al centro di Roma, accanto ad antiche e maestose rovine, all’interno del complesso monumentale del Vittoriano, c’è un luogo poco frequentato e conosciuto dai cittadini della città eterna, il Museo Centrale del Risorgimento. Il pensiero di creare un museo dedicato ai momenti ed ai protagonisti di un capitolo così importante della nostra storia nazionale nacque alla fine del 1800.
In un primo momento vennero raccolte e conservate solo le testimonianze e gli oggetti delle guerre d’indipendenza, successivamente, con la fine del primo conflitto mondiale, vennero selezionate le testimonianze relative a questa guerra, considerata, a torto o a ragione, la conclusione ultima dei moti risorgimentali.
Oggi si possono ammirare i ritratti dei personaggi che costruirono l’Italia, le loro armi e i loro manoscritti autografi. La penna di Mazzini, i volantini che d’Annunzio lanciò su Vienna nel '18, la coperta con cui Garibaldi, ferito in Aspromonte, fu avvolto, i manoscritti autografi di Cavour, il tricolore della Repubblica romana del '48 e lo stendardo dei mille, fanno, del percorso espositivo del museo, un vero e proprio archivio della memoria. Ai fianchi della scalinata d’accesso al Museo si possono notare alcune interessanti incisioni che illustrano le fasi preparatorie del Risorgimento; dalla prima diffusione degli ideali della Rivoluzione francese alla rievocazione delle gesta napoleoniche.
Il visitatore può cosiì conoscere o riconoscere i simboli e le allegorie attraverso cui gli artisti dell’epoca rappresentavano gli ideali di libertà dei rivoluzionari ed il mito di Napoleone. Proseguendo con la visita si giunge alla prima sezione del museo dedicata ai protagonisti e agli antagonisti delle vicende risorgimentali. Si possono in questo modo ammirare oggetti, scritti, ritratti di Cavour, Garibaldi, Mazzini, Pio IX e Francesco Giuseppe d’Austria.
Ad ognuno di questi personaggi, che hanno fatto la Storia del ‘800, è dedicato un interessante modulo didattico che lega a documenti e cimeli la descrizione fisica del personaggio stesso attraverso stampe e ritratti. Le sezioni che si trovano all’interno della Galleria sono incentrate principalmente sulle tappe fondamentali delle lotte risorgimentali; dalla Restaurazione ai moti rivoluzionari del 1848, dalla spedizione dei Mille alla presa di Porta Pia del 1870.
Parallelamente, lungo la stessa galleria, un percorso culturale complementare tende a spiegare particolari temi storici legati alle vicende del completamento dell’Unità d’Italia, quali: il brigantaggio, la formazione della Guardia Civica e la satira politica, quest’ultima rappresentata magnificamente da una stampa di Manfredo Manfredi sul trasporto della Capitale da Firenze a Roma. L’ultima sezione del Museo Centrale del Risorgimento è completamente riservata alla prima Guerra Mondiale.
Le tele che illustrano le imprese delle medaglie d’oro e i dipinti di alcuni pittori-soldato fanno da cornice all’affusto di cannone con il quale fu trasportata, nel 1921, la salma del milite ignoto. A conclusione del precorso espositivo l’Istituto Luce ha realizzato alcune video installazioni che proiettano le rielaborazioni delle immagini del film Gloria, effettuato dallo stesso istituto nel 1934 con i materiali originali girati da operatori dell’esercito.
E' possibile visitare il Museo dalle 9.30 alle 18.00.
Per i ricercatori ricordiamo che nello stesso edificio è presente l’Archivio Storico del Risorgimento. L’accesso all’Archivio è libero e vi si può accedere il lunedì, il martedì, il giovedì e il venerdì dalle 9 alle 13.15, il mercoledì dalle 9 alle 17.15, il sabato dalle 9 alle 12.30.
Categoria: Musei
Un bel museo ed ingresso libero!
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Recensito da:
RenataFois
Votazione: |
UN BEL MUSEO, NON C' E'' CHE DIRE. ED INGRESSO LIBERO! Ma, quello che mi ha negativamente colpito è stato nel vedere quelle cassette con la fessurina per le elemosine, poste all'ingresso del museo, le targhette di carta con la descrizione sui busti degli eroi, quasi tutte graffiate, scolorite e illeggibili!
E il misero chiosco con le pubblicazioni e le guide turistiche e quelle scomode sedie per i pochi sorveglianti. Per gestire meglio le spese di manutenzione ordinaria, non sarebbe meglio aprire una biglietteria e far pagare a tutti i visitatori almeno un euro!
ora si paga....
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Recensito da:
Vincenzo
Votazione: |
Alla visitatrice Renata Fois, tutto vero quello che racconta. Prima il museo era sempre pieno di gente, di persone che visitavano e ammiravano i cimeli i quadri e tutto il materiale esposto, ora che si paga 5,00 euro non cè quasi piu' nessuno. vincenzo vitali
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